Andrea Doria

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Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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ANDREA DORIA Di Oneglia. Signore di Genova, duca di Melfi, marchese di Tursi. Cugino di Antonio, zio di Cristoforo Pallavicini.

1466 (novembre) – 1560 (novembre)

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1466 Nasce ad Oneglia, probabilmente di parto cesareo.

1483

Giunge a Genova da Oneglia. Povero, opta per la carriera delle armi.

1484

Chiesa

Probabilmente in questo periodo viene bandito da Genova per avere sposato la causa di Obietto Fieschi ai danni del fratello di quest’ultimo Gian Luigi. Si reca a Roma; milita al servizio del papa Innocenzo VIII agli ordini di Niccolò Doria capitano della guardia pontificia.

1492

Urbino

Alla morte del pontefice passa agli stipendi del duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro.

1494

Napoli

Francia

Combatte per gli aragonesi contro i francesi nel regno di Napoli. Con la sconfitta si offre di seguire il re Alfonso d’Aragona nel suo esilio.

1495

………………………….

Si reca in Terrasanta; visita Gerusalemme e la Palestina. Riceve l’ordine dei cavalieri di San Giovanni.

………………………….

Francia

Napoli

Assolda a sue spese 25 balestrieri a cavallo per tre mesi e va alla ricerca di una condotta. Passa al servizio di Giovanni della Rovere; combatte a favore dei francesi ai danni degli aragonesi. Si trova alla difesa di Roccaguglielma;  compie scorrerie fin sotto Gaeta. Convince i contadini della zona a fare entrare  mogli e figli all’interno della rocca; dispone in tal modo di 400 potenziali ostaggi e di una numerosa truppa ausiliaria (gli stessi contadini). Viene assediato da Consalvo di Cordoba: respinge due assalti che si verificano dopo un furioso bombardamento. Vi è una tregua tra le parti; è invitato ad un colloquio dal Cordoba; ritorna nella rocca e libera senza riscatto, donandogli anzi un mantello scarlatto e facendogli rendere le armi e gli averi, un capitano spagnolo. Consalvo di Cordoba colpito dal gesto cavalleresco restituisce il borgo ed il contado ad Andrea Doria anziché a Giovanni della Rovere.

1497

Fermo

Ascoli Piceno

Combatte a favore dei fermani alla testa di 100 cavalli leggeri. Assedia Monte San Pietrangeli e vi cattura un figlio del signore di Ascoli Piceno.

1498
Respinge gli avversari da Ripatransone e da Castignano. Molti avversari sono uccisi e fatti prigionieri. Intervengono il governatore pontificio della Marca Antonio Flores e l’ambasciatore del re di Napoli per fare concludere una tregua fra i belligeranti. Andrea Doria rientra a Senigallia.

………………………….

Compie un viaggio in Francia per conto di Giovanni della Rovere.

1501
Novembre
Alla morte di Giovanni Maria della Rovere viene nominato tutore del figlio Francesco Maria con il cardinale Giuliano della Rovere (il futuro papa Giulio II).

1502

Dicembre

Urbino

Chiesa

Difende Senigallia dagli attacchi portati alla rocca dai pontifici di Oliverotto da Fermo con 1000 fanti e 50 cavalli. Si arrende a discrezione; fa uscire nottetempo dalla città Giovanna da Montefeltro con il figlio, il piccolo Francesco Maria della Rovere; scorta costoro lungo la strada di Firenze travestito da contadino. Rientra, successivamente, a Senigallia e conduce nella camera da letto della Montefeltro un ambasciatore di Cesare Borgia cui fa vedere una figura femminile assopita. L’ambasciatore ritorna assicurato al campo pontificio; la stessa notte Andrea Doria lascia definitivamente la località travestito ancora da contadino.

1503

Gennaio

Raggiunge a Firenze Giovanna di Montefeltro e la fa proseguire per Genova.

1504

Genova

Ribelli corsi

Per conto della Banca di San Giorgio contrasta in Corsica i ribelli corsi guidati da Ranuccio della Rocca. Allorché il capitano generale Niccolò Doria è chiamato a Roma dal papa Giulio II Andrea Doria assume il comando delle truppe con il titolo di luogotenente generale. Al ritorno di Niccolò Doria cede il comando delle operazioni.

1506

Giugno

Genova si ribella a Gian Luigi Fieschi che governa la città appoggiandosi ai francesi. Il Doria fa parte di una di missione diplomatica inviata a Blois presso il re di Francia Luigi XII: obiettivo è quello di chiedere una rappresentanza più equa tra le varie corporazioni nella composizione del consiglio cittadino.

1507

………………………….

Genova

Ribelli corsi

Gli è restituito dai genovesi il comando delle truppe in Corsica.

