Pregeant de Bidoux/ Prégent de Bidoux

0
4225

PREGEANT DE BIDOUX (Preianni, Prejan de Bidos, Prégent de Bidoux) Guascone. Di Astarac. Di nobile famiglia. Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Priore di Saint-Gilles.

Priore di Saint- Gilles (Gard). Soprannominato dagli inglesi John Perry. Zio dell’Ortica.

1468 ca. – 1528 (agosto)

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1490-1494 In proprio
Nel 1480 è segnalato a Marsiglia (Marseille). Di seguito gli è dato il comando di una galea dell’ordine dei cavalieri di Rodi. Esercita la guerra da corsa.
1495
Marzo Francia Napoli Venezia Impero
Prende parte al tentativo perpetrato dalla flotta francese di impadronirsi dell’isola d’Ischia. Respinto, si porta a Genova per accelerarvi nei cantieri i lavori di costruzione di 12 galee ordinate dal re di Francia. Scopre con disappunto che il duca di Milano (che controlla Genova) ha posto l’embargo su tali imbarcazioni.
1496
Giugno
Si costituisce la flotta delle galee di Levante e gliene viene dato il comando. Organizza la squadra a Marsiglia sul modello di quelle dell’ordine gerosolomitano. Ai suoi ordini sottostanno Bernardino d’Ornesan, il Servian, Raphael Rostan, mercante ed ingegnere navale, Jean Albertinelli ed il pilota navale Dominique Séguier.
Luglio agosto
A fine luglio prende il mare con 3 galee, 2 galeoni del Servian, le galeazze “Notre-Dame-Sainte-Marie” e “La Louise” per prestare soccorso ai difensori di Gaeta. La potenza di fuoco della sua squadra gli permette di forzare il blocco predisposto dalla flotta del provveditore generale Domenico Malipiero e di introdurre nella città viveri e soccorsi. Al termine della missione rientra a Marsiglia.
Ottobre
Con l’arrivo dalla Normandia della flotta di Ponente leva l’ancora da Marsiglia al comando di 26 navi, “La Louise” in testa. Si dirige verso Livorno, assediata da terra dall’imperatore Massimiliano d’Austria e dal mare dai veneziani. La flotta della Serenissima, comandata ancora da Domenico Malipiero e forte di 27 navi, è ancorata dietro lo scoglio dell’isola di Meloria. Prégeant de Bidoux approfitta del vento favorevole che lo mette fuori tiro dal fuoco delle artiglierie nemiche ed entra nel porto accolto dalla popolazione festante. Riparte, dopo avere rifornito la città di vettovaglie, munizioni e soldati. Supera il promontorio del Circeo ed entra nelle acque del regno di Napoli, nuovamente verso Gaeta. Il blocco della località ora è condotto dalle squadre di Bernardo Villamarina e da quelle del Lezcano.
Novembre

Compie tre tentativi di prestare soccorso a Gaeta con le sue galee: tutti risultano infruttuosi. Costretto a ritirarsi, riprende la navigazione verso Napoli. La città capitola a metà mese. Con la resa di Gilbert de Montpensier riporta in Francia i resti dell’armata transalpina.

1497
………………………. Francia Milano

La carestia tormenta Marsiglia. Si dirige verso la Sicilia per impadronirsi di navi cariche di frumento al fine di approvvigionare la città. Intercetta una grande nave genovese, “La Promontoria”. Al suo ritorno a Marsiglia gli abitanti per ringraziarlo gli concedono la loro cittadinanza. Ha il comando della squadra delle galee di Levante. Gode della completa fiducia del re Carlo VIII. I genovesi si impossessano nelle acque di Nizza (Nice), territorio sabaudo, di un galeone francese; per rivalsa Bidoux cattura nella rada di Villafranca (Villefranche), sempre nelle acque di pertinenza del duca di Savoia, un galeone genovese.

Luglio

La squadra di Gian Luigi Fieschi si porta davanti a Tolone (Toulon) per bloccare la città. Bidoux esce dal porto con 60 vele (di cui 4 galee di sua proprietà), costringe gli avversari a ritirarsi ed immobilizza nella rada di Portovenere una sessantina di navi mercantili.

1498

Viene inviato dal sovrano a Civitavecchia per ottenere dal pontefice Alessandro VI la dispensa papale per sposare Anna di Bretagna. Al ritorno in Francia ha l’incarico, con il Seranon, di trasportare da Ostia a Marsiglia Cesare Borgia che si deve sposare con Carlotta d’Albret. Giunto nelle acque liguri  Bidoux  abborda ad un’imbarcazione genovese con a bordo un carico di corallo.

