De Danser Simon

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SIMON DE DANSER (Simon Danseker, Simon Tantzer, Simon Danziker, Zymen de Danser, Simon the Dancer, Deli Rais) Olandese, di Dordrecht. Il suo nome vero sembra che sia stato Simon Simonsen. Soprannominato anche “Gran Diavolo”.

 1557 – 1615 (febbraio)

 

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Paesi Bassi

Spagna

Detto il Vecchio, per distinguerlo dal figlio, anch’egli corsaro, divenuto a sua volta un famigerato pirata che finirà i suoi giorni in Marocco per deicarsi ad una lucrosa attività di merci rubate. Simon  De Danser comincia come semplice marinaio a Dordrecht. La sua capacità è premiata con il comando di una nave. Ottiene la patente di corsaro dagli Stati Generali durante la ribellione contro la Spagna.

1606

In proprio

 

A seguito di un’infruttuosa spedizione nel Mediterraneo si stabilisce a Marsiglia (Marseille), si sposa con la figlia del governatore della città e si mette in affari come costruttore di navi. Dissipa tutto il denaro che possiede, vende un suo vascello e ne spende analogamente il ricavato. Privo  di un comando riunisce alcuni malfattori del porto, ruba una piccola imbarcazione e prende il mare. In breve si impossessa di un grande vascello nel quale si trasferisce con il suo equipaggio. Numerosi marinai inglesi e mori si uniscono a Simon De Danser. Si trova alla testa di una piccola flotta. Il vascello più grande della squadra dispone di 300 uomini e di 60 cannoni. Conclude un accordo con un rivale, il corsaro inglese John Ward, ed aumenta in modo considerevole le forze a sua disposizione.

1607

 

 

Si trasferisce ad Algeri sotto la protezione del pascià Redwan. Utilizza nelle sue operazioni  un vascello tondo.  Usando le prede catturate come modelli Simon De Danser insegna agli algerini il comando e la navigazione dei vascelli tondi, vale a dire di quei velieri utilizzati nell’ oceano Atlantico, equipaggiati con ponti alti, gruppi di vele ed un numero di cannoni superiore rispetto alle navi che si trovano usualmente nel Mediterraneo. Insegna pure loro il modo di manovrarli utilizzando il sistema delle vele che, con opportune inclinazioni e manovre, permette di usufruire anche dello spirare contrario dei venti. Ottiene come ricompensa una base logistica nella città ed un mercato dove vendere i propri bottini.

1608

In proprio

Inghilterra Spagna

Scorre il Mediterraneo accumulando grandi ricchezze. Dispone di 4 navi; Simon De Danser naviga nel vascello “Lubeck” condotto da marinai olandesi, inglesi e turchi. Nelle acque di Sanlucar de Barrameda, sulla Costa del Sol, cattura un convoglio composto di 29 bastimenti inglesi, francesi e fiamminghi. Compare, anche, al largo di Capo di San Vincenzo (Cabo de Sao Vicente) con 18 vascelli. In un triennio si impadronisce nel complesso di 40 navi che vengono incorporate nella flotta corsara. Da questo momento gli algerini sono in grado di sostituire le perdite subite nella guerra di corsa con i bastimenti catturati e con i vascelli costruiti dai loro stessi cantieri. Simon De Danser viene chiamato Dali Rais, che vuol dire Gran Diavolo; si fa costruire un palazzo in Algeri e diviene intimo amico del pascià locale e del dey di Tunisi. Lungo le coste maghrebine ormai incrociano una flotta inglese ed una spagnola con l’ordine di prenderlo vivo o morto: diviene, pertanto, per lui sempre più pericolosa la permanenza ad Algeri anche perché non ha mai abiurato alla fede cristiana.

