Mansell Robert

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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ROBERT MANSELL  Gallese. Ammiraglio. Baronetto.

+ 1645 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………….InghilterraSpagna
Ha il braccio dstro paralizzato a seguito di un duello. Naviga nella marina regia al servizio della della regina Elisabetta; prende parte all’assedio di Cadice (Cadiz). E’ successivamente nominato vice-ammiraglio ed ha la responsabilità di controllare le acque dei Mari Stretti.

1602

 

 

 

 

 

 

Autunno

Inghilterra

Spagna

Pattuglia le coste della Manica alla testa di una squadra di vascelli. Naviga a bordo del “Hope”. Nello stretto di Dover intercetta 6 galee di Federico Spinola. Ne cattura 2 ed altre 2 costringe ad allontanarsi: queste cadranno nelle mani degli olandesi. Se ne salvano solo 2 tra cui quella dello Spinola.

1604

 

 

 

 

 

 

Aprile

 

 

 

 

Lascia il servizio attivo per essere nominato “Treasurer of the Navy”; a capo dell’ammiragliato si trova un suo parente, lord Nottingham. Manterrà tale carica per quattordici anni

……………….

 

 

 

 

Acquista privatamente da un mercante larghe scorte di alberi di navi e grandi quantità di legname da costruzioni navali e si avvale dell’operato di lord Nottingham per rivendere gli stessi materiali all’ amministrazione: l’operazione gli procura lauti profitti.

1605

 

 

 

 

Con il controllore della flotta reale John Trevor ed il responsabile di un cantiere di Woolwich fa costruire il vascello “Resistence” utilizzando legname e manodopera pagati dalle entrate reali. La nave così costruita sarà successivamente noleggiata alla marina per il trasporto di un’ ambasceria in Spagna. Il cattivo esempio è presto seguito dai suoi subordinati. Esige bustarelle dai fornitori. Nello stesso anno è chiamato a far parte di un’ambasciata inglese in Spagna.

1608

 

 

 

 

Viene formata una commissione d’inchiesta, guidata dal conte di Northampton, per indagare sulla corruzione imperante nella marina. Essa scopre che solo Robert Mansell in un anno ha ricavato 12000 sterline dalle forniture e che, inoltre, si è impadronito di altre 1000 sterline stornandole dagli stipendi degli equipaggi. Rassegna le dimissioni; fa sparire i registri e presenta una situazione dalla quale risulta creditore per le spese di viaggio di 10000 sterline. Interviene il re Giacomo Stuart a suo favore: Robert Mansell e John Trevor possono così continuare nei loro traffici truffaldini.

……………….

 

 

 

 

Fa parte della Camera dei Comuni.

1610

 

 

 

 

A maggio viene nuovamente rieletto “Treasurer of the Navy”.

 

1615

 

 

 

 

Ottiene la concessione del monopolio nella fabbricazione del vetro. Investe nel settore 25000 sterline acquistando vetrerie a Londra, nel Galles meridionale, nel Dorset ed a Newcastle-upon-Tyne.

1618  
Ottiene per motivi politici il comando di una squadra navale con il titolo di viceammiraglio del regno e luogotenente della marina reale. In cambio deve vendere il suo incarico di tesoriere.

1620

 

 

 

 

 

 

