Tourville

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TOURVILLE (Anne-Hilarion de Costentin de Tourville)  Di Tourville. Cavaliere di Malta. Corsaro con patente di Malta e di Venezia. Conte.

1642 (novembre) – 1701 (maggio)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1656/ 1658

 

 


 

Di famiglia della vecchia nobiltà del Cotentin. A quattordici anni, grazie all’intercessione del vescovo François Péricard, la madre Lucie de la Rochefoucauld gli permette di entrare nell’ordine dei cavalieri di Malta (aprile 1647). È inviato a Parigi per gli studi. Si batte a duello con il conte di Malet a causa di una donna.

1659/ 1660

 

 

 

 

Chiede di essere arruolato in un reggimento come ufficiale. La sua domanda viene respinta a causa della pace. E’ informato che il cavaliere di Malta Honoré de Hocquincourt sta preparando a Marsiglia (Marseille) una fregata  per scorrere ai danni dei turchi. Si offre come volontario ed inizia la sua vita di marinaio a bordo di una fregata di 36 cannoni che naviga di conserva con una fregata di 24 cannoni del Creviller. Si ferma per un certo periodo di tempo a Malta.  Pensa solo ad addestrarsi: conduce una vita ritirata lontano da orge e festini frequentati, viceversa, da altri cavalieri.

1661

 

 

 

 


 

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In proprio

Corsari barbareschi

Viaggia a bordo del vascello di Honoré de Hocquincourt nell’arcipelago greco alla vana ricerca di 2 vascelli tripolini, segnalati nei dintorni. Hocquincourt si apposta nei pressi di Zante (Zakinthos), verso l’isola di Sapienza (Sapientza) e nell’Adriatico nel canale di Otranto;  Creviller, che si accompagna ad Hocquincourt, avvista 2 vascelli algerini ed attende il suo compagno. In tale combattimento  Tourville viene collocato sul ponte più alto con altri sei volontari e due cavalieri, il posto considerato generalmente più pericoloso. Inizia il bombardamento reciproco; Hocquincourt punta contro un vascello,  Creviller si dirige contro l’altro. Gli algerini tentano di abbordare i 2 legni corsari maltesi; nonostante le bordate loro sparate contro, riescono a salire su quello di Honoré de Hocquincourt; viene ucciso il rais della nave avversaria. Ciò facilita il contrattacco e l’abbordaggio da parte dei maltesi. La nave è catturata.  Tourville si distingue nella battaglia per il suo valore; rimane ferito in più punti, specie ai fianchi, da alcuni colpi di picca.  Appaiono da capo Matapan (Aikra Tainaron), richiamati dai colpi di cannone, altri 2 vascelli barbareschi, i 2 di Tripoli. Il fuoco ora si indirizza su tali imbarcazioni che si ritirano. Hocquincourt si muove in soccorso di Creviller in lotta ancora con l’altro vascello algerino: questo viene affondato. I due corsari si dirigono a Sifanto (Sifnos) sia per curare i feriti, sia per le opportune riparazioni delle loro navi. Nell’isola,  Tourville viene curato da un medico di Atene. Guarito, segue ancora Hocquincourt e Creviller nelle loro crociere: diviene il secondo del più esperto d’Artigny cui è affidato il comando del vascello conquistato.   

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In proprio

Corsari barbareschi

Si dirige verso Zante per vendervi come schiavi i turchi fatti prigionieri. Sono scorti 2 vascelli tunisini con al traino una nave mercantile da essi conquistata. Quando i corsari barbareschi si accorgono di avere di fronte i maltesi non sono più in grado di allontanarsi a causa del vento contrario.  D’Artigny inizia l’azione ed è subito seguito da Honoré de Hocquincourt e dal Creviller; il primo cade ucciso nel furioso cannoneggiamento che segue.   Tourville ha il comando del vascello. Si aprono profonde falle nello scafo di questa imbarcazione per cui decide l’abbordaggio della nave mercantile che gli si oppone. Sta per avere la peggio; allorché si accorge che nelle stive sono rinchiusi numerosi schiavi cristiani li fa liberare da quattro marinai e più di 50 uomini si uniscono con i corsari maltesi prendendo le armi. A sera conquista il vascello tunisino; Hocquincourt e Creviller si sono, nel frattempo, distanziati alla caccia degli altri 2 vascelli barbareschi. Anche la nave di cui si è impadronito è fortemente danneggiata; il vento è contrario; ascolta il consiglio di marinai più esperti e ritorna a Sifanto. Nello scontro riporta due leggere ferite. E’ ancora curato dal medico; si innamora della figlia di costui e ne diviene l’amante. A bordo dell’ultima nave conquistata sono liberati nella cabina del capitano un provenzale e la moglie che stanno accompagnando a Smirne (Izmir) la rispettiva cognata e sorella che vi si deve sposare con il console francese. Riparata la nave a Sifanto,  Tourville fa nuovamente vela su Zante alla ricerca di Honoré de Hocquincourt; non lo trova. Si indirizza su Malta dove sono sbarcati i tre francesi che presto riprenderanno il loro cammino per Smirne.

1662

In proprio

Corsari turchi

Viaggia di conserva con il  Carini, un corsaro napoletano che ha chiesto la patente di Malta al Gran Maestro dell’ordine gerosolomitano. Scorre in Levante. I due corsari si dirigono verso l’isola di Sapienza,  Tourville è all’avanguardia. Passano vicino a Zante; da un capitano di una nave della Serenissima vengono a conoscenza che nei pressi vi sono 3 corsari turchi pronti ad intercettare i bastimenti che vogliano entrare nell’  Adriatico. Si propone di scortarla con il  Carini. Le 3 navi viaggiano in linea; in testa il mercantile e dietro, più lontani, i 2 vascelli da guerra maltesi. I corsari turchi avvistano le 3 navi e si avvicinano loro nonostante il fuoco di artiglieria che li accoglie.  Tourville permette l’abbordaggio alla sua nave; contrattacca a sua volta e conquista il vascello avversario nel quale sono rimasti vivi solo una cinquantina di turchi; in un secondo momento si muove in soccorso del Carini e della nave veneziana. I restanti 2 vascelli turchi si danno alla fuga. Uno di questi è talmente danneggiato che non va lontano: l’equipaggio dà fuoco alla santabarbara e si fa saltare in aria. Grande è il bottino trovato a bordo del vascello conquistato; sono liberati numerosi schiavi cristiani adibiti alle manovre.  Tourville e Carini raggiungono Venezia. Il doge propone al francese di entrare nella marina della Serenissima in guerra con gli ottomani. Rifiuta. A Venezia riallaccia i rapporti con la sua amante greca che ritrova in tale città.

