Pimentel de Diego

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1413

DIEGO DE PIMENTEL Spagnolo. Conte di Benavente

+ 1624 (ottobre)

Anno, mese Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1588
Luglio Spagna Inghilterra Paesi Bassi

Fa parte della Invincible Armada agli ordini del duca di Medina Simonia. Inquadrato nella retroguardia della flotta con il galeone “San Mateo”, durante una burrasca prende parte alla battaglia che segna la disfatta della marineria spagnola a Gravelines. La sua nave è assalita e si trova presto in cattive condizioni; il duca di Medina Simonia lo invita a raggiungerlo nella sua ammiraglia. Preferisce rimanere a bordo per salvare il suo galeone dalla cattura. Naviga in balia dl vento fino al momento in cui è costretto ad abbandonarlo. Si imbarca allora sul “San Felipe” a bordo del quale continua la navigazione  verso le coste olandesi della Zelanda. Attaccato da una squadra olandese di 25 vascelli si difende per sei ore. E’ catturato dai corsari del conte Giustino di Nassau.

1604 Spagna Impero ottomano
Affianca il marchese di Santa Cruz in una scorreria in Levante e sulle coste albanesi. Prende parte al saccheggio del castello dell’isola di Longo ed alla conquista di Durazzo (Durresi).
1606
Giugno Spagna Corsari barbareschi
Raggiunge Messina con 10 galee;  si collega con 26 galee condotte dal marchese di Santa Cruz. Ha il compito di incrociare lungo le coste calabresi mentre il secondo capitano deve pattugliare il canale di Otranto e le coste pugliesi.
1611
Settembre
Salpa da Messina agli ordini del marchese di Santa Cruz. Giunto a Lampedusa viene avviato in avanscoperta per incrociare nelle acque antistanti le isole Cherchell.
1612 Sicilia

Ottiene il comando delle galee di Sicilia dal viceré don Pietro Giron duca d’Ossuna.

1614
Primavera Spagna Impero ottomano

Comanda le galee di Napoli. Segue la flotta spagnola guidata da Filiberto Emanuele di Savoia: salpa da Napoli ed entra nello  Jonio. Diego de Pimentel di cui una appartenente al duca di Ossuna;  attraverso le informazioni fornitegli da alcune barche greche e veneziane sorprende presso l’isola di Prodano 2 galee turche di Alessandria e di Damietta. Ne vince la resistenza anche perché a bordo vi si ammutinano i vogatori cristiani. Nello scontro 100 sono i morti, 300 i prigionieri avviati al remo e 400 i cristiani liberati. Mentre sta trainando le 2 galee conquistate è affrontato da altre 3 galee ottomane. Riesce a districarsi dagli avversari entrando nottetempo nel porto di Messina trascinando in acqua il vessillo della Mezzaluna. Il marchese di Santa Cruz accoglie il suo arrivo con una salva dei cannoni di tutta la flotta ; è ricevuto con tutti gli onori dal viceré di Sicilia il duca di Ossuna;  per il valore dimostrato in tale azione gli sono donate dal principe Filiberto di Savoia le 2 galee. Di seguito la flotta spagnola si colloca davanti a Navarino (Pilos): non si ingaggia alcun combattimento.

1618
Ha sempre il comando delle galee di Napoli per conto del nuovo viceré, sempre il duca di Ossuna.
1619 Spagna Corsari barbareschi
Affianca il principe Emanuele Filiberto di Savoia in un’incursione sulle coste barbaresche. La partenza della flotta avviene da Lampedusa. Si decide di attaccare Susa (Susah). Il piano prevede dopo lo sbarco a terra un primo assalto alle mura condootto da Antonio de Rojas con 200 spagnoli e 100 soldati maltesi; subito dietro deve muoversi Diego di Pimentel alla testa di 500 fanti spagnoli. Altri punti della città devono essere aggrediti contemporaneamente da vari contingenti mentre dalle galee del granducato di Toscana e da quelle genovesi dovrebbe essere sbarcato a ponente un colonnello di fanti comandato dal Roo. Gli attaccanti sono subito scorti e viene dato l’allarme. Una mina abbatte la porta della prima cinta; una seconda fallisce il suo scopo ai danni della successiva porta. Avanzano le truppe del Rojas e del Pimentel; il secondo capitano è ferito da un colpo di archibugio ed il fatto demoralizza gli assalitori che si ritirano in disordine. Nel frattempo le galee toscane e quelle genovesi non entrano in azione sicché la sconfitta è inevitabile.
1621
Augusto Spagna Corsari barbareschi
Prende parte ad una spedizione nel porto di La Goletta nel corso della quale vengono dati alle fiamme 3 battelli del rinnegato inglese Sampson.
1624
Luglio Napoli Corsari barbareschi

Ha il comando della squadra di Napoli (8 galee). Invita Alessandro da Filicaia, che comanda 3 galee della squadra pontificia, ad unirsi con lui nella caccia sulle coste della Sardegna del corsaro Hasan Aga.

Settembre

Salpa da Napoli con Alessandro da Filicaia; a metà mese si incontra a Portoferraio con 4 galee dei cavalieri dell’ordine di Santo Stefano comandate da Ottavio da Montauto. Attraversa le Bocche di Bonifacio.

Ottobre

Ai primi del mese i 3 capitani avvistano all’isola di San Pietro il vascello ammiraglio di Hasan Aga senza che siano intravisti a loro volta. Si decide di attaccare la nave del corsaro con le 3 capitane e 4 galee sottili; le altre 8 galee devono gettarsi a 2 a 2 contro i 4 vascelli loro più vicini. I vascelli barbareschi non si possono muovere a causa della bonaccia; le galee, al contrario, sono in grado di usufruire della spinta dei remi. Il mattino seguente 7 galee napoletane speronano l’ammiraglia (36 cannoni) nella sua alta chiglia; la capitana di Napoli vi resta confitta nello scafo con il suo rostro. Segue l’arrembaggio reso più difficoltoso per gli attaccanti perché le galee sono più basse del bordo del vascello. Al terzo assalto un colpo di archibugio allo stomaco ferisce mortalmente Diego de Pimentel. Muore poco dopo a Cagliari. Sarà sepolto a Napoli.

CITAZIONI

-“ Pratichissimo piloto, e valente corsale.” Bosio

-“Se distinguio en la mar.” Fernandez Duro