Cicala Filippo

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - Y - Z

 

Cerca nel sito:


FILIPPO CICALA
Di Genova. Figlio naturale di Vincenzo; nipote del cardinale Giovanni Battista Cicala.

+

 

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1561

 

 

 

Gennaio febbraio

In proprio

Impero ottomano Venezia

Conduce il galeone corsaro del padre Vincenzo. Entra nel porto di Argostoli nell’isola di Cefalonia (Kefallinia); alza le insegne di San Biagio, simbolo di Ragusa (Dubrovnik). Si impadronisce di un caramussali di proprietà turca ed ebrea, carico di vino. A Capo Matapan (Akra Tainaron) blocca una nave veneziana e vi rapisce un ebreo trovato a bordo. Incalzato da Cristoforo da Canal, il galeone si spinge sotto Cerigo (Kithira), poi a Milo (Milos), quindi all’isola di Tzia (Kea). Qui si incaglia in una secca dalla quale si libera solo dopo quattro ore. Punta verso lo scoglio di Rafti; spinto dallo scirocco, ai primi di febbraio, il galeone vi si fracassa con violenza. 190 uomini raggiungono le coste della Morea e sono catturati dai turchi; 70, con lo stesso Filippo Cicala, si salvano su una barca che sta trasportando pietre da mulino. Il Cicala viene bloccato da Cristoforo da Canal. Il capitano veneziano fa impiccare all’antenna della sua galea il più colpevole dei greci del suo equipaggio e condanna al remo per tre anni i sudditi veneziani che si sono imbarcati volontariamente sul suo galeone. Filippo Cicala viene condotto a Venezia per esservi incarcerato.

Maggio luglio

 

 

Viene liberato, a luglio, su richiesta del papa e dello zio, il cardinale di San Clemente, previo risarcimento dei danni. Dopo qualche giorno è attenuata di molto anche questa misura pecuniaria: promette solennemente di non attaccare più in futuro le navi veneziane.

……………

 

 

Si trasferisce a Roma.

 CITAZIONI  

-“Famoso corsaro.” Diedo

Lascia un commento