Spinola Francesco

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FRANCESCO SPINOLA Di Genova. Signore di Pieve di Teco.

+ 1442

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1421      
Estate Milano Genova

Al servizio del duca di Milano Filippo Maria Visconti combatte il doge Tommaso Campofregoso. Con i suoi partigiani collabora nelle valli del genovese con le truppe di Guido Torelli.

1422      
Dicembre Genova Re d’Aragona

Ha il comando di 7 navi con le quali contrasta gli aragonesi. Non viene riconosciuto alcun soldo all’equipaggio, solo il vitto ed il vino. Affronta 8 navi catalane e le mette in fuga: nell’azione si impadronisce di 3 imbarcazioni catalane e di una siciliana. Di seguito si sposta in Sardegna e si impossessa del porto di Longosardo.

1423      
Gennaio    

Rientra a Genova a fine mese;  gli vengono tributati grandi onori.

………………    

Gli è affidato il comando di 13 galee. Si unisce con Luigi d’Angiò ed affronta ancora una volta gli aragonesi di Alfonso d’Aragona.

1426    

Ottiene in feudo da Filippo Maria Visconti Pieve di Teco in cambio di 8000 lire genovesi che deve ricevere dal comune di Genova. L’anno successivo avrà in feudo anche la valle di Aroscia.

1427      
Agosto Con Ottolino Zoppo viene inviato, alla testa di 500 uomini, alla difesa di Gaeta.
Novembre Milano Firenze

Combatte nuovamente i partigiani del Campofregoso nelle valli del genovese.

1428     E’ chiamato a fare parte degli Anziani del comune.
1429      
Settembre Genova Corsari

Arma una galea e con Andreolo Grimaldi dà la caccia a Paolo Cicogna, un pirata genovese che infesta le acque del Mediterraneo occidentale. La ricerca si rivela infruttuosa.

1430 Milano Firenze Venezia

Recupera le terre cadute in possesso dei fiorentini e dei Campofregoso (Sestri Levante, Moneglia ed il castello di Portofino).

1431      
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In missione diplomatica a Lucca. Rappresenta la sua città in un’alleanza con tale stato ai danni dei fiorentini.

Agosto    

Al comando di 21 galee e di una nave grossa viene sconfitto e fatto prigioniero da Piero Loredan nella battaglia di Portofino o di Rapallo avvenuta al largo della chiesa di San Fruttuoso. Gli avversari entrano nel golfo di Rapallo salvo a riguadagnare il mare. E’ attaccato quando Piero Loredan ha il vento in poppa. I genovesi abbordano 3 galee della Serenissima; Francesco Spinola investe con il rostro una galeazza fiorentina. Nello stesso tempo i veneziani aggrediscono la sua capitana. Con la  cattura di Francesco Spinola gli avversari si impossessano di altre 8 galee con i relativi sopracomiti; 11 si salvano a Portofino, una ritorna a Genova ed una ripara a Piombino. I morti, d’ambo le parti, sono 800 e 4000 i feriti. Francesco Spinola viene incarcerato a Firenze con tre consiglieri ed i proprietari della navi fatti prigionieri. 

1433      
Luglio agosto    

Condotto a Venezia agli inizi del 1432, è liberato a luglio. Ad agosto rientra a Genova.

1435      
Giugno Milano Re d’Aragona

E’ inviato nuovamente con 2 navi cariche di munizioni e di vettovaglie nel regno di Napoli. Si trasferisce con 800 uomini, dei quali la metà sono costituiti da balestrieri, alla difesa di Gaeta assediata dalle truppe del re Alfonso d’Aragona. Al suo fianco si trova il commissario visconteo Ottolino Zoppo. Scaccia dalla città le bocche inutili; 4000 persone escono da Gaeta e sono accolte pietosamente dal sovrano nemico. Respinge gli attacchi degli avversari condotti sia da terra che dal mare; si comporta da valoroso; i genovesi si rivelano soldati indomiti, specie i marinai di una caracca che con lunghe pertiche e sassi abbattono tutti coloro che si avvicinano alle mura cittadine con le macchine ossidionali. Durante un assalto Francesco Spinola è ferito da una freccia ad una coscia.

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Con la vittoria navale di Biagio Assereto a Ponza effettua una sortita da Gaeta che si conclude con la sconfitta degli avversari. Nel proseguio della campagna il duca di Milano libera il re d’Aragona Alfonso fatto prigioniero a Ponza. Francesco Spinola rientra in Liguria. Genova non accetta il fatto che il re d’Aragona sia stato liberato da Filippo Maria Visconti. Francesco Spinola si allea con Tommaso Campofregoso, confinato a Sarzana, per uccidere la sera di Natale il governatore della città Opicino Alciati. Tutto è rimandato per la difficoltà dell’impresa.

1436      
Gennaio Genova Milano

Filippo Maria Visconti invia a Genova come nuovo governatore della città Erasmo da Trivulzio.  Opicino Alciati va incontro a quest’ultimo alla porta di San Tommaso. Francesco Spinola  approfitta di questo ingresso solenne per uscire all’improvviso con una schiera di suoi partigiani; è appoggiato dalla popolazione. Erasmo da Trivulzio si rifugia nel Castelletto ove è assediato. Opicino Alciati cerca di reagire raccogliendo truppe nelle strade cittadine; ferito con le pietre lanciate dalle donne dalle finestre, è ucciso; il suo cadavere, denudato, giace dinanzi alla porta della chiesa di San Siro in segno di trionfo. Vittorioso, Francesco Spinola viene chiamato a far parte del collegio dei presidenti della città. Riesce ad occupare tutti i castelli tenuti dai viscontei.

1442     Muore.

CITAZIONI

-“Homo prestante in facti d’arme.” Sabellico

-“Lectissimae nobilitatis viri.” Bizari

-“ Huomo di molto valore e autorità.” Summonte

-“Vir quidem virtute et periculis expertus.” Stella

-“E’ una delle figure più rappresentative nella storia genovese della prima metà del sec. XV.” Balbi

-“Lume e splendore della nazion genovese, la bontà del quale appresso di noi, e la diligenza in difendere la città nostra è stata tanta, che certo noi medesimi non la potremmo desiderare maggiore, il quale non come uomo che da puerizia fosse allevato delicatissimamente si è contentato di poco e di grosso cibo, come che appresso di noi l’assedio (di Gaeta) ne avesse fatto le cose molto strette.. Ma che diremo delle fatiche sue in ogni cosa che richiedeva la guerra pronto e sprezzatore della vita propria, e quasi ch’aveva per male che alcuno dei soldati il precedesse in le fatiche.” A. Giustiniani

-“Huomo di molto valore, e di autorità grandissima.” Di Costanzo