Bagascia

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BAGASCIA Corsaro barbaresco.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1550

 

 

 

Estate

Algeri

Impero

Fa parte della squadra di Dragut con il Cametto ed il Bollato;  si trova alla testa di 2 fuste e di un brigantino. I tre corsari barbareschi catturano nelle acque di Napoli una grossa nave che trasporta vino, inviata in Africa dal viceré di Napoli don Pietro di Toledo al figlio don Garcia impegnato nel Maghreb contro i barbareschi. Capitano ed equipaggio sono ridotti in schiavitù, mentre il bastimento ed il carico sono inviati a Gerbe (Djerba). I corsari si volgono poi, prima verso l’isola di Ventotene e, di seguito, verso il Monte Circeo. Colti da una tempesta, si rifugiano a Ponza per dieci giorni. Sorprendono una tartana, proveniente da Gaeta, sulla quale sono imbarcati 20 pellegrini per il giubileo; si portano sulle foci del Tevere. Il Bollato prende in consegna la tartana; il Bagascia ed il Cametto si collocano davanti al fiume con le 2 fuste. Avvistati alla torre Bovacciana sono costretti ad allontanarsi. Scoprono una nave partita da Civitavecchia; i marinai dell’imbarcazione si danno alla fuga su una scialuppa; i corsari se ne impadroniscono e la abbandonano a quaranta miglia al largo. Il Cametto ed il Bagascia litigano per la divisione del bottino: i due si separano ed il Bagascia punta da solo verso l’isola d’Elba. Scoperto, è assalito da 2 barconi pieni di armati. Riesce a fuggire; ripara a Biserta (Banzart) ed a Algeri, dove venderà prede e prigionieri.

CITAZIONI