Montauto da Francesco

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1974

FRANCESCO DA MONTAUTO (Francesco Barbolani) Cavaliere di Santo Stefano.

+ 1599

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1590

 

 

 

Agosto

Toscana

Corsari barbareschi

Si trova a Livorno. Ha il comando delle galee dell’ordine dei cavalieri di Santo Stefano al posto di Pier Luigi dei Rossi. Conduce la sua squadra in Corsica; si indirizza nelle isole Eolie e nell’ arcipelago toscano. Cattura qualche legno corsaro.

Settembre novembre

 

 

Naviga con 2 galee grosse e 3 sottili; viene informato da una feluca che lo accompagna della presenza di un grande vascello e di 4 legni minori algerini. Alle sue navi è ordinato di mirare in particolare all’alberatura: il vascello avversario viene così disalberato ed è agevolmente sottomesso. Anche i navigli più piccoli pervengono in potere di Francesco da Montauto. Tutte le navi conquistate sono trainate verso il porto di Livorno. A metà novembre vi è un’ulteriore uscita in mare della squadra stefaniana al fine di pattugliare le coste toscane. Un’improvvisa ribellione dei vogatori musulmani nella capitana induce Francesco da Montauto a rientrare prematuramente in porto senza avere ottenuto alcuna preda.

1591

 

 

 

Marzo       Luglio 

Toscana  

Duca Savoia

Salpa da Livorno, trasporta un corpo di milizie da sbarco ed abbondanti provvigioni. La spedizione è, apparentemente, volta contro i barbareschi; in alto mare è informato che l’obiettivo reale è quello di occupare le isole delle Pomegues, che dominano l’imboccatura del porto di Marsiglia (Marseille) ai danni del duca di Savoia Carlo Emanuele. Con la connivenza del vescovo della città e del capitano Bausset, comandante del forte d’If, Francesco da Montauto è in grado di prendere possesso di di tale castello. Respinge dalla località un attacco portato dalle galee sabaude comandate da Carlo Doria.

Novembre

Toscana

Corsari barbareschi

Incrocia con 5 galee in Levante. La sua squadra viene obbligata da una tempesta a rifugiarsi a Porto Ercole,  controllata dagli spagnoli con i quali il granduca di Toscana non è in buoni rapporti. Francesco da Montauto vieta agli equipaggi di scendere a terra, presta gli opportuni saluti, mediante salve d’artiglieria, alle autorità della fortezza e, appena può riprende il mare. Raggiunge Malta per onorare il nuovo gran maestro; nonostante la stagione avanzata si spinge in Cirenaica sino a Tolometta, l’antica Tolemaide, dove riporta alcune prede di poca importanza. Nelle acque della Corsica si impadronisce di 2 brigantini corsari. I prigionieri sono 40. A Livorno.

1592

 

 

 

Giugno

 

 

Un’infezione petecchiale manifestatasi a bordo lo obbliga a ritornare in Italia dopo un breve viaggio ed a una lunga quarantena a Portoferraio.

1593

 

 

 

Novembre

 

 

Si incontra a Livorno con Enrico Pucci che ha il comando della flotta pontificia: tratta la creazione di una lega più grande comprendente la Spagna per fronteggiare meglio la flotta ottomana.

1595

Toscana

Impero ottomano

A Messina con 4 galee; si unisce con don Pietro di Toledo, con le squadre di Napoli e di Sicilia;  prende parte ad un improvviso attacco ai danni di Patrasso (Patrai). Respinto, si dirige verso Rodi (Rodhos) alla ricerca di prede; cattura un brigantino barbaresco e ritorna a Messina dove trova Giovanni Andrea Doria con la squadra di Spagna. Il capitano generale tergiversa a lungo preferendo, alla fine, licenziare le squadre alleate. Francesco da Montauto rientra in Toscana.