1609

 

 

 

Gennaio febbraio

 In proprio

Spagna Venezia

Cattura al largo della costa di Valencia un convoglio di navi spagnole cariche di frumento. La nave ammiraglia è costituita da un vascello siciliano, proveniente da Palermo, “La Bellina”,  che naviga di conserva con altre 2 navi. Sono catturati a bordo del vascello 160 passeggeri, il figlio del viceré di Maiorca Sandoval ed il figlio illegittimo del viceré di Sicilia, il marchese di Villena. A quest’ultimo sono sottratti 300000 corone destinati al padre in Sicilia. Un mese dopo veleggia nel Mediterraneo orientale e si impadronisce di un mercantile veneziano a circa dieci chilometri dalla costa meridionale di Cipro (Kypros).

Aprile giugno

 

 

Naviga alla testa di 5 vele algerine (compreso anche il vascello “La Bellina”), dalla stazza di 500/600 tonnellate ciascuno, di 2 grandi petacchi e di una nave portoghese catturata in precedenza. Intercetta un convoglio di 4 navi inglesi (fra cui la “Charity” comandata da Daniel Bannister) ed una fiamminga.  Il convoglio, che è stato pure avvistato dal corsaro francese Beaulieu-Persac, cerca di allontanarsi. Simon De Danser si incunea in esso. Il capitano della “Prosperous”, l’inglese Starop, si arrende immediatamente; anche il “Charity” ed il mercantile fiammingo cadono in suo potere. Il primo vascello è lasciato andare in quanto catturato, e rilasciato, nei giorni precedenti da corsari legati a John Ward; il corsaro olandese si trattiene il “Prosperous”, il “Pearl” e l’imbarcazione fiamminga il cui carico consiste in seterie ed altre mercanzie per un valore di 20000 sterline. I marinai del “Pearl” lo pregano di essere sbarcati: il corsaro dona a ciascuno di costoro  4 scellini per aiutarli a raggiungere la Spagna. Prosegue nella sua navigazione e, sempre sulla costa spagnola, al Capo di Santa Maria, affronta il vascello del Beaulieu-Persac. Si mette in ordine di combattimento. Una tempesta impedisce lo scontro. La corrente lo trascina allo stretto di Gibilterra. Nel frattempo il Beaulieu-Persac si collega con la squadra di Juan Maldonado, luogotenente del duca di Ferrandina Pedro di Toledo, generalissimo delle galee spagnole, che, con l’incarico di difendere il litorale andaluso,  sta dando la caccia a Simn De Danser con 8 galee. Di esse 3 sono comandate dallo spagnolo Luis Carrillo e 5 dal genovese Domenico Centurione. Gli avversari preparano un’imboscata ai suoi danni. Una tempesta scompagina la formazione spagnola per cui Simon De Danser, senza altre preoccupazioni, può puntare direttamente su Algeri.

Luglio

In proprio

Spagna

Una flotta spagnola di oltre una decina di galeoni agli ordini di Luis Fajardo attraversa lo stretto di Gibilterra con l’ordine esplicito di dare la caccia ai corsari barbareschi. Simon De Danser decide di ritirarsi dalla guerra di corsa portando con sé il denaro accumulato; ricerca un paese disposto ad offrirgli asilo. Riesce ad intavolare delle trattative attraverso la cattura di una nave spagnola in navigazione con dieci gesuiti di Valencia a bordo: si avvale di costoro per informare segretamente la corte francese di Enrico IV della sua intenzione di rientrare a Marsiglia dove ha lasciato moglie e figli. I francesi iniziano dei negoziati volti ad ottenere la messa in libertà dei gesuiti.

Agosto Settembre

 

 

Si tratta seriamente anche a Firenze per offrirgli asilo nel granducato di Toscana.

