Loredan Alvise

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ALVISE LOREDAN (Luigi Loredan) Di Venezia.

+ 1470 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1444-1446

Chiesa

Impero ottomano

Il papa Eugenio IV indice una crociata contro i turchi. I veneziani allestiscono 8 galee.  Alvise Loredan ha il comando della flotta crociata mentre come legato pontificio  è scelto il nipote del pontefice Francesco Condulmer. Della flotta fanno parte anche 4 galee del duca di Borgogna, nelle quali sono imbarcati numerosi sopracomiti veneziani, 10 galee pontificie, 2 della repubblica di Ragusa. Le spese vive ammontano a 30000 ducati solo per mettere in movimento le navi. Nel conflitto la Serenissima rivela un comportamento fiacco, renitente a cercare uno scontro frontale con la potenza ottomana. 12 galee si presentano davanti allo stretto dei Dardanelli (Canakkale Bogazi): le navi rimangono inattive alla fonda senza impedire alle imbarcazioni turche di traghettare le truppe destinate a vincere gli avversari nella battaglia di Varna. Dopo tale disastro per l’esercito di terra crociato la stessa flotta naviga in acque lontane dal Mar Nero dove pure avrebbero dovuto recarsi per dare manforte agli alleati. Francesco Condulmer ed Alvise Loredan continuano a rimanere in mare per un altro anno adducendo a motivo lo stato di insicurezza venutosi a creare in Levante per l’aggressività del sultano mamelucco del Cairo. Quando Rodi entra in conflitto con quest’ultimo la flotta veneto-pontificia si dirige verso l’isola: non ha il tempo di intervenire perché nel frattempo è stata firmata una tregua tra i contendenti. Senza fretta Alvise Loredan decide allora di rientrare a Venezia che raggiungerà nei primi giorni del gennaio 1446.

1448

Venezia

Milano

A seguito della sconfitta di Caravaggio di fronte a Francesco Sforza viene nominato provveditore in campo con Pasquale Malipiero.

1449

Venezia

Napoli Corsari aragonesi

Al comando di 35 galee e di 10 navi contrasta la flotta del re di Napoli Alfonso d’Aragona. Infesta le coste del regno fino alla Sicilia; entra nel porto di Messina e dà alle fiamme un poderoso vascello che deve ancora esservi varato; i suoi uomini depredano a terra; in mare Alvise Loredan cattura ed affonda 2 navi. Si imbatte in altre 2 navi catalane, entrambe della portata di 1500/2000 botti; avvistato, queste si rifugiano nel porto di Siracusa. Gli abitanti chiudono l’ingresso dello scalo con una grossa catena e muniscono le infrastrutture portuali con forti ripari. Alvise Loredan giunge e viene inizialmente respinto; finge di ritirarsi e prende il largo; allorché il vento è favorevole si riporta nei pressi ed introduce nella rada un brulotto che ha a bordo 30 uomini ed è carico di zolfo e di altro materiale incendiario. Viene infranta la catena con l’urto; vengono abbattuti i ripari ed i marinai danno alle fiamme, con il materiale trasportato, le 2 navi catalane. L’incendio si propaga ad altre imbarcazioni; gli attaccanti si salvano rientrando alla flotta a bordo di uno schifo. Alla fine della missione Alvise Loredan si trasferisce a Corfù (Kerkira). L’inverno è ormai vicino e le operazioni hanno così termine: invia Zaccaria Dandolo a Venezia per ragguagliare le autorità della vittoria ottenuta. Nel corso della spedizione sono state catturate o affondate dai veneziani 47 imbarcazioni.

1462      
Dicembre    
Procuratore di San Marco. A fine mese è’ nominato capitano generale del mare;  ha il comando delle operazioni in Morea contro i turchi.

1463

 

 

 

Gennaio     Salpa per la Morea al comando di 19 galee.

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Venezia

Impero ottomano

Si porta alla difesa di Negroponte (Evvoia). Si muove con Alvise Capello in soccorso del provveditore della flotta Giacomo Loredan. Trasporta alcuni carichi di legname nell’isola al fine di rafforzarne le fortificazioni.

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Alcuni sopracomiti si ammutinano, lasciano Negroponte e rientrano a Venezia senza alcuna autorizzazione. I colpevoli saranno condannati a sei mesi di carcere ed all’interdizione dai pubblici uffici in perpetuo. Saranno, inoltre, frustati davanti alla popolazione da San Marco a Rialto; sarà tagliato loro il naso e, scontata la pena, verranno banditi dal veneziano.

Ottobre novembre

 

 

I turchi si impadroniscono a tradimento di Argo (Argos). Alvise Loredan, che ha il comando generale delle operazioni, appoggia dal mare l’avanzata di Bertoldo d’Este volta al recupero di tale località. Fa scendere a terra le sue truppe nell’istmo di Corinto (Koranthiakos); 30000 uomini ricostruiscono in breve tempo un muro di difesa alto dodici piedi, protetto da un doppio fossato e lungo sei miglia (l’examilion), che collega l’ Egeo con l’ Ionio. Con la morte di Bertoldo d’Este spaventato tra l’altro dalle voci circa il prossimo arrivo di una grande flotta ottomana, fa convergere le truppe di terra verso la costa meridionale del Peloponneso schierandole sulla difensiva e rinunciando di fatto a qualsiasi ipotesi di rapida conclusione del conflitto. La ritirata permette ai turchi di riprendersi e di contrattaccare permettendo loro il recupero della maggior parte dei territori perduti in precedenza. La guerra finirà così a trascinarsi a lungo logorando le finanze della Serenissima.

1470

 

 

Muore.

CITAZIONI

-“ Nominato più volte per grand’huomo, qual’era.” Verdizzotti