Henry Mainwaring

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - Y - Z

 

Cerca nel sito:

HENRY MAINWARING Di Ightfield, nello Shropshire.

Pirata prima, corsaro poi, baronetto infine. Il nonno è stato viceammiraglio del Sussex.

1586 – 1653

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1602 Figlio cadetto di una famiglia di piccola nobiltà con possedimenti dello Shroposhire e nel Cheshire.  A dodici anni è iscritto al Brasenose College di Oxford, ove, nel 1602, consegue il  baccellierato in lettere.
1604

Studia giurisprudenza all’Inner Temple di Londra. Cerca senza successo di darsi all’avvocatura; sceglie, alfine, la carriera militare. Negli stessi anni, circa, diviene allievo del letterato John Davies di Hereford, che, più tardi, al momento del suo primo viaggio in mare gli dedicherà un’ode di commiato.

1610 Inghilterra Forse prende parte all’assedio di Juliers.
1611 Inghilterra Pirati

E’ proposto il suo nome come capitano del Saint Andrew’s Castle nei pressi di Southampton. Ha l’incarico di sradicare dal canale di Bristol la pirateria, in particolare di contrastare le azioni di Peter Easton.

1612
Luglio Inghilterra Spagna

Deluso dalla carriera militare rivolge le sue ambizioni sul mare. Acquista per 450/700 sterline dal mastro d’ascia Phineas Pett il “Resistance”, una veloce nave di 160 tonnellate; il fratello Arthur accende un’ipoteca per il pagamento del resto del prezzo d’acquisto. Pare che la sua intenzione originaria sia quella di recarsi a commerciare nelle Indie Occidentali; secondo altre fonti, invece, dovrebbe accompagnare in Persia Robert Sherley, inviato in quel paese come ambasciatore. Riesce a trovare tra Londra e Dartmouth alcuni finanziatori. Secondo un’altra versione ottiene dal re d’Inghilterra una patente di corsaro che lo autorizza a colpire le navi spagnole nelle Indie Occidentali.

1613
Estate In proprio Spagna

Salpa da Newport con il “Resistance” ed il “Nightingale”, entrambi i vascelli sono ben armati ed approvvigionati. Ufficialmente la sua meta sembra essere quella delle isole Antille. Arrivato nelle vicinanze di Gibilterra cambia rotta e si dirige verso la costa barbaresca, a Mamora (Mehedia, nei pressi di Rabat), nella costa marocchina dell’Oceano Atlantico. Da tale località inizia la sua attività di pirata. Gli è presto riconosciuto il titolo di ammiraglio della  flotta piratica di Mamora:  con il suo carisma si trova a capo di una flottiglia nella quale sono imbarcate parecchie centinaia di uomini (30 navi, la maggior parte con una stazza di 100 tonnellate, ma anche di 200 e 300 tonnellate). Nel corso di tale attività  Henry Mainwaring acquista una notevole conoscenza della vita di numerosi corsari e pirati agenti nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico. Tra le sue prime prede vi sono il “Golden Lion” di Lubecca ed il “Gift” di Calais: entrambe le navi sono catturate nell’agosto al largo della costa spagnola. Preleva solo le merci appartenenti a mercanti spagnoli. Si impadronisce di numerose imbarcazioni, specie iberiche. Per quanto possibile evita di attaccare i vascelli inglesi. L’entità del bottino accumulato in tre anni di pirateria si dice che ammonti ad un milione di corone. La sua fama si diffonde rapidamente: è esaltato lungo la costa barbaresca mentre nell’Irlanda meridionale la sua ricchezza e la sua generosità ne fanno una sorta di eroe leggendario.

…………….. In proprio Paesi Bassi

Alcuni vascelli da guerra olandesi olandesi recuperano uno dei legni da lui predati in precedenza e gli conquistano il “Nightingale”.

1614
Giugno In proprio Inghilterra Portogallo Francia

Imita l’azione di Peter Easton ai danni dell’isola di Terranova (Newfoundland); vi conduce 8 vascelli, di cui 2 catturati durante il percorso (uno sui banchi di pesca ed uno lungo la costa); resta nell’area per tre mesi e mezzo  rapinando i pescherecci lungo la costa occidentale dell’isola. Assolda carpentieri, requisisce viveri e munizioni con un suo criterio particolare: un marinaio ogni sei e la quinta parte dei loro viveri; per quanto attiene le navi portoghesi si appropria di tutto il vino e delle provviste con l’eccezione del pane; su una nave francese, ancorata ad Harbour Grace, preleva 10000 pesci. Si impossessa di una nave francese che sta pescando a Carbonear.

