ARCOURT

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1649

ARCOURT (Alphonse de Lorraine) Cavaliere di Malta. Conte d’Harcourt.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1667

Venezia

Impero ottomano

Raggiunge Candia (Iraklion) con altri 10 cavalieri di Malta ed altrettanti volontari. Si pone al servizio dei veneziani.

1672

 

 

 

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Malta

Impero ottomano

Ha il comando delle galee dell’ordine gerosolomitano. Gli è ordinato di muoversi su Otranto con tutta la squadra e di portarsi a Capo Spartivento per congiungersi con la flotta pontificia. Partito, al capo di Santa Maria di Leuca entra in contatto con 4 grossi vascelli pontifici carichi di frumento; li scorta sino all’isola di Favignana ed a Civitavecchia.

Giugno

 

 

E’ segnalato a Malta.

Luglio agosto

 

 

Trascorre il mese di luglio sulle coste africane alla ricerca delle galee bisertine uscite da Porto Farina. Le perde di vista all’isola Tavolara; passa in Sardegna, si risolve di portarsi alle isole di Ponza e di Palmarola per attenderle al varco in quanto vicina è la data della fiera di Messina. Le 6 galee nemiche sono avvistate da una feluca verso l’isola di Ventotene. Un brigantino barbaresco per caso dà la fonda ad un’isoletta tra Ponza e Palmarola, nelle vicinanze dei maltesi che restano nascosti. Arcourt trascorre la notte a Ventotene; il mattino seguente sorprende 2 brigantini con 36 mori e due rinnegati. Ritorna a Ponza nell’attesa del transito delle 6 galee: queste riescono a sfuggire nottetempo alla sua sorveglianza. Si pone al loro inseguimento sul far del giorno; si accosta ad Ischia, Ustica, Favignana; si deve fermare in tale isola perché una tempesta rompe gli alberi di trinchetto di 2 sue galee. Ritorna ad Ustica; sa da una tartana corsara sarda che le navi bisertine sono ormai nelle acque di Civitavecchia.

Settembre

 

 

Avvista le galee bisertine; le tallona per tre ore, ma i nemici riescono ad allontanarsi; sul fare della sera sono distanti sei miglia e sfuggono definitivamente. Si riporta a Favignana per rifornirsi d’acqua; si dirige a Cagliari. Gira ancora per le isole della Sardegna ed a fine mese rientra a Malta.

1673

 

 

 

Maggio

 

 

Salpa per il Levante. Per Augusta, Cerigo (Kithira), Cerigotto (Andikithira) entra nell’arcipelago. Viene a conoscenza da un vascello francese, partito da Smirne (Izmir), che 20 galee ottomane si sono trasferite nel mare Nero per combattere i polacchi. A fine mese si trova nel canale di Sifanto (Sifnos); avvista 2 galee; la prima gli sfugge; insegue la seconda fra le isole per centocinquanta miglia e la raggiunge presso Patmos. La notte, tuttavia, salva i turchi; la capitana, nella sua caccia, si trova avanti rispetto alle altre galee di quindici miglia. Riunitasi la squadra nelle acque di Rodi (Rodhos),  Arcourt viaggia di conserva con 4 vascelli corsari, 2 maltesi (capitani, Onorato e Creviller) e due sardi (Allegre e Martin); questi ultimi sono affiancati anche da 2 galeotte. Da lì si sposta verso Calamacchia e Lindo (Lindhos) dove incontra 2 vascelli di corsari livornesi. Sa che la carovana di Alessandria (Al Iskandariyah) due giorni prima ha navigato di bolina nel golfo della Magra, tallonata dai vascelli dei capitani Onorato, Creviller, Allegre e Posseu. Si dirige su Rodi e viene avvistato un convoglio composto di 10 saiche e 9 vascelli. Si getta su di esso con la sua capitana. Spara con il cannone di corsia; si risponde al fuoco. Abborda un piccolo vascello; un altro vascello turco è contemporaneamente attaccato da 3 sue galee e dalle navi dell’ Onorato e del Creviller. Questa seconda nave è anch’essa abbordata e dell’equipaggio iniziale di 260 uomini non ne rimangono vivi (compresi i feriti) che la metà. Alcuni si buttano in mare e sono catturati con i caicchi; altri 30, che si sono asserragliati nella santabarbara e minacciano di dare fuoco alle polveri, sono convinti a desistere dopo due giorni di trattative. Un’altra galea maltese, quella comandata dal bolognese Paolo Emilio Argile, conquista da sola un vascello. Il resto della carovana si rifugia nel porto di Rodi, tranne la capitana. Quest’ultima si porta in una baia: viene assalita l’ultimo giorno del mese. E’ abbordata mentre l’equipaggio si nasconde a terra: dentro, vi sono solo alcuni cristiani che in tal modo conseguono la libertà. Il bottino per i soli cavalieri di Malta è valutato sui 200000 ducati, sotto forma di derrate varie, quali riso, lino, caffè ed altre merci.

Giugno luglio

 

 

Costeggia la Morea, l’Albania, la Calabria e la Sicilia. A metà luglio rientra a Malta.

Agosto

 

 

Dirige una nuova spedizione in Levante. A Capo Buonandrea ed alla Bomba; l’inclemenza sel tempo lo obbliga ad abbandonare le coste egiziane e quelle libanesi per puntare direttamente sull’ isola di Candia (Kriti). Si avvicina all’isola di Scarpanto (Karpathos) dove incontra i corsari maltesi Creviller, Onorato, Posseu e Verdellon; si porta al braccio di Maina per distruggervi tre fortezze costruitevi di recente dagli ottomani. Tutti insieme si portano verso il Cerigotto: in avanscoperta il Creviller con una galeotta ed un brigantino della sua squadra. Viene toccato Porto Vitolo.

Settembre ottobre

 

 

A metà mese è a Capo Matapan (Akra Tainaron); entra in una piccola cala, Cala Citri, di fronte alla fortezza di Calamatta. Sulla spiaggia si presenta un notabile desideroso di fuggire; costui, che nel passato è già stato l’artefice della resa degli abitanti della regione agli ottomani, viene arrestato sulla sua capitana. Altri abitanti trattano, invece, con il Creviller per essere aiutati nella loro ribellione ai turchi e nella distruzione delle fortezze sulla costa. I maltesi accettano. Creviller sbarca con 200 soldati, 2 cannoni e le relative scale. Il d’Arcourt si collega con 4000 abitanti di Maina ed attacca la fortezza di Chialesa, sopra Porto Vitolo a quattro miglia dal mare. Egli non prende parte direttamente all’azione perché gli è stato proibito ogni sbarco dall’ordine; gli assalti si rivelano inutili, per cui il capitano richiama tutti sulle navi. A fine mese riparte per Malta; tocca Taranto, Messina, Augusta, Siracusa ed a metà ottobre raggiunge Malta.

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Gli succede nella carica di comandante delle galee Paolo Raffaello Spinola.