1663

In proprio

Corsari barbareschi

Salpa da Venezia con il Carini: si reca a Sifanto per recuperarvi i beni della sua amante. Con i 2 corsari si trova anche il  Marini che ha il comando del vascello tolto ai turchi. Le 3 navi maltesi nel canale di Otranto si imbattono in 4 vascelli barbareschi.  Tourville si colloca al centro,  Carini a destra e Marini a sinistra; anche gli avversari adottano lo stesso schieramento in linea.  Tourville fa caricare a mitraglia i suoi cannoni e colloca i suoi marinai più robusti nei fianchi per respingere con le picche ogni tentativo di abbordaggio. Prende di mira una nave, questa vira e cerca di guadagnare il largo; la insegue e con i suoi colpi di cannoni e di moschetto fa strage degli avversari che sono sul ponte; la raggiunge, l’abborda e se ne fa padrone. Vengono  condotti a bordo del suo vascello i prigionieri;  la nave barbaresca è affondata con tutti i suoi pezzi di artiglieria ed il carico. Va poi in soccorso dell’imbarcazione del Carini  rimasto ucciso in una fase dello scontro;  il vascello del corsaro napoletano sta per essere conquistato.  Tourville  sale sulla sua tolda, guida la controffensiva e  scaccia gli avversari. Le 2 navi barbaresche rimaste si danno alla fuga.  Tourville si trasferisce a Sifanto; da qui, alla testa di 4 vascelli (compreso l’ultimo catturato) salpa dal porto e raggiunge il Levante. Vi vende gli schiavi, ristabilisce l’organico dei suoi equipaggi, spedisce a Venezia i beni della sua amante; si indirizza su Malta con i 4 vascelli di cui uno è condotto dal suo luogotenente Morosini, uno dal Marini e 2 sono guidati dal cavaliere di Malta Saint-Roman, già luogotenente del Carini. Si incontra con il Gran Maestro; nell’isola ritrova pure Honoré de Hocquiconcourt e Creviller. A quest’ultimo cede un vascello del Carini e quello capitanato dal Morosini. Toruville riparte con il suo vascello e con quello del Marini.

1664

In proprio

Corsari barbareschi

Salpano per il corso in Levante 6 vascelli corsari maltesi agli ordini di Honoré de Hocquincourt, di Creviller, di Tourville, di Saint-Roman, di Marini e di Morosini. Costoro si imbattono in 6 vascelli algerini che, alla loro vista, preferiscono ritirarsi.  Tourville, che dispone del vascello più veloce, si mette al loro inseguimento, raggiunge la nave più lenta (la maggiore) e la assale. Hocquincourt, che è lontano, è solo spettatore del confronto che termina con la vittoria di Tourville. Honoré de Hocquincourt si ammala gravemente e Tourville preferisce lasciare le scorrerie per accompagnarlo a Malta.

1665

 

 

 

 

 

 

Giugno

 

 

 

 

Con la guarigione di Honoré de Hocquincourt ritorna a scorrazzare nell’arcipelago con tale capitano ed il Marini.

Novembre

In proprio

Impero ottomano

Sta per entrare nel porto di Kolokithia nell’isola di Candia (Kriti) allorché il  Marini, che naviga all’avanguardia, avvista  all’imboccatura del porto 24 galee del pascià Mehemet Ogli. Queste attaccano i vascelli corsari maltesi. Il fuoco dell’artiglieria delle navi a vela è troppo elevato per colpire il profilo più basso delle galee e si rivela, almeno agli inizi, inefficace. L’ammiraglio turco, che ha speronato il vascello di Hocquincourt, deve ritirarsi quando si accorge che tutti i pezzi dei corsari maltesi sono puntati contro la sua nave. 10 galee condotte da Durach Bey, provenienti da Smirne (Izmir), devono anch’esse retrocedere. Dopo nove ore di combattimento le galee ottomane rientrano nel porto tutte danneggiate con la perdita di più di 100 uomini. Dei 300 marinai francesi che si trovano a bordo dei 3 vascelli corsari, 40 sono uccisi e 30 sono feriti; le loro navi sono talmente ridotte in cattive condizioni che devono rientrare all’arsenale di Malta. Venezia, che è in guerra con i turchi, ringrazierà  Tourville per la sua azione; gli farà dono di una medaglia d’oro nella quale sarà riportata la seguente dedica “all’invincibile protettore del commercio marittimo e terrore dei turchi”.

1666

 

 

 

 

 

 

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A Malta è cambiato il clima di simpatia nei confronti suoi e di Honoré de Hocquincourt: l’invidia per le loro gesta ha preso il sopravvento all’ammirazione originaria. Si afferma che il merito delle loro imprese è dovuto tutto ai volontari che si trovano a bordo delle loro navi piuttosto che alla capacità dei due capitani. Anche l’ incontro con il Gran Maestro non ha il calore dei precedenti. Hocquincourt e Tourville, consapevoli di tale situazione, decidono di continuare la guerra di corsa con la patente dei veneziani. Vendono i loro vascelli e si imbarcano su un bastimento che li conduce a Napoli. Da qui passano a Roma per qualche tempo vivendo nella più completa spensieratezza:  Tourville, in particolare, non conduce più una vita morigerata come un tempo; raggiungono Venezia. Si incontrano con il doge;  Tourville ed Honmoré de Hocquincourt chiedono il comando di una nave per difendere le coste dell’ Adriatico dalle scorrerie dei corsari turchi e barbareschi. A Venezia  scopre che, durante la sua assenza, la sua amante greca si è sposata da sei mesi con un senatore della Serenissima.

Giugno settembre

In proprio

Corsari turchi

In crociera con Honoré de Hocquincourt non è avvistata alcuna nave turca fino a settembre. Sta per rientrare allorché sente un lontano rombo di cannoni. Avanza verso di esso e scorge 2 vascelli turchi in lotta contro 3 mercantili veneziani. Al suo arrivo i corsari si sono già impadroniti delle 3 navi e si preparano a combattere i due corsari della Serenissima.  Tourville fa avvicinare un bastimento nemico e, appena è sufficientemente vicino,  fa sparare contro esso una terribile bordata con la quale viene ucciso un considerevole numero di turchi ed è abbattuto l’albero maestro. Respinge, poi, l’abbordaggio e fa ancora puntare contro gli avversari i pezzi d’artiglieria ed i colpi dei moschetti. Fa salire a bordo del suo vascello i marinai che si trovano nei mercantili;  con costoro affronta un nuovo tentativo di abbordaggio dei corsari turchi. I nemici si danno alla fuga: non li insegue a causa dei danni subiti dal suo vascello. Nel medesimo tempo Hocquincourt ha la meglio sul secondo vascello e lo affonda. Al termine dello scontro i due corsari scortano per un breve tratto i 3 mercantili della Serenissima.

Ottobre novembre

In proprio

Impero ottomano

Riprende la guerra di corsa fino alla fine di novembre quando in una notte buia si trova vicino a 26 galee turche. Dopo qualche ora di furioso cannoneggiamento le galee vengono poste in fuga;  Tourville ed Honoré de Hocquincourt con le loro navi fortemente danneggiate si rifugiano a Zante per le necessarie riparazioni nei cantieri. Resterà nell’isola fino al maggio successivo.

1667

 

 

 

 

 

 

Giugno

 

 

 

 

Riprende il mare con Honoré de Hocquincourt.