Ottobre

In proprio

Spagna

Simon De Danser organizza la sua fuga da Algeri: 4 navi corsare entrano nel porto con un carico di merce scelta. Acquista la quasi totalità delle mercanzie trasportate e vi sale a bordo per pagare il prezzo convenuto. Ai remi delle stesse vi sono solo schiavi cristiani. Mentre quasi tutti i marinai degli equipaggi musulmani si trovano a terra, organizza una rissa tra gli schiavi ai remi ed alcuni mori rimasti a bordo: costoro sono tutti uccisi (150 uomini) tranne alcuni ufficiali che sono presi in ostaggio. Resosi padrone delle 4 navi, reca con sé 2 potenti cannoni di bronzo che gli sono stati prestati dal governo algerino; imbarca i gesuiti riscattati dietro l’esborso di 27000 lire. Salpa per Marsiglia; nel golfo di Cadice (Cadiz) si impadronisce per strada di un galeone e di altre 2 navi spagnole che, diretti a Siviglia (Sevilla) stanno entrando nell’estuario del Guadalquivir. Entra, successivamente, nel porto di Marsiglia dove è accolto dal governatore della Provenza (Provence) il duca Carlo di Guisa. Offre al duca un cospicuo donativo consistente in un buon numero di schiavi cristiani liberati ed i prigionieri musulmani, destinati ad essere trattenuti in ostaggio in cambio della liberazione di suoi compagni tratti in arresto ad Algeri a seguito della sua fuga.  Si riunisce con i propri famigliari dopo un’assenza di due anni; vende le prede per 60000 corone e si trova a disporre di un patrimonio valutato in mezzo milione di corone. Nella città non trova, tuttavia, l’accoglienza sperata; deve girare con una guardia del corpo ed è costretto a risarcire i danni ad alcuni mercanti marsigliesi. Il pascià di Algeri reclama invano la restituzione dei 2 pezzi di artiglieria sottratti con l’inganno: Simon De Danser li donerà al  duca di Guisa. Anche i governi spagnolo ed inglese pretendono inutilmente risarcimenti per le perdite subite; il re di Francia fa cadere ogni loro richiesta.

Dicembre

 

 

Viene convocato a Parigi dal sovrano Enrico IV. Si reca nella capitale con il suo protettore, il duca di Guisa.

1610-1614

Francia

Tunisi

A marzo è coinvolto in un progetto che prevede il suo appoggio dal mare al duca di Lesdiguières che avrebbe dovuto attaccare Genova. A metà maggio il re Enrico IV è assassinato e non si parlerà più di tale impresa. A Marsiglia possiede 5 navi. I francesi lo convincono a condurre una spedizione sotto la loro bandiera ai danni degli algerini. Mercanti della città fanno fronte comune e spendono 24000 corone per allestire e vettovagliare 3 navi da guerra a tale scopo. Gli equipaggi  sono costituiti da marsigliesi; a Simon De Danser è richiesto, come contropartita, di depositare la sua fortuna come garanzia del suo ritorno. Salpa ai primi di ottobre; riporta qualche successo contro gli algerini. Con tipica spavalderia entra nel porto di Algeri issando bandiera bianca. Chiede di parlamentare; è invitato di scendere a terra per discutere il problema degli attacchi corsari contro la marineria marsigliese. Accetta; è fatto prigioniero ed è ucciso. Tutto ciò sarebbe avvenuto secondo una versione dell’ambasciatore veneziano in terra di Francia Antonio Foscarini. In realtà torna sano e salvo da Algeri verso la fine dell’anno senza tuttavia avere ottenuto reali garanzie sulla fine delle incursioni algerine ai danni del commercio di Marsiglia. Sulla fine del 1614 il re Luigi XIII gli chiede di abbandonare il suo ritiro per guidare un’ultima incursione contro le coste della Barberia. Negli ultimi mesi, infatti, corsari usciti da Tunisi, tra cui John Ward, hanno catturato 22 navi francesi che si trovano bloccate, con i loro equipaggi, nel porto di La Goletta all’imboccatura del lago di Tunisi.

1615

 

 

 

Febbraio

 

 

