Grimaldi Perino

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - Y - Z

 

Cerca nel sito:

PERINO GRIMALDI

+

Anno, meseStato, in proprioAvversarioAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1362
Ago. ott.FirenzePisaCon Bartolomeo Boccanegra milita agli stipendi dei fiorentini contro i pisani, nonostante la proibizione del doge di Genova, Simone Boccanegra. I 2 corsari hanno il compito di depredare il litorale toscano con 2 galee e 2 legni. A questi navigli si collegano altre 2 galee armate dal siniscalco del regno di Napoli Niccolò Acciaiuoli. La flottiglia incrocia al largo della costa toscana verso Piombino. Sbarca nell’isola di Capraia, ove sono razziati 1000 capi di bestiame. Un’analoga incursione è compiuta nell’isola del Giglio. Perino Grimaldi  sbarca i soldati che sono a bordo; li ordina a battaglia ed assale la cittadina. Inizialmente gli abitanti oppongono resistenza agli attaccanti; l’oscurità mette fine allo scontro. Il mattino seguente gli stessi abitanti, a causa delle perdite conseguite, si arrendono a patti. I genovesi vi entrano pacificamente senza saccheggi o violenze. Anche con il castellano le cose avvengono con la stessa modalità (salve le persone ed i beni). Agli inizi di settembre viene occupato l’abitato della rocchetta che controlla la costa tra Castiglione della Pescaia e Piombino. Ad ottobre, prosegue nella sua azione devastatrice. E’ respinto dall’isola d’Elba, dove riesce ad impadronirsi solamente di alcune imbarcazioni ormeggiate a Ferraja. Punta allora su Porto Pisano. Sono sbarcati i balestrieri con il compito di bersagliare 50 cavalli e molti fanti di guardia al porto. Viene conquistato il molo; segue un assalto alla fortezza che sovrasta il porto. Le navi si avvicinano a terra ed alcuni balestrieri colpiscono dalle antenne degli alberi i difensori. Una delle due torri, minata, crolla e travolge anche qualche attaccante. I difensori dell’altra si arrendono. Ripristinato rapidamente un ponte sulla foce dell’Arno, tagliato in precedenza, i genovesi si lanciano all’attacco del Palazzo della Mercanzia e del borgo. Sono costretti a ritirarsi a causa della resistenza riscontrata. Nel porto vengono dati alle fiamme una cocca con il suo carico di sale ed altri legni; sono tolte le grosse catene  che sbarrano l’accesso al porto. Queste sono inviate a Firenze con 2 carri, divise in più parti: 4 pezzi vengono appesi davanti alla Porta di San Giovanni.

CITAZIONI

-“Saputo guerriere.” Villani

Lascia un commento