Pasqualigo Filippo

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FILIPPO PASQUALIGO Di Venezia.

1549 – 1615

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
……….. Si dà presto alla vita militare.
1571
Ottobre Venezia Impero ottomano

Prende parte con il fratello Antonio alla battaglia di Lepanto (Navpaktos).

1583 Venezia Malta

Ha il compito di sorvegliare i litorali dell’isola di Candia (Kriti) in qualità di capitano della guardia. Presso Chisamo blocca 4 galee di Malta cariche di prede. Arresta i corsari che sono trovati a bordo: costoro saranno liberati l’anno seguente su richiesta della Spagna dietro la promessa che nel futuro avrebbero tenuto un contegno più moderato nei confronti delle navi cristiane.

1592

Capitano a Candia prende drastici provvedimenti per bloccare lo sviluppo della peste nell’isola; fa arrestare ed impiccare una donna anziana che ha cercato di fuggire da una casa infetta. Nonostante i suoi sforzi moriranno nell’isola 20000 persone perché l’epidemia è stata diagnosticata in ritardo: ne verranno in particolare colpiti i soldati della guarnigione lasciati in balia di sé stessi dai loro ufficiali.

1600 Venezia Uscocchi

Provveditore in Dalmazia combatte i pirati uscocchi. Li affronta con le sue galee, perseguita le loro rapine ed impicca coloro che cadono nelle sue mani. Assale il porto di San Pietro di Nembo nell’ isola di Ossero; costruisce nelle vicinanze un forte, rafforza una vecchia chiesa e la munisce di un presidio: presto riduce l’attività piratesca a qualche limitata sortita alle isole di Arbe e di Pago. Pone a sacco Ledenice, Moschenizza, Terzato e Belai castelli tutti del contado di Segna (Sejny); spoglia le località vicine di uomini e di bestiame ricorrendo alla politica della terra bruciata.

1601

L’arciduca Ferdinando d’Austria è costretto ad intervenire: invia a Segna il commissario Giuseppe Rabatta. Costui fa giustiziare i capi più facinorosi degli uscocchi e nega loro ogni appoggio. Il Rabatta, nel rientrare a Graz, viene accusato di essersi fatto corrompere dai veneziani; il suo operato è sconfessato dall’arciduca e, da ultimo, viene assassinato.

1602

Riprendono gli atti di pirateria da parte di Giurissa Caiduch. Filippo Pasqualigo si impossessa di una barca con sedici uscocchi che hanno preso parte ad un vano assalto al castello di Albona nonché alla conquista di Fiamona, dove è stata piantata la bandiera imperiale. Fa impiccare il capitano ed altri tre pirati; gli altri dodici vengono condannati al remo. Si ribellano a Ragusa (Dubrovnik) gli abitanti dell’isola di Agosta sudditi di tale repubblica: Filippo Pasqualigo invia in tale località le sue galee; per tutta risposta gli uscocchi rinnovano con più forza le loro scorrerie con incursioni anche nel canale di Cattaro (Kotor) fino a quel momento mai toccato; perseverano, inoltre, nelle loro spedizioni a terra anche nei territori controllati dai turchi al fine di ricavarne persone da vendere come schiavi.

1606

Filippo Pasqualigo continua nella sua azione ai danni degli uscocchi riuscendo in un qualche modo ad assicurare il commercio e la navigazione nelle isole della Dalmazia. Gli succede nella guerra contro tali pirati Giovanni Battista Contarini.

1608 Viene nominato provveditore generale della flotta.
1609 Doma una rivolta in Carnia.
1612 Venezia Uscocchi

Ha l’incarico di provveditore d’Istria, Dalmazia ed Albania. Affronta nuovamente gli uscocchi. Deve desistere dall’assedio di Segna.

1613

Gli uscocchi si introducono di notte in un porto dell’isola di Pago dove si trova ancorata la galea di Cristoforo Venier;  vi sorprendono le sentinelle. Trucidano l’equipaggio e conducono la galea a Segna. Durante un loro convito torturano a morte il Venier. Il provveditore generale Filippo Pasqualigo imbarca 1000 albanesi e 500 croati per bloccare Segna e colpire gli uscocchi in ogni dove. Stringe la località con un feroce assedio. A fine anno rientra a Venezia e lascia il mare.

1615 Muore.

CITAZIONI

-“ Era stato reputato capitano valoroso, vigilante, et risoluto massime contra corsari, de’ quali si faceva conto, che havea preso fino a quell’hora gran numero di vasselli armati.” Minucci