Guidi Camillo

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CAMILLO GUIDI Di Volterra. Cavaliere di Santo Stefano.

1635 (marzo) – 1717 (aprile)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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A sette anni è armato cavaliere dell’ordine di Santo Stefano.

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Ha le sue prime esperienze marittime agli ordini di Achille Sergardi e di Niccolò Gamurrini.

1660

Toscana

Impero ottomano

Alfiere di un battaglione da sbarco prende parte all’assalto della fortezza di Santa Veneranda nell’isola di Candia (Kriti): a fine agosto è il primo a salire sugli spalti appena conquistati.

1664

 

 

 

Aprile

Toscana

Corsari barbareschi

Al largo della Corsica affronta il petacchio di Ajamin Pascià, un corsaro di Algeri detto Bruciacristiani. Nell’azione i cavalieri di Santo Stefano subiscono la perdita di undici uomini e di una trentina di feriti tra cui lo stesso Camillo Guidi.

1665

 

 

 

Marzo

 

 

Ha il comando della galea “San Cosimo”. Si distingue in uno scontro con il corsaro Mustafa Rais nelle acque di Palmarola e con la squadra di Algeri nei pressi di Ustica.

1667

 

 

Con la galea “Santa Margherita” scorta a Barcellona Cosimo dei Medici.

1669

 

 

Conduce con 2 galee la guerra di corsa nel basso Tirreno.

1671

 

 

 

Giugno

Toscana

Impero ottomano

Ha il comando della capitana dei cavalieri di Santo Stefano. Affianca Mattia Ricasoli nell’ attaccare un convoglio di navi provenienti da Costantinopoli (Istanbul): l’azione si conclude con la cattura del vascello,  investito da Camillo Guidi nelle vicinanze di Sfax (Safaqis). Sono fatti 70 schiavi. I legni della scorta ottomana preferiscono andare a fracassarsi sugli scogli anziché arrendersi ai toscani.

Agosto

 

 

Sulla rotta del ritorno, alla presenza di Mattia Ricasoli, avvista nelle acque di Palermo, insegue e cattura un brigantino turco: fa 33 prigionieri e libera dal remo quattordici cristiani.

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Al comando ancora della capitana dei cavalieri di Santo Stefano scorge nei pressi di Giannutri un brigantino spedito in avanscoperta da 6 galee di Biserta (Banzart). Lo insegue e fa prigionieri 25 corsari. Il capitano della nave turca, Mohammed di Costantinopoli, viene subito impiccato.

Dicembre

 

 

Alla morte di Mattia Ricasoli assume di fatto il comando della squadra dei cavalieri di Santo Stefano.

1673      
Luglio Toscana Corsari barbareschi
Scorre nelle coste maghrebine viaggiando di conserva con il corsaro Domenico Franceschi.

1675

 

 

 

Maggio

Toscana

Corsari turchi

Ottiene il comando ufficiale della squadra navale dopo che si è fatto notare in alcune azioni ai danni dei corsari turchi nelle acque di Palermo, presso l’isola Tavolara in Sardegna e nei paraggi di Ustica.

Giugno

 

 

Trasporta a Marsiglia (Marseille) la granduchessa Margherita Luisa d’Orléans separatasi dal marito Cosimo III dei Medici.

