Saint-Blancard

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SAINT-BLANCARD (Bertrand d’Ornesan, Bertrand d’Ornezan). Guascone. Corsaro. Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Barone di Saint-Blancard, marchese delle Iles d’Or. Signore di Astarac. Fratello di Bernardino d’Ornesan.

1475 ca.- 1540

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1507      
Marzo Francia Genova Affianca Prégeant de Bidoux nella spedizione contro Genova.
1518      
Aprile    
Ha il compito con il fratello Bernardino d’Ornesan di pattugliare le coste della Provenza (Provence).
1519    
Si lega in affari a Marsiglia con la marchesa Magdalaine Lartessuti un’avventuriera di Avignone: viene creata congiuntamente una società avente per scopo la costruzione di nuove galee.

1520

 

 

 

Agosto settembre

Francia

Impero ottomano

Affianca a Marsiglia (Marseille) Christophe le Mignon, detto  Chanoy, inviato a Rodi (Rodhos) in soccorso dei cavalieri dell’ordine gerosolomitano con 4 brigantini, 4/7 barze e 9 galee francesi.  Saint-Blancard ha il comando della squadra di galee di Levante al posto del fratello, Bernardino d’Ornesan, che ha litigato con il capitano generale. Altri capitani della sua squadra sono fra Gianazzo (Janot de Fieux) ed il Servian. La partenza avviene a fine mese in mezzo alle ovazioni della popolazione. Le navi rispondono con una scarica di artiglieria alle salve sparate dai cannoni della fortezza cittadina. Lo Chanoy naviga in testa a bordo del vascello “La Sainte-Espine” seguito da “La Sainte-Marie Bonadventure” e dalle altre barze. Le galee si trovano alla retroguardia. A Civitavecchia si unisce loro la squadra pontificia. A fine settembre la flotta giunge a Rodi. Muore il sultano Selim ed i francesi ricevono l’ordine di lasciare l’isola e di rientrare in Francia.

Ottobre

 

 

Lo Chanoy prende la decisione di attaccare Beirut (in rivolta contro i turchi): il periodo, peraltro, è propizio per un buon bottino in quanto nella città si sta svolgendo la fiera annuale. L’assenza di vento rallenta la navigazione. Nel porto si trova un convoglio veneziano composto da 8 grosse galee da traffico ivi fermatesi per commerciare. I rappresentanti della Serenissima informano le autorità cittadine delle intenzioni dei francesi. Uno sbarco eseguito troppo in fretta nei pressi di un oliveto ed il cattivo sostegno all’operazione da parte del Saint-Blancard costano la vita allo Chanoy ed a quella di altri 500 uomini (200 gentiluomini che si sono dati alla ventura ed una compagnia di fanti). Gli assalitori infatti si danno presto al saccheggio; assaliti da una pioggia di frecce si disperdono sulla spiaggia. Il Saint-Blancard non li appoggia attivamente accontentandosi solo di rispondere con i cannoni delle navi al fuoco di artiglieria che proviene dalla cittadella. Pochi sono coloro che riescono ad uscire vivi dall’imboscata ed a reimbarcarsi sulle navi. Alla sera le teste degli uccisi, compresa quella dello Chanoy, si trovano infisse sulle picche.  Saint-Blancard guadagna la costa di Cipro (Kypros) con il favore della notte. Raggiunge Rodi e si ferma nell’isola con le galee di Levante: d’altronde il tempo non è favorevole per tale tipo di imbarcazioni. Le barze rientrano, invece, a Marsiglia agli ordini di Raphael Rostan.

Dicembre

 

 

Ha il comando di 4 galee sottili e della galea “Santa Maria”.

1521

 

 

 

Luglio

In proprio

Venezia

Ha l’incarico di generale delle galee di Francia. Assale la nave veneziana “Nana”. Il re di Francia gli fa restituire il maltolto.

Agosto

Francia

Impero

Scorre nelle acque di Siracusa: gli è impedito a Genova di vendere in quel porto le merci predate alle navi cristiane. Si sposta a Villafranca (Villefranche), nel nizzardo, tocca Nizza (Nice). Giunge nella città il Gran Maestro dei cavalieri di Rodi Philippe de L’Isle-Adam: la grande caracca dell’ordine prende fuoco nei pressi di Marsiglia. Il Saint-Blancard interviene, riesce a spegnere l’incendio e rimorchia la nave con le sue galee nel porto.

