Giou Pietro di

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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PIETRO DI GIOU’ (Juan de Exio) Cavaliere gerosolomitano. Corsaro.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1564

 

 

 

 

 

 

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Ha il comando delle galee dell’ordine gerosolomitano.

Giugno luglio

Malta

Corsari barbareschi Impero ottomano

Esce in crociera con 7 galee per scorrere in Levante. Nella sua squadra è pure presente Mathurin Romegas. Nelle acque di Otranto, il giorno della festa di San Giovanni Battista, si mette alla caccia di 6 galeotte corsare e le insegue sino all’isola di Zante (Zakinthos). Di seguito si imbatte in un galeone candiotto dai cui marinai viene a conoscenza che da Modone (Methoni), proveniente da Costantinopoli (Istanbul) e diretto a Venezia, è uscito un grosso galeone, detto la “Sultana”, carico di numerose mercanzie a bordo, armato con 20 pezzi di artiglieria di bronzo e con a bordo 200 soldati turchi. Pietro di Gioù avvista l’imbarcazione nei pressi di Cefalonia (Kefallinia) e la combatte. I turchi si difendono con coraggio dall’attacco congiunto delle sue 7 galee. Dopo cinque ore di combattimento la nave deve cedere: i maltesi la abbordano e fanno schiavi tutti gli uomini rimasti vivi. Sulla nave sono trovate sette donne di Maiorca (Mallorca) che stanno rientrando in Spagna dopo essere state riscattate, ed alcuni schiavi cristiani. Ritorna verso Malta, tocca Siracusa; a Capo Passero sono scorte 2 galeotte a terra. I loro marinai salgono sulle imbarcazioni e fuggono alla sua vista. Pietro di Gioù le insegue; uno schiavo greco si getta in mare e lo informa che nelle vicinanze si trova Dragut con 13 galee e 5 galeotte, 2 delle quali sono appunto quelle da lui rincorse. Alla notizia volta le prue e le 2 galeotte sono salve. Pietro di Gioù distacca una fregata e la invia a Malta al gran maestro per informarlo della vicinanza della squadra barbaresca. Gli è ordinato di inviare a Malta il galeone conquistato con la scorta di 2 galee e con le rimanenti 5 galee raggiungere a Messina l’armata spagnola. Nella città si ferma per un primo rimessaggio delle sue imbarcazioni danneggiate durante il combattimento con il galeone. Dopo pochi giorni riparte; tocca l’isola di Favignana;  giunge a Cagliari per prendere parte all’azione tesa alla riconquista del Pennone di Velez de la Gomera.

Agosto

 

 

 

 

Mentre è fermo in Sardegna il locale viceré lo spinge a perseguitare con le sue 5 galee una galea e 4 galeotte barbaresche che, negli stessi giorni, ne hanno devastato le coste.  I corsari si fermano nei pressi di una piccola isola e si apprestano a combattere: quando si accorgono di avere di fronte la squadra delle galee di Malta si danno alla fuga. Inizia il loro inseguimento; la galea è abbordata ed il suo equipaggio si arrende senza combattere; le 4 galeotte, in tal modo, hanno il tempo di mettersi in salvo. A fine mese Pietro di Gioù raggiunge a Malaga la flotta spagnola comandata da don Garcia di Toledo: la galea conquistata viene rimorchiata dalle sue navi. E’ accolto da salve di archibugi e di artiglieria; sfila in mezzo allo schieramento al suono di marce militari avvolto nel fumo della polvere da sparo. Sono trascinate in mare sei bandiere turche catturate; sventola, viceversa, in alto la sua bandiera di taffetà nero con la croce bianca in campo rosso. Subito si unisce con l’ammiraglio portoghese Francisco Barreto per andare incontro al galeone ed alle caravelle lusitane bloccati dal vento nel porto di Marbella. I due capitani viaggiano nottetempo entrambi con i fanali spenti perché si riconoscono di pari dignità e nessuno dei due vuole sembrare superiore dell’altro.  

Settembre

 

 

 

 

Con la flotta sotto Velez de la Gomera. Sbarca con le truppe e prende parte all’attacco al castello fortificato di Alcala. Le sue galee ed il galeone portoghese, nel frattempo, cannoneggiano dal mare il forte del pennone. La fortezza cede dopo tre giorni di bombardamento: in essa gli spagnoli si impadroniscono di diciotto pezzi di artiglieria, di una colubrina e di altri due pezzi già appartenuti agli stessi spagnoli negli anni precedenti. Con la vittoria rientra a Malaga con Andrea Provana.

1565

 

 

 

 

 

 

Maggio

 

 

 

 

Esce in perlustrazione con Mathurin  Romegas per sorvegliare i movimenti della flotta ottomana.

Luglio

 

 

 

 

Si trova alla difesa di Malta. A metà mese interviene in soccorso dei difensori di uno sperone che sovrasta il porto. All’azione prendono pure parte don Federico di Toledo, Vincenzo Carafa e Mathurin Romegas. Gli avversari sono respinti.

CITAZIONI

 

 

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