Settembre ottobre

Inghilterra

Corsari barbareschi

Per ordine del re Giacomo Stuart salpa dalla baia di Plymouth, attraversa il golfo di Biscaglia e si dirige verso lo stretto di Gibilterra. Il convoglio è composto di 18 navi; Robert Mansell si trova a bordo del “Lion” di 600 tonnellate; lo affiancano altri   5 vascelli  (il “Vanguard” di 660 tonnellata ed il “Rainbow” di pari stazza, dotati, ciascuno, di 40 cannoni di bronzo;  il “Constant Reformation”, l'”Antelope” e la “Couverture”, più piccoli e forniti anch’essi di cannoni di bronzo. 4 vascelli dispongono di 250 uomini di equipaggio; 2 di 220 e 160 rispettivamente. Affiancano il convoglio 10 mercantili armati, presi a nolo per l’impresa, una pinaccia per gli inseguimenti sotto riva ed un’altra imbarcazione adibita a nave rifornimento. Tutte queste unità sono armate con cannoni di ferro. Si tratta nel complesso di un contingente di 2250 uomini dei quali un terzo sono stati reclutati a forza.  Suo secondo è sir Richard Hawkins, viceammiraglio del Devon e figlio di uno dei vincitori dell’Invincibile Armata, un vecchio marinaio inattivo dal 1594 e personificazione delle più onorate tradizioni del periodo elisabettiano; costui naviga a bordo del “Vanguard”. Come contrammiraglio Robert Mansell sceglie il nipote sir Thomas Button (“Rainbow”).  Fanno parte della spedizione anche due capitani che hanno conosciuto da vicino i corsari barbareschi, Thomas Squibb, già prigioniero ad Algeri e buon conoscitore della città, e l’ex corsaro Robert Walsingham. Ha l’ordine di incrociare nel Mediterraneo occidentale senza spingersi più ad est della Sardegna,  di collaborare con le squadre olandesi e spagnole presenti nelle stesse acque per dare anch’esse la caccia ai corsari, di spingersi ad Algeri e di chiedere  al pascià Kassan Kussa la consegna di tutti gli inglesi, schiavi, rinnegati ed uomini liberi; di esigere la restituzione di tutte le navi inglesi catturate nell’ultimo quinquennio nonché la punizione dei corsari. In caso di risposta negativa gli è imposto di distruggere la flotta algerina.

Novembre dicembre

 

 

 

 

Si ferma in tre porti spagnoli dove fa scendere gli ammalati: il suo arrivo a Malaga provoca il panico nella città perché la sua flotta è scambiata per quella ottomana. A fine mese si colloca davanti ad Algeri. La città è bene fortificata, come lo sono le 200 miglia di coste dello stato. Infligge alcune perdite agli avversari le cui navi, spesso, riescono a sfuggire alla sua caccia data la loro velocità. Gli è, tuttavia, proibito di assalire la capitale perché al momento l’Inghilterra non ha alcun desiderio di inimicarsi il sultano turco. Robert Mansell perde così tempo in una inutile azione diplomatica; in una notte, anzi, i corsari algerini violano il suo blocco ed introducono nel porto 3 navi predate, di cui 2 inglesi, una di Great Yarmouth ed una di Plymouth. Da ultimo, con l’avvicinarsi dell’inverno Robert Mansell si ritira a Cagliari, in Sardegna; punta, indi, sull’isola di Minorca (Menorca) e da qui, a fine dicembre, si trasferisce ad Alicante. Continuano anche nella primavera seguente le malattie che colpiscono i suoi equipaggi tanto che si arriverà alla cifra di 400 uomini ammalati sbarcati in Spagna.

1621

 

 

 

 

 

 

Gennaio aprile   
Riceve dall’Inghilterra l’ordine di restare lungo le coste barbaresche per altri sei mesi. Invia  Richard Hawkins in avanscoperta verso Malaga per ricevere i rifornimenti che gli sono stati promessi mentre egli con Thomas Button incrocia con il resto della flotta, sempre senza alcun esito, tra Cartagena ed Alicante. Si porta verso lo stretto di Gibilterra: i risultati sono sempre nulli. L’unica preda consiste in un mercantile francese, con un carico d’olio ed alcuni passegeri mori ed ebrei, catturato sulle coste del Marocco: i turchi a bordo riescono a fuggire calando le scialuppe. Ad aprile decide di attaccare la flotta corsara ferma nel porto di Algeri; affitta una polacca di 120 tonnellate e 3 brigantini a due alberi, tutti legni più rapidi e manovrabili dei suoi vascelli; prende una casa in affitto ad Alicante e la traforma in una fabbrica di bombe. Ritorna sotto Algeri ed incrocia con la sua squadra davanti alla costa. Nonostante la sua presenza i francesi denunciano la cattura di 21 loro imbarcazioni da parte degli avversari. Robert Mansell chiede nuovamente la liberazione degli schiavi cristiani; il dey ne fa rilasciare 40, tutti quelli, a suo dire, sono presenti nella città. L’ammiraglio reclama pure il rimborso dei danni subiti a causa della cattura di 150 navi inferta dai corsari algerini alla marina mercantile inglese negli ultimi cinque anni. Gli algerini, a loro volta, chiedono il risarcimento per i navigli loro depredati da corsari inglesi: domandano pure la punizione dei medesimi, senonche, di costoro, uno, Richard Gifford, fa ora parte dell’ammiragliato ed altri due, il Garrett e l’Allen, ricoprono il ruolo di console, rispettivamente ad Alicante ed a Livorno. Le trattative vanno pertanto in lungo; non ottenendo alcuna risposta soddisfacente, Robert Mansell decide di chiedere disposizioni all’ammiragliato; si sposta nelle acque fra Malaga e Minorca (Menorca). Gli inglesi dichiarano apertamente la guerra al dey.