Settembre

 

 

Con Bernardino d’Ornesan e Prégeant de Bidoux Bidoux (4 galee e 2 barze francesi ed una nave dell’ordine dei cavalieri, rispettivamente) investe un vascello del viceré di Napoli Raimondo di Cardona che, diretto a Napoli, sta trasportando 700 balle di panni per velature. Tali materiali searanno utilizzati per equipaggiare la caracca dell’ordine che in tal modo potrà proseguire la sua navigazione per Rodi.  Saint-Blancard entra in Marsiglia con il vascello a rimorchio delle sue galee.

1522      
……………………..    
Agli inizi dell’anno ha l’incarico di armare le galee di Francia. Gli viene concesso il titolo di viceammiraglio dei mari del Levante.
Maggio giugno Francia Impero
Andrea Doria si reca a Marsiglia con Pietro Navarro e prepara una spedizione in soccorso di Genova. La presenza di tale capitano provoca una sostanziale retrocessione nella scala di comando per  Saint-Blancard e per Bernardino d’Ornesan. Da qui sorgono gelosie e tensioni dei due provenzali nei confronti del genovese. Si dirige verso Genova: il Doria ed il Navarro sono all’avanguardia con 8 galee; saint-Blancard si trova alla retroguardia con il compito di difendere con le sue galee il convoglio dei vascelli. Una tempesta lo blocca all’altezza di Villafranca (Villefranche) e gli impedisce di raggiungere Andrea Doria a Genova. La città cade in potere degli imperiali. Nell’anno si impossessa di una caracca portoghese, paese neutrale. 
1523      

Aprile

 

 

Acquista con l’ausilio economico della marchesa Lartessuti il vascello “La Sainte-Lucie” e si dà alla guerra di corsa. Con il bottino (stoffe, frumento ed altre merci), è in breve in grado di rimborsare i 2000 scudi investiti nelle spese di armamento. Sempre nel periodo la città di Tolosa (Toulouse) fornisce alcuni forzati alle sue galee.

Settembre    
Alla morte del papa Adriano VI con Andrea Doria ed il fratello Bernardino d’Ornesan conduce a Livorno i cardinali francesi che devono prendere parte a Roma al conclave che si concluderà con la nomina a pontefice di Clemente VII.
1524      
……………………..    
La flotta sverna in una rada delle isole Hyères. Ugo di Moncada tenta nottetempo un’azione di sorpresa ai danni di Marsiglia con 17 galee: un forte vento di mistral ostacola la sua navigazione e lo obbliga a rientrare a Genova.  Saint-Blancard è informato a Hyères della presenza degli imperiali; raduna alcuni legni per bloccarne la ritirata. Le galee spagnole giungono in ordine sparso a causa del mare mosso: per lo stesso motivo è difficile la loro intercettazione da parte francese. Il capitano riesce a venire a battaglia con gli avversari: 4 galee ed una fusta sono catturate agli avversari.
Aprile    
Salpa da Cartagena una squadra spagnola.  Saint-Blancard esce a sua volta da Marsiglia a bordo del galeone catturato in precedenza al viceré di Napoli con il fratello Magdalon d’Ornesan; punta su San Fiorenzo (Saint-Florent) in Corsica, base usualmente utilizzata dagli imperiali durante la loro navigazione dalla Spagna all’Italia. Non ha riscontro degli avversari per cui prosegue per la Sicilia dove blocca un convoglio che sta trasportando armi nel napoletano: 2 caracche ed alcuni pezzi di artiglieria fanno parte del bottino francese. Verso Marsiglia.
Giugno luglio    
Imbarca a Savona il re Francesco I su 6 galee (4 al suo comando e 2 a quello del fratello Bernardino d’Ornesan): le navi sono tutte dipinte di nero a causa della recente morte della moglie Claude del sovrano. Remi, bandiere, vele sono tutti elementi caratterizzati da tale colore. Una delle sue galee  conserverà nel tempo tale  colore per cui sarà chiamata “La Negra”.  La flotta francese comandata dal La Fayette e quella imperiale (Ugo di Moncada) si trovano faccia a faccia a Villafranca. Andrea Doria ed il Saint-Blancard prendono congiuntamente all’abbordaggio un brigantino proveniente da Barcellona nel quale sta viaggiando il principe d’Orange, Philibert de Chalons. I due capitani litigano tra loro ritenendosi entrambi autori della cattura del nobile borgognone. Senza tanti problemi Saint-Blancard, coadiuvato dal fratello Bernardino d’Ornesan prende in consegna il prigioniero per condurlo a Marsiglia. Tocca La Ciotat con 14 galee e numerosi brigantini. A Marsiglia ritrova Prégeant de Bidoux.