Getta l’ancora nel golfo di Tunisi con 2 navi. Si trova a bordo di una nave olandese, “la Meermin” di Amsterdam che proviene da Tetuan. Si reca a La Goletta come ambasciatore del re di Francia per prendere in consegna le 22 navi francesi che, catturate dai corsari barbareschi, devono essere restituite ai legittimi proprietari. Scende a terra con due signori francesi per rendere omaggio a Yusuf Dey. Il giorno seguente quest’ultimo, accompagnato da dodici/quindici dignitari, sale sulla nave olandese per restituirgli la visita. Sono consegnate ufficialmente a Simon De Danser le navi catturate; organizza una grande festa per solennizzare l’evento. Il giorno successivo viene invitato, a sua volta, a visitare il forte di La Goletta. Accetta; all’ingresso della fortezza due turchi si staccano dal corteo destinato ad accoglierlo e gli vanno incontro per rendergli omaggio. Simon De Danser si allontana per cortesia dal suo gruppo e precede i suoi accompagnatori sul ponte levatoio; le porte sono immediatamente chiuse alle sue spalle mentre il resto del suo seguito deve rimanere all’esterno del forte. Viene condotto davanti al dey; è accusato di avere catturato numerose navi, di essersi impadronito di grandi bottini e di avere ucciso molti mori. Viene decapitato dai giannizzeri ed il suo cadavere è gettato in un fossato. Dalla fortezza i cannoni sparano contro la “Meermin” e l’altra nave francese che possono prendere il largo solo a stento. I suoi accompagnatori, rimasti a terra, sono rimandati alle 22 imbarcazioni restituite alla marineria francese e possono salpare a bordo di un mercantile riscattato per raggiungere Marsiglia.

 CITAZIONI

 -“Pirata famoso e valente capitano di mare.” Gosse

 -“Fu il famoso corsaro che (almeno secondo la leggenda) insegnò per primo ai nordafricani ad abbandonare le loro antiquate galee a remi con velatura latina, per iniziare a navigare con “navi rotonde”, cioè vascelli in stile europeo…Danser e il suo compagno, il capitano Ward..guadagnarono fama sufficiente da comparire come personaggi nella commedia di Thomas Dekker “If this be not a good play, the Devil is in it” (1662). ” Wilson

-“Ladrone fiammingo,..il quale aveva insegnato agli stessi pirati l’impiego di grossi vascelli a vela (galeoni) al posto delle galee.” Panetta
“The chief promoter of the change over from galleys to round ships at Algiers…Is a more shadowy figure than John Ward. ” Lloyd

-” All the world about has heard/Of Danseker and Captain Ward/And of their proud adventures every day” (Da una ballata riportata dal Lloyd)

–“Famoso corsaro…Esempio di corsaro inquieto, di personalità borderline, ma caso atipico: egli non aveva mai fatto apostasia, quindi non può essere annoverato tra i rinnegati.” Fabris

-” Con ilcapitano Ward..guadagnarono fama sufficiente da comparire come personaggi nella commedia di Thomas Dekker “If this be not a Good Play, the Divel is in it”.” Lamborn Wilson

-“Il a appris aux Algériens les techniques de navigation et de construction des vaisseaux ronds, ainsi qu’à franchir le détroit de Gibraltar, afin de se lancer des opérations de déprédations lointaines. Signalons d’ailleurs que de paisible marchands languedociens ou provençaux sont accusés, à la meme époque, de fournir la matière première pour construire et équiper les flottes corsaires d’Alger…(A proposito della sua morte) Il est possible qu’un marché ait été négocié à l’insu du pirate pour le livrer aux autorités algériennes en échange de la resitution de vingt-deux prises françaises capturées aau mépris des accords passès avec la France.”  P. Hrodoj – R. Barazzutti
 
-“L’ascesa e caduta di Simon Danseker, il Capitan Diavolo, fu più teatrale e tragica della carriera di gran parte dei rinnegati della costa della Barberia, tendenzialmente squallida, disorganica e a volte l’una o l’altra cosa. La sua adesione a un certo codice etico, il suo rifiuto di rinunciare al cristianesimo, il suo ritorno all’ovile europeo e le modalità della sua morte per mano dei “turchi” fornirono ai commentatori un pretesto per ammirarlo..E ancora prima della rinuncia alla pirateria dell’Olandese, autori inglesi di ballate si stupivano della maestosa grandezza delle sue ambizioni, facendolo oggetto di un’aperta ammirazione ben di rado concessa a corsari”  Il suo cuore è a tal punto ambizioso,/ che ormai il suo supremo desiderio/ è di guadagnare un nobil nome./ La terra ha per lui poco spazio,/ il mare è di più vasta estensione,/ e di maggiore dignità e fama.” Tinniswood

 

 

 

 

 

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