Luglio

Toscana

Corsari barbareschi

Scorrono nel Tirreno 3 galee di Biserta ad un solo albero agli ordini di Maometto Ciriffo. Il corsaro è avvistato all’isola del Giglio mentre si sta spostando verso l’isola di Montecristo. L’inseguimento inizia subito; il mattino seguente Camillo Guidi localizza le navi avversarie nei pressi dell’isola d’Elba fuori di Capo Calamita. Si ferma nel canale di Piombino sempre senza farsi scorgere. Fatta assumere alla sua squadra la formazione di combattimento si dirige contro la capitana di Biserta. Questa gli sfugge perché la padrona barbaresca guidata da Maometto Ciriffo si inserisce in mezzo, sperona la nave di Camillo Guidi e dà la possibilità alla sua capitana di disimpegnarsi e di prendere il largo. Camillo Guidi crivella di colpi e disalbera con la sua galea la padrona barbaresca;  la investe a sua volta al centro con il rostro. Nella successiva mischia tra i suoi uomini rimane ucciso il nipote Minuccio Minucci. Deve abbandonare temporaneamente la sua preda per fronteggiare l’arrembaggio e l’assalto degli equipaggi del rais barbaresco. Sopraggiungono la “Santa Margherita” e la “Santa Maria Vittoria” che si gettano contro la galea di Maometto Ciriffo. Il corsaro continua a difendersi anche quando vede le altre sue galee sganciarsi e darsi alla fuga. Lo scontro ha termine con un abbordaggio finale da parte del cavaliere Giovan Francesco Giudici, seguito dai soldati toscani, a seguito del quale è fatta strage dei nemici. Il Ciriffo viene catturato con altri 117 uomini che sono tutti ridotti in schiavitù. I cristiani liberati dal remo sono 260/270. Il combattimento durato molte ore ha provocato venti morti e 39 feriti nella galea di Camillo Guidi, un morto nella “Santa Maria Vittoria”, tre morti e sette feriti nella “Santa Margherita”. Le bandiere della nave corsara verranno poste come trofeo nella chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano a Pisa. Con la vittoria Camillo Guidi si reca a Portoferraio con a rimorchio la galea conquistata.

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Con una pericolosa navigazione trasporta da Trani in Toscana il corpo di Santo Stefano papa e martire al fine di deporlo nella chiesa dei Cavalieri a Pisa.

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Conduce un’attiva campagna nel Mediterraneo ai danni dei corsari; catturerà loro navi quasi ogni anno.

1683

 

 

 

Maggio

 

 

Viene nominato ammiraglio.

Agosto settembre

Toscana

Corsari turchi

A fine mese esce da Livorno con 2 galee e naviga verso le acque sud-occidentali della Sardegna. Ai primi di settembre avvista presso l’isola di San Pietro una grossa galeotta ed un brigantino turchi che viaggiano di conserva. Cattura con facilità entrambe le navi con l’aiuto del vento favorevole. Camillo Guidi con la sua capitana raggiunge la galeotta dopo un inseguimento di sessanta miglia in direzione della Barberia: sono fatti 140 prigionieri, per lo più giannizzeri, e sono prese cinque bandiere (di queste due con la croce di Malta). Fra i 38 prigionieri del brigantino vi è anche il rais, un rinnegato maltese, che in passato ha servito nelle galee granducali come pilota.

1684

 

 

 

Giugno luglio

Toscana

Impero ottomano

Coopera con la flotta veneziana di Francesco Morosini, con la squadra maltese e con quella pontificia contro i turchi nella guerra di Candia. Si porta a Corfù (Kerkira) con 4 galee, un grande vascello preso a nolo nel quale è imbarcato un battaglione di fanti. Prende parte all’attacco a Santa Maura (Levkas).

Agosto

 

 

Santa Maura cade ai primi del mese. Camillo Guidi si trova all’avanguardia quando la flotta si muove per assalire Prevesa (Préveza).

Settembre

 

 

Lascia il campo per i suoi contrasti con Giovanni Battista Brancaccio. Ritorna all’isola di Santa Maura e vi resterà fino al momento della partenza.

1685

 

 

 

Giugno

 

 

Naviga ancora nelle acque di Candia con 4 galee e 300 fanti. Prende parte allo sbarco ed all’ assedio di Corone (Koroni).

Luglio

 

 

Si colloca davanti a Napoli di Romania (Navplion) e sfida invano a battaglia una squadra nemica.

Agosto

 

 

Si distingue all’espugnazione di Castelnuovo (Herceg Novi, Montenegro); prima della capitolazione di Corone reimbarca le sue truppe ed abbandona l’arcipelago. Al ritorno passa per Messina, vi carica molte balle di seta e le scarica a Livorno.

1686

 

 

 

Aprile

Toscana

Corsari barbareschi

Si trova a Livorno con 4 galee, 4 galeotte (tolte ai pirati algerini) e 2 vascelli nei quali devono trovare imbarco 800 soldati e 70 cavalieri di Santo Stefano. Scoppiano alcuni disordini perché i soldati accolti a bordo delle galeotte si rifiutano di servire come rematori e si ammutinano. Si perde tempo nella loro sostituzione. Esce da Livorno;  deve fermarsi a Gaeta per riparare alcune avarie nella capitana. Resta per un po’ di tempo nel Tirreno per contrastare i pirati algerini.