1525

 

 

 

Gennaio    
Con il La Fayette e parte della flotta, nel porto di Vado Ligure. Ugo di Moncada è sconfitto e fatto prigioniero da una sortita dei difensori di Varazze (Gigante Corso e Simone Tebaldi). Il Saint-Blancard ed Andrea Doria intervengono dal mare e sconfiggono gli avversari. Il capitano provenzale (sempre con il Doria) prende all’abbordaggio la galea capitana.

Aprile

 

 

Ha l’incarico di generale della Linguadoca. Si trova nel Delfinato.

Maggio giugno

 

 

A bordo della sua capitana imbarca a Bordighera Annes de Montmorency; capitano generale della flotta francese; è stato infatti stipulato un accordo tra francesi ed imperiali per scortare da Genova in Spagna, anche con navi francesi, il re Francesco I catturato dagli avversari nella battaglia di Pavia. Gli equipaggi delle sue 6 galee si accompagnano con 15 galee spagnole comandate da Rodrigo Portundo; nella flotta franco-spagnola sono pure presenti  2 galeoni condotti dal fratello Bernardino d’Ornesan e numerose altre navi con a bordo, secondo i patti, equipaggi spagnoli. Prima tappa è Taggia nelle vicinanze di San Remo; all’altezza di Tolone (Toulon) si alza un violento mistral. Il viceré di Napoli, Carlo di Lannoy, fa gettare l’ancora nell’ansa di Sainte-Marguerite. Allorché cala il vento giunge anche Prégeant de Bidoux venuto a trattare le condizioni per uno scalo a Marsiglia resosi necessario per rifornire d’acqua la flotta. Segue la traversata finale da Marsiglia a Cadaqués.

1526

 

 

 

Marzo In proprio Impero
Con Andrea Doria e Bernardino d’Ornesan, nonostante la tregua in corso fra l’imperatore Carlo V ed il re di Francia, si impadronisce di una nave catalana nei pressi delle isole di Hyères. A seguito di tale episodio i consoli di Barcellona inviano una lettera di protesta al re di Francia.

Giugno

Francia

Corsari barbareschi

E’ fermo a Marsiglia: Andrea Doria, che si trova a La Spezia, chiede il suo appoggio per intercettare il Connestabile di Borbone che da Barcellona si deve trasferire in Italia alla testa di numerose truppe. Dalla Provenza  si sposta nel canale di Piombino, dove si scontra con la flotta corsara del Barbarossa.

Luglio

Francia

Impero

A Marsiglia con 6 galee. Milita agli ordini di Pietro Navarro. Salpa da Marsiglia; incrocia nelle acque sarde con 4 galee e 3 barze; sottomette 3 fuste.

Settembre    
Con il fratello Magdalon d’Ornesan si dirige verso la Corsica, a San Fiorenzo. Si impadronisce di 2 caracche spagnole, “La Ferrara” e “La Biscaina” I due capitani puntano, successivamente, su Tolone con le loro prede; arrivati, inviano a Pietro Navarro un brigantino per informarlo che la flotta imperiale di Carlo di Lannoy non è ancora comparsa nelle acque corse.
Ottobre novembre    
Lascia Savona con Pietro Navarro; punta su La Spezia con le sue galee. Prende parte alla battaglia di Punta Chiappa in cui viene disfatta la flotta imperiale comandata da Rodrigo Portundo. Dopo la battaglia lascia 2 galee ad Andrea Doria per rientrare con le altre 4, gravemente danneggiate nello scontro, a Savona. Nel periodo forti sono le sue lamentele verso le autorità francesi: il pagamento delle sue spettanze, infatti, sta subendo un ritardo di sei mesi.
1527      
Luglio     Accoglie in Savona Andrea Doria.
Agosto    
A metà mese affianca a Portofino con le sue galee Andrea Doria ed i vascelli comandati da Clude de Morette. Le navi genovesi e quelle imperiali si trovano imbottigliate nel porto senza possibilità di manovra. I galeotti urlano di terrore sotto il fuoco dell’artiglieria e trasmettono il panico agli equipaggi. 32 navi sono distrutte o pervengono in potere degli attaccanti; le galee di Spagna sono catturate con il loro armamento; sono pure conquistati alcuni galeoni carichi di frumento siciliano e la grande caracca dei Giustiniani, proveniente dal Levante con un carico di pepe. Genova è ormai alle strette;  Saint-Blancard penetra nel porto con Andrea Doria e bombarda la città dal mare. La località cade presto, grazie all’azione di forza condotta a terra dai veneziani di Cesare Fregoso.
Ottobre    
Fa varare a sue spese il vascello ammiraglio della flotta francese “La Bohle”, la più grande nave mai vista nel porto di Marsiglia, di stazza superiore alle mille tonnellate. Vi sale a bordo Renzo di Ceri che ha l’incarico di assoldare truppre a Livorno.
Novembre dicembre    
A Livorno con Andrea Doria: obiettivo è quello di trasportare le milizie di Renzo di Ceri in Sicilia. Una tempesta costrige la flotta a rientrare a Livorno dopo una prima partenza. Seguono dodici giorni caratterizzati dalla mancanza delle vettovaglie e da tensioni fra i vari capitani della spedizione. A causa delle difficoltà frapposte dal Doria e dal provveditore veneziano Agostino da Mula (difficoltà di navigare nel Mediterraneo nel periodo invernale) come obiettivo da colpire viene scelta la Sardegna.  Saint-Blancard ed il Barbecieux si portano a Porto Torres, porto dal quale non si muovono a sostegno della spedizione. Un’epidemia che falcidia le truppe e gli equipaggi costringe gli attaccanti a ritirarsi.  Saint-Blancard ed i veneziani rientrano a Livorno.