1499
Luglio agosto Rodi Venezia Impero ottomano
Salpa da Tolone con  Bernardino d’Ornesan alla testa di 4 galee e di 2 brigantini per combattere i turchi a favore dei veneziani. La flotta è comandata dal gran priore dei cavalieri di Rodi Guy de Blanchefort e consta di 16 vascelli. A metà agosto le navi dell’ordine gerosolomitano si portano alla difesa di Lepanto (Navpaktos) e bloccano gli ottomani nella baia di Navarino (Pilos). Gli avversari vengono attaccati con l’usuale schieramento a mezzaluna; la flotta veneziana si colloca alla retroguardia pronta a proporsi per una seconda serie di assalti. La battaglia ha inizio al centro da parte della gerosolomitana “Santa Maria” con l’appoggio delle galee sottili di Prégeant de Bidoux e di alcune galeazze veneziane comandate da Tommaso Duodo. Il provveditore generale Antonio Grimani rimane sostanzialmente inattivo, accontentandosi di condurre in salvo le navi danneggiate. Il giorno seguente vi è un nuovo scontro ed anche in questo caso il Grimani non adempie al suo compito. Gli ottomani si muovono verso il golfo di Patrasso (Patraikos Kolpos). A fine agosto vi è un ulteriore nuovo combattimento navale; la flotta turca preferisce allontanarsi verso le coste del Peloponneso per ricongiungersi con una seconda armata.  Blanchefort si mette al suo inseguimento, senza alcun esito perché le sue navi sono troppo pesanti; il Bidoux, con le sue galee leggere poste all’avanguardia ha maggior successo e si appropria di 10 bastimenti che navigano in coda.
Settembre
Affianca ancora Antonio Grimani nelle acque di Corfù (Kérkira) fino all’arrivo del nuovo provveditore generale veneziano Melchiorre Trevisan: il Grimani, per la sua condotta poco animosa, viene avviato in catene a Venezia.
1500
…………………….
Appoggia Melchiorre Trevisan nelle operazioni. I due capitani tentano di impedire, all’altezza di Patrasso (Patrai) la congiunzione delle due flotte ottomane: sono, tuttavia, costretti a rinunciare ai loro obiettivi. Prégeant de Bidoux si porta allora a Siro (Syros) ed utilizza tale isola come base logistica per le sue scorrerie.
Aprile
Sempre con Melchiorre Trevisan tenta un’azione di sorpresa ai danni degli arsenali di Volo (Volos) ed a quello di Prevesa (Préveza). La domenica delle Palme entra in Volo alla testa di 600 uomini, fra cui molti soldati greci ed albanesi, e dà alle fiamme l’arsenale: sono incendiati dagli 8000 ai 9000 remi per imbarcazioni. Nel rientro a Siro Prégeant de Bidoux disperde una dozzina di galeotte turche.
Maggio

Giunge a Schiro (Skiros) con 4 galee; si reca a Schiatti (Skiathi) e con altre 2 fuste di Rodi (Rodhos) si mette alla ricerca di alcuni schierazzi entrati nel canale di Negroponte (Evvoia) e carichi di munizioni per la flotta turca. Assale tali navi sulle quali sono imbarcati 600 ottomani. Rientrato a Schiro sorprende una barza della portata di 800 botti, con 18 uomini di equipaggio; prosegue nell’azione, mette in fuga 4 galee, conquista 8 fuste e 2 brigantini (uno dei quali di 22 banchi) e bombarda le navi nemiche. Dà alle fiamme 2 fuste nemiche in disarmo a Stalimene. Tenta, infine, di conquistare l’isola di Tenedo (Imroz).

Agosto
Modone (Mathoni) è assediata da più settimane e la carestia regna nella città. Al comando di 4 galee si distacca dal convoglio costituito dai cavalieri di Rodi e dai veneziani ed entra nel porto portando vettovaglie e soccorsi per i difensori. Ciò non impedisce la caduta della città a seguito di un ultimo attacco generale.
Novembre
Prende parte all’azione che si conclude con l’espugnazione di Cefalonia (Kefallinia). La cittadella viene conquistata grazie ad una mina fatta brillare da Pietro Navarro.
1501
…………………….
Rimane nelle acque greche con Benedetto Pesaro anche dopo il rientro in Sicilia delle forze spagnole di Consalvo di Cordoba e di Pietro Navarro. Per la mancanza di mezzi a loro disposizione i due capitani si devono accontentare di operazioni minori. Nelle sue scorrerie si collega con un altro corsaro francese, René Parent.
Marzo Francia Napoli
Richiamato in Francia, ha nuovamente il comando della squadra di galee di Levante (4 galee). Si deve congiungere con 4 galee e 6 navi genovesi capitanate da Paolo Battista Fregoso;  ha il compito di combattere gli aragonesi di Napoli. Giunge a Genova. Gli abitanti lo obbligano a liberare dai remi 80 genovesi che si trovano incatenati sulle sue galee.
Luglio Si trova sempre a Genova in attesa della partenza.
Agosto
Incrocia nelle acque napoletane. Il conflitto ha termine con la fuga del re Federico d’Aragona all’isola d’Ischia.
Settembre Rodi Impero ottomano
Segue Philippe de Ravenstein, ammiraglio dei regni di Napoli e di Gerusalemme, nella sua spedizione contro i turchi. Nei pressi dell’isola di Cefalonia sono avvistate 3 galee veneziane che sono inseguite da 7 galeotte ottomane. Prégeant de Bidoux si propone di collegarsi con le sue 4 galee con le navi della Serenissima e con queste  mettersi alla caccia degli avversari. Blocca le navi turche e le vince nella baia di Suda (Souda), all’isola di Candia (Kriti).
Ottobre novembre

E’ davanti a Mitilene (Mitilini), l’antica Lesbo; assedia l’isola con Jacques Guibé e Jean le Porcon. Con l’arrivo da Milo (Milos) di Philippe de Ravenstein e della flotta veneziana, ha inizio l’attacco: esso è portato da 3000 uomini fra francesi, genovesi e veneziani, coadiuvati a terra da 18 grossi pezzi di artiglieria e da altri 6 minori. Per venti giorni si ripetono inutili assalti a Mitilene che comportano per gli alleati numerose perdite. Da ultimo, a causa anche delle divergenze sorte fra i vari comandanti, dalla mancanza di vettovaglie e dall’inevitabile presenza delle malattie, i francesi si ritirano senza neppure aspettare la comparsa del gran maestro dell’ordine gerosolomitano Pierre d’Aubusson, atteso con 24 navi, 400 cavalieri di Rodi e 4000 soldati. Prégeant de Bidoux non segue i suoi connazionali e rimane nelle acque dell’Egeo con l’Aubusson e Consalvo di Cordoba, giunto a sua volta. Scaccia i turchi dall’isola di Stemore.

1502
Maggio giugno
Camali esce da Costantinopoli (Istanbul). I veneziani di Benedetto Pesaro ed i cavalieri di Rodi con Prégeant de Bidoux e Fabrizio del Carretto, capitano delle galee dell’ordine gerosolomitano, si portano all’isola di Milo.
Luglio

Al comando di 4 galee si unisce con la flotta veneziana di Benedetto Pesaro (50 galee) e quella pontificia comandata dal vescovo di Pafo (Pahos) Iacopo Pesaro, fratello del precedente (12 galee). Nell’armata, infine, sono pure inquadrate anche 3 galee dei cavalieri di Rodi, condotte dal cavaliere di Scalenghe.