Agosto In proprio Spagna Francia

Durante la sua assenza una flotta spagnola di 99 navi, comandata da Luis Fajardo, sottomette Mamora. Anche la squadra olandese di Jan Evertsen ha ricevuto il medesimo ordine di eliminare la pirateria da questo nido.

Settembre

A metà mese lascia l’isola di Terranova. Lo accompagnano 400 marinai ed i pescatori della flotta da pesca arruolati con la forza o con l’inganno. Sulla strada del ritorno si impossessa di una nave portoghese carica di vino e di un’imbarcazione francese che trasporta pesce essiccato.  Informato della perdita della base di Mamora Henry  Mainwaring decide di rifugiarsi a Villafranca (Villefranche), nel nizzardo, dove gode della protezione del duca di Savoia Carlo Emanuele. A lui si unisce un altro pirata inglese di famiglia nobile, Robert Walsingham. Villafranca diviene la sua base operativa ai danni degli spagnoli. Con 6 navi moltiplica le prede; il bottino complessivo è valutato in 500000 corone per sei settimane di corsa.

1615
Giugno In proprio Spagna

Incrocia una squadra spagnola di 4/5 vascelli mossasi alla sua ricerca da Cadice (Cadiz) con l’ordine di catturarlo vivo o morto. Il corsaro si trova alla testa di sole 3 navi. Ne segue una feroce lotta che dura fino al calare delle tenebre; gli avversari sono costretti a ritirarsi a Lisbona con forti perdite.

Luglio

I tentativi spagnoli di farlo prigioniero falliscono. Non ci riescono neppure i corsari cui il re di Spagna concede patenti di corsa e lettere di rappresaglia. Gli ambasciatori spagnolo e francese intervengono sul re d’Inghilterra Giacomo Stuart anche perché Henry Mainwaring nelle sue azioni inalbera la bandiera inglese.

1616
Giugno Inghilterra Corsari barbareschi

Gli spagnoli offrono ad Henry Mainwaring il perdono ed una rendita annua di 20000 ducati affinché assuma il comando di una loro squadra. Anche i veneziani gli prospettano un ruolo nella loro marina. Rifiuta preferendo fare ritorno in Inghilterra; fa vela verso l’Irlanda e negozia con il re l’indulto per sé e per il suo equipaggio. La proposta trova un’aspra opposizione nell’ambasciatore spagnolo Gondomar: ne nasce un incidente diplomatico tra la Spagna e l’Inghilterra. Per contraccambiare la buona volontà dimostrata nei suoi confronti Mainwaring, quando 3 navi barbaresche vengono segnalate a Leigh nell’estuario del Tamigi raduna subito i suoi uomini e dà loro la caccia nella Manica. Le conquista all’arrembaggio; libera un centinaio di prigionieri cristiani trovati a bordo delle 3 imbarcazioni ed entra trionfalmente nel porto di Londra trasportando a rimorchio i legni catturati. Il perdono ufficiale gli è concesso a luglio in cambio della sua cessazione da ogni attività corsara. A novembre ritorna in Irlanda prima di lasciare 2 sue navi a Dover.