Maggio

 

 

 

 

Prova a Maiorca le operazioni previste dal suo piano di attacco nel porto di Algeri in cui sono coinvolti 230 uomini e 13 imbarcazioni.  L’assalto evita il tradizionale impiego dei brulotti per scegliere una tattica più complessa. Robert Mansell fa preparare 2 brulotti, uno di 100 tonnellate e l’altro di 60: entrambi sono pieni di materiale incendiario oltre che di legna secca, stoppa da calafataggio, pece, asfalto e zolfo; entrambi sono muniti di catene e grappini con cui attaccarsi saldamente elle prede designate. A Robert Walsingham è affidato il comando di uno dei 2 brulotti; l’altro è condotto dal capitano Stokes. Gli equipaggi devono portarsi fino alla diga di Haradin,  accostarsi nottetempo ad un paio di navi corsare, dar fuoco alle materie incendiarie portate a bordo e darsi alla fuga su scialuppe appositamente prese a rimorchio. Un terzo brulotto, più piccolo, deve, invece, essere spinto dal vento in mezzo alla flotta avversaria. I brulotti dovrebbero essere supportati dai 3 brigantini carichi, a loro volta, di granate, secchi di fuoco greco e picche incendiarie da lanciare sui ponti o da configgere nel fasciame. 7 barche, da ultimo, sono poste in attesa degli eventi fuori la diga. Il vento  spinge i brulotti verso il molo. La squadra inglese avanza ed apre il fuoco. Nello stesso momento nasce un violento temporale per cui si vanifica ogni speranza di successo. Solo 2 navi nemiche sono rese inutilizzabili.  Robert Mansell è costretto a  ritirarsi sotto il fuoco delle batterie dei forti cittadini.  Negli stessi giorni 4 navi corsare barbaresche forzano una volta di più il blocco delle sue navi ed entrano nel porto. Decide di fare ritorno ad Alicante per rimettere a posto la sua flottiglia, pianificare un nuovo assalto ed attendere nuove disposizioni, rifornimenti e rinforzi.

Giugno luglio

 

 

 

 

Il Lord Ammiraglio Buckingham gli ordina ri rinviare in Inghilterra Richard Hawkins e Thomas Button con la “Vanguard” (che invece Mansell sostituisce con il più malandato “Lion”), il “Rainbow”, il “Constant Reformation” e l'”Antelope”. Robert Mansell continua le operazioni con i soli “Vanguard” e “Couverture”; si libera anche di 4 mercantili non più atti a prestare servizio. Fa vela per Cadice; non si accorda con gli spagnoli per un’azione combinata tra i suoi vascelli e le galee iberiche. Durante le trattative viene richiamato in Inghilterra per l’aggravarsi della situazione internazionale.

Settembre ottobre
  A fine mese giunge nei pressi dell’Inghilterra. Ad ottobre arriva a ridosso dei Downs; si ancora al largo della costa del Kent, tradizionale punto di riunione della flotta. Tiene testa ai suoi critici attribuendo il fallimento della missione alla scarsità di comunicazioni, alla carenza di vettovaglie ed al cattivo tempo.
1624  E’ chiamato a far parte del Consiglio di Guerra. Sopravvive alla campagna di pettegolezzi sul suo conto, mantiene la carica di viceammiraglio e la sua licenza di monopolista del vetro. Entra a far parte del parlamento dove difende le leggi sui monopoli, compreso il suo sul vetro.

1626

 

 

 

 

Con la nomina a ministro degli esteri del favorito del re Carlo II, il duca di Buckingham, Robert Mansell, suo oppositore, cade in disgrazia e gli viene tolto ogni incarico.

1641/1645

 

 

 

 

Nel maggio 1641 si trova nelle aule di Westminster quando crolla un soffitto della Camera dei Comuni: nell’occasione sguaina la spada come se il parlamento fosse stato oggetto di un attacco da parte di qualcuno.  Muore verso il 1645.

CITAZIONI

-“Who had the best fighting record of any of the Elizabethan admirals still young enough to serve, with Sir Richard Hawkins as his second…Mansell did his best in the teeth of acute logistical difficulties, but it is doubtful if in any circumstances he could have achieved much.” Rodger

“Must be regarded as one of the most inept admirals in history.” Lloyd

 

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