Agosto

Prende parte all’espugnazione dell’isola di Santa Maura (Levkas) ai danni del corsaro Camali. La vittoria arride a francesi e veneziani, nonostante le 5 cinte murarie che difendono la località e l’arrivo di 500 giannizzeri in supporto ai corsari turchi. Rifiuta un’offerta fattagli dai veneziani di passare al loro servizio in cambio di una ricca pensione e del comando di una squadra navale.

Settembre Francia Spagna

A metà mese lascia il teatro di operazioni per fronteggiare in Italia gli spagnoli. Salpa da Zante (Zakinthos) ed entra nell’Adriatico; nelle vicinanze di Barletta cattura 2 galee spagnole che stanno infestando le coste della Puglia. Nel proseguimento delle operazioni nelle acque di Otranto intercetta altri 2 galeoni, sempre spagnoli, carichi di frumento.

Ottobre

Fa base a Brindisi. Scorre sulle coste pugliesi e calabresi per impedire alle navi spagnole e veneziane di rifornire di vettovaglie le truppe di Consalvo di Cordoba, assediato in Barletta. Sempre nel mese prende parte all’assedio di Taranto con 5 galee.

Novembre E’ ancora segnalato a Brindisi; ha con sé anche 2 brigantini.
1503
Gennaio

Sequestra una caravella carica di frumento siciliano nei pressi di Monopoli (territorio controllato dalla Serenissima). Non vuole restituire ai proprietari il relativo carico. Ne nasce un incidente diplomatico con il governatore della città Luca Tagliapietra. Lo stesso comportamento del  Bidoux tiene a Polignano a Mare ed a Conversano, dove requisisce navi frumentarie veneziane che egli sospetta essere state noleggiate dagli spagnoli.

Febbraio

Interviene all’assedio di Gallipoli con 4 galee, una fusta e 2 brigantini. Scorre nelle acque di Taranto dove continua ad intercettare le navi nemiche: prende un barzotto siciliano con 1500 stera di grano; gli sfugge, invece, un’altra nave che entra nella località con 500 stera di cereali. Consalvo di Cordoba gli invia contro 4 galee e 4 barze. Ritorna verso Taranto e tenta di sbarrare il passo alla flotta spagnola comandata da Bernardo  Villamarina e da Juan de Lezcano. Si trova in netta inferiorità numerica di fronte agli avversari; è, inoltre, attaccato alle spalle dal governatore della città Pietro Navarro. Deve ripiegare su Otranto con le sue navi, rimaste peraltro danneggiate nel corso del combattimento.

Marzo

Entra in Otranto (città veneziana) con al rimorchio una piccola barza di 350 botti ed una caravella, prese agli spagnoli al largo di Santa Maria di Leuca e diretta al campo avversario con merci varie e grano: il bottino viene valutato in 4000 ducati. Nell’abbordare la barza Bidoux pesta un chiodo e si ferisce ad un piede. La squadra spagnola agli ordini di Bernardo Villamarina penetra nel porto: il governatore veneziano si oppone loro. Bidoux scarica a terra i suoi beni, libera la ciurma dei vogatori turchi, fa saltare in aria le sue navi e si può allontanare da Otranto con il consenso delle autorità: deve solo abbandonare le artiglierie nelle mani della Serenissima. Si rifugia a Lecce, ancora controllata dai francesi.

Giugno

Con il sostegno di Gian Luigi Fieschi arma a Genova 2 galeazze e 6 caracche; da Marsiglia lo raggiungono altre 25 imbarcazioni, di cui 13 navi, 3 fuste, 2 caravelle, 4 brigantini e 3 galeoni carichi di notevoli quantità di provviste, di vino, frumento e carni bovine salate destinati a Napoli, ai difensori di Castelnuovo ed a quelli di Gaeta. Salpa da Genova. A bordo della flotta si trova il marchese Luigi di Saluzzo destinato a ricoprire l’incarico di viceré al posto del duca di Nemours. Giunge troppo tardi a Napoli quando il castello si è già arreso. A metà mese entra nel porto e con 15 navi e 4 galee e vi blocca la flotta di Bernardo Villamarina (24 navi, 8 galee e 4 fuste). Gli spagnoli si trovano a mal partito sotto il tiro incrociato dei suoi pezzi d’artiglieria; nonostante ciò il Villamarina riesce a sganciarsi ed a riparare all’isola d’Ischia con la perdita di 4 navi. Prégeant de Bidoux, di seguito, con l’ausilio delle navi di Louis de Bigars de La Londe, riduce alle strette nel porto d’Ischia la caracca “Lomellina” e la travolge con il suo fuoco d’artiglieria. Esita, tuttavia, nel lanciarle contro 3 brulotti, cosicché la nave nemica ha modo di salvarsi.

Agosto
Presta soccorso ai difensori di Gaeta. Giungono i rinforzi condotti dal Conflans (1500 balestrieri), troppo pochi per resistere all’assedio posto alla città dalle milizie di Consalvo di Cordoba.
Ottobre
Gaeta è assediata sempre più strettamente. Bidoux tenta un’azione diversiva verso Baia con 26 navi. Intercetta un convoglio ed introduce in Gaeta il frumento di cui è riuscito ad impossessarsi.
Novembre

Si trova sulle foci del Garigliano contro gli spagnoli. Negli stessi giorni il re di Francia chiede ai veneziani di essere risarcito dei danni per le galee che Prégeant de Bidoux ha dovuto distruggere ad Otranto o, quanto meno, la restituzione dei pezzi di artiglieria che, nella circostanza, ha dovuto abbandonare sul litorale.

Dicembre

Prende parte alla battaglia del Garigliano. Bombarda vanamente dal mare le forze spagnole cercando di proteggere la ritirata del contingente francese. Le cattive condizioni atmosferiche lo costringono ad allontanarsi con gravi danni.

