Bottigella Aurelio

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AURELIO BOTTIGELLA Cavaliere di Malta. Priore di Pisa.

  • 1545 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1530

 

 

 

Luglio

 

 

E’ rilevato nel suo incarico di governatore di Tripoli dal gran maestro dell’ordine gerosolomitano de l’Isle Adam.

1532

Malta

Algeri

Viene inviato in soccorso di Tripoli per combattervi il Barbarossa che sta minacciando la località.

1533

 

 

E’ nominato governatore di Tripoli.

1534

 

 

 

Primavera

 

 

Ha il comando delle galee maltesi. Si porta sulla costa africana con l’intenzione di scorrere ai danni di Sinan e di altri corsari barbareschi. Alle Seccagne (le secche di Kerkenna), non lontano dall’isola di Gerbe (Djerba), si imbatte nel galeone di Alessandria (Al Iskandariyah) proveniente da Salonicco (Thessaloniki) con un carico di frumento, ferro, piombo e cotone: alla sua difesa vi sono 150 uomini, tra turchi e mori. Aurelio Bottigella lo abborda e lo cattura dopo avere subito molte perdite. Nei giorni seguenti si impossessa, questa volta con facilità, di altri 2 galeoni, uno condotto da Chagi Iosuf ed uno da Mansur Rais: recupera pure una caravella, carica d’olio da trasportare in Levante, che viaggia di conserva con il secondo capitano ed è stata conquistata dai corsari ai portoghesi nei pressi di Djerba.

Giugno

 

 

Rientra a Malta con a rimorchio le 3 navi: non gli viene riconosciuta alcuna parte di bottino.

1535

 

 

 

Maggio giugno

 

 

Naviga con la caracca di Francesco Touchebeuf (Claramont) armata con 50 pezzi di artiglieria. Entrambi i capitani sono inviati a Cagliari presso l’imperatore Carlo V. Aurelio Bottigella ha a sua disposizione 4 galee ed un brigantino: a bordo si trova un corpo di fanti da sbarco comandato dal balivo di Lango Antonio de Grolée. Salpa a fine mese con 4 galee, una caracca ed un brigantino. Tocca Trapani; a giugno si collega con la flotta di Andrea Doria alla fonda a Cagliari. All’incontro con la galea reale che avviene nel porto, seguono da una parte e dall’altra colpi a salve di moschetto e di artiglieria per gli usuali saluti. La sua capitana si colloca alla sinistra della galea reale, mentre alla destra di questa si pone la capitana pontificia. I genovesi protestano per questo riconoscimento nei confronti dei cavalieri di Malta: deve intervenire Carlo V con atto d’imperio per legittimare tali posizioni. A fine giugno l’armata entra in Porto Farina.

Luglio

 

 

Consiglia di attaccare La Goletta, fortezza che difende il porto di Tunisi. Sbarca a terra e fa tagliare gli uliveti di Capo Cartagine per costruire con il loro legname bastioni e trincee atti a difendere il campo delle truppe d’assalto. A metà mese incomincia il bombardamento dal mare di La Goletta. 2 sue galee vengono disalberate dal tiro dei difensori; da parte sua, richiama la sua caracca per rafforzare il fuoco di artiglieria della sua squadra. Abbatte la torre posta all’imboccatura del porto. I cavalieri scendono nell’acqua fino alla cintura armati di picche e di fuochi artificiati ed assaltano il tratto di mura diroccato. Alla loro testa è l’alfiere Guglielmo Cossier. I nemici si danno alla fuga dopo avere subito la perdita di 1500 uomini; fra i cristiani le perdite ascendono a 500 soldati. Sono presi 340 cannoni, 42 galee e 44 altre navi fra galeotte, fuste e brigantini ancorati tuttinel lago, senza contare 27 altre navi di ogni tipo.

…………………

 

 

Espugna Bona (Annaba), con il relativo castello, assieme con Andrea Doria.

Novembre

 

 

Rientra a Messina.

1536

 

 

 

Maggio

 

 

Scorta il viceré di Sicilia Ferrante Gonzaga da Messina a Palermo; ritorna a Malta con le sue 4 galee; al traino vi sono 2 galeotte, di Kara Mustafa e di Morat Rais, catturate una all’isola di Filicudi e l’altra all’isola di Favignana. Ha con sé 82 schiavi turchi.

