Santa Cruz, Álvaro de Bazán, 2nd Marquis of Santa Cruz

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1397

SANTA CRUZ (Alonso de Bazan)  Di Napoli. Marchese di Santa Cruz. Figlio di Alvaro; fratello di Alvaro.

1571 (settembre) – 1646

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1583 Spagna   Ha il comando delle galee di Napoli.

1590

Spagna

Inghilterra

Il re di Spagna gli affida l’incarico di sorvegliare le coste spagnole e di difendere le navi, di ritorno dalle Americhe, dagli attacchi dei corsari inglesi.

1591

………………………

Lord Thomas Howard naviga nei pressi dell’isola di Flores e rimane per sei mesi nelle vicinanze delle isole Azzorre. Il marchese di Santa Cruz, contrariamente agli ordini ricevuti, lascia le coste atlantiche della Spagna con 23 galeoni e naviga alla volta dell’isola di San Michele per tentare di sorprenderlo con la sua flotta. Il conte di Cumberland, che è sotto La Coruna, invia il vascello “Moonshine” per informare   Howard di tale movimento. Il vascello inglese riesce a precedere le navi spagnole ed a informare Thomas Howard del prossimo arrivo degli avversari. Giunge nei paraggi anche il marchese di  Santa Cruz; costui insegue gli avversari per cento miglia e li mette in fuga. Si impadronisce solamente del vascello “Revenge” condotto da Richard Greville: la nave viene catturata perché l’equipaggio è colto impreparato in quanto intento al saccheggio del litorale. Il comandante inglese rimane ucciso dopo quindici ore di combattimento. Al rientro in Spagna il marchese di Santa Cruz, nonostante che con la sua azione abbia protetto l’arrivo dei vascelli provenienti dalle Americhe, viene ripreso per  il suo atto di disobbedienza.

1592

Staziona nelle Indie Occidentali. La sua flotta è scompaginata da una tempesta. Numerose sue navi fanno naufragio; fra esse si trova anche il vascello “Revenge”.

1597
Marzo Ha il comando delle galee di Portogallo.

1603

Agosto

Spagna

Impero ottomano

E’ nominato generale delle galee di Sicilia, Si collega con la squadra dei cavalieri di Malta, comandata da Ascanio Cambiano, per effettuare una scorreria in Levante. Assale l’isola di Coo (Kos), saccheggia la città e vi fa 165 prigionieri. Si dirige lungo le coste della Morea; a Cefalonia (Kefallinia) si incontra con l’adelantado di Castiglia in navigazione con 7 galee. Quiest’ultimo sta ritornando a Napoli per mancanza di biscotto.

1604
Maggio
Lascia Malta proponendosi di scorrere nuovamente in Levante. Fa rotta per Candia (Kriti), avvista una nave veneziana che sta trasportando merci appartenenti a turchi ed ebrei e la blocca a Policastro. A Capo Salamon viene a conoscenza del prossimo arrivo di un convoglio proveniente da Alessandria (Al Iskandariyah): è presto costretto a desistere da tale obiettivo per la presenza di una forte scorta (20 galee).
………………………
Assale di sorpresa l’isola di Longo; sbarcano 50 cavalieri di Malta e 250 fanti spagnoli per bloccare l’entrata del castello e farne saltare in aria la porta. Costoro sono affiancati da altri 450 fanti spagnoli e dal resto della fanteria maltese. Alla guardia delle galee rimane don Garcia de Toledo; all’impresa prendono pure parte Diego di Pimentel e Diego de Ayala. Quest’ultimo ha il comando della fanteria da sbarco. Viene superata la resistenza dei difensori del castello; la località è sottoposta al saccheggio, sono ridotti in schiavitù 189 persone e sono liberati 17 ungheresi tra uomini e donne. Nel combattimento restano uccisi 400 turchi; tra essi vi è anche (ammazzata da due soldati maltesi) una nipote di Alì Pascià l’ammiraglio ottomano che ha comandato la flotta ottomana nella battaglia di Lepanto. I collegati subiscono la morte di 30 uomini ed il ferimento di molti soldati. Il marchese di Santa Cruz lascia l’isola e si dirige a San Giovanni di Palmos per rifornirsi d’acqua. Naviga lungo le coste della Morea dove blocca 2 navi veneziane dirette a Costantinopoli (Istanbul): sono catturati dodici ebrei ed un turco che vi si trovano a bordo;  sono confiscati i loro beni mentre le 2 navi sono lasciate andare. Tocca il braccio di Maina e l’isola di Zante (Zakinthos) dove fa rilasciare gli ebrei dietro il pagamento di un riscatto perché inidonei al remo. Di seguito si sposta sulla costa albanese ed assale Durazzo (Durresi), le cui mura sono difese da 40 grossi pezzi di artiglieria. La città viene attaccata da terra e dal mare da 26 galee: è distrutto questo covo di corsari;  i cannoni  sono portati  via come trofeo.

