Mehemi Ali

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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ALI MEHEMI Corsaro di Algeri.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1624

 

 

 

Giugno

Algeri

Venezia

Alla testa di 6 galeotte di Algeri si congiunge con Osta Morat (7 galeotte di Tunisi) ed entra nelle bocche di Cattaro (Kotor). A bordo delle navi vi sono 2000 corsari. Si ferma davanti alla fortezza turca di Castelnuovo (Herceg Novi, Montenegro). Dalla poppa di una galeotta si stacca un’imbarcazione con alcuni uomini. Costoro si mettono in contatto con l’aga del forte, gli offrono una grossa somma in talleri ed hanno il permesso di proseguire verso Perasto, colonia veneziana. La località viene assalita all’alba; sono ridotti in schiavitù 450 abitanti tra uomini, donne e bambini; sono messe a sacco le chiese e vengono date alle fiamme tre case. A mezzogiorno i corsari escono dalle bocche di Cattaro e fanno rotta su Budua (Budva). Poiché i cittadini si apprestano alla difesa Alì Mehemi ed Osta Morat preferiscono volgersi verso l’Albania. Entrano nel porto di Durazzo (Durresi) e svaligiano delle loro mercanzie 3 vascelli di Ragusa (Dubrovnik) e 2 di Perasto.

Luglio

 

Venezia

Da Durazzo si sposta con Osta Morat ad est dell’isola di Saseno, si dirige a Salmastrachi, a Paxo (Paxoi) ed a Antipaxoi, tutte colonie veneziane. Da lì, fatti molti prigionieri, si reca a Prevesa (Préveza), accolto festosamente dalle autorità locali. Si incontra a Prevesa con Hassan Mariolo che comanda una galea di guardia dell’isola di Santa Maura (Levkas); con Osta Morat lo convince a congiungersi con la sua nave alle 13 galeotte barbaresche per saccheggiare insieme l’isola di Itaca (Ithaki), pure controllata dalla Serenissima. Alla spedizione si congiungono anche 4 fuste appartenenti ad alcuni corsari dell’isola di Santa Maura. La partenza avviene all’alba; sbarcano lungo la costa orientale ed in quella occidentale più di 2000 uomini;  l’isola viene depredata. Compaiono all’improvviso a sud di Itaca alcune navi; i corsari fuggono con precipitazione a bordo dei loro bastimenti ormeggiati nel porto di Vathy e si rifugiano dietro Capo Sant’Elia. Qualche ora dopo sono davanti al capo 8 galee e 2 galeazze veneziane comandate dal provveditore della flotta Antonio Pisani. Le galeotte barbaresche e la galea di Hassan Mariolo si ancorano a Capo Ducato;  sull’imbrunire si danno alla fuga inseguite e prese a cannonate dalle navi di Antonio Pisani; gli uomini delle 4 fuste sbarcano nella costa nord di Itaca e sono tutti fatti prigionieri dagli abitanti che li venderanno successivamente sul mercato come schiavi.

CITAZIONI

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