1504
Gennaio

Con la sconfitta Gaeta capitola il primo dell’anno. Bidoux conduce in salvo a Genova, nonostante il mare cattivo, gli scampati ai combattimenti.

Marzo
A Marsiglia. Rafforza le ciurme delle sue galee con l’inserimento al remo dei lenoni cittadini. Si prepara per una nuova spedizione contro i corsari turchi.
Luglio Rodi Corsari turchi
Leva l’ancora con Bernardino d’Ornesan. Si dirige inizialmente verso Otranto per richiedre ai veneziani la restituzione dei pezzi di artiglieria che gli sono stati sottratti anni prima. Le sue richieste rimangono inevase.
Agosto Giunge a Rodi (Rodhos).
Novembre
Rientra in Francia. Rinnova, ancora senza esito, le sue istanze ai veneziani.
1505 Francia Spagna
1507
Marzo Francia Genova
Genova si è ribellata al dominio francese. E’ allestita a Marsiglia una flotta di 4 galeoni, 8 brigantini e 7/8 galee e gliene viene dato il comando. Secondo i suoi desideri i rematori sono provenzali ed i soldati imbarcati balestrieri guasconi. Esce da tale porto; durante il tragitto per la vicina Liguria alle sue navi si aggiungono anche 4 vele e 12 galee spagnole.
Aprile

Scorre nelle acque liguri con 4 galee sottili. Conquista alcuni galeoni ai genovesi. E’ respinto un suo tentativo nel golfo di La Spezia da Giovanni di Biassa.

Maggio

Si presenta davanti al porto di Genova e bombarda la città. Con la rapida vittoria delle truppe francesi si mette alla caccia dell’ex doge Paolo di Novi, che si è dato alla fuga sulle coste corse. Un corsaro, il Corsetto, gli consegna il Novi in cambio di 800 ducati; costui viene condotto a Genova per esservi squartato. Lacerti del cadavere del genovese sono collocate a titolo di monito sulle porte cittadine. Prégeant de Bidoux saluta con le  salve d’artiglieria il trionfale ingresso del re Luigi XII nella città.

Giugno luglio Francia Monaco
Viene inviato a Monaco per convincere Luciano Grimaldi a cedere i suoi territori al re di Francia. Sbarca al comando di 4000 uomini; assedia il castello. Apparentemente il Grimaldi sembra cedere alla prova di forza; nella realtà rimanda ad un tempo futuro la consegna effettiva del suo stato.  Bidoux si dirige subito dopo a Savona dove si trova Luigi XII. A luglio il re di Francia accoglie nella città il re di Spagna Ferdinando il Cattolico. L’incontro fra i due sovrani avviene a bordo della nave ammiraglia “La Générale”: nell’occasione il Bidoux funge da maestro delle cerimonie.
…………………….
Rientra a Marsiglia per imbarcare sulle sue navi il nuovo governatore di Genova, François de Rochechouart (il Champniers), che assume tale incarico al posto di Philippe de Ravenstein. Resta in tale città per seguire la costruzione di 4 caracche e mantenervi l’ordine pubblico.
1509
Febbraio Francia Venezia
A Marsiglia, per i preparativi per la prossima guerra da condurre in Levante ai danni dei veneziani.
Giugno agosto
Prende il largo da Marsiglia con 4 galee di sua proprietà, 2 galee bastarde genovesi e 2 brigantini. Viene preceduto di due giorni dall’Aubigny, che ha il comando della spedizione e che naviga con 8 velieri. Dalle acque liguri si porta su quelle napoletane in attesa di congiungersi con una squadra spagnola e quella pontificia. Gli alleati non si presentano all’appuntamento per cui, a fine agosto, rientra a Marsiglia ed a Rapallo con un nulla di fatto.
1510
Aprile

Viene convocato a corte con Bernardino d’Ornesan. Ottiene il comando effettivo della flotta francese e gode di una provvigione annua di 1000 franchi.

Maggio Francia Chiesa Venezia

Naviga sulle coste della Toscana alla ricerca di alcune galeotte barbaresche. Si porta, di seguito, a Marsiglia con 10 galee. Invia 2 navi sulla spiaggia di Farot per caricarvi a bordo vettovaglie ed armi.

Giugno

Al momento dello sbarco a Marsiglia nasce un ammutinamento della ciurma sulla galea “Anguilla”. Numerosi sono i morti (70 compreso il comito) ed i feriti nel corso dello scontro tra rivoltosi e lealisti. Appresa la cosa, Prégeant de Bidoux si mette alla caccia della galea datasi alla fuga, la intercetta e la conduce in porto. Raduna le sue navi a Farot e qui punisce 3 forzati considerati istigatori della sedizione; altri 2 sono impiccati ed un sesto è decapitato e squartato. I  lacerti di quest’ultimo sono collocati in vari quartieri di Marsiglia. Subito dopo entra alla difesa di Genova, con una barza, un galeone, 4 galee e 15 brigantini.

Luglio

Con la sua squadra si colloca alla difesa di Genova, minacciata dall’azione di Giano Fregoso. Si muove contro gli avversari che si sono ancorati in una rada vicino al capoluogo. Pone alla testa 6 galee (4 sottili e 2 grosse); dietro esse colloca le caracche cittadine; davanti alle galee, infine, vi sono 6 grossi pontoni, ciascuno dei quali è armato con un grosso pezzo di artiglieria. Baldassarre di Biassa, Bernardo  Villamarina e Girolamo (Grillo) Contarini (che pure comandano 17 galee) sono costretti dal fuoco delle sue artiglierie a portarsi su  bassi fondali; i nemici devono darsi alla fuga. Il capitano francese  incalza costoro  inseguendo il Biassa fino al monte Argentario ed a Portoferraio. Quest’ultimo, alfine, ripara a Lungone, presso l’isola d’Elba. Di seguito Bidoux scorre nelle acque corse con 6 galee e numerosi brigantini.

