Fiorin Giovanni/Jean Fleury/ Jean Florin

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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GIOVANNI FIORIN/ JEAN FLEURY/JEAN FLORIN) Di Firenze. Corsaro con patente del re di Francia.

1485 – 1527 (ottobre)

vetrata raffigurante la cattura di Jean Fleury del galeone spagnolo che trasporta tesori messicani presso la chiesa di San Martino a Villequier, Francia
vetrata raffigurante la cattura di Jean Fleury del galeone spagnolo che trasporta tesori messicani presso la chiesa di San Martino a Villequier, Francia (autore: George Rault, Les Ex-Voto Marins)

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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Naviga nella flotta del corsaro di Dieppe Jean Ango. Si apposta in genere al capo di San Vicente y Santa Maria o alla vista di Sanlucar de Barzameda con l’obiettivo di intercettare le navi mercantili di passaggio.
1521 Francia Impero Contrasta gli imperiali nel canale della Manica. Si scontra con la squadra di San Sebastiano condotta da Pedro de Bobadilla. Nell’abbordaggio della capitana avversaria rimane ucciso il capitano spagnolo.
1523
………………. In proprio Impero

Sempre con  Jean Ango ha il comando di 4 navi e di 5 galeoni. Giovanni Fiorin naviga a bordo della “Dieppe”, la capitana; lo accompagnano “La Romaine” condotta da Silvestre Bille, “La Marie” (Jean Fain), “La Fleur de Lys” e “La Cicogne” agli ordini, rispettivamente, di Guyon d’Estimanville e di Caudrir d’Esgueville. Incrocia tra le isole Canarie e le Azzorre sempre sorvegliato da vicino dalla flotta di Pedro Manrique. Nel frattempo provengono da Cadice (Cadiz) 7 navi con ricchi carichi; a bordo vi sono pure numerose famiglie andaluse pronte a trasferirsi nelle Canarie. Le imbarcazioni spagnole, navigando a tutta velocità, attraccano nel porto di Las Isletas o di La Luz posto nell’isola Gran Canaria. Anche i francesi irrompono nella rada, si impadroniscono delle navi e le obbligano a seguirli. Immediatamente il governatore Pedro Suarez de Castilla organizza una flotta di 5 navi che si trovano ferme nel porto al riparo di una fortezza; organizza il loro inseguimento. Giovanni Fiorin è costretto ad abbandonare le prede conseguite per darsi alla fuga.

Maggio In proprio Impero

Si dirige verso le isole Azzorre ed intercetta 3 caravelle spagnole con a bordo il cosiddetto tesoro di Montezuma. 2 di queste sono subito catturate; la terza sfugge inizialmente alla caccia dei corsari riparando nell’isola di Santa Maria. La flotta di Pedro Manrique è vicina e continua è la sua vigilanza sulle coste. Ad un certo punto il capitano di tale caravella pensa che il pericolo sia passato e riprende il mare con la scorta di altre 3 caravelle. Le navi corsare si mettono aIla loro caccia e bloccano la nave che trasporta il tesoro all’altezza del Capo di San Vincenzo (Cabo de Sao Vicente): a bordo sono trovati 80000 ducati in oro, 600 libbre di perle e 200 sacchi di zucchero (del peso ciascuno di 25 libbre). Dei due luogotenenti di Fernando Cortez che hanno la responsabilità del trasporto, uno (Antonio de Quinones) muore in combattimento e l’altro (Alonso Davila) è fatto prigioniero. Giovanni Fiorin venderà le sue prede a La Rochelle.

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In questo periodo alcuni storici parlano di un coinvolgimento del Fiorin (o Florin) in viaggi transoceanici di scoperta nel nuovo mondo e lo identificano in Giovanni da Verrazzano. Fonti veneziane, tuttavia, lo segnalano nel Mediterraneo ove continua la sua attività di corsaro.

…………… In proprio Venezia

Opera in Ponente, cattura una barza diretta ad Alessandria (Al Iskandariyah) e si impadronisce delle relative mercanzie. Gli muovono contro 2 galee veneziane. Abbandona allora tale nave e si allontana: il bottino è già stato trasferito nel  suo bastimento.

1525
Novembre In proprio Venezia

E’ segnalato a Spinalunga, nelle coste dell’isola di Candia (Kriti), con una barza ed una germa. Cattura alcuni navigli locali nelle acque di Milo (Milos); nello scendere a terra per fare prigionieri sono catturati tre dei suoi uomini. Il provveditore della flotta veneziana Giovanni Moro, informato della sua presenza, lascia Napoli di Romania (Navplion) e si mette alla sua ricerca.

1526
Gennaio In proprio Venezia

Nei paraggi di Corfù (Kerkira) deruba una nave veneziana diretta ad Alessandria; sequestra parte del carico e lascia andare l’imbarcazione. Giovanni Moro continua a dare la caccia con 6 galee a Giovanni Fiorin ed a Giovanni Michiel (Michel Ferré), suo compagno di ventura. Il corsaro francese abbandona il Levante con 3 vele e si dirige a Messina.

Febbraio

In Collegio, a Venezia si discute sui danni inferti ai veneziani da Giovanni Fiorin: essi sono valutati in 40000 ducati. Per tale motivo è proposta una rappresaglia su un vascello francese al fine di recuperare almeno parte delle perdite subite.

Marzo Incrocia nelle acque di Tunisi con le sue 3 navi.
Aprile

Al largo di Taranto con 3 vele; assale sia navi turche che veneziane. Collegato con Guglielmo Bellomo scorrazza nei pressi di Malta tra i porti di Gozo e di Malta.

Giugno

I veneziani chiedono un intervento del re di Francia affinché sia frenata la sua azione.

Luglio Giunge a Tolone (Toulon) con 2 barze.
Agosto

Continuano le lamentele dei veneziani nei suoi confronti ad Amboise.

Ottobre

All’isola della Sapienza (Sapientza) con la sua barza di 500 botti (200 uomini a bordo), un galeone ed una germa per un totale di 150 cannoni; viaggia sempre con la “Bravosa”, una barza di Marsiglia (Marseille), condotta da Michel Ferré. Giunge Giovanni Moro con 5 galee; il veneziano invita Giovanni Fiorin ed il Michiel a seguirlo a Candia. Il corsaro aspetta la notte e prende il largo con il Ferré.

1527
.Ottobre In proprio Impero
Naviga nell’oceano Atlantico;  verso capo Finisterre si imbatte in 6 galeoni biscaglini, fra cui quello capitanato da Martin Pérez de Ivizar de Rentaria, diretti da Vascongades a Cadice. Segue un duro combattimento in cui tra gli spagnoli nel solo galeone del Pérez sono uccisi 37 uomini e feriti altri 50. Giovanni Fiorin,  inopinatamente allontanatosi dal resto della sua flottiglia, è costretto alla resa con 150 dei suoi uomini. Fatto prigioniero offre 30000 ducati per il suo riscatto; l’imperatore Carlo V non ne vuole sapere ed ordina la sua esecuzione. Viene decapitato nella pubblica piazza di Colmenar de Arenas (Toledo) con il suo secondo Michel Ferré ed un altro corsaro, il Mezières. Si dice che in tutta la sua carriera abbia affondato più di 150 navi tra galee, galeoni, brigantini e navigli di altro tipo, appartenenti a spagnoli, imperiali, veneziani e genovesi.

CITAZIONI

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