Medici dei Tommaso

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TOMMASO DEI MEDICI Di Firenze. Cavaliere di Santo Stefano.

+ 1590 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1571

 

 

 

Settembre

Chiesa

Impero ottomano

Si dirige a Messina ove comanda la galea “Fiorenza” noleggiata ai pontifici dal granduca Cosimo dei Medici. Don Giovanni d’Austria passa in rassegna la flotta.

Ottobre

Chiesa

Impero ottomano

Prende parte alla battaglia di Lepanto (Navpaktos) nella quale viene inserito nella squadra verde comandata da Giovanni Andrea Doria. Non vuole rimanere inerte spettatore del combattimento, come vorrebbe il Doria teso nella sua manovra a discostarsi dal resto della linea combattente. Con altri capitani rifiuta pertanto di seguire le direttive dell’ammiraglio genovese. Tommaso dei Medici si stacca e cerca di raggiungere la squadra azzurra impegnata nello scontro al centro della formazione cristiana. Assalito dalle galee di Occhiali sostiene un vigoroso combattimento con 4 navi avversarie. Viene gravemente ferito; molti cavalieri dell’ordine di Santo Stefano sono uccisi e la sua galea, la “Fiorenza”, è catturata. Allorché parte dello schieramento centrale muove in soccorso dell’ala in cui è inserito Occhiali abbandona la “Fiorenza” in balia delle onde. La galea pontificia “Grifona” troverà la galea di Tommaso dei Medici con soli quattordici uomini ancora vivi a bordo tra cavalieri e soldati. La “Fiorenza” viene trainata a rimorchio per essere condotta a Messina. In tale porto la nave sarà disarmata e verrà data alle fiamme perché divenuta inservibile.

1573

 

 

 

Marzo

 

 

Viene licenziato.

1582

Toscana

Impero ottomano

Prende parte al sacco del castello di Rodi (Rodhos).

1584

 

 

Ha il comando delle galee dell’ordine dei cavalieri di Santo Stefano. Conduce la sua campagna di conserva con quelle dell’ordine gerosolomitano. All’incontro delle due squadre Tommaso dei Medici rende omaggio allo stendardo dei cavalieri sia cedendo la destra alla capitana di questi ultimi, sia  ponendosi agli ordini del generale delle galee maltesi. Viene stipulata nell’occasione una convenzione che convalida lo schieramento attuato nella circostanza. Si dispone, inoltre, che nel caso in cui le galee toscane e quelle genovesi viaggino in una medesima missione l’iter operativo sia diverso e che il comando generale sia tenuto alternativamente settimama per settimana dai due rispettivi comandanti. Con le sue 4 galee Tommaso dei Medici si impossessa subito di  2 galeotte. Naviga nell’arcipelago, si imbatte in un vascello d’alto bordo, carico di vettovaglie e d’armi proveniente da Negroponte (Evvoia). Lo scontro avviene nei pressi dell’ isola di Andro (Andros). Il vascello si getta verso il lido; la nave viene conquistata ed i turchi si salvano a terra (per alcune fonti la nave è invece colata a picco).

1585

Toscana

Corsari barbareschi

Si imbatte davanti alle coste di Paola nella galea del corsaro Simain Rais che da tempo sta spargendo lutti e terrore lungo le coste pugliesi e calabresi. Tommaso dei Medici lo intercetta e cattura l’avversario a seguito di un lungo e sanguinoso duello. Sono liberati 200 cristiani  sostituiti al remo da altrettanti turchi fatti prigionieri.

1586

 

 

 

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Toscana

Impero ottomano

Assale nell’Egeo il castello di Rodi e devasta, dopo avervi incontrato una forte resistenza, l’isola di Nissaro (Nisiros).

Maggio

Toscana

Corsari barbareschi

Cattura presso il castello di Palo, a nord di Roma, la galeotta di Mami Rais; vengono fatti 77/87 prigionieri e sono liberati dalle catene 120/130 forzati cristiani. Incrocia poi  sulle coste della Barberia per effettuare una spedizione terrestre. Tommaso dei Medici attacca Monastir (Al Munastir) e conquista la località per breve tempo. Costretto a reimbarcarsi, subisce gravi perdite a seguito di un durissimo scontro con la cavalleria berbera. L’incursione frutta soltanto 28 prigionieri ed un magro bottino.

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Si impossessa di 2 galeotte e di 6 caramussali che costano ancora molto sangue ai cavalieri di Santo Stefano. Vengono liberati 100 cristiani e sono aggiunti al suo equipaggio 300 rematori. Desola le coste maghrebine e mette alla catena altri 100 schiavi. Si collega con le galee di Genova. Nel complesso nell’anno cattura una galea in Calabria, 2 galeotte e 6 caramussali in Barberia, un vascello sotto Bona (Annaba); fa prigionieri 300 musulmani e libera 100 cristiani. Proporzionalmente elevate sono, pure, le sue perdite.

1587

 

 

Gli succede al comando delle galee Pier Luigi dei Rossi.

1589

Toscana

Corsari barbareschi

Naviga di conserva con altre navi genovesi e pontificie con la “Pisana” e la padrona. Fa sua una galeotta algerina nei pressi dell’isola di Montecristo.

1590

 

 

Muore.

CITAZIONI