Agosto

Giunge nei pressi di Recco con 2 galee bastarde, 4 sottili, 3 galeoni, 2 barze (di 2000 botti ciascuna) ed altre vele per impedire lo sbarco delle truppe nemiche (al comando di 6 galee e 22 galee sottili per le fonti francesi). Si sposta nella Riviera di Levante e con le sue 15 vele affronta, al largo di Portofino, 11 galee veneziane di Girolamo Contarini ed una galea pontificia. Invia a Marsiglia un suo capitano, l’Albertinelli, per prendere in consegna 4 galee e condurle sulla costa ligure.

Settembre

Esce ancora da Genova per contrastare la flotta veneto-pontificia di Baldassarre di Biassa e di Girolamo Contarini. Si batte con 15 galee veneziane e pontificie fra Genova e La Spezia: dopo un’ora e mezzo di colpi di artiglieria la squadra avversaria si ritira con qualche danno a Portovenere. Ritornano sotto Genova i veneziani con le truppe da sbarco; Bidoux sbarra loro il passo con la sua squadra rafforzata da altri vascelli, galeoni e brigantini. Gli avversari si ritirano a La Spezia per le cattive condizioni atmosferiche.

Ottobre

Respinge a Portovenere un attacco portato dal e dal Contarini: i nemici lamentano il danneggiamento di 3 galee. Negli stessi giorni ritorna da Marsiglia l’Albertinelli;  la sua flotta è rafforzata da 4 nuove galee.

Dicembre

A Portofino con le sue 6 galee. Da Portovenere accorre con la sua squadra a Genova. Ordina 4 nuove navi ai cantieri di Genova e di Savona.

1511
Ottobre

Viene richiamato da Marsiglia a Genova dal Rochechouart. Giunge nella città con le 6 galee di sua proprietà ed altre 10 di recente costruzione: provvede in modo rapido all’assoldamento di galeotti per rinforzare le ciurme, alla requisizione di 5 galee ed alla messa in cantiere di altre 2.

Dicembre
Con l’arrivo di Pietro Navarro nelle acque del basso Tirreno al fine di spiarne i movimenti invia un brigantino verso Civitavecchia e Napoli. Negli stessi giorni contatta il signore di Piombino, Jacopo d’Appiano che, rimasto vedovo, desidera risposarsi. Gli propone un matrimonio con una gentildonna francese. Le trattative non hanno esito.
1512
Aprile A Marsiglia, per seguire i lavori di costruzione di 9 galee.
Maggio E’ convocato a Blois dal re Luigi XII. Ottiene il comando delle galee.
Giugno In proprio Corsari barbareschi

Salpa da Marsiglia; incrocia nelle acque sarde e corse per combattere i corsari con le sue 6 galee. Rientrato a Marsiglia, riceve l’ordine di di difendere con le sue galee le coste della Guienna (Guyenne) dagli attacchi inglesi, mentre Bernardino d’Ornesan deve condurre a Genova (con altre 6 galee) Jacques de Crussol, nuovo governatore della città al posto del Rochechouart. L’ammiraglio inglese Edward Howard, infatti, si sta dirigendo con 22 vascelli (a bordo vi sono 3000 soldati) verso la Bretagna, mentre il fratello Thomas prende la direzione di Guipuzcoa per collegarsi con la squadra cantabrica comandata da Juan de Lezcano. I due comandanti devono condurre un’offensiva nel golfo di Guascogna.

Luglio agosto Francia Spagna Inghilterra

Lascia Marsiglia con 6 galee: un forte mistral ostacola inizialmente la sua navigazione. Costeggia i mari della Catalogna della Galizia e della Biscaglia; si dirige su Baiona (Bayonne). Si ferma in tale porto per fronteggiare la flotta anglo-spagnola di Thomas Howard e di Juan de Lezcano. Gli avversari si trovano a loro volta in forti difficoltà per varie concause che vanno sulle divergenze dei 2 ammiragli sulle strategie da seguire, alle tempeste ed alle correnti atlantiche che scompaginano di continuo i due schieramenti, al principio di ammutinamento sulle navi inglesi per la presenza a bordo dello scorbuto e per la mancanza di birra per i marinai.

Ottobre A fine mese si sposta in Bretagna e giunge nella Manica.
……………….. E’ costretto a rimanere inattivo nei mesi invernali.
1513
Marzo

A Brest. Si prepara alla difesa delle coste francesi con  du Chillon, comandante della flotta di Ponente. Il rapporto di forze è a favore degli inglesi, senza contare l’apporto della squadra del Lezcano consistente in 8 caravelle ed in numerose galee. Bidoux e  du Chillon decidono di non cercare la battaglia, ma di lanciare incursioni sulla costa inglese. Sbarca a Plymouth per un’azione dimostrativa (incendio di un bastione, qualche danneggiamento) e tiene testa ai nemici nel Sussex ad Abervrach: la sua presenza induce Edward Howard ad un’azione punitiva nei suoi confronti. Bidoux rientra a Petrieux dove troverà Bernardino d’Ornesan.