Agosto settembre

In proprio

Impero ottomano

Una terribile tempesta separa i due corsari. Al suo cessare  Tourville scorge una vela; crede che sia il suo compagno salvo ad accorgersi che si tratta di un vascello turco allontanatosi da un convoglio. Lo conquista con un aspro combattimento a seguito del quale entrambi i contendenti sono molto danneggiati. Punta su Zante per fare riparare le 2 navi; qui ritrova Honoré de Hocquincourt. E’ convinto da quest’ultimo a seguirlo a Venezia. Il doge offre loro l’aggregazione al Gran Consiglio: non accettano per avere la possibilità di scegliersi lo stato per cui combattere. A Venezia trova alcune lettere speditegli dalla Francia: è la madre che lo spinge ad abbandonare lo stato di corsaro per entrare nella marina reale francese. Prende congedo dalla repubblica e da Hocquincourt che gli fa avere degli attestati di stima nei suoi confronti; si accomiata dal suo equipaggio e dall’ amico.

Ottobre dicembre

 

 

 

 

Lasciata Venezia si ferma a Lione (Lyon) per tre mesi per ristabilirsi nella salute.

1668

 

 

 

 

Si reca a Parigi ed a Saint-Germain-en-Lay dove si trova la corte: si incontra con il re Luigi XIV. Ottiene il brevetto di capitano di vascello tramite il vescovo di Angouleme legato al ministro Colbert. Poiché al momento la Francia è in pace si trasferisce in Normandia presso i suoi famigliari. Rientra a Parigi e con  Chateau-Renault ha un colloquio con il ministro della marina. Viene inviato a bordo del “Courtisan” per trattare con il bey di Algeri il riscatto di alcuni prigionieri.

1669

 

 

 

 

 

 

Giugno

Francia

Impero ottomano

Fa parte del corpo di spedizione francese inviato in soccorso dei veneziani contro i turchi nella fase terminale della guerra di Candia. Ha il comando del vascello “Croissant” (44 cannoni) e milita agli ordini del Beaufort. Salpa da Tolone (Toulon) ai primi del mese; dopo pochi giorni si presenta davanti a Candia ed asseconda il suo capitano in un attacco a terra. Con la morte del Beaufort il comando è assunto dal Vivonne: costui decide di rientrare in Francia perché di 6000 francesi partiti solo 2500 sono in grado di combattere. Trascorrono poche settimane ed i veneziani di Francesco Morosini vengono costretti alla capitolazione.  Tourville rientra a Tolone agli ordini del Vivonne. Riprende il mare; lo pattuglia  per proteggere il commercio provenzale dai corsari barbareschi. Con il “Croissant” si impadronisce di una nave barbaresca di 30 cannoni.

1670

 

 

 

 

 

 

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Ritorna a corte. Accompagna il re nelle Fiandre ed è segnalato al suo fianco nelle visite effettuate ad Oudenarde, Courtray, Lilla, Dunkerque e Gravelines.

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Francia

Corsari barbareschi

Ha l’occasione di entrare con 2 scialuppe nel porto di Susa (Susah) e di dare alle fiamme una polacca ed altre imbarcazioni ivi ancorate. In questo periodo possiede un vascello, varato a Marsiglia, da lui adibito alla guerra di corsa. Si tratta del “Vierge” di 560 tonnellate.

1671

 

 

 

 

Tourville si trova momentaneamente in disgrazia nei confronti del ministro della marina in quanto entrambi sono rivali della medesima donna. E’ chiamato finalmente a far parte della flotta che deve combattere gli olandesi. Milita agli ordini del vice-ammiraglio d’Estrées. Ha il comando del vascello “Le Duc” di 42 cannoni; è inserito nella squadra di Alméras.

1672

 

 

 

 

 

 

Gennaio giugno

Francia

Paesi Bassi

Si sposta in Ponente. Dopo avere navigato sull'”Excellent” a Rochefort ha il comando del “Sage” (50 cannoni), con il quale a giugno prende parte alla battaglia di Solebay. Combatte nell’avanguardia della squadra del d’Estrées;  si scontra con le navi olandesi del Banckert. Il suo vascello sostiene con fermezza il fuoco nemico: il comportamento di Tourville viene elogiato in una lettera al sovrano da parte del suo capitano. Rientra a Brest e si porta a corte a Saint-Germain-en-Lay.

1673

 

 

 

 

 

 

Maggio

 

 

 

 

Ha ancora il comando di un vascello. Incrocia nella Manica con la flotta inglese comandata dal principe Rupert, duca di Cumberland.

Giugno

 

 

 

 

A bordo sempre del “Sage” è presente alla battaglia di Schooneveldt.

Agosto

 

 

 

 

Comanda il vascello “Sceptre” ( o il “Sans-Pareil”, secondo le fonti) nella battaglia navale di Texel, sempre contro la flotta olandese diretta da Adrianszoon Michiel de Ruyter.

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Al suo ritorno in Inghilterra si assenta dalla sua nave senza alcuna autorizzazione. Si scusa; solo le sue recenti prove in mare fanno sì che il suo comportamento venga semplicemente deplorato.

1674

 

 

 

 

 

 

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E’ colpito dal lutto per la morte di un fratello. A corte.

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Viene allestita una squadra a Tolone il cui comando è affidato al Vivonne. A Tourville viene concessa la guida di un vascello. Si porta a Tolone: la sconfitta del maresciallo Schomberg nel Roussillon blocca ogni operazione navale.  Tourville rientra a Parigi.

Settembre dicembre

Francia

Spagna Paesi Bassi

Sono armati a Tolone 6 vascelli da guerra agli ordini del Valbelle. La squadra salpa da tale porto.   Tourville (naviga ora sul vascello “Sirène” di 44 cannoni) ne comanda l’avanguardia;  Il Valbelle si colloca al centro ed al Valavoir spetta il comando della retroguardia. La meta è Messina,   ribellatasi agli spagnoli, i cui abitanti hanno chiesto il soccorso dei francesi. I transalpini puntano inizialmente su Corfù (Kérkira) impadronendosi di 4 imbarcazioni, 3 spagnole ed una veneziana.

1675

 

 

 

 

 

 

Gennaio

 

 

 

 

Con l’arrivo del Vivonne, il  Valbelle esce dal porto di Messina forzando il blocco degli spagnoli.   Tourville e d il Valbelle si scontrano con 2 vascelli dei quali uno viene affondato ed uno è obbligato a prendere il largo. Tourville alloggia in casa di uno dei principali cittadini di Messina; costui gli rivela l’esistenza di un complotto anti-francese. Ne rende edotto il Vivonne.

Estate

 

 

 

 

Con il “Sirène” si unisce con la flotta del Vivonne nelle acque siciliane.  E’ inviato con il cavaliere di Malta Lhéry, capitano del “Téméraire”, 50 cannoni, e la fregata “Gracieuse” nell’ Adriatico per intercettare un convoglio di truppe tedesche destinato a Barletta. Arriva troppo tardi per impedire lo sbarco. Con  Lhéry bombarda le navi di trasporto avversarie; ne affonda 2, un vascello di 50 cannoni ed una fregata e mette fuori uso un terzo bastimento. Nel ritorno viene colto da una bonaccia nei pressi di Messina. Alcune galee francesi escono dal porto per rimorchiare le sue 3 navi e le rispettive prede; la fregata “Gracieuse” va alla deriva verso Reggio Calabria e viene catturata da 10 galee dello spagnolo Guevara. Per non lasciare agli avversari tale trofeo,  Tourville e Lhéry entrano nel porto di Reggio Calabria con un brulotto, condotto dal Serpant, e danno fuoco alla nave. Nell’occasione sono incendiati altri bastimenti fermi in rada ed alcune case sul fronte mare.  Il Serpant sarà decorato con una collana d’oro ed una medaglia d’onore.

