Gattilusio Giuliano

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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GIULIANO GATTILUSIO Di Mitilene. Pirata. Figlio di Battista.

1435 ca. – 1480 ca.

Anno, meseStato, in proprioAvversarioAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1450
Settembre
E’ segnalato a Chio (Khios). Con il consenso del padre Battista concorda con Nicola di Molassana di affidare a Paride de Marini il giudizio arbitrale sulle loro controversie.
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Intraprende la carriera di pirata. Si costruisce una solida fama di pirata nelle acque dell’Egeo.

1454
LuglioIn proprioRe d’Aragona Cipro Genova

Compie un’incursione nel porto di Chio servendosi di una nave catalana di cui si è impadronito in precedenza. Saccheggia la nave del cipriota Antonio Riboldi, a cui sottrae tutte le attrezzature che servono per armare la sua imbarcazione in modo più efficiente. Si dà alla pirateria.

………………….In proprio

Comanda una piccola flotta e prende al suo soldo altri capitani. Uno di costoro, Pietro di Franchi Burgaro, alla guida di una caravella intercetta una nave vicino ad Agrigento; un’altra è catturata nei paraggi di Mazara del Vallo. Giuliano Gattilusio si impossessa perfino di un bastimento che commercia per conto del padre Battista.

1456In proprioGenova Piombino

Oltre che a navi cipriote e catalane nell’Egeo assale anche la “Cattanea”, comandata dal genovese Lorenzo Spinola (agosto). Il giudizio delle autorità di Chio gli è sfavorevole; tuttavia, ancora nel 1462, il proprietario Paolo Cattaneo attende di essere rimborsato dal Gattilusio dei danni subiti, valutati in 4500 ducati. Sempre nello stesso mese si impadronisce di un altro mercantile genovese appartenente ad Antonio Doria. Le autorità genovesi non reagiscono. Di seguito  è segnalato nel Tirreno alla testa di una piccola squadra. Situa il suo quartiere generale in Corsica: a Bonifacio ed a Porto Vecchio. 2 delle sue unità conducono una nave basca catturata sulle coste sarde. In una sua scorreria si impadronisce di una nave al signore di Piombino Jacopo d’Appiano. 

1457
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E’ accolto dal capitano di Savona Gian Galeazzo Fregoso cugino del doge Pietro. Viene contattato per passare al soldo della repubblica al fine di combattere gli aragonesi. E’ invitato a restituire il carico sottratto al signore di Piombino.
MaggioRisponde a questa richiesta in modo evasivo ai genovesi e per tale motivo incorre nell’ira del doge.
LuglioGenovaNapoli

Il doge Pietro Fregoso gli invia Antonio Doria per offrirgli di entrare  al servizio della repubblica:   Viene stabilita tra i due, cui si unisce anche Restoro Corso di Bonifacio, una società per l’esercizio della navigazione corsara, nei cui articoli sono stabiliti con precisione gli obblighi ed i diritti dei contraenti. Ha il compito di scortare le navi genovesi di ritorno dalla Provenza (Provence) e, soprattutto, i vitali rifornimenti di derrate alimentari durante il ferreo blocco navale stabilito dalla flotta dell’ammiraglio catalano Bernardo Villamarina.  Accetta e mette a disposizione del governo una nave ed una caravella con a bordo 350 uomini. Gli viene concesso un compenso di 4000 lire genovine e gli è data la possibilità di porre a suo vantaggio un dazio del 2,50% su tutte le merci provenienti da occidente e sbarcate nel porto di Savona; gli è pure riconosciuto il diritto di trattenere per sé un quarto di tutte le mercanzie predate sulle navi catalane.  

SettembreIn proprioCastiglia

Si spinge sino a Cadice. Come il suo collega Scarincio approfitta troppo largamente della protezione concessagli della patente di corsaro rilasciatagli dal governo genovese per catturare oltre ad alcuni carichi di grano destinati all’approvvigionamento di Genova anche una nave castigliana anch’essa carica di frumento. Rientra a Savona con al traino tale imbarcazione: la derrata si rivela essenziale perché la città,  assediata per mare dalla flotta aragonese, è ridotta allo stremo. Il Gattilusio è esentato dal pagamento di ogni dazio.

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Per timore di pesanti ripercussioni sulle relazioni tra Genova ed il regno di Castiglia le autorità esercitano nei suoi confronti forti pressioni affinché rilasci la nave catturata.
1458
Aprile

Si trova nel porto di Genova: lo lascia nel tentativo di impadronirsi di un bastimento mercantile.