Maggio

Toscana

Impero ottomano

A Corfù in soccorso dei veneziani. Raggiunge Francesco Morosini all’assedio di Navarino (Pilos); sbarca le truppe toscane agli ordini del capitano generale lo svedese Konigsmarck. La fortezza viene presa d’assalto. Partecipa poi all’espugnazione di Modone (Methoni); precede la flotta a Napoli di Romania e prende parte alla battaglia di Argo (Argos) nella quale viene respinto il serraschiere Ismail Pascià. Cade anche tale cittadella. Camillo Guidi rientra in Italia con i cavalieri decimati e 240 feriti; oltre 300 sono i soldati persi tra morti e prigionieri. 70 soldati, infine, che tornano in Italia sopra una tartana vengono catturati dai corsari di Tripoli nel golfo di Taranto.

1687

 

 

 

Maggio

Toscana

Corsari barbareschi

Le perdite dell’anno precedente, la mancanza di forzati ed il timore dei barbareschi ritardano l’avvio della campagna. A metà mese si trovano a disposizione dei toscani 4 galee, una nave a vela inglese di 50 cannoni ed una francese di 40; sono pure pronti 800 fanti da sbarco agli ordini del lorenese Hazard e 60 cavalieri di Santo Stefano. Camillo Guidi si collega ancora con la flotta della lega cristiana a Messina. Avvista un vascello tripolino mentre con la capitana si trova diviso dalle galee sottili. Intima la resa e si appresta a combatterlo. Dopo più ore di scontro il vascello viene conquistato. Sono liberati numerosi cristiani corsi fatti schiavi due giorni prima. Non si sposta in Levante perché la flotta veneziana non è pronta a causa della peste. Al ritorno a Livorno si batte contro un altro vascello tripolino con più soldati a bordo rispetto al precedente. Lo avvista nei pressi di Capo Spartivento e lo affronta con la sola capitana. Lo abborda; 70 turchi sono messi alla catena. Il vascello, di 24 cannoni, è rimorchiato. Nei pressi di Pianosa combatte  contro 3 navi di Algeri che riescono a sfuggire alla sua caccia dopo una lotta di tre ore.

Luglio

Toscana

Corsari turchi

Conquista all’abbordaggio una nave corsara presso l’isola di Montecristo; assale una tartana agli ordini di Osman Rais; libera una nave francese trainata da questa a rimorchio ed il giorno seguente si impossessa pure della tartana.

1688

 

 

 

Giugno

Toscana

Impero ottomano

Torna in Levante con 4 galee e 2 vascelli nei quali sono imbarcati 800 fanti e 60 cavalieri dell’ordine di Santo Stefano. Della squadra fa pure parte una tartana carica di mortai e bombe. Perde tempo a causa della stagione cattiva e per dare la caccia ad un vascello tripolino a Capo Spartivento armato con 6 cannoni e 18 petrieri: a bordo sono fatti prigionieri 68 turchi e vengono liberati quattro cristiani.

Luglio

 

 

Giunge sotto l’isola di Negroponte (Evvoia).

Agosto

 

 

Le sue truppe da sbarco si segnalano in numerosi assalti contro la fortezza di Negroponte; da parte sua provvede con la sua squadra allo sbarramento del canale.

Settembre

 

 

Cadono in combattimento nove cavalieri e 200 soldati: Camillo Guidi abbandona il campo seguito a poca distanza di tempo dai maltesi. Anche Francesco Morosini, ai primi di ottobre deve abbandonare l’assedio di Negroponte. Nel viaggio di ritorno si impadronisce a Capo Spartivento di una nave corsara di Tripoli.

1689

 

 

 

Gennaio

 

 

Viene nominato generale delle galee. Prende parte ad altre operazioni con il governatore G. Lanfranchi.

1714

Toscana

Corsari barbareschi

Perlustra senza sosta il Tirreno superiore e l’arcipelago toscano. Ordina, nel contempo, di armare le navi mercantili ed organizza la marineria commerciale per assicurarle una valida protezione contro i corsari.

1717

 

 

 

Aprile

 

 

Muore a Volterra. E’ sepolto in tale città.

CITAZIONI

-“Non merita minor lode di quella che si deve agli altri ammiragli antecessori, mentre, non inferiore a veruno nella perizia del mare, nell’arte di combattere, nel valore, gli è mancato solo l’haver maggiore occasione di farne mostra.” Fontana

-“Arditissimo combattente.” Panetta

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