Agosto

 

 

 

 

Con il  Valbelle ed il Coetlogon conquista Augusta.

Novembre

 

 

 

 

Viene nominato da Luigi XIV caposquadra.

1676

 

 

 

 

 

 

Gennaio

 

 

 

 

Prende parte alla battaglia di Stromboli, inserito nel corpo centrale dietro alla sua nave ammiraglia. Abraham  Du Quesne lo invia con 4 vascelli ad accerchiare la retroguardia olandese del Den Haen distaccattasi dal corpo di battaglia comandato da Adrianszoon Michiel de Ruyter. La sua manovra non ha successo.

Aprile

 

 

 

 

Si distingue, sempre a bordo del “Sirène”, allo scontro navale di Augusta.

Giugno

 

 

 

 

E’ inviato dal Vivonne con il  Gabaret ad ispezionare con una feluca la situazione della flotta nemica, ora guidata dal Den Haan a causa della morte del de Ruyter in conseguenza delle ferite riportate da quest’ultimo nella battaglia di Augusta.  Avvista gli avversari fermi nel porto di Palermo. Entrambi i capitani consigliano di attaccare le navi avversarie nel punto più lontano dal molo mentre gli altri vascelli francesi avrebbero dovuto bombardare il resto della flotta ancorata nei pressi; in un secondo momento, approfittando del fumo e del fuoco d’artiglieria si sarebbero potuti lanciare i brulotti contro le navi. Tourville si avvicina all’ammiraglia spagnola “Nuestra Senora del Pilar” che viene stretta tra 2 brulotti. La nave salta in aria con la morte di 200 uomini; l’ammiraglio Diego de Ibarra, la cui gamba è fracassata dall’esplosione, muore annegato. I brulotti incendiano anche i vascelli “Felipe”, il “Sant’ Antonio” di Napoli, il “San Salvador” fiammingo, la galea padrona di Spagna e la “San José” che pure si sono collocate sotto il forte di Castellamare. Sempre di parte spagnola muoiono in tale battaglia l’ammiraglio Juan de Villaroel, due maestri di campo e tre capitani di vascello. Non meno provati sono gli olandesi che hanno combattuto al centro:  Den Haan è decapitato da una palla di cannone; l’ammiraglio Pieter Van Middellandt muore annegato; è incendiato il vascello di quest’ultimo, lo “Steenberg”; la fregata “Edam” affonda perché coinvolta nello scoppio della santabarbara di una nave vicina; altri 2 vascelli, il “Wrijgheid” ed il “Leyde”, sono in fiamme. In quattro ore di battaglia le forze spagnole e quelle olandesi perdono 9 vascelli, 2 galee, una fregata, 3000 uomini; i francesi, 200. La vittoria, tuttavia, non risulta completa perché il  Vivonne decide di ritirarsi e di rientrare a Messina.  

1677

 

 

 

 

Tourville resta inattivo a Messina. Chiede ripetutamente al ministro della marina Seignelay di essere utilizzato in altri fronti.

1678

 

 


 

 

 

Agosto settembre

 Francia

 

Corsari barbareschi

 

Viene firmata la pace con i Paesi Bassi ad agosto e con gli spagnoli a metà settembre. Nel contempo Tourville ha il comando di una squadra di 6 vascelli: fa ratificare al bey di Algeri un trattato di pace; dà la caccia ai corsari barbareschi appostati nelle isole Baleari.

1679

 

 

 

 

 

 

Febbraio

 

 

 

 

E’ stipulata la pace anche con gli imperiali. Tourville fa rotta su Brest con 4 dei 6 vascelli a sua disposizione.

Ottobre

 

 

 

 

Sta conducendo 4 vascelli da 50 cannoni da Tolone a Rochefort allorché nelle acque del golfo di Guascogna deve affrontare una forte tempesta. Le navi si separano. Quella nella quale  è imbarcato, il “Sans-Pareil”, perde il bompresso;  ciò provoca la caduta dell’albero di maestro. Il vascello fa naufragio davanti a Belle-Isle. Gli si avvicina il  Coetlogon con l’”Arc-en-Ciel”;  Tourville fa salire nella scialuppa 80 uomini dell’equipaggio. Tutti riescono a rifugiarsi nella seconda nave lasciando andare alla deriva l’imbarcazione di salvataggio senza preoccuparsi dei compagni rimasti nel “Sans-Pareil”. Il Coetlogon fa mettere in mare la sua scialuppa che si avvicina a tale vascello. Tourville si getta in acqua per raggiungerla a nuoto; nessuno di coloro che sono rimasti a bordo segue la sollecitazione ad imitare il suo esempio;  tutti affogano con il vascello. Il “Content” trova scampo a Belle-Isle e si arena sulla spiaggia. Il “Conquérant” sta per affondare quando interviene un vascello inglese che è in grado di salvare una ventina di naufraghi. Nell’occasione il capitano di tale vascello, il marchese di Chabert, dà l’ordine ai suoi uomini di salvarsi, rientra nella sua cabina e cola a picco con il suo bastimento. Il disastro provoca un’inchiesta che terminerà con il licenziamento del responsabile dei cantieri di Tolone per la cattiva manutenzione dei 3 vascelli perduti.

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Sulla fine dell’anno è richiamato a corte dal Seignelay: ha il compito di scortare il re ed i suoi cortigiani in una visita a Dunkerque.

1681

Francia

Corsari barbareschi

Viene nominato luogotenente generale della flotta reale. Luigi XIV fa equipaggiare una squadra a Tolone e ne dà il comando ad Abraham Du Quesne; Tourville è al suo fianco. Combatte i corsari di Tripoli che infestano le coste della Provenza (Provence) e danneggiano il commercio. La caccia ai nemici si conclude con l’affondamento di alcune loro navi.

1682

 

 

 

 

 

 

Estate

Francia

Algeri

Salpa ancora da Tolone sempre agli ordini di Abraham Du Quesne: la flotta consiste in 11 vascelli da guerra, 5 galee, 5 galeotte lanciabombe, 3 brulotti, alcuni vascelli a flauto e diverse tartane.

Ottobre
Entra in disaccordo con il suo capitano generale quando viene rimproverato perché propone di forzare l’ingresso del porto di Algeri con alcune scialuppe, precedute da 2 galeotte lanciabombe ed appoggiate dalle galee. A metà mese una burrasca costringe la flotta francese a lasciare la rada.

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Nonostante i diverbi Abraham Du Quesne lo elogia davanti al sovrano. Al termine della campagna nei mesi invernali  Tourville ritorna nei suoi possedimenti in Normandia. Conduce a corte due nipoti che presenta al ministro della marina.