Maggio
I Fregoso cedono Genova a Giovanni d’Angiò. La città è sempre assediata dalla flotta aragonese. Sempre negli stessi giorni ha il compito con altri armatori di scortare un convoglio in arrivo dal Levante al comando di Pietro Giustiniani de Campi ex-governatore di Chio. Il Gattilusio opera nelle acque provenzali in appoggio agli Angiò.
Giugno luglio

Muore il re di Napoli Alfonso d’Aragona; gli avversari si ritirano e l’assedio di Genova si scioglie. Il convoglio può così salpare da Bonifacio per raggiungere la Liguria. A fine luglio  è segnalato con le sue navi nel porto di Finale Ligure. Abbandona il servizio della repubblica.

Luglio agosto

In proprioInghilterra

Nello stesso anno un intraprendente mercante di Bristol, Robert Sturmy; con la sua nave “Katharine” e 2 caravelle ben armate cerca di rompere nel Mediterraneo il monopolio commerciale dei genovesi con l’Inghilterra. A luglio il Gattilusio avvista nel canale di Sicilia i tre vascelli nel loro viaggio di andata verso il Levante. Ad agosto assale, sempre nelle acque siciliane, le navi dello Sturmy, che, cariche di spezie e di malvasia, hanno lasciato le coste di Cipro (Kipros). Gli inglesi si difendono con vigore; dopo tre giorni le navi sono catturate con l’uccisione di 128 marinai inglesi, compreso lo Sturmy. Il danno è valutato in Inghilterra in 6000 sterline dell’epoca (circa 750 milioni di sterline odierne).  A fine mese tutti i mercanti genovesi presenti a Londra sono incarcerati; le loro merci sono poste sotto sequestro, come pure 2 loro navi ferme nel porto di Southampton. I genovesi negano che il Gattilusio sia loro concittadini; lo considerano un greco di Mitilene che ha imparato dai turchi l’arte della pirateria. Nel medesimo tempo genova chiede al papa Pio II, ai cardinali del Sacro Collegio, al duca di Milano Francesco Sforza, a Firenze ed al doge di Venezia di testimoniare e di confermare che il Gattilusio è greco. Il podestà di Chio, Gregorio Giustiniani, ha l’ordine di arrestarlo nel caso in cui si fermi nell’isola. 

1459

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La corte inglese, dopo un iniziale rifiuto, accetta di considerare il Gattilusio come greco; ribadisce, in ogni caso, di ritenere Genova corresponsabile delle sue azioni in quanto nel suo porto il pirata ha avuto modo di armare e vettovagliare la propria squadra. Dopo continui sequestri, sulla fine dell’anno, Genova cede; si impegna a risarcire i danni subiti dagli armatori di Bristol ed a non commerciare con la nemica Scozia. Per chiudere il contenzioso Genova deve riconoscere al re Enrico VI 6000 sterline; per la liberazione dei mercanti messi in carcere sono versate altre 1074 sterline a titolo di cauzioni e di spese processuali varie.

Ottobre novembreI genovesi inviano dispacci al doge di Venezia ed a Firenze per informare le autorità di tali stati che il Gattilusio è uscito dal porto di Savona con una nave carica di armati per darsi nuovamente alla pirateria. Nei giorni seguenti il Gattilusio blocca il porto di Genova impedendo per qualche tempo il transito delle navi. Si ritira, infine, verso le sue basi poste nella Riviera di Ponente inseguito dalla galea di Oberto Squarciafico. Continua nel frattempo il suo rapporto ambiguo con Genova. A novembre, infatti, ha la possibilità di scaricare liberamente il frutto delle sue razzie a La Spezia ed in altri porti della Riviera di Levante (merci predate a bordo di alcune navi catalane e di una galeazza fiorentina).
1461
OttobreIn proprioGenova

Fa perdere per qualche tempo le sue tracce finché ricompare nel porto di Savona, in mano dei francesi.  Vi arma una nave. Il doge Ludovico Fregoso nel timore che il Gattilusio  possa utilizzare l’imbarcazione ai danni dello stato  da un lato tenta di  sottrargliela e, dall’altro, inizia a trattare con il pirata. Ottenute dal corsaro solo vaghe assicurazioni di devozione, fa inviare dispacci a Venezia ed a Firenze per mettere in guardia le loro navi in navigazione nel Tirreno. Il Gattilusio blocca il porto di Savona e per giorni ne impedisce il regolare transito commerciale. Si ritira  verso le sue basi della Riviera di Ponente inseguito dalla galea genovese di Oberto Squarciafico.