Aprile

A fine mese la flotta inglese si è posta sull’imboccatura del porto di Brest. Cerca di eludere il blocco nemico con le sue navi (6 galee e 4 brigantini) allorché si imbatte in 25 navi inglesi e spagnole, delle quali la maggior parte è di recente costruzione. Bidoux fa effettuare una conversione ai suoi legni nonostante che il mare sia agitato per il maltempo; si porta nella zona pericolosa degli Abers, disseminata di isolotti sabbiosi che affiorano con la bassa marea; attraversa la baia dei Blancs-Sablons (Whiston Bay) e vi getta l’ancora al fine di riordinare la sua squadra; sbarca 600 uomini nella piccola penisola di Kermorvan, che sorge tra la baia dei Blancs-Sablons e Le Conquet, le cui scogliere costituiscono un bastione naturale. Si reca a Berthaume per rifornirsi di galeotti e di munizioni. Rientra alla comparsa della flotta avversaria. Nella baia sono schierate in ordinanza 12 galee e 4 galee bastarde agli ordini di Bernardino d’Ornesan. L’attacco è inizialmente portato da 6 galee e da 4 fuste; affonda un vascello comandato dal Compton e ne danneggia altri capitanati da Stephen Bull; viceversa, uno dei suoi brigantini è catturato dalle navi avversarie. Bidoux staziona nella baia per qualche tempo cercando di introdurre in Brest munizioni e vettovaglie a favore degli assediati. Edward Howard, nel contempo, oltre a continuare nelle operazioni di assedio, fa sbarcare a terra 6000 uomini tra i Blancs-Sablons e Le Conquet. L’ammiraglio inglese si accorge di trovarsi in mezzo a due fuochi; assale, pertanto, il viceammiraglio di Bretagna Guyon Le Roy du Chillon sotto le mura di Brest. E’ costretto, tuttavia, a ritirarsi quando vede venirgli addosso una ventina di brulotti. Per sbarazzarsi, infine, di Bidoux si porta personalmente con una squadra contro le galee provenzali con 2 piccole galee, 2 larghe maone e 2 barche. Il Bidoux, spalleggiato dai cannoni della vicina isola di Kermorvan, accetta la sfida. L’ammiraglio inglese punta direttamente sulla sua galea “La Générale” seguito dal resto della squadra. Una bordata francese abbatte 119 uomini sui 175 del vascello “Rose”, un’altra, 45 uomini imbarcati sulla nave “Henry”. Edward Howard resiste all’abbordaggio; le picche dei marinai francesi lo inchiodano contro il parapetto. 3 bastimenti inglesi investono la capitana del Bidoux; subiscono altre perdite, chi 32, chi 10 uomini. I loro corpi sono tutti gettati in mare. Gli inglesi sono costretti a battere in ritirata: l’Howard muore nello scontro. Il suo cadavere è rinvenuto qualche giorno dopo in mare ed è riconosciuto per la collana che porta al collo. Bidoux ritorna vittorioso a Le Conquet; secondo l’uso in vigore nel Mediterraneo rifiuta di consegnare il cadavere del suo avversario a chi glielo richiede. Farà imbalsamare il corpo di Edward Howard e chiederà al re l’autorizzazione a tenere per sé il suo cuore a titolo di trofeo.

Maggio giugno
Thomas Howard ha ora il comando della flotta. Gli inglesi si ritirano in breve tempo a causa della stipula di una tregua fra le parti. Nel contempo un’epidemia blocca nei porti le galee provenzali.
Settembre ottobre
A Brest. Ha il compito di tagliare la strada ad una flotta avversaria che sta rientrando da una spedizione effettuata in Scozia. Ad ottobre una tempesta autunnale disperde la sua armata. Controlla le acque di Caux.
1514
Gennaio marzo Sverna con le sue galee a Dieppe. A gennaio è nominato grande commendatore dell’ordine gerosolomitano alla morte di fra Alamanch.
Aprile

Compie una nuova scorreria nel Sussex. Tenta pure un’audace azione ai danni di Brighton: segue lo sbarco che termina con l’incendio di un bastione a terra. I francesi sono accolti da una pioggia di frecce, una delle quali  ferisce gravemente Prégeant de Bidoux ad un occhio. Portato a bordo, le sue galee si allontanano perché una squadra inglese, agli ordini del Bull, sta provenendo da Wyndham ai suoi danni. Nelle vicinanze della costa francese viene intercettato da un’altra squadra; Bidoux fa invertire la rotta alle sue galee e passa con le sue navi in mezzo allo schieramento degli inseguitori. Ripara nel porto di Boulogne; si reca nella chiesa cittadina di Notre-Dame per ringraziare la Vergine di avere perso solamente un occhio.

Luglio

Gli è conferito dall’ordine gerosolomitano il priorato di Saint-Gilles in Provenza.

Agosto
La presenza di Bidoux nella Manica ha termine con la firma del trattato di Londra. Giunge a Baiona, dove deve abbandonare una galea a causa del suo cattivo stato. Gli è affidato il compito di soccorrere l’Houdetot, assediato da mesi dai genovesi nella fortezza di Capo di Faro.
Settembre Francia Genova

Rientra a Marsiglia. Cattura a Valencia una caracca genovese appartenente a Francesco Cattaneo. La conquista con il fuoco dei cannoni delle sue 5 galee: la nave viene rimorchiata. I genovesi si mettono alla sua ricerca con 9 galee, 7 brigantini e 3 fuste. Si scontra con costoro sulle coste catalane: gli avversari perdono in mare, affondate a causa di una tempesta, 3 galee, 3 brigantini ed una fusta.  Di seguito, si ancora alle isole Hyères una squadra genovese comandata da Andrea Doria. Bidoux affronta l’avversario con 4 galee, mentre altre 2, capitanate dall’Albertinelli e da Janot de Fieux, hanno fatto in tempo a trainare la caracca nel porto di Marsiglia. Lo scontro avviene fra Aigues-Mortes e la torre di Bouc. Dopo sei ore di bombardamento reciproco, al tramonto, il Doria è costretto a ritirarsi. Il capitano entra a sua volta in Marsiglia dopo un’assenza di due anni e mezzo con le sue  galee: viene accolto trionfalmente dalla popolazione. Vengono impiccati 25 marinai di una galea perduta in precedenza a Baiona a causa del loro ammutinamento.

Ottobre
Riprende il mare. Gli sono vicini Bernardino d’Ornesan (un galeone e 2 brigantini), il Servian con alcuni galeoni e fra Gianazzo (Janot de Fieux). Desola la costa di Varazze con 12 galee sottili e vi assale 8 galeoni mercantili genovesi. Uno di questi è dato alle fiamme; l’incendio si propaga agli altri legni a causa del forte vento.
1515
Febbraio aprile Francia Genova

Arma a Marsiglia 12 galee ed alcune barze. Con il nuovo re Francesco I retrocede nella carriera: gli è riconosciuto il titolo di luogotenente generale, non più quello di generale delle galee del Levante. A marzo è segnalato a Parigi per un colloquio con il Connestabile di Borbone.