1606

Giugno Spa Corsari barbareschi
Salpa da Napoli a metà mese alla volta di Messina. Conduce 26 galee bene armate, in particolare la capitana e la padrona. Nella città è raggiunto da Diego de Pimentel con 10 galee. Il primo ha il compito di incrociare nel canale di Otranto e sulle coste pugliesi, il secondo su quelle calabresi. Entra nell’Adriatico diretto contro la città di Durazzo (Durresi). Per compiere inosservato la navigazione, sia nel viaggio d’andata che in quello di ritorno, fa disalberare tutte le sue unità procedendo esclusivamente a remi, riuscendo in tal modo a sfuggire alla vigilanza dei veneziani. Venuto a conoscenza di questa impresa il senato della Serenissima ordina al provveditore della flotta di mantenere le sue navi in costante crociera tra Corfù, Zante e lòa costa pugliese con ordine di impedire ai corsari cristiani e barbareschi ed a ogni imbarcazione di entrare in Adriatico sena opportuno controllo.

Agosto settembre

Luogotenente del principe Emanuele Filiberto di Savoia, capitano generale della flotta spagnola, chiama a raccolta le varie squadre della flotta cristiana. A Messina convergono 4 galee pontificie, 4 genovesi, 4 maltesi, 7 siciliane, 7 toscane, 7 genovesi agli ordini di  Carlo Doria, 6 del regno di Napoli. I vari ammiragli incominciano a discutere sulle precedenze: ognuno intende assumere il comando e nessuno vuole essere considerato secondo ad altri. Nel frattempo giunge la notizia che 4 galee di Biserta (Banzart) incrociano nello  Jonio davanti a Capo Colonna con la chiara  intenzione di sbarcare i corsari che sono a bordo sulla spiaggia di Crotone. Non tutte le navi della flotta sono pronte a salpare. Senza perdere tempo il marchese di Santa Cruz dispone che si avviino alla caccia dei corsari di Biserta le capitane di ogni squadra. Le navi barbaresche prendono la fuga all’apparire delle galee cristiane. L’inseguimento dura dieci ore e prosegue per oltre sessanta miglia; la capitana dei cavalieri di Santo Stefano, più veloce, raggiunge la padrona di Biserta e la investe con lo sperone di ferro. La mischia che segue all’abbordaggio è violentissima; lo stesso Iacopo Inghirami, che ha il comando della nave, rimane ferito nell’azione colpito da tre palle di moschetto. La galea corsara è conquistata con 160 prigionieri; vengono liberati dalle catene 203 schiavi. La nave, il rais e l’armamento toccano ai toscani; i prigionieri sono divisi tra tutti i collegati. Dopo tale episodio la riunione della flotta si scioglie.