1683

 

 

 

 

 

 

Maggio

Francia

Algeri

In navigazione nei pressi di Barcellona. Appena è informato che alcune navi barbaresche stanno desolando le coste catalane si allontana dalla flotta francese con il  d’Hery;  si impadronisce di un vascello con 14 cannoni e 150 uomini d’equipaggio. L’occasione costituisce il battesimo del fuoco per i suoi nipoti.

Luglio agosto

 

 

 

 

Prende parte all’assedio di Algeri. I corsari barbareschi tentano una sortita con 3 vascelli. Il marchese de la Bretesche, che è a bordo della galeotta lanciabombe “Fulminante”, ferma la loro azione e dà il tempo a Tourville ed agli altri capisquadra di respingere il loro attacco. Allorché Abraham  Du Quesne si rifiuta di utilizzare contro Algeri due grossi mortai, uno dei quali può lanciare bombe di 84 quintali di polvere da sparo,  Tourville gli subentra nel comando delle operazioni.

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Rientra a Tolone; da qui si trasferisce a corte; si incontra una volta di più con il Seignelay che gli dimostra i più grandi attestati d’amicizia.

1684

 

 

 

 

 

 

Aprile

 

 

 

 

Cessa il blocco di Algeri con la firma del trattato di pace. Ai francesi viene restituito il Bastion de France in Marocco; viene, inoltre, loro riconosciuto il possesso di alcune località quali Calle, Cap de Rose, Bona (Annaba), Staros (Stora), Collo (Al Khol), Bougie (Beraja), Gigeri (Djidjelli).

Maggio

Francia

Genova

Si sposta all’assedio di Genova con il  Vivonne ed Abraham Du Quesne. Naviga ora a bordo del “Ferme”, un vascello di 64 cannoni. Le galeotte lanciabombe, al cui comando è ora il cavaliere di Malta des Gouttes, si collocano davanti alla torre della Lanterna ed ai borghi nei pressi del Bisagno.  Tourville ha la direzione del corpo di sbarco dei vascelli (900 fanti) e Béthemas quello delle galee. Dopo cinque giorni i francesi scendono a Sampierdarena; in tale attacco gli è ucciso un nipote (il secondo). Dati alle fiamme i sobborghi i francesi rientrano alle loro basi. Riprende il bombardamento contro la città: nel complesso in dodici giorni sono lanciate dalle galeotte su Genova 13300 proiettili. Abraham Du Quesne contesta gli ordini del ministro della marina Seignelay;  Tourville è lasciato al blocco della città con 5 vascelli e 4 galee; Du Quesne e Vivonne sono, viceversa, trasferiti lungo le coste catalane.

1685

 

 

 

 

 

 

Maggio

 

 

 

 

I genovesi si arrendono; anche i francesi hanno subito forti perdite in termiini di uomini e di navi. Parte dell’ indennità pagata dalla repubblica andrà ai Fieschi i cui beni sono stati confiscati cinquant’anni prima per la loro politica filo-transalpina; parte sarà destinata alla ricostruzione delle chiese distrutte dalle bombe. I commercianti francesi che vivono nella città sono rovinati.

Giugno

Francia

Tripoli

Affianca il d’Estrées in una terza spedizione ai danni dei corsari barbareschi. Salpa da Tolone ed a metà mese si colloca davanti a Tripoli. La città è bombardata dal mare per cinque giorni. Gli avversari sono costretti a riconoscere ai francesi 250000/500000 lire tornesi a titolo di risarcimento ed a liberare tutti gli schiavi francesi.  Tourville si dirige, poi,  con  d’Estrées a Tunisi: il dey ed i corsari sono obbligati a liberare tutti gli schiavi catturati in precedenza nelle navi francesi ed a pagare le spese della spedizione. Disarma a Tolone e si fa rivedere a corte. A Brest.

1686

 

 

 

 

Resta inoccupato tutto l’anno; si segnala nei balli di corte.

1687

Francia

Algeri

Ha il comando di una squadra armata a Tolone per punire ancora una volta i corsari algerini. Raggiunge a Cadice il duca di Montemart con 5 vascelli. Comanda l'”Emporté” di 44 cannoni. Attacca le  navi barbaresche presso Ceuta, affonda la  loro ammiraglia di 40 cannoni, 2 vascelli che dispongono di 26 pezzi di artiglieria; ne cattura altri e fa molti prigionieri. Incrocia, quindi, sulle coste sarde e si imbatte in altri 2 vascelli algerini con 63 cannoni ciascuno. Li assale e li obbliga ad arenarsi sulla costa meridionale presso l’isola di Vacca; cattura 180 turchi e libera 46 schiavi cristiani quasi tutti francesi. Al termine delle operazioni rientra sempre a Tolone per raggiungere, successivamente, la corte.

1688

 

 

 

 

 

 

Primavera

Francia

Corsari olandesi

Viene equipaggiata a Brest una squadra di 5 vascelli per combattere i corsari olandesi;  gliene è dato  il comando. Incrocia nel  Mediterraneo. Dà la caccia e conquista  5 vascelli olandesi provenienti da Alessandretta (Scanderun)  con a bordo un ricco carico (valore stimato, 600000 lire tornesi). Fa condurre le imbarcazioni in Normandia con la scorta di 2 vascelli; con gli altri 3 si avvia verso costa africana per congiungersi con  d’Estrées ed affrontare, una volta di più, gli algerini. 

Luglio

Francia

Algeri

Ai primi del mese si imbatte in 2 vascelli spagnoli comandati dal vice-ammiraglio Papachin proveniente da Napoli.  Tourville gli invia una tartana per chiedergli il saluto;  Papachin gli risponde che non ha ordini in merito e, pertanto, prosegue nel suo viaggio. La tartana  informa  Tourville della situazione tramite un apposito segnale; seguono bordate reciproche tra le navi francesi e quelle spagnole. Le navi del Papachin guadagnano il vento;  lo Chateau-Renault, alla testa di un vascello, si mette al loro inseguimento ed abbatte l’albero di maestro della capitana spagnola. Il conte d’Estrées, che è nei pressi con un vascello, assale l’altra nave spagnola: questa si arrende dopo tre ore di combattimento.  Tourville fa avvisare  Papachin che lo avrebbe affondato se avesse persistito nel suo comportamento di rifiuto del saluto. Gli spagnoli rendono gli onori richiesti alle navi francesi con i rituali 9 colpi: la mancanza di rispetto delle regole di cortesia marinare è costata la vita a 35 marinai ed a molti fanti solo per quanto riguarda il vascello conquistato dal d’Estrées. A fine mese  Tourville è davanti ad Algeri.

Agosto

 

 

 

 

Bombarda Algeri. Sono affondati 5 vascelli trovati nel porto.

………………

 

 

 

 

Alla fine della spedizione  Tourville e  d’Estrées raggiungono Tolone; da qui si portano a corte per incontrarvi il Seignelay.

1689

 

 

 

 

 

 

Gennaio maggio

 

 

 

 

Lascia l’ordine gerosolomitano e si sposa con una ricca proprietaria terriera, la marchesa di Popelinier, Louise Françoise Laugeois d’Himbercourt. Al matrimonio è presente il ministro della marina. A maggio deve raggiungere  Brest con 20 vascelli.