Estate

Sconfigge Ranuccio della Rocca.

Autunno

Incalza ancora Ranuccio della Rocca, lo cattura e lo invia in catene a Genova. Il governatore francese, che controlla lo stato, salva la vita al ribelle.

1508/1509

E’ probabile che nel periodo trascorri molti mesi a bordo delle navi da guerra veneziane.

1510

Settembre

Chiesa

Francia

Si congiunge con Baldassarre di Biassa e con la flotta veneziana di Girolamo Contarini; assale a Portovenere i francesi che sono alla difesa di Genova.

1512

…………………. Genova
Ha il suo primo incarico in mare per conto del governo genovese allorché nel giro di tre mesi appalta 2 galee da impegnarsi alla difesa del capoluogo. Il comune dà in gestione al Doria le due navi, gli assicura una provvigione di 930 lire per galea e gli concede che tutte le prede catturate spettino al comandante ed agli equipaggi. Il Doria, da parte sua, versa per ogni galea una cauzione di 5000 lire da restituirsi al termine del contratto.

Giugno

Chiesa

Francia

Agli stipendi nuovamente del papa Giulio II. Affianca Giano Fregoso al recupero di Genova; l’ingresso nella città dei due capitani è trionfale; Andrea Doria viene nominato prefetto del porto e comandante della flotta.

Luglio
Con 10 galee cerca di impedire a Jacques de Crussol (6 galee) di rifornire di viveri e di munizioni i difensori della fortezza di Capo di Faro (la Lanterna).

Agosto

Assedia Capo di Faro.

Ottobre

Genova

Ottiene dal doge Giano Fregoso l’incarico di sorvegliare e di dirigere i lavori per la costruzione di 2 galee.

1513

Marzo

Genova

Francia

Arma 2 galee; sull’ammiraglia sono imbarcati 222 uomini, sulla seconda unità 203. Ogni nave ha a disposizione 5 falconetti di bronzo. Il corsaro francese Bernardino d’Ornesan con una caracca marsigliese tenta di approvvigionare la fortezza di Capo di Faro,  detta anche la Malvicina di Codefà. Il Doria con la sua galea si getta contro il corsaro francese, sostiene con l’avversario un furioso scontro d’artiglieria; rimane ferito allo sterno da un colpo di archibugio; per un’altra fonte è colpito da una scheggia di legno e cade tramortito al suolo. Il comando della galea è allora preso da Emanuele Cavallo: costui salta sulla nave nemica, taglia le ancore ed il cavo che lega il vascello alla fortezza; ne effettua l’abbordaggio. Il bastimento nemico si insabbia a Sampierdarena ed i francesi a bordo si arrendono. Viene catturato Bernardino d’Ornesan; dei 32 prigionieri, 6 sono impiccati ed i rimanenti sono messi al remo. Il Doria si riprende in breve tempo e con Giovanni di Lerida è inviato dal Fregoso dal cardinale legato, lo svizzero Matteo Scheiner per ragguagliarlo sull’accaduto.

Aprile maggio

Si trova a Finale Ligure allorché compare la flotta francese. Si ritira immediatamente verso Genova. Gli avversari rioccupano la città con Gian Giacomo da Trivulzio. Il Doria, da Chiavari, protegge la ritirata della milizie e porta in salvo il Fregoso nella rada di La Spezia. Resta in agguato nei pressi.

Giugno

Tende un’insidia a Bernardino d’Ornesan. Invia verso Genova 2 brigantini che navigano nel golfo apparentemente isolati. 2 galee si avvicinano loro per prenderli all’abbordaggio; giungono le galee del Doria. I provenzali, per sfuggire alla cattura, sono costretti a muoversi contro vento. Entrambe le galee sono catturate; di queste, una è ridotta talmente in cattive condizioni che alla fine del combattimento dei membri dell’ equipaggio  scampano alla morte solo il capitano e due soldati. A metà mese il Doria, con la sconfitta dei francesi a Novara, rientra a Genova; favorisce l’elezione a doge di Ottaviano Fregoso. Gli vengono confermate le cariche di prefetto del porto e di ammiraglio.

………………………….

Genova

Corsari barbareschi

Affronta i corsari barbareschi che infestano il Tirreno nord occidentale danneggiando il commercio genovese. Sorprende 3 fuste al largo dell’isola di Giannutri; dai prigionieri viene a conoscenza che nella zona si aggira la squadra del corsaro Godoli. Ricevuti rinforzi adeguati si mette a caccia dell’avversario. Lo scontro navale avviene presso l’isola di Pianosa. Andrea Doria affronta con le sue galee l’intera formazione avversaria (una galea e 8 fuste); ha inizio il combattimento. Il Doria è ferito ad un braccio ed attende l’arrembaggio. Piombano alle spalle del Godoli le galee del nipote Filippino Doria. I corsari si danno alla fuga ed il Godoli viene catturato.