1608/10
Il marchese di Santa Cruz è occupato nell’esibizione di prove di forza ai danni di di Larache sulla costa maghrebina e nell’espulsione dei moriscos dalla Spagna. I suoi tentativi di conquistare la città vengono respinti non solo dalla difesa frapposta dai mori ma sono anche frustrati dalle cattive condizioni atmosferiche.
1609
Febbraio
Propone, senza successo, la conquista di Cerigo (Kithira) o, meglio, un’incursione ai danni della carovana di Alessandria: il consiglio di stato spagnolo rigetta i suoi suggerimenti.
1611
Settembre
Il viceré di Sicilia don Pedro Giron, duca di Ossuna, gli affida l’incarico di scorrere nelle acque tunisine. Lascia Messina con 12 galee della sua squadra napoletana, 10 di Genova, 7 di Sicilia e 5 di Malta. Si ferma a Malta per decidere con il Gran Maestro dell’ordine gerosolomitano la strategia da seguire. I temporali lo obbligano a fermarsi a Lampedusa. Qui distacca Diego di Pimentel affinché con 6 galee controlli le acque antistanti le isole Cherchell nel golfo di Gabes. Lo segue con il resto della flotta;  a fine mese sbarca i suoi uomini in tali isole sotto il fuoco di artiglieria delle galee. Il giorno seguente avanzano 3 squadroni, a destra quello di Malta, a sinistra quello di Napoli con il maestro di campo Sancho de Luna, il terzo con i colonnelli di Sicilia e di Lombardia agli ordini di Luis de Cordoba, più 50 cavalli leggeri comandati da Antonio de Mendoza. Il nemico si è trincerato in un braccio di mare. Sale l’alta marea e molti fanti spagnoli hanno fretta di assalire gli avversari perché si trovano con l’acqua alla cintura. La cavalleria è obbligata ad intervenire in loro soccorso; escono i mori dalle loro trincee e vengono respinti con molte perdite. Il marchese di Santa Cruz è obbligato a ritirarsi: conduce con sé come schiavi per le galee 500 uomini tra pescatori e contadini.
1612

Estate

Spagna

Corsari barbareschi

Con 7 galee di Napoli e 6 di Sicilia, comandate da Ottavio d’Aragona, dà alle fiamme 9 vascelli corsari fermi nel porto di La Goletta; saccheggia il porto di Biserta e si impadronisce di un ricco bottino (munizioni, polvere da sparo, sartie): il tutto viene caricato sulle sue galee.

1614
A Messina. Progetta di scorrere in Levante contro i corsari alla testa di 35 galee. Il comando generale della flotta spagnola è affidato al principe Emanuele Filiberto di Savoia. A settembre esce dal porto alla testa di 24 navigli. A Crotone si collega con  alcune navi provenienti da Taranto sulle quali sono imbarcate le milizie da sbarco spagnole.
1618 Spagna Venezia
In concomitanza di un attacco dei persiani ai turchi fa pressioni sul governo affinché siano occupate dagli spagnoli nell’ Egeo ai danni di ottomani e di veneziani  le isole di Patmos e di Zante e sulla costa albanese la città di Durazzo.
1619

Aprile

Spagna

Impero ottomano

Esce da Napoli alla testa delle galee per combattere i veneziani nel’Adriatico; lo affiancano Ottavio d’Aragona e Francisco de Ribera che hanno ai loro ordini i vascelli del regno di Napoli e di quello di Sicilia. Sbarca truppe spagnole nella spiaggia di Vado in Istria. Compie una scorreria in Levante al fianco dei pontifici, delle navi del granduca di Toscana e di quelle maltesi sempre agli ordini del principe Emanuele Filiberto di Savoia. Nell’Egeo. Si dirige contro le 10 galee della guardia di Candia che Antonio Pisani ha l’ordine da Lorenzo Venier di condurre in Adriatico. Si trova di fronte allo stesso Venier nei pressi di Cefalonia. Gli spagnoli si ritirano abbandonando le acque dello Ionio. I risultati della spedizione sono deludenti giacché è catturata solamente la galea del sangiacco di Santa Maura (Levkas).

………………….. Spagna Corsari barbareschi
Appoggia il principe di Savoia in un infelice attacco condotto ai danni di Susa (Susah). Visto il decorso delle prime operazioni a terra consiglia il capitano generale di non sbarcare l’artiglieria e di affrettare l’ordine del ritiro.

1623

………………………

Spagna

Francia

Contrasta i francesi alla difesa di Genova. Obbliga le galee di Emmanuel de Gondi a desistere dal loro obiettivo di attaccare la città ed a rifugiarsi nel porto di Antibes.

Luglio agosto

Spagna

Impero ottomano

Ottiene il comando delle galee della flotta cristiana (25 navi). Salpa da Messina agli ordini del principe di Savoia e si dirige verso il Levante. All’avanguardia si trovano le 5 galee toscane di Giampaolo del Monte, alla retroguardia le 3 pontificie guidate da Obizzo Guidotti, nel corpo centrale le genovesi di Carlo Doria. La navigazione è sconvolta a Santa Maria di Leuca dalle rivalità usuali tra maltesi e genovesi.