Giugno

Francia

Inghilterra Paesi Bassi

L’ammiraglio inglese Herbert (lord Torrington) si appresta a bloccare Brest. Tourville salpa da Tolone con 20 vascelli della flotta del Mediterraneo (3 di secondo rango, 9 del terzo ed 8 del quarto; 4 fregate; 8 brulotti; 2 vascelli a flauto e 2 tartane). Informato che gli avversari dispongono di una forza notevolmente superiore comincia ad incrociare nella Manica nell’attesa che un vento dell’ovest costringa gli inglesi ad allontanarsi dalle coste rocciose della Bretagna. Quando inizia a soffiare tale vento ne approfitta per entrare senza incidenti nella rada di Brest e collegarsi con l’armata capitanata dallo Chateau-Renault (70 vascelli nel complesso). Tourville attende un nuovo vento favorevole per abbandonare il porto, supera il blocco inglese e naviga al largo di Ouessant.  Seignelay sale su una nave per dirigere le operazioni.

Agosto

 

 

 

 

Vi è uno scontro tra un vascello francese ed alcune navi inglesi (dodici morti e quindici feriti per i francesi). La spedizione ha avuto termine.  Tourville rientra a Brest e da qui, al solito, si trasferisce a corte.

Novembre

 

 

 

 

Viene promosso vice-ammiraglio generale.

1690

 

 

 

 

 

 

Giugno

 

 

 

 

A Brest con 60 vascelli, dei quali molti sono forniti di magnifiche decorazioni a prua ed a poppa, e 21 brulotti. E’ qui raggiunto dallo Chateau-Renault con 6 vascelli e molte galee costruite a Rochefort.

Luglio

 

 

 

 

Ha il compito di raggiungere le coste irlandesi. 57 vascelli anglo-olandesi, con la scorta di 30 altri bastimenti tra fregate e brulotti, affrontano 72 vascelli francesi, molte fregate ed altre navi. Jean Bart viene inviato in avanscoperta per conoscere l’entità delle forze nemiche. Lo scontro ha luogo davanti alle bianche scogliere di Beachy Head o di Pevensey (Béveziers sulle mappe francesi).  Tourville, a bordo del “Soleil-Royal”, si colloca al centro dello schieramento ed ha di fronte a sé lord Torrington; alla sua sinistra vi è lo  Chateau-Renault opposto agli olandesi; d’Estrées è alla sua destra, faccia a faccia con Ralph Delavall (il Calimbourg).  Tourville rivela la sua maestria nella manovra; la battaglia ha inizio alle prime ore del mattino.  Chateau-Renault subisce l’urto dell’ avanguardia guidata dall’ Evertseen (22 vascelli e 6828 uomini); l’attacco viene respinto; in modo analogo  Tourville sconfigge il corpo di battaglia inglese. Il “Vriesland” (70 cannoni) è costretto alla resa, il “Noord Quartier” affonda, il “Gekroonde-Burg” si fa saltare in aria; altri 12 vascelli sono danneggiati dal fuoco dell’artiglieria francese. Le navi di lord Torrington e del suo vice John Ashby, disalberate, devono essere rimorchiate. Solo la retroguardia del d’Estrèes si trova in difficoltà ad opera del capace Ralph Delavall. 3 vascelli francesi sono obbligati a ritirarsi per i danni subiti (il “Fleuron”, il “Modéré”, il “Terrible”); solo le navi di d’Estrées e di Gabaret (il “Le Grand” e l’”Intrepide”, rispettivamente) maltrattano con le loro bordate gli avversari . Nel tardo pomeriggio con l’alta marea, dopo nove ore di battaglia, lord Torrington ordina la ritirata, si allontana, rimonta le coste inglesi e raggiunge le foci del Tamigi. Non sono in grado di seguirlo 15 vascelli (14 olandesi ed uno inglese), immobilizzati davanti alla spiaggia. Sono tutti distrutti e dati alle fiamme dal marchese Villette-Mursey incaricato da Tourville a tale scopo. Di converso i francesi lamentano la perdita di 344 morti e di 811 feriti. Con la vittoria  Tourville rientra in Francia per fare riparare le sue navi e per ricostituire gli organici degli equipaggi. Al suo rientro in Inghilterra lord Torrington è imprigionato nella torre di Londra per essere giudicato da un consiglio di guerra.

Agosto

 

 

 

 

Apprende che nella baia di Tingmouth vi sono 12 vascelli inglesi. Invia nottetempo alcune scialuppe per un’azione diversiva;  il mattino seguente distacca altri battelli nei quali salgono 800 soldati: questi entrano nella rada rimorchiati dalle galee.  Tourville si colloca davanti al litorale mentre  d’Estrées ha il comando delle unità da sbarco. I francesi si impadroniscono di un campo trincerato;  Tourville ordina ai suoi vascelli di distruggere sia le navi da guerra che si trovano nel porto (9 da 40 cannoni, 2 da 30 ed uno da 24), sia gli 8 mercantili che vi sono  ancorati, stipati di cuoio, di tessuti e di altri generi di conforto. Tutti i vascelli vengono catturati: i cannoni e le mercanzie sono trasportati nelle galee e le navi sono date alle fiamme. La spedizione è durata cinque ore e non ha comportato alcuna perdita. Di seguito viene rimproverato da Seignelay per la sua inattività: riceve l’ordine di attaccare Plymouth per distruggere un convoglio riparatosi nel porto. Non se la sente di portare ad effetto tale azione, sia per il gran numero di navi della sua flotta che hanno riportato danni nei recenti combattimenti, sia per la comparsa di epidemie che hanno falcidiato i suoi equipaggi. Inoltre, le sue linee di rifornimento sono lontane in quanto il porto più vicino è quello di Brest.

………………

 

 

 

 

Muore   Seignelay e ministro della marina diviene  Pontchartrin.

1691

 

 

 

 

 

 

Giugno agosto

 

 

 

 

Riprende le operazioni contro gli avversari (80 vascelli anglo-olandesi), Comanda nella Manica 75 vascelli e 20 brulotti con 32814 uomini di equipaggio; a tali imbarcazioni si congiungono 6 vascelli da guerra provenienti da Dunkerque. Salpa da Brest a fine mese con 69 navi: ha due incarichi, quello di impadronirsi del convoglio diretto a Smirne (Izmir) e quello di impedire alla flotta nemica di attaccare le città costiere del nord della Francia. Da Brest si dirige verso nord-ovest per intercettare il convoglio fermatosi in Irlanda a Kinsale. Vista l’inutilità dei suoi sforzi si allontana da tali acque e piomba su una piccola carovana proveniente dalla Giamaica protetta solamente da un vascello inglese di 50 cannoni e da una fregata. Vince la resistenza della scorta e si impadronisce di 11 vascelli mercantili; temendo, poi, la caccia ai suoi danni da parte della flotta di lord Russell prende il largo nell’Oceano Atlantico e rientra a Brest a metà agosto. La mancanza di vettovaglie ed il grande numero di ammalati a bordo lo costringono ad anticipare di due settimane il tempo del rientro. Nonostante il quasi successo della missione a corte alcuni funzionari dell’amministrazione navale continuano ad accusarlo di mancanza d’audacia.