1528

 

 

 

Febbraio    
Imbarca nuovamente Renzo di Ceri sul suo galeone “La Bohle” e lo riconduce a Marsiglia. Ha l’incarico di luogotenente generale delle galee di Francia e lo manterrà fino al 1539.
Marzo    
A Marsiglia. Propone vanamente ad Annes di Montmorency, grand maitre de France, di raggiungere il Lautrec nel regno di Napoli. Nel periodo i suoi crediti verso la corte ascendono ormai ad un anno di provvigione. Viene , alfine, approvato il suo progetto di attaccare con un colpo di mano il porto catalano di Palamos. Conduce l’azione. Un corsaro biscaglino attacca la sua squadra, gli affonda 4 galee e cattura il vascello “La Perla”: i relativi equipaggi saranno venduti al mercato degli schiavi di Trapani. Di ritorno durante la navigazione,  Saint-Blancard cerca una qualsiasi preda: si impadronisce all’altezza di Bouc, verso Villafranca, di una nave appartenente all’ordine gerosolomitano,  diretta a Nizza, carica di cereali coltivati dall’abbazia di Saint-Gilles, di cui Prégeant Bidoux è priore. Ne nasce un incidente diplomatico.
Maggio    
Il corsaro barbaresco Sinan sorprende una sua galea alle isole Hyères. La nave è costretta ad arenarsi nel litorale: su di essa è imbarcato il tesoriere del re di Francia di ritorno da Genova a seguito di un incontro con Andrea Doria. Negli stessi giorni salpa dall’isola di Pomègues con il Barbecieux, nuovo capitano generale della flotta di Levante al posto del Doria. Segue quest’ultimo a Savona;  si incontra con lo stesso Doria a Lerici. Ha l’incarico di convincerlo ad accettare le proposte che gli sono fatte dai francesi e di chiedere la restituzione di 2 galee, delle quali si è appropriato in precedenza il corsaro genovese. Andrea Doria non accetta le condizioni; restituisce il collare di San Michele e fa abbassare dalle sue navi la bandiera francese.
Agosto    
Alla guardia di Savona con le sue galee. Affianca quindi il Barbecieux all’assedio di Gaeta. Sconfitto da Andrea Doria, rientra a Genova con il capitano generale della flotta. E’ spedito da quest’ultimo a Savona con 6 galee alla ricerca di vettovaglie.

Settembre

 

 

Si muove alla volta di Genova con le 6 galee (delle quali una è comandata da frà Gianazzo). Viene attaccato da Andrea Doria; il vento contrario e la superiorità numerica degli avversari fanno sì che  Saint-Blancard sia costretto a ritirarsi. Andrea Doria lo insegue; gli conquista la galea di coda, un’altra fa arenare sulla spiaggia. In altre 2 galee, fra cui “La Magdeline”, gli equipaggi si ammutinano e preferiscono arrendersi allorché si accorgono di essere sotto il tiro ravvicinato delle galee del genovese.  Saint-Blancard si mette in salvo a Savona con 2 sole galee, la sua e quella del fratello Magdalon d’Ornesan.

Ottobre    
A Savona ed a Marsiglia con il Barbecieux. Viene nominato generale delle galee di Levante. Salpa nottetempo da Marsiglia con i velieri di Claude de la Morette e 13 galee. Si colloca davanti a Savona: 17 galee di Andrea Doria si oppongono al suo ingresso nel porto. Rientra a Marsiglia con un nulla di fatto. Esito analogo ha un nuovo tentativo del Barbecieux, bloccato dalla sola presenza dell’avversario nei pressi di Antibes.