1624

Primavera

Spagna

Tunisi

Alla testa della flotta congiunta di Sicilia e di Spagna (8 galee) e di quella di Malta (6 galee comandate da Niccolò della Marra) si imbatte tra Capo Zafferano e l’isola di Cimbalo (Zembrah) nella squadra di Osta Morat. Il combattimento ha luogo poco lontano dalla costa. I corsari barbareschi vedono colare a picco 3 galeoni condotti dal rinnegato Francesco Guicciardo; riportano circa 300 morti ed altrettanti feriti. 200 turchi sono fatti prigionieri. Il bottino ammonta a 200000 scudi. Francesco Guicciardo non riesce a fare saltare la santabarbara della sua nave e viene anch’egli fatto prigioniero. Secondo le fonti spagnole obiettivo della squadra del marchese di Santa Cruz è quello di penetrare nel porto di Tunisi.  Viene affrontato nelle acque antistanti il porto da un veliero olandese di 20 cannoni e dai 3 galeoni del Guicciardo. Il Santa Cruz riesce a penetrare al suo interno  cercando di dare l’abbordaggio alle navi ferme nella rada. Si porta sopravvento ed inizia a bombardare i 3 galeoni del Guicciardo danneggiandone scafo e parapetti. Il rinnegato cerca di fuggire e di raggiungere terra. Le galee abbordano il galeone in cui quest’ultimo si trova e lo fanno prigioniero. Simon Costa traina i 3 galeoni catturati nel porto di Palermo. L’ingresso di Santa Cruz a Palermo è trionfale: le navi che hanno partecipato alla spedizione sono accolte da salve di cannoni che durano un’ora. Pari è la risposta dalle galee.

Luglio
Alla morte del principe di Savoia ottiene il comando generale della flotta. Sconfigge una squadra barbaresca nei pressi di Tunisi di fronte a Porto Farina; si impadronisce di 3 navi e ne affonda altre 2. Si trasferisce nell’Adriatico e vi perseguita le galee corsare di Algeri e di Biserta. Queste trovano riparo in una caletta: il marchese di Santa Cruz le assale senza esitare ed a metà mese consegue una grande vittoria. Una sola imbarcazione riesce a sfuggire ai suoi uomini; 4 sono affondate, 3 vengono date alle fiamme durante il combattimento e 6 sono conquistate a forza. Tra queste ultime si trova la capitana di Barcellona trafugata dai corsari algerini quattro anni prima.

1625

………………….. Spagna Francia Respinge da Cadice (Cadiz) la flotta francese. Si sposta in Liguria e difende Genova ed il suo porto dalle incursioni avversarie.

Novembre dicembre

E’ segnalata la sua presenza nel porto di Savona imbarcato nella capitana di Sicilia. Si incontra con il capitano pontificio Alessandro da Filicaia reduce dalle acque francesi.

1631 Spagna Paesi Bassi Trasporta nelle Fiandre via mare 9782 fanti tra spagnoli ed italiani e 1526 cavalli.
1634
A Palermo, al comando della flotta spagnola; naviga a bordo della galea reale. Allorché la squadra di Malta entra nel porto ordina ai capitani delle navi siciliane, ormeggiate alla sua destra, di cedere il loro posto a favore di quelle dei cavalieri dell’ordine gerosolomitano. La capitana di Sicilia si colloca in vista di quella di Genova: sarà pubblicato un protocollo per convalidare tale situazione gerarchica.

1635

Con il marchese di Villafranca conquista le isole di Lérins, di Sainte-Marguerite e di Saint-Honorat sulla costa provenzale. Gli viene contro la flotta di Ponente comandata dal conte di Harcourt Luigi di Lorena.

……………………… Trasporta truppe nelle Fiandre.
…………………….. E’ nominato maggiordomo maggiore della regina di Spagna Isabella.
1646 Muore.

CITAZIONI

 -“Almost the only galley admiral in the Spanish service who had not disgraced himself during the English war.” Corbett

-“Por término de quarenta anos seguidos se mantuvo a bordo, asistiando a un numero de acciones de guerra tan crecido, que embaraza la cuenta, con la fortuna de salir victorioso en todas aquellas que dirigio como jefe.” Fernandez Duro