Ruffo Fabrizio

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FABRIZIO RUFFO Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Priore di Bagnara prima e di Capua successivamente.

+ 1685 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1641

 

 

Gli è conferita la dignità di cavaliere di gran croce dell’ordine gerosolomitano.

1659

 

 

Ha il comando delle galee dei cavalieri di Malta.

1660

 

 

 

Aprile maggio

Malta

Impero ottomano

Salpa a fine aprile per l’isola di Candia (Kriti) con 7 galee. Ai primi di maggio si trova a Cerigo (Kithira). Gira attorno all’isola alla ricerca di prede e si ricongiunge con la flotta veneziana comandata da Francesco Morosini. Scorre di nuovo nell’arcipelago alla vana caccia di 30 bailere che si salvano a Chio (Khios). Sono catturate 3 saiche.

Giugno

 

 

Si incontra a Cerigo con la squadra pontificia di Gianfrancesco Ferretti (4 galee) e 3 galee toscane agli ordini di Niccolò Gamurrini. Litiga con Francesco Morosini per ragioni di prestigio: la causa, il posto che devono occupare nello schieramento le galee maltesi.

Luglio

 

 

Ritorna senza frutto a Cerigo a seguito di una vana caccia degli avversari.

Agosto

 

 

Si collega con i veneziani;  insieme le flotte navigano nell’  Egeo per contrastare il passo a 14 navi ottomane che stanno conducendo 6000 soldati di rinforzo a Candia. Agli ordini di Francesco Morosini dà la caccia al convoglio scovato nel golfo di Napoli di Romania (Navplion); lo insegue e lo disperde sino a metà mese allorché giungono a Cerigo le milizie francesi comandate da Amerigo d’Este. Prende parte con la flotta veneziana all’attacco al porto di Suda (Souda). Fa sbarcare con 700 soldati Antonio Correa Montenegro; viene assalito il fortino di Santa Veneranda. Con la sua conquista i maltesi respingono un attacco portato da 100 cavalieri turchi; Antonio Correa Montenegro nello scontro rimane ferito ad una gamba da un colpo di moschetto. I cavalieri dell’ordine gerosolomitano conquistano il castello Apicorno. A fine mese Gianfrancesco Ferretti e Niccolò Gamurrini rientrano in Italia; i veneziani, invece, si rafforzano nel villaggio di Cicalaria. Si prosegue con un attacco turco condotto da 6000 fanti e 200 cavalieri agli ordini di Catrezogli Pascià. I maltesi difendono con vigore il campo e l’assalto viene respinto dopo otto ore di combattimento: 1000 turchi sono uccisi contro 500 uomini della lega.

Settembre

 

 

Fabrizio Ruffo decide di rientrare a Malta: l’organico a bordo è indebolito per le perdite subite. Tocca Zante (Zakinthos), Corfù (Kerkira), Messina; in un mese di navigazione giunge a Malta.

1661

 

 

 

Gennaio

Malta

Corsari

Barbareschi

Parte per Augusta con 6 galee; a Capo Passero si imbatte in un vascello corsaro di Tunisi. Lo sottomette in poche ore di combattimento. La nave, che sta navigando da Tunisi a Smirne (Izmir), è carica di mercanzie valutate in 70000 ducati. Sono ridotti in schiavitù 130 uomini tra mori e turchi.

Aprile maggio

Malta

Impero ottomano

Tenta di partire a fine aprile; nella realtà a causa dei venti contrari può salpare solo a metà maggio. Si rifugia inizialmente all’isola di Paxo (Paxoi) a causa del vento contrario;  si trasferisce a Corfù.

Giugno agosto

 

 

Si ricongiunge con i veneziani a Cerigo. Scorre con Francesco Morosini nelle acque di Mitilene (Mitilini) con 20 galee e 2 galeazze. Si collega a Chio con il resto della flotta ed assedia l’isola. Le navi cristiane danno la caccia a quelle turche. Giovanni Francesco Ricasoli, che si trova all’avanguardia, si accorge che le imbarcazioni avversarie si stanno indirizzando verso Negroponte (Evvoia). Con la sua capitana e la “San Pietro” Fabrizio Ruffo insegue 3 galee dirette verso Milo (Milos). Gli avversari, atterriti anche dal forte vento di tramontana, si gettano sulla costa fracassando i loro legni; altre 4 galee subiscono la medesima sorte. Fabrizio Ruffo ne avvista una, messasi al coperto dietro un promontorio dell’isola, la investe e ne vince la resistenza (120 turchi, tra morti e feriti contro 60 maltesi). Gli ottomani imbarcati nelle 7 galee andate ad incagliarsi contro gli scogli cercano di nascondersi nell’isola di Milo finché sono costretti ad arrendersi ai veneziani ed ai maltesi. Al termine del combattimento sono fatti 2013 schiavi (la quota dei maltesi è di 613 unità) e vengono liberati 650 cristiani. La flotta alleata rientra stentatamente alle proprie basi per le malattie che ne hanno assottigliato gli organici: 1130 sono gli ammalati e di costoro muoiono subito 58 uomini.

Settembre

 

 

Rientra a Malta con al rimorchio 2 galee.

…………………

 

 

Gli succede al comando delle galee il conte Adamo di Bratislava.

1682

 

 

E’ eletto ammiraglio dell’ordine.

1683

 

 

Viene spedito a Napoli con la galea “Santa Maria” a rendere omaggio al viceré di Napoli il marchese del Carpio.

1685

 

 

Muore.

CITAZIONI