Antonio Correa Montenegro

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ANTONIO CORREA MONTENEGRO Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Fratello di Antonio Correa di Sousa.

+ 1685 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1654

 

 

 

Aprile

In proprio

Impero ottomano

Si collega con altri tre corsari per infestare le acque dell’arcipelago greco. Viene intercettato un convoglio di 13 navi che da Alessandria (Al Iskandariyah) è in navigazione verso La Canea (Khania) con vettovaglie per la flotta e 5500 giannizzeri a bordo. Antonio Correa Montenegro aggredisce gli avversari all’uscita del golfo di Magra. Si presenta con i fanali illuminati per fare credere alla flotta ottomana di fare parte di un contingente più considerevole. Mette in fuga i nemici e li disperde. Con il Bouf assale la capitana nemica. Il Bouf è costretto a ritirarsi perché un albero del suo vascello è stato fracassato da un colpo di cannone. Antonio Correa Montenegro ordina lo stesso l’abbordaggio di tale nave, un vascello di 54 cannoni con a bordo sei compagnie di giannizzeri. I turchi si arrendono. Nella notte tale nave affonda per le falle subite durante il combattimento: vengono salvati l’equipaggio e parte del carico consistente in numerosi sacchi di caffè. Viene, invece, perduto il denaro,  nascosto nella stiva, per un ammontare di 400000 piastre.

……………..

 

 

Nella continuazione delle sue scorrerie si rompe l’albero maestro del suo vascello. Aggiustatolo, si reca ad Alessandria con il Coulonga per consegnare al pascià locale, in cambio di un considerevole riscatto, 233 giannizzeri, fatti prigionieri nel precedente scontro. Avuto il denaro si allontana dalla costa africana.

1660

 

 

 

Agosto

Malta

Impero ottomano

Ha il comando della galea “San Giuseppe” dell’ordine gerosolomitano. Agli ordini di Fabrizio Ruffo prende parte all’assalto al fortino di Santa Veneranda posto nel porto di Suda (Souda). Scende a terra con 700 soldati e lo conquista; nello scontro rimane ferito ad una gamba da un colpo di moschetto. Viene trasportato nella sua nave per le prime cure.

1661

 

 

 

Giugno

 

 

Affianca ancora Fabrizio Ruffo. La flotta ottomana è avvistata avviarsi verso l’isola di Negroponte (Evvoia). Con la sua galea “San Giuseppe” Antonio Correa Montenegro stringe dappresso una galea nemica; non può procedere ulteriormente nelle operazioni di abbordaggio perché alla sua nave si rompe una volta di più l’albero maestro.

1673

Portogallo

 

Milita al servizio del re Pietro di Portogallo. Ha il comando della flotta in Brasile. Viene decorato cavaliere di gran croce dell’ordine gerosolomitano.

1677

 

 

Ottiene il comando delle galee dell’ordine gerosolomitano al posto di Ferdinando di Colloruvat.

1678

 

 

 

Aprile

Malta

Impero ottomano

Salpa risolutamente da Malta; nel golfo di Taranto viene sorpreso da una burrasca per cui è obbligato ad ancorarsi nei pressi. Si indirizza verso Cefalonia (Kefallinia) e nel braccio di Maina dove cattura una tartana con pochi turchi a bordo. Si impossessa, presso l’isola di Sapienza (Sapientza), di una polacca carica di frumento (l’equipaggio è costituito da alcuni turchi); attraversa  l’ Adriatico e raggiunge Taranto. Esce dal golfo; scopre 3 galeotte di Santa Maura (Levkas) e le insegue tutta la notte; all’alba, ne scorge una nelle acque leccesi. La agguanta e si ritrova con 65 schiavi in più; a Capo Colonna ne cattura una seconda (altri 32 schiavi vanno ad arricchire il suo bottino).

Luglio

Malta

Corsari barbareschi

Al ritorno è presa la decisione di assalire i corsari di Tripoli nel loro porto. Viene rafforzata l’usuale squadra di 7 galee con le 2 galeotte conquistate di recente; a queste seguono un brigantino, che normalmente sorveglia le acque di Malta ed altri 3 brigantini, che, di regola, scorrono nelle acque maghrebine, 2 feluche e 7 caicchi. La partenza avviene a fine luglio. Messosi in viaggio con la sua capitana si impossessa nel golfo di Terrano di una tartana tripolina, che ha predato una tartana maltese al largo delle coste siciliane (quindici turchi uccisi nello scontro e 47 fatti schiavi). Rientra a Malta, quando costoro lo informano che nel porto di Tripoli non si trovano i 7 vascelli previsti, ma vi è ancorato solo qualche petacchio.

Agosto

 

 

Riprende il mare per una nuova scorribanda sulla costa della Barberia. Abborda a Cimbalo (l’isola di Zembrah) un londro (69 mori sono ridotti in schiavitù). 2 galee maltesi sono rimandate indietro per il sospetto che sia comparsa a bordo di tali navi la peste. Si porta a Licata ed a Ustica con 5 galee.

Settembre

Malta

Impero ottomano

Bordeggia le coste calabresi con 6 galee; giunge a Paxo (Paxoi) ed entra di notte nel canale di Porto Viscardo (Cefalonia) con la scorta dei caicchi che scandagliano il fondo. La crociera si rivela, alla fine, infruttuosa; un analogo esito negativo avrà la successiva navigazione lungo i litorali calabresi e siciliani.

1679

 

 

 

Aprile

Malta

Corsari barbareschi

Compie una breve scorreria all’isola di Favignana.

Maggio

 

 

E’ prima in Sardegna, successivamente sulle coste siciliane e calabresi; da qui prosegue fino a Santa Maria di Leuca. Effettua una nuova scorreria in Ponente ai danni dei corsari di Algeri. Naviga vicino alle coste italiane, provenzali, spagnole: suoi punti di riferimento, sia all’andata che al ritorno, sono i porti di Barcellona e di Marsiglia (Marseille). Altri approdi utilizzati sono quelli di Portoferraio, Civitavecchia e Napoli; si ferma nell’ultima città allo scopo di ottenere il riconoscimento di un credito di 150000 ducati vantati dall’ordine nei confronti di due mercanti napoletani. Si reca, da ultimo, a Palermo alla ricerca di un carico di frumento da trasportare a Malta.

1680

 

 

 

Gennaio

 

 

Rientra a Malta con 5 galee: altre 2 rimangono a Napoli nell’attesa di incassare il credito sopra ricordato. Le sue navi sono piene di ammalati; molta elevata, in effetti, risulta la mortalità nel suo equipaggio. Viene rimpiazzato al comando delle galee dal fratello Antonio Correa, l’anno precedente ambasciatore dell’ordine in Spagna.

1685

 

 

Muore.

CITAZIONI