1596/1597

Toscana

Corsari barbareschi

E’ nominato generale di mare. Negli ultimi giorni di aprile salpa da Livorno per l’usuale pattugliamento dell’alto Tirreno. Naviga nelle acque della Corsica allorché è richiamato in Toscana dal granduca Ferdinando dei Medici. Conduce i suoi legni nelle acque di Sicilia; sempre senza alcun risultato a causa dell’ignavia di Giovanni Andrea Doria. Si collega con il capitano dei pontifici Cesare Magalotti; incrocia con quest’ultimo lungo le coste di Barberia e negli arcipelaghi cristiani dove sono catturati alcuni bastimenti dei corsari. In crociera anche l’anno seguente; si ammala ad agosto. Nonostante tutto cerca di completare la sua missione consistente nel dare la caccia al corsaro Amurat Rais. Ripresosi ad ottobre ha nuovamente il comando della squadra stefanesca. A novembre cattura nelle acque della Corsica un brigantino barbaresco con a bordo 29 uomini; ritorna a pattugliare il Tirreno tra Livorno e l’isola d’Elba con la capitana e la “Siena”. Si impossessa di una fregata francese di 8 banchi che in precedenza si è impadronita di 2 feluche uscite da Livorno. Lasciata la preda a Portoferraio, continua a navigare nelle acque della Toscana.

1598

 

 

 

Gennaio maggio

 

 

Ai primi di gennaio, durante una sosta a Bonifacio, è informato che gli equipaggi di 3 brigantini barbareschi sono sbarcati a poca distanza dalla città per compiere un’incursione a terra. Francesco da Montauto salpa con 2 galee; la sera stessa assale gli avversari che si danno alla fuga. Dopo un breve inseguimento la capitana cattura all’arrembaggio un brigantino; un secondo bastimento è costretto dal “Siena” a gettarsi sulla costa. Solo il terzo brigantino riesce a far perdere le proprie tracce approfittando del buio. A maggio con la capitana viene a battaglia con un grosso vascello algerino; non riesce a conquistarlo per colpa del capitano della galea “San Giovanni” che, invece, di muoversi in suo soccorso per investire l’ avversario come da segnali convenuti, si accontenta di sparare da lontano sulla nave corsara. A metà giugno riprende il mare per controllare le coste dell’isola d’Elba, di Montecristo, del Giglio e di Giannutri. Si dirige successivamente verso la Sicilia; a fine mese sosta nei pressi di Trapani. E’ informato sulla presenza in zona di 2 navi corsare. Le cerca inutilmente; fa rotta verso la costa africana. Ai primi di luglio avvista vicino a Monastir un’imbarcazione il cui comandante, di fronte alle sue 5 galee, sceglie di buttarsi sulla costa ed ivi fare sbarcare il suo equipaggio. Francesco da Montauto, nonostante il maltempo, decide ugualmente di impadronirsi della nave barbaresca avvicinandosi anch’egli a riva. Sulla costa compaiono all’improvviso un contingente di cavalleria berbera ed uno di fanteria che tentano di ostacolarlo nella sua azione tendente al recupero del legno avversario. I cannoni di corsia delle 5 galee stefanesche respingono i musulmani. La nave è disincagliata. La notte seguente avvista 2 galee: sono catturate, rispettivamente, dalla capitana e dalla “Siena”.  Il giorno seguente la padrona si impadronisce di un brigantino carico di formaggio del quale i corsari sono entrati in possesso poco tempo prima. Non riesce, viceversa, a Francesco da Montauto l’impresa di catturare alcuni legni che trasportano i cavalli arabi del sultano. Rientra a Livorno a metà mese. Al termine della crociera ottiene un periodo di convalescenza per potersi curare dai suoi acciacchi. Si ritira per un pò di tempo a Crespina in alcune sue proprietà. Viene sostituito temporaneamente nel comando della squadra dal fratello Bartolomeo.

1599

 

 

Muore.

CITAZIONI