1692

 

 

 

 

 

 

Aprile

 

 

 

 

Riceve l’ordine di prendere il mare per affiancare le operazioni per uno sbarco in Inghilterra. E’ in ritardo nell’armamento delle navi e nell’arruolamento degli equipaggi.

Maggio

 

 

 

 

Può salpare da Le Havre solo a metà mese;  penetra nella Manica. Naviga a bordo del “Soleil-Royal”, 104 cannoni.Viene avvistato al largo della punta di Barfleur mentre si sta dirigendo su La Hougue. Ha con sé 44 vascelli ed 11 brulotti; le navi dispongono di 3142 cannoni e di 20900 uomini di equipaggio.  D’Estrées, a causa dei venti contrari, non è riuscito a ricongiungersi con la sua flotta.  Tourville ha di fronte a sé  99 vascelli anglo-olandesi con 43463 uomini e 6820 cannoni. Secondo gli ordini ricevuti decide di non ritirarsi anche se un forte vento di sud-ovest gliene offre l’occasione. Si colloca al centro con 16 vascelli contro i 37 di lord Russell, di Ralph Delavall e di Cloudsley Shovell; il Gabaret si colloca alla sua sinistra fronteggiando John Ashby (14 vascelli contro 33); il marchese d’Ambreville alla sua destra è opposto all’olandese Van Almonde (14 vascelli contro 26 vascelli e 13 fregate). Tourville combatte per ore contro il “Britannia” condotto da lord Russell; così  Villette-Mursay con il suo “Ambitieux” dirimpetto a Ralph Delavall che naviga sul “Royal Sovereign”. La battaglia inizia nella tarda mattinata; nel primo pomeriggio il vento muta di direzione e Tourville non può più ritirarsi. La retroguardia inglese di John Ashby, (la squadra blu), cerca di inserirsi nel vuoto che si apre tra le formazioni del Panetié e quella di Louis Gabaret. La manovra si rivela controproducente in quanto offre l’opportunità ai francesi di assalire tale squadra a tribordo del corpo di battaglia centrale. Quest’ultimo incomincia a cedere sotto il fuoco dell’artiglieria francese: il “Chester” è in avaria, l’”Eagle” lamenta a bordo la perdita di 220 uomini tra morti e feriti. Il contrammiraglio Carter lancia contro il “Soleil-Royal” e l’”Ambitieux” 5 brulotti: scendono i marinai in alcune scialuppe ed allontanano il pericolo. Sulla sera cala il vento e s’alza la nebbia; le navi si lasciano andare alla deriva rompendo le linee e mescolandosi le une alle altre. Quando s’alza la nebbia il chiaro di luna rischiara la scena e riprende lo scontro. Gli inglesi, a questo punto, compiono un grosso errore: invece di mantenere la flotta francese sotto il tiro incrociato dei loro cannoni attraversano la loro linea di schieramento per raggiungere il gonfalone principale delle navi francesi. Il passaggio provoca la strage a bordo delle navi in quanto colpite da continue bordate senza avere la possibilità di rispondere al fuoco: alla fine del combattimento, durato dodici ore, 5000 sono i morti della flotta alleata contro i 1700 dei francesi. Gli inglesi, inoltre, perdono 2 vascelli contro nessuno di Tourville. Di notte l’ammiraglio francese batte in ritirata tallonato dagli avversari. Si trasferisce sull’ “Ambitieux” perché la sua nave è stata troppo crivellata di colpi. A fine mese a causa delle forti mareggiate incontrate al largo di Blanchard, tra il Cotentin e le isole di Amigny e di Guernesey, dà il via libera alla sua flotta. 22 vascelli si rifugiano a Saint-Malo inutilmente inseguiti da John Ashby e da Van Almonde. Le navi rimanenti puntano su Brest; i 3 vascelli più danneggiati, il “Soleil-Royal”, l’ ”Admirable” ed il “Conquérant” si dirigono a Cherbourg dove soccombono sotto i colpi della squadra di Ralph Delavall e dei suoi brulotti; 12 altri vascelli, tra i quali l’”Ambitieux”, nel quale è salito  Tourville, si trascinano verso La Hougue tallonati da lord Russell. 6 di tali navi si salvano sotto le mura del forte Tahitou e 6 a La Hougue.

Giugno

 

 

 

 

Ai primi del mese inglesi ed olandesi (24 vascelli, compresi varie altre navi tra fregate e brulotti e centinaia di scialuppe), vanno all’attacco di La Hougue. 6 vascelli, tra cui l’”Ambitieux”, sono incendiati sotto le mura del forte Tahitou. Il giorno seguente verranno assaliti e distrutti i vascelli che si sono riparati in tale porto. Per la vittoria lord Russell sarà nominato duca di Barfleur.

1693

 

 

 

 

 

 

Marzo

 

 

 

 

Tourville viene promosso maresciallo di Francia per il suo comportamento in mare:  lo Chateau-Renault gli fa dono di un diamante per una scommessa fatta quasi vent’anni prima, quando entrambi, capitani di vascello si sono promessi un regalo per chi tra i due fosse stato insignito per primo di tale dignità. Ai marinai ed ai piloti che si sono distinti nella battaglia di maggio di La Hougue sarà donata una collana d’oro con l’immagine del re Luigi XIV nella quale è impresso il motto “virtuti nauticae praemia data. 1693”; a tutti gli ufficiali, compreso  Tourville, inoltre, verrà consegnata la croce di San Luigi.

Maggio

 

 

 

 

Si trova a Brest con 71 vascelli, molti brulotti e 20 bastimenti da carico, utilizzati sia come magazzini che come navi ospedale. A fine mese lascia il porto.

Giugno

 

 

 

 

Naviga al largo di Lagos sulle coste portoghesi alzando la bandiera inglese e quella olandese mentre tutti lo pensano in Irlanda. Il governatore portoghese si incontra a bordo con un ufficiale inglese, Henry di Fitz-James, figlio naturale del pretendente Giacomo II Stuart, che milita agli ordini di Tourville, e scambia i francesi per inglesi. Compare giorni dopo, in triplice colonna, il convoglio anglo-olandese di Smirne,il più ricco mai visto nel Mediterraneo, comandato dal Rooke e dal Van der Gies, forte di 34 vascelli e di 126 navi mercantili. Tourville si allontana inizialmente verso lo stretto di Gibilterra per collegarsi con   d’Estrées che lo sta aspettando. Eseguita la ricongiunzione può dare il segnale di combattimento alle sue navi. Costituisce  una squadra di 22 rapidi vascelli comandati dal Gabaret. Rooke si colloca in linea tra i legni del convoglio e l’avanguardia francese: dopo due ore, 2 vascelli olandesi, lo “Zeeland” ed il “Wapen Van Medemblick, di 64 cannoni ciascuno, sono catturati. Compare il resto della flotta transalpina e le navi di scorta olandesi si danno alla fuga. Il Gabaret non si getta all’inseguimento delle navi mercantili riducendo le vele ed accontentandosi di sorvegliare i movimenti degli avversari: per muoversi preferisce attendere l’arrivo di Tourville. Come conseguenza molti bastimenti riescono a fuggire; in ogni caso tra quelli catturati in mare e quelli bloccati o distrutti nei porti di Cadice (Cadiz), di Gibilterra (Gibraltar) e Malaga dove si sono rifugiati, le perdite variano complessivamente, secondo le stime, da 60 a più di 100 navi mercantili inglesi ed olandesi. Il solo Jean Bart, che fa parte della spedizione, ne prende o  ne dà alle fiamme 6. L’impresa mette in crisi la Compagnia del Levante e, per qualche tempo, l’intera economia inglese. Dopo la vittoria Tourville incrocia nei pressi di Gibilterra; il Cootlogan entra nel porto di Gibilterra con 8 vascelli e 8 galeotte, incendia ed affonda 5 navi inglesi dotate ciascuna dai 36 ai 50 cannoni. Catturati altri 9 bastimenti carichi di vettovaglie,  Tourville invia le prede a Tolone con la scorta di alcuni vascelli.