Novembre A Milano, al fianco del re di Francia Francesco I.
1516
Gennaio Rientra da Genova a Marsiglia per accogliere il sovrano nella città.
Giugno Francia Corsari barbareschi
La squadra francese salpa da Marsiglia a metà giugno, in testa Bernardino d’Ornesan con il suo galeone “La Brava”, segue Bidoux con 6 galee (di cui 4 sempre di sua proprietà); alla retroguardia il Servian con 2 galeoni ed un brigantino. Si unisce a Genova con i genovesi ed i pontifici per dare la caccia nel Tirreno al corsaro Curtogoli, che ha portato le sue depredazioni lungo il canale di Piombino e nell’isola d’Elba. Sono  date alle fiamme durante la scorreria una dozzina di navi mercantili.
Luglio

Il comando della spedizione è affidato al cardinale di Salerno Federico Fregoso. Bidoux protesta energicamente contro tale nomina, ma deve cedere di fronte alle pressioni del papa Leone X.  Curtogoli, nel frattempo, infesta le acque siciliane.

Agosto

Sempre agli ordini di Federico Fregoso si unisce con Paolo Vettori (3 galee e 2 brigantini pontifici), Giovanni ed Antonio di Biassa (4 galee pontificie), Andrea Doria (4 galee genovesi) ed altri privati genovesi (4 galee) per battere il  Tirreno alla ricerca di Curtogoli. Naviga fra l’isola d’Elba, l’isola di Capraia, la Sardegna e la Corsica. Alla fine i pontifici, i genovesi ed i francesi assalgono Curtogoli nelle sue basi di Biserta (Banzart) e ne mettono a sacco il porto ed i suoi immediati dintorni. I soldati si sparpagliano alla ricerca di bottino. Interviene la flotta di Curtogoli che si è nascosto in precedenza nell’entroterra, alla fiumara;  per gli attaccanti è la disfatta. Bidoux riesce a mantenere l’ordine fra i suoi equipaggi; non altrettanto avviene fra i genovesi del Doria. Al termine dell’azione mancano all’appello 2 galee genovesi, 4 brigantini e 3 barze da trasporto, ognuna delle quali aveva a bordo 200 uomini. Le operazioni proseguono sulla costa tunisina a La Goletta, dove i genovesi recuperano una galea loro catturata da Curtogoli l’anno precedente a Cipro (Kipros). Bidoux costeggia, infine, il litorale maghrebino fino all’isola di Gerbe (Djerba); dà alle fiamme alcune navi ed opera alcune scorrerie a terra.

Settembre
Rientra a Marsiglia. Nella città si incontra con Pietro Navarro, che ora milita al soldo francese, occupato nella preparazione di una nuova spedizione contro i corsari barbareschi. Si ammala, forse diplomaticamente; è scontento per la sconfitta subita di recente, per il favore perduto a corte e per gli onori che, al contrario, vengono concessi ai suoi emuli. Chiede il permesso di trasferirsi a Rodi; si ritira, infine, nella sua abbazia di Saint-Gilles dove ricopre la sua funzione di priore.
1517
Aprile
I corsari barbareschi attaccano Piombino. Lascia subito Genova e si porta a Marsiglia per armarvi le sue galee. Si dirige a Rodi; si collega con Bernardino d’Ornesan e mette a sacco le coste greche.
1518
Gennaio Ottiene da Francesco I il necessario congedo  per cui può trasferirsi a Rodi.
Aprile
Salpa con la flotta francese comandata dal Chanoy, generale della Bretagna. Costui naviga sul vascello “La Sainte-Marie Bonadventure”, che viaggia a sua volta di conserva con un altro vascello, il “Jésus-Maria”. Seguono nello schieramento 2 galeoni del Servian; in coda sono collocate le 4 galee di Bidoux.
…………………….
Giunto a Rodi, è nominato balivo di Langò (Kos). Ha il compito di difendere tale isola, come quelle vicine di Saria e di Calino (Kalymnos).
Ottobre Rodi

Esercita ora l’attività di corsaro con la patente dei cavalieri di Rodi. Con una barza e 2 galeoni incrocia presso Cipro. Si impadronisce delle vettovaglie che si trovano a bordo delle navi che navigano lungo le coste dell’isola. Informa il gran priore dell’ordine gerosolomitano del prossimo arrivo nelle vicinanze della flotta ottomana.

1519
Richiamato in Francia dal re Francesco I preferisce rimanere a Rodi.
1520 E’ sempre impegnato nelle acque di Rodi.
1521
Gennaio E’ segnalato alla guardia di Langò.
Settembre Francia Impero

Con Bernardino d’Ornesan ed il Saint-Blancard (4 galee e 2 barze francesi, per un complesso di 100 cannoni) ed una nave del gran maestro dell’ordine di Rodi Philippe Villiers de L’Isle-Adam, investe un vascello del viceré di Napoli Raimondo di Cardona, che, diretto verso Napoli, sta trasportando 700 balle di panni per velature del valore di 100000 ducati. Tali materiali permettono di equipaggiare la grande caracca dell’ordine, che è rimasta vittima di un grave incendio nei pressi di Marsiglia. Può così riprendere il viaggio per Rodi con altri 200 cavalieri.

1522
…………………….
Mentre sta per rientrare a Rodi con il gran maestro dell’ordine sfugge ad un tentativo di intercettamento perpetrato ai suoi danni da Curtogoli.
Aprile Opera al largo di Napoli.
Maggio Rodi Impero ottomano
Sempre alla difesa di Rodi con 6 galee. Attacca di sorpresa e distrugge un arsenale turco.
Giugno

Alla guardia dell’isola di Kos. Chiede al gran maestro di potersi trasferire a Rodi. Conduce una sortita contro gli avversari.

Luglio

Viene chiamato a Rodi dopo essere stato prelevato a Kos da un brigantino. Ha il comando delle artiglierie e con Desiderio da Tolone anche quello della guardia.