1618/1620

E’ nominato baronetto a Woking a fine marzo del 1618. Diviene uomo di corte, da cui riceve uno stipendio. Diviene amico del principe Carlo Stuart. E’ in corrispondenza con il duca di Buckingham George Villiers. E’ inviato a Venezia. Nella città è accolto dall’ambasciatore inglese Henry Wotton che lo accoglie come un Nettuno redivivo. Consiglia ai veneziani di utilizzare un nuovo schieramento per la protezione in mare dei convogli commerciali. Le autorità della Serenissima impressionate dalla sua capacità marinara lo inviano in Inghilterra con lo scopo di persuadere il sovrano a concedere in prestito alla repubblica 3 vascelli della flotta inglese. Nel gennaio 1619 gli sono consegnati al riguardo 600 corone e gliene sono promesse altre 200 mensili fino al suo ritorno in Italia. In Inghilterra si incontra a Newmarket con il re Giacomo Stuart per discutere della richiesta. la proposta non viene accettata per timore di perdere le navi. Ad aprile il Buckingham, che ricopre il ruolo di lord ammiraglio, avvicina l’ambasciatore veneziano Donato informandolo che il suo paese non avrebbe consegnato i vascelli, ma che non avrebbe impedito a Mainwaring   di avere il comando della flotta per combattere gli spagnoli nell’Adriatico.  La cosa non ha seguito.  Mainwaring ritorna nell’anonimato. Nel febbraio 1620, a seguito delle sue lamentele, viene nominato da lord Zouche luogotenente del castello di Dover e vicegovernatore dei Cinque Porti. Mainwaring fa tutto il possibile per riattare le fortificazioni e rendere loro la piena efficienza. La scoperta che egli fa di un funzionario disonesto, il quale anziché polvere da sparo conserva nella santabarbara cenere e sabbia, dimostra fino a che punto sia stata lasciata in abbandono dagli inglesi la fortezza di Dover. Cattura a Leigh-on-Sea, sul Tamigi, a soli cinquanta chilometri dal centro di Londra, una banda di rinnegati di Salé.  Tra un intervallo e l’altro dei suoi incarichi Mainwaring ha il tempo di scrivere un memoriale “Of the beginnings, practices and suppression of pirates” che  indirizza all’attenzione del sovrano. Per ciò che riguarda la punizione dei pirati fatti prigionieri raccomanda la clemenza; non tanto per una lacrimosa idea di pietà quanto perché egli pensa che sia più vantaggioso per lo stato utilizzare il loro talento di marinai anziché l’impiccarli senza processo. Mainwaring raccomanda altresì di impiegarli come vogatori nelle galee, navi adatte per perlustrare la costa ed in qualsiasi altro possibile servizio nautico. Il manoscritto originale dell’opera è conservato al British Museum. Sempre nel periodo Henry Mainwaring si trova nell’imbarazzante situazione di dover porgere il benvenuto in Inghilterra proprio allo spagnolo Gondomar, appena sbarcato a Dover. Quest’ultimo ringrazia l’ex-pirata per averlo accolto e scherzosamente osserva che per la sua cortesia gli avrebbe assicurato 12 sterline sul  milione di cui aveva spogliato i sudditi della Spagna.

1621 Viene eletto al parlamento nel seggio di Dover; non vi ricopre un ruolo significativo. Si interessa della Compagnia della Virginia. Alla notizia che una nave mercantile proveniente da Amburgo con un carico di zucchero, spezie e monete è naufragata nelle Goodwin Sands ottiene li lasciare la Camera dei Comuni al fine di assentarsi qualche giorno. Rimane deluso nelle sue speranze di arricchimento perché non gli è concesso di trasportare a Dover le merci dell’imbarcazione. Si fa anche alcuni nemici finendo per perdere l’amicizia anche di lord Zouche: è da costui accusato di essere un donnaiolo.
1623-1626 Inghilterra

Nel 1623 gli è rescisso l’incarico di luogotenente del castello di Dover: in realtà è il capro espiatorio di un contrasto che oppone alcuni uomini politici al duca di Buckingham. Il principe Carlo non è in grado di aiutarlo perché lord Zouche accetta di lasciare la sua carica solo se Mainwaring non sia più presente nella luogotenenza di Dover. Nello stesso anno gli viene affidato il comando di alcune spedizioni navali; naviga sul “Prince Royal”. Scrive altri libri, tra cui “Seaman’s Dictionary”, il primo, e per oltre un secolo, migliore trattato relativo ai termini marittimi. Nel gennaio 1624 non viene rieletto alle elezioni come candidato del distretto di Dover. Protetto da lord Buckingham si interessa sempre di cose navali; fa pressioni affinché sia rafforzato il porto di Portsmouth. Nel 1625 l’Inghilterra è in guerra con la Spagna: non gli viene dato in alcun modo l’occasione di diventare operativo. Lo stesso si verifica nel giugno 1626, nonostante un’offerta iniziale di affidargli il comando di un vascello. Solo a dicembre a chiamato  fa parte di una commissione d’inchiesta sulla flotta reale a causa dell’insuccesso della spedizione guidata da lord Willoughby.