1514

Estate Genova Francia Scorre ripetutamente sulle coste della Provenza (Provence).
Agosto
Continua a bloccare la fortezza di Capo di Faro. Sventa un nuovo tentativo di soccorso ai difensori portato da Bernardino d’Ornesan.

Settembre ottobre

Con la resa della fortezza di Capo di Faro gli è conferito il comando di una squadra con la quale ha il compito di recuperare la caracca genovese “Cattanea” catturata nei pressi di Valencia da Prégeant de Bidoux. Giunge all’isola di Pomègues, di fronte a Marsiglia, sbarazzandosi di parecchie imbarcazioni. Si ancora alle isole Hyères e si rifornisce d’acqua ad Huveaune. Andrea Doria intercetta Prégeant de Bidoux al suo rientro a Marsiglia; affronta le 4 galee del corsaro francese perché la caracca è già giunta a rimorchio nel porto. Lo scontro ha luogo tra Aigues-Mortes e la torre di Bouc. Tra le due squadre il bombardamento reciproco dura sei ore. Al tramonto il genovese è obbligato a ritirarsi. Nel rientrare in Liguria perde parte delle sue navi a causa di una tempesta.

1516

Luglio agosto

Genova

Corsari barbareschi

Agli ordini del cardinale di Salerno Federico Fregoso si collega con Paolo Vettori (3 galee e 2 brigantini pontifici), Giovanni ed Antonio di Biassa (4 galee pontificie), alcuni privati genovesi (4 galee) e Prégeant de Bidoux, Bernardino d’Ornesan ed il Servian (6 galee e 3 galeoni francesi) per battere il Tirreno alla ricerca del corsaro barbaresco Curtogoli. Ricerca l’antagonista tra l’isola d’Elba, l’isola di Capraia, la Sardegna e la Corsica: alla fine pontifici-genovesi-francesi assalgono il corsaro nelle sue basi tunisine di Biserta (Banzart). Andrea Doria, nell’occasione, inalbera la bandiera pontificia perché il re di Tunisi è legato da un trattato commerciale con Genova. Si apposta nottetempo dietro l’isoletta della Galitta a poche miglia dalla riva africana; all’alba  entra a tutta forza nell’insenatura che serve da porto a Biserta, scorge alla fonda la flotta nemica. I pochi turchi di guardia alle navi alla vista della flotta pontificia fuggono verso la città per dare l’allarme. I genovesi abbordano i legni corsari e li mettono a sacco; corrono alle prigioni presso il porto e sciolgono dalle catene gli schiavi cristiani. Vengono pure saccheggiati il porto ed i suoi immediati dintorni. E’ perso in tal modo del tempo prezioso. Accorrono i barbareschi ed i genovesi sono costretti a ritirarsi con la perdita di 2 navi che non riescono più ad uscire dalla laguna a causa del vento contrario. Il cardinale Fregoso ordina la ritirata per riprendere a La Goletta la galea genovese catturata da Curtogoli l’anno precedente a Cipro (Kipros). Andrea Doria punta su Tunisi; si ferma presso La Goletta, spinge 3 schifi ad entrare all’interno del porto; nonostante il fuoco scatenato contro di essi da una torre di difesa le imbarcazioni vi penetrano, raggiungono la galea, la prendono a rimorchio e la trascinano via dopo avere uccisi i turchi posti alla sua guardia. Per completare le operazioni Federico Fregoso ed il Doria navigano lungo la costa tunisina fino alle secche di Kerkenna ed all’isola di Djerba (Gerbe), incendiano diverse imbarcazioni nemiche e continuano nel mettere a sacco varie località. Il Doria rientra in Italia con al traino 3 navi corsare.

1517

Aprile

Con le sue 4 galee e 2 di Filippino Doria si avvia alla caccia di  Curtogoli nel Tirreno. Lo avvista a fine mese con 2 galee nelle acque di Pianosa; finge di fuggire e naviga fino al Capo di Sant’Andrea dell’isola d’Elba ove sono appostate le altre 4. Il corsaro barbaresco intravede queste ultime ed ordina ai suoi di voltare le prue. Il Doria lo incalza; lo scontro avviene tra le 6 galee (di cui 4 distanziate) e 9 navi di Curtogoli (una galea, 3 galeotte ed alcune fuste). La galea e le fuste assalgono la capitana del  Doria; le galeotte e le rimanenti fuste, l’altra. Giunge anche Filippino Doria con le navi rimanenti. Di 600 turchi sfuggono alla morte solo 25 uomini; tra i genovesi molti sono i morti ed i feriti; anche il Doria viene ferito ad un braccio da un colpo di archibugio.

1518