Settembre

Con Gabriele da Martinengo difende validamente il baluardo di Sant’Atanasio. Nei giorni seguenti viene ferito da un colpo di archibugio che gli trapassa il collo da parte a parte.

Novembre Si distingue alla difesa della Mandra.
Dicembre

Rodi giunge all’estremo della resistenza. Con Gabriele da Martinengo esprime un parere favorevole alla resa a patti ed avvia le prime trattative. Viene dato in ostaggio agli avversari. Nelle operazioni di assedio i turchi hanno perso 94000 uomini.

1523
Gennaio

5000 uomini, fra cavalieri e soldati, sfuggiti alla morte sul campo, lasciano Rodi con i loro famigliari e servitori a bordo di 50 navi. Prégeant de Bidoux naviga alla volta dell’isola di Candia (Kriti). Gli viene assegnato il comando della galea “San Giovanni” al posto del galeone precedente: a bordo si trova anche il gran maestro Philippe de Villiers.

…………………….
Ha dal gran maestro il compito seguire le relazioni del suo ordine con la Francia.
1524
Luglio
Rientra dopo alcuni anni a Marsiglia. Nella città ritrova il Saint-Blancard e Bernardino d’Ornesan.
Novembre Francia Impero Alla difesa della città con Renzo di Ceri.
1525
Aprile Sbarca a Monaco con alcuni fanti al fine di sorvegliare i propri feudi.
Maggio Incrocia al largo di Savona con Andrea Doria.
Giugno
Il re Francesco I, catturato dagli imperiali nella battaglia di Pavia, viene condotto da Genova in Spagna. E’ in vigore una tregua tra i belligeranti. Bidoux si porta all’isola di Sainte-Marguerite per discutere con il viceré di Napoli, Carlo di Lannoy, le condizioni per uno scalo tecnico a Marsiglia della flotta imperiale (rifornimento d’acqua).
1527
Si reca in Inghilterra per alcune missioni diplomatiche alla corte del re Enrico VIII.
1528
Marzo
Si trova a Parigi allorché il Saint-Blancard si impossessa, nei pressi di Villafranca, di una galea dell’ordine gerosolomitano che sta trasportando a Nizza (Nice), afflitta dalla fame, cereali prodotti nella sua abbazia di Saint-Gilles. Il gran maestro si rivolge con aspre critiche nei confronti del Saint-Blancard in alcuni messaggi diretti al nipote, Grand Maitre de France, Annes de Montmorency.
Luglio Naviga verso Livorno.
Agosto Malta Corsari turchi

Scorta il cardinale Campeggi a Barcellona: il prelato vi si deve incontrare con l’imperatore Carlo V prima di un successivo colloquio con il re d’Inghilterra. Sulla via del ritorno, Bidoux fa scalo a Marsiglia. Nei pressi della città è scoperta una galeotta turca: la galea sulla quale è imbarcato, comandata da Claudio Gimel, le dà la caccia. Rimane ferito gravemente mentre sta per dare l’abbordaggio a tale nave. Trasportato a Nizza, vi muore poco dopo. E’ seppellito a Saint-Gilles. La sua tomba sarà distrutta alla fine del 1500 dai protestanti durante le guerre di religione che sconvolgono la Provenza.

CITAZIONI

-“Huomo vigilantissimo…Di sommo valore, esperencia, e pratica nelle cose della guerra; e di saldo, e maturo giudicio, e consiglio in tutte le cose importanti…Personaggio di gran valore, e di servigio; e da tuti generalmente amato.” Bosio

-“E’ homo di grandissima condictione e gran valente homo, cussì in mar come in terra.” Sanudo

-“Maritimae rei peritissimo. Hic ab oscuris natalibus in Alvernis ortus, propria virtute et fide tantum apud regem crevit, ut cedere nulli in ditione nostra videretur. Diligentia mirabili, et maxima apud Deum reverentia, quod mirum quasi videri potest in tali negotio dedito, propterea tanta fuit semper justitiae cura, et ideo suorum continentia, ut tot annis, quibus triremibus praefuit, ne unus quidem inventus sit, qui juste conqueri potuerat.” Senarega

-“Son action militaire fut fort heureuse.” Dictionnaire de biographie française

-« Este cestuy Prégent, homme de si hault couraige, de sens si singullier, de bonté si plain, d’honneur si geant, d’intégrité si lovable, de foy si certaine, de hardiesse si impareille que en chacune de ses vertuz peult estre dict accomply et parfaict. » Da una cronaca genovese di Antonio Salvago riportata dal de la Roncière

-“Le plus grand marin du siècle montre beaucoup d’activité et d’habilleté.” Nicolas

-“Un homme qui se couvrira de gloire pendant vingt-cinq ans, dans toutes les actions où seront engagées les galères de Provence…Il a apporté dans la manoeuvre de ses batiments la sureté, le coup d’oeil, la rapidité d’exécution d’un Roger de Lauria, mais avec un coeur humain et une ame de chevalier.” Joubert

-“Experienced sea officer.” Rodger

-“Dont le courage était au-dessus de tout eloge.” Engel

-“Pendant près d’un quart de siècle, ce capitaine hors du commun et injustement méconnu va servir avec une extraordinaire maestria la politique de troi rois de France, Charles VIII, Louis XII et François I. De la mer Ligure à la Manche en passant par l’Atlantique, les galères provençales se trouvent toujours là où se cristallisent les enjeux… Craint des Génois, des Anglais, des Turcs et des “Barbaresques”, respecté des Espagnoles, redouté ou apprecié des Vénitiens selon qui combattait contre eux ou à leurs cotés…Grand homme de mer qui avait fait la réputation des galères de France. ” Garnier

-“Se distingua dans de nombreux combats victorieux…Un gran marin méconnu …Gentilhomme gascon, dont l’armoire porte trois  chevrons d’or avec un croissant en chef dextre.” P. Rigaud

-“Il étoit fort affectionnel à la France, il portoit pour armes..à trois chevrons..fenestres d’un cornet..dont voici la representation que j’ai tirée de ses patentes.” De Ruffel