1627-1651
Nel 1627 viene chiamato a far parte dell’Ammiragliato con altri ex-corsari quali Richard Gifford e sir John Pennington; è presente nella Commissione degli Abusi Navali; il re lo vuole quale suo consigliere per la marina. Affianca il sovrano in una rassegna della flotta in partenza per La Rochelle che si svolge all’isola di Wight. Sempre nella stessa estate alle truppe del duca di Buchingham ferme in Francia all’isola di Ré iniziano a difettare le vettovaglie. A settembre il re lo invia a Plymouth per controllare le operazioni volte ad una spedizione di soccorso. Nel marzo 1628 aiuta James Bagg a sedare un ammutinamento dei marinai. E’ quindi trasferito a Portsmouth, dove assiste John Coke nella preparazione di una nuova spedizione in Francia a favore degli ugonotti contro il governo centrale. A giugno rientra a Londra fianco del Buchingham.    La morte del padre, che non gli lascia niente in eredità, l’assassinio del suo protettore il duca di Buckingham nel 1629, il fallimento di un suo progetto riguardante il Brasile lo amareggiano duramente. Nel 1630 sposa, contro il volere del suocero che disereda la figlia, Fortune Gardiner e la relativa nipote. La moglie muore tre anni più tardi e la figlia poco dopo nel 1639. Nel 1636 Henry Mainwaring ha il comando del vascello “Unicorn” agli ordini del giovane conte di Northumberland. Serve nella marina reale fino a raggiungere il grado di viceammiraglio. Nel 1641 è condannato per debiti anche se, apparentemente, non viene arrestato. Nel 1643 raggiunge la corte reale ad Oxford; l’università lo insignisce del titolo di dottore in medicina. Le tribolazioni, tuttavia, continuano. Travolto sempre dai debiti si stabilisce prima nelle isole Scilly e poi, nel 1646, a Jersey. Nel 1648 si dichiara favorevole alla causa reale contro il Parlamento; gli è affidato il compito, con altri capitani, di mettere al sicuro l’adolescente principe di Galles quando la causa del re è in pericolo. Ha il comando dell'”Antelope” ma non prende parte di persona al conflitto. Carlo I è decapitato; con la sconfitta del partito favorevole alla monarchia è inviato in esilio in Francia. Mainwaring nel 1651 viene perdonato dal Parlamento. Rientra a Londra (novembre) possedendo in tutto un cavallo e  vesti del valore di otto sterline.
1653 Muore in povertà a metà maggio a Londra. Viene sepolto accanto alla moglie in St. Giles’ Church, Camberwell, quartiere londinese nel distretto di Southwark.

CITAZIONI

-“Pirata attivo nell’Atlantico e nel Mediterraneo. Il più famoso pirata inglese dei tempi e tra i più abili nel comando e nella guerra navale.” Wilson

-“Per molti lati fu, di tutti i capitani (pirati), il più abile …famoso capo pirata autore di un discorso sulla pirateria…Fu l’ultimo di una stirpe di grandi capi pirata. Dopo il suo rientro nei ranghi l’attività piratesca subì un evidente declino…Mainwaring era particolarmente duro con i pescatori stranieri, e li abbandonava talvolta al viaggio di ritorno senza null’altro per mantenersi in vita se non un po’ di pane e le proprie risorse…Mainwaring corse i mari per più di due anni, durante i quali lasciò un’impronta duratura nella pirateria inglese. In particolare fu violentemente anti-spagnolo.” Senior

-“ Per l’abilità marinaresca, per la manovra in battaglia, per l’abbordaggio, per la capacità di resistenza al nemico si dice che non v’habbia chi lo superi in tutta l’Inghilterra.” Da una relazione dell’ambasciatore veneziano in Inghilterra riportata dal Senior

-“La storia di Mainwaring presenta un particolare interesse. Non solio egli fu un pirata fortunato – senza confronto il più fortunato in Inghilterra- ma accettò in seguito l’incarico affidatogli dal re di distruggere i suoi antichi compagni e pubblicò le memorie complete del suo passato, un’opera che costituisce uno dei principali manuali della pirateria. Mainwaring era uno di quei geni che hanno sbagliato epoca. E’ fuor di dubbio che se fosse vissuto cinquant’anni prima la sua gloria avrebbe eguagliata quella di grandi navigatori come Drake o Raleigh. Viceversa, il suo peculiare talento rimase in gran parte inutilizzato durante il regno assai più pacifico e meno avventuroso di Giacomo I.” Gosse