Luglio

 

 

 

 

Viene informato che nella rada di Malaga vi sono molte navi. Vi penetra e dà alle fiamme  alcuni bastimenti: 2 inglesi, 3 appartenenti a corsari olandesi di Vlissingen, una fregata turca conquistata da quest’ ultimi e molte imbarcazioni spagnole. Rientra a Tolone per il dovuto riposo: nella città si trovano 4000 ufficiali di marina e 70000 uomini fra soldati e marinai.

Settembre ottobre

 

 

 

 

Salpa da Tolone per le isole Hyerés; raggiunge Brest solo dopo un mese a causa dell’avversità dei venti. La sua salute peggiora.

1694

 

 

 

 

 

 

………………

 

 

 

 

E’ inviato nel Mediterraneo per scorrere lungo le coste della Catalogna in appoggio alle operazioni condotte dal maresciallo di Noailles.

Maggio

 

 

 

 

Giunge nel golfo di Rosas con la flotta. Viene utilizzato in protezione dei convogli che conducono soldati e munizioni destinati agli assedi di Palamos e di Gerona ed all’attacco ai danni di Barcellona. A tale effetto sbarca 3000 soldati a Palamos ed altrettanti a Gerona. Riceve l’ordine di ritirarsi alla notizia dell’ingresso nel Mediterraneo della flotta di lord Russell superiore di forze rispetto alla sua. Rientra a Tolone per sorvegliare le coste della Provenza, della Linguadoca e della Liguria.

1695

 

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

 

Si trova alla difesa di Tolone minacciata dagli inglesi. L’ammiraglio inglese lord Russell si deve accontentare di alcune crociere nel golfo del Leone, nei mari di Sardegna e della Liguria.

………………

 

 

 

 

Gli è affidato il governo dell’Aunis.

1697

 

 

 

 

 

 

 

Estate

 

 

 

 

 

E’ segnalato nei possedimenti di Tourville.

Autunno

 

 

 

 

Ritorna a Parigi a seguito della pace di Ryswick. Nell’anno si separa dalla moglie.

1701

 

 

 

 

 

 

Maggio

 

 


 

Ammalatosi gravemente rinuncia al comando della flotta del Mediterraneo. Muore a fine mese a Parigi. E’ sepolto in tale città nella chiesa di Saint-Eustache. Il re, in considerazione del suo servizio, concede al figlio una pensione di 4000 lire ed alla figlia una di 2000.

CITAZIONI

-“L’un de nos plus glorieux marins. Il se distingua aux batailles navales de Palerme, Béveziers, La Hougue et Lagos par son habileté de manœuvre. » De la Roncière 

-«  Il avoit les cheveux blonds, les yeux bleus, mais très vifs, les traits réguliers, et teint si beau qu’on le prenoit plutot pour une fille que pour un garçon ; son caractère étoit doux et prévenant, tout le monde l’admiroit. L’age ne lui faisoit rien perdre de sa beauté : il déveleppoit au contraire la régularité de ses traits et celle de sa taille. Il étoit d’une force et d’une agilité surprenantes…Homme que le mérite a élevé aux premieres dignités, et qui a fait honneur à la marine française…Le maréchal de Tourville est un de ces hommes célebres qui ont illustré le regne de Louis-le-Grand. La nature lui avoit donné tout ce qui est nécessaire pour faire les héros : une intrépidité incroyable dans les dangers ; mais une prudence et un sang froid toujours admirables : il montoit à l’abordage quand il le croyoit nécessaire, et savoit toujours l’éviter quand il croyoit qu’on devoit le craindre. Son habileté dans les manœuvres préparoit ses triomphes. Sa promptitude et son adresse dans l’usage de l’artillerie les assuraient. Plusieurs officiers se formerent à son exemple et devinrent des grands hommes de mer : il rendoit les signaux plus intelligibles et plus prompts ; il donna plus de perfection et de facileté à la manœuvre. » Richer

-« Le plus habile constructeur, le plus grand charpentier, le plus industrieux en signaux, le plus rare pilote,..le plus sur connaisseur des vaisseaux étrangers.., de l’aveu des anglais et des hollandais, le plus grand homme de mer qui ait été depuis un siècle. » Saint-Simon

-« Tourville est donc un chef complet, brillant dans la conduite d’une flotte, il montre une égale compétence en toutes les choses de la mer : construction navales, formation technique des officiers, organisation d’écoles de specialités, etc. Tourville ne fut pas aimé dans la marine royale…Nul ne conteste l’intrépidité de Tourville, ne sa supreme habileté de manœuvrer qui lui permet de mener savamment des lignes de batailles de cinquante et soixante vaisseaux, mais une certaine timidité dans l’exploitation de la victoire, une prudence parfois excessive dans l’engagement des forces annoncent les facheuses conceptions tactiques du XVIII siècle. » Nicolas

 -” French admiral, the outstanding commander of the period when Louis XIV’s navy was on the point of winning world supremacy. » The New Encyclopedia Britannica

-“ Grand amiral de son époque.” Jenkins

-“Il a formé ..la marine française;.. éduqué des états-majors, crée une doctrine et un état pour l’avenir…La vie de Tourville, comme celle de Duquesne, a été entièrement vouée à la marine, mais avec plus d’application, d’avidité à connaitre, de science finale. Tourville est plus officier d’état-major. Mais sa conduite de la Campagne du Large et la tenue des notres à Barfleur attestent ses hautes qualités de commandement.” Joubert

-” Tourville fut certainement le plus grand homme de mer de l’Ancien Régime.. Selon Saint-Simon, meme les Anglais et les Hollandais reconnaissaient qu'”il possédait à la perfection toutes les parties de la marine, depuis celle du charpentier jusq’à celle d’un excellent amiral.” Dessert

“In a matter of a few years, Tourville single-handedly advanced French naval doctrine well beyond that of England’s Royal Navy… Tourville’s instructions listed twenty-seven signals for sailing close-hauled, twenty-one different orders of battle, and eleven signals for chasing.” Palmer

“Plus che le “desastre” sur lequel il y a toujours moyen de relativiser, ce que l’on appelera bientot le “coup de filet de Lagos” va, autant que Béveziers faire de Tourville un de plus grands marins que la France ait eu mais aussi un exemple pour les corsaires du Roi.” P. Hrodej