…………………In proprioFirenze

Continua a vendere i frutti delle sue razzie a La Spezia e nei porti vicini: provoca un nuovo incidente diplomatico con i fiorentini. L’unica preoccupazione del governo genovese nelle sue azioni di pirateria sembra essere che egli non evadi il dazio con le merci in entrata nello stato: viene, nondimeno, armata una nave ai suoi danni.

1462
MarzoIn proprioPortogallo

Compare nelle acque liguri; conduce  una nave carica di sale di cui si è impossessato a spese di alcuni mercanti portoghesi.

Giugno

Il corsaro Paolo Fregoso si impadronisce di una sua nave ancorata nel porto di Genova senza che il capitano possa fare alcunché: il danno è valutato sui 25000 ducati. Nell’assemblea del Consiglio degli Anziani di Genova Giuliano Gattilusio denuncia il fatto.

1463
…………………AngiòGenova

Con l’avvento al potere in Genova di Paolo Fregoso viene invitato dal nuovo doge di non usufruire del suo abituale porto di appoggio di Savona, ma di scaricare a Voltri il carico di una caravella portoghese che trasporta sale. Nel periodo sembra che il Gattilusio sia al centro di una cospirazione mirante a rovesciare il presente governo genovese. A fine aprile lasciano Voltri Girolamo Testa e Tommaso Busellino. Costoro si impadroniscono nottetempo di una caravella carica di pezzi di artiglieria ancorata nel porto di Genova. Loro scopo è quello di condurla al Gattilusio, che, al momento, si trova a Marsiglia dove Giovanni d’Angiò sta armando una flotta di 15 galee, destinate ufficialmente all’impresa nel regno di Napoli, nella realtà pronte per essere utilizzate in un tentativo di restaurare  il dominio angioino nella città. Il fatto non impedisce che solo dopo alcune settimane Niccolò Centurione e Marco Grillo riescano ad ottenere dal Gattilusio la restituzione di un carico di frumento di cui il pirata si è impossessato a spese di una nave biscaglina in navigazione dalla Provenza a Genova.

1464
Primavera-estate

Si allenta la tensione con Genova. Può così fermarsi a lungo nel porto di La Spezia, dove giunge con un carico di frumento acquistato in Sardegna. Gode di un salvacondotto (giugno), che il mese successivo gli viene riconfermato dal nuovo signore di Genova, il duca di Milano Francesco Sforza. Interesse dello Sforza è quello che il Gattilusio non unisca le proprie forze a quelle di Paolo Fregoso, teso a riconquistare il potere nella città.

AgostoIn proprioFrancia

Minaccia i traffici marittimi di Marsiglia e quelli genovesi verso la Riviera di Levante. Assale con successo navi borgognone, di Ancona e di Firenze.

…………………In proprioTitorna ad incrociare nelle acque dell’arcipelago greco.
1466
…………………In proprioRodiAssale una nave di Rodi (Rodhos);  trova rifugio a Chio.
OttobreIn proprioGenovaI genovesi gli danno la caccia.
1473
Marzo
Gli viene concesso da Francesco Sforza un permesso per recarsi a Genova al fine di riscuotervi dei crediti e di trovare marito ad una sorella.
1474Naufraga presso Rodi la galea “Grimalda”, già di sua proprietà.
1480Muore.

CITAZIONI

-“Con fama di pericoloso pirata…Esperto uomo di mare…Singolare e ambiguo personaggio il quale, in conseguenza delle sue azioni piratesche, ebbe un ruolo determinante nella fine della prosperità dei commerci genovesi con l’Inghilterra. A tutto vantaggio di veneziani e fiorentini…Uno dei pirati più noti del XV secolo…Esponente di quella dinastia di Signori greco-genovesi di Mitilene per i quali, già a partire dal capostipite, la pirateria aveva spesso costituito una normale attività collaterale, il quale pertanto aveva sicuramente avuto possibilità di venire in contatto con l’ambiente della pirateria egea: che nell’epoca politicamente confusa dell’ultima decadenza di Bisanzio e dell’affermazione della potenza ottomana visse la sua stagione di apogeo.” Basso

“Per dieci anni, questo principe genovese orientale riesce a mantenere, proprio nel mezzo dei crocevia tirennici, vicino ai centri vitali dell’Italia, un autentico stato corsaro, potente ed organizzato.” Heers

 

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