Giugno

 

 

Viene rimandato a scorrere le acque siciliane. Davanti a Messina blocca Memi Lipatoto con la sua galea sottile di 23 banchi. Si dirige all’isola di Filicudi perché viene a conoscenza che il Lipatoto vi si doveva unire con un altro corsaro, Quel Velli. Fa girare 2 sue galee da un lato dell’isola, altre 2 e la galeotta la percorrono, invece, nell’altro senso. Il corsaro viene catturato dalla galea di Jean de la Vallette.

Luglio

 

 

Ritorna a Malta e Memi Lipatoto è impiccato alla Renella nonostante le promesse fatte a lui, ai suoi ufficiali ed ai rinnegati trovati a bordo di risparmiare loro la vita. Inoltre, malgrado le sue lamentele, vengono pure puniti alcuni cavalieri che hanno preso parte al saccheggio della galea del Lipatoto, carica di sete e di altre mercanzie, trafugate in precedenza dallo stesso corsaro.

Agosto

Malta

Algeri

E’ nuovamente inviato alla difesa di Tripoli con 4 galee sulle quali sono imbarcate numerose truppe agli ordini di Antonio di Vivero; rimorchia un vascello caricato di vettovaglie, legname, ferro e di altri materiali necessari per rafforzare le difese della città. Per via sorprende la germa di Ardor Rais che, con un carico d’olio, è sulla rotta che da Gerbe (Djerba) porta ad Alessandria (Al Iskandariyah): il valore del bottino ascende a 80000 ducati; sono fatti schiavi 109 persone, per lo più mori. Dagli schiavi di bordo Aurelio Bottigella viene a sapere che alcune fuste barbaresche hanno catturato in precedenza una fregata sulla quale è stato fatto prigioniero un cavaliere di Malta, ucciso in un secondo momento a Djerba a colpi di bastone. Per vendetta i rinnegati trovati sulla germa sono tutti impiccati.

Settembre

 

 

Scander Rais naviga al largo di Tripoli con 5 galeotte, di cui 3 con voga rinforzata. Le 2 galeotte più lente sono distanziate nettamente dalle altre. All’avvistamento della squadra avversaria che avviene di giorno, Aurelio Bottigella se ne resta inattivo preferendo giocare a scacchi. Con il tramonto fa preparare le sue 4 galee e si mette alla loro caccia. Una galea maltese investe con i rostri una galeotta nemica che si spinge a terra; una seconda galeotta viene abbordata. Arrivano, infine, le altre 3 galeotte rinforzate con Scander Rais; tale corsaro si getta sulla galea di Jean de la Vallette che precede le altre. Il de la Valette è ferito; con l’arrivo, alfine, del Bottigella viene assicurata la vittoria ai maltesi seppure con forti perdite. Scander Rais, ferito, si getta in mare e muore affogato; sono liberati 200 cristiani; 60 rinnegati, catturati, sono tutti impiccati; il resto dei turchi è avviato al remo. Il Bottigella rientra vittorioso a Tripoli. Sempre nel mese alla testa di 150 cavalieri e di 700 soldati italiani prende parte all’attacco della torre dell’Alcaide che dalla Menscia domina la città. Il forte è conquistato in cinque giorni dopo che è stata fatta brillare una grossa mina. Tutti i difensori trovati vivi, con l’eccezione di 2, sono ammazzati. Nel contempo, il governatore di Tripoli Giorgio Schiling, che comanda un corpo di cavalleria indigena  inquadrato dai cavalieri della guarnigione, taglia la strada ai rinforzi musulmani accorsi da Tagiora e li chiude in un’oasi. Stretti tra le truppe del Bottigella e la cavalleria dello Schiling i barbareschi cercano scampo nella fuga e vengono inseguiti sino a Tagiora, lasciando sul terreno numerosi morti. Le fortificazioni di tale località sono rase al suolo. Il Bottigella, a seguito del felice esito delle operazioni, fa rientro a Malta: conduce 200 schiavi, un bottino valutato in 80000 scudi e 3 galeotte. Viene ricevuto con grandi onori; si dirige in processione nella chiesa di San Lorenzo dove è cantato un solenne Te Deum; le bandiere da lui conquistate sono poste nella cappella della Madonna di Filermo. Consiglia di munire adeguatamente Tripoli.

Dicembre

 

 

Deve lasciare l’incarico di capitano delle galee; il suo posto viene preso da Leone Strozzi.

1537

 

 

 

Gennaio

 

 

Prima di cedere il comando ottiene il permesso di dare la caccia ai corsari barbareschi sulle coste siciliane con 4 galee. Da Malta si porta a Capo Passero; cattura la galeotta di Velet Rais, inviato in esplorazione nelle acque maltesi. Si porta, quindi, a Messina dove gli imperiali non gradiscono la sua presenza. Rientra a