-“In poco tempo Mainwaring acquistò la fama del pirata gentiluomo, capace di saccheggiare una nave e di distribuire poi il provento del bottino ai poveri abitanti della costa irlandese, di uccidere senza pietà tutti gli spagnoli catturati su di un galeone, e di rimettere in libertà, senza chiedere un soldo di riscatto, e baciando anzi loro galantemente la mano, le signore trovate a bordo; di andare all’assalto di una nave barbaresca reggendo la sciabola nella mano inguantata e di disalberare con poche bordate un bastimento di stazza doppia di quella della sua nave.” F. Valori

-“Fue una de aquellas pernalidades singulares que truvo la desdicha de vivir en una época que no encajaba con su manera de ser. Le correspondia haber vivido en la gran época de la pirateria inglesa, y de haber sido subdito de Isabel, en lugar de serlo del pacifico Jacobo I, es lo mas seguro que su fama hubiese rivalizando con la de los mayores corsarios de la época. Decimos esto a Juzgar por todo lo que llevo a cabo, aun viviendo en unos tiempos poco propicios para sus actividades.” Masia de Ros

-“He was a case of poacher turned gamekeeper. What makes him exceptional is that he was a Bachelor of Arts from Brazenose College, a gentleman pirate who finished up ad adviser to the duke of Buckingham, a commander in the Ship Money fleet, Master of Trinity House and the man who taught Charles II seamanship in exile.” Lloyd

-“We find something romantic in Sir Francis Verney, a singularly despicable character, and Mainwaring, a not very successful pirate, subsequently described as dishonest, untruthful, and quarrelsome, is transformed into “no unworthy successor” to Drake himself or his “very incarnation”. Fisher

– “He was a man entirely representative of his class- the well-born adventurers whose restless spiritis or broken fortunes had driven them, upon the cessation of the war with Spain, to find employment upon the high seas or in the service of the Barbary states. A member of one of the oldest families in England- the Mainwarings ooof Peover, in Cheshire- he had taken to piracy- so he assured the King- more by accident than design.” Corbett

-“Era talmente temuto dalle nazioni europee da avere ricevuto offerte di amnistia dalla Spagna, dalla Savoia e dalla Toscana, mentre Yusuf, il dey di Tunisi giurava (sono parole di Mainwauing) “che se fosse stato con lui avrebbe diviso con me i suoi beni in parti eguali, e mai mi avrebbe spronato a farmi turco.”…L’importanza di Meanwaring per la storia della pirateria discende non tanto dalle sue imprese, reali o immaginarie, quanto dai suoi scritti. Il suo “Discorso sugli esordi, prassi, e repressione dei pirati” venne inviato poco dopo il condono a presentato a Giacomo I nel 1618..in un elegante manoscritto di quarantotto pagine zeppo di dotte frasi latine e con miniature in oro. Lo scritto valse un cavalierato al rinato Mainwaring..Il Discorso venne trascritto e messo in circolazione (ne sopravvivono almeno nove copie) e divenne un testo di riferimento per i governanti desiderosi di comprendere la minaccia all’economia costituita dai pirati. I cinque capitoli del Discorso rivelano una straordinaria combinazione di intelligenza, conoscenza diretta e sano buon senso.” Tinniswood

-“He was a linguist and scholar of no mean ability, and one of the greatest seamen of the age. His skill in naval attack and his mode of boarding and resisting the enemy were said to be without equal in England. He was one of the greatest of the Jacobean pirates and was regarded as a “patriotic pirate” by those who maintened that he never molested English vessels.” E. Hunt

-“While lieutenant of Dover Castle, Mainwaring set about writing a dictionary of nautical terms for those “whose quality, attendance, indisposition of body (or the like)” prevented them from attaining a firm knowlwdge of “the parts, qualities and manner of doing things with ships”, for, as he observed, “very few gentlemen (though they be called seamen) do fully and wholly un deerstand what belongs to their profession. Although not printed until 1644, the “Deaman’ Dictionary” was circulated in manuscript by his author.” Thrush

 

 

 

Previous articleMaime Rais
Next articleMalipiero Girolamo