1529

 

 

 

Settembre

In proprio

 

Arma a Marsiglia un galeone ed una nave per ritornare alla guerra di corsa.

1530

 

 

 

Gennaio

In proprio

Venezia

Opera nell’arcipelago con 2 barze e 2 navi. Cattura anche alcune imbarcazioni veneziane.

…………………     Nello stesso anno, e nel successivo 1531, organizza una spedizione francese in Brasile.
1531     Viene nominato marchese delle Iles d’Or (isole di Hyères, Bagaud, Port Cros, Ile du Levant, Brégançon). Non esita a taglieggiare i pescatori presenti in tali acque: si deve difendere a corte da questa accusa.

1532

 

 

 

Giugno

In proprio

Impero ottomano

Rimesse in ordine le proprie navi in Provenza, giunge nell’arcipelago greco a Xiachi (Itaca/Ithaki); vi rapisce tre uomini che sono messi al remo. Si dirige, successivamente, verso le isole di Chiarenza (Glarentza) e di Cefalonia (Kefallinia): sorpreso nella sua fusta, è catturato da una nave di Mitilene (Mitilini).

1533

 

 

Naviga nelle acque di Genova e sulle coste della Provenza con 4 galee.

Gennaio

 

 

Viene processato con il Formillon per atti di pirateria.

Maggio

In proprio

Venezia

Riprende la guerra di corsa e si impossessa di una nave veneziana con il Formillon.

Luglio

 

 

Insieme con il Rincon, ha un incontro a Lione (Lyon) con l’ambasciatore turco al re Francesco I: tema del colloquio, quello di dirimere una vicenda che riguarda la liberazione dal remo della flotta turca di 140 francesi,  catturati in passato dal Barbarossa. E’ segnalato ad Arles con Renzo di Ceri.

1536

 

 

 

Luglio ottobre

Francia

Impero Venezia

Si reca ad Algeri per avere in soccorso dal Barbarossa alcune navi con le quali prestare soccorso ai difensori di Marsiglia. Scorre lungo le coste catalane, occupa e mette a sacco Ibiza appropriandosi di un ricco bottino. Rientra in Francia, a Marsiglia, troppo tardi (metà ottobre) per potere cogliere alle spalle la flotta di Andrea Doria che ha lasciato negli stessi giorni il mare prospiciente la città.

Settembre

 

 

A metà mese gli imperiali, che hanno perso 25000 uomini in varie operazioni terrestri attorno a Marsiglia, si ritirano e si dirigono su Nizza (Nice).

…………………………

 

 

Si reca nelle acque di Corfù (Kerkira) a ricercarvi l’appoggio della flotta ottomana ferma di fronte all’isola per assediarvi i veneziani. Obbligato a svernare a Chio (Khios), affida al fratello Bernardino d’Ornesan il compito di ricondurre in Provenza la maggior parte della sua squadra.

1537

 

 

 

…………………………

 

 

Scorre le coste maghrebine e reca soccorso di viveri e di munizioni ai suoi alleati, i corsari barbareschi di Algeri e di Orano (Oran).

Luglio

 

 

Alla testa delle sue 13 galee si congiunge con la flotta ottomana ed affianca i turchi all’assedio di Corfù ai danni dei veneziani. Cerca invano di spingere il Barbarossa ad attaccare le coste pugliesi, siciliane e campane.

1538

 

 

 

Agosto

 

 

Lascia Marsiglia, si dirige su Tolone (Toulon) e l’Isle d’Or. Naviga da questo momento il più velocemente possibile per non farsi avvistare dalla flotta spagnola; tocca solo spiagge disabitate della Corsica e della Sardegna. Non rintraccia il Barbarossa a Tunisi; lo cerca ancora, recandosi prima a Capo Bon dove, per attirare le simpatie dei mori, tenta di farsi passare con i suoi uomini come spagnolo. Altri mori, ad Hammamet (Hammamat) ed a Monastir (Al Munastir), che parteggiano, al contrario, per gli ottomani, ricevono i francesi a braccia aperte. Quando è informato che il Barbarossa è impegnato nelle coste albanesi, volta la prua delle sue navi per il Levante.

Settembre

 

 

Giunge a Prevesa (Préveza) con le sue galee: ancora una volta tenta di coinvolgere il Barbarossa in una spedizione sulle coste pugliesi.

1540

 

 

Muore.

CITAZIONI

-“Le “Baron”, comme on le nommait familièrement, avait grande réputation ainsi qu’en témoignent des mentions dans des chansons populaires comme celle des “brodeurs condamnées aux galères.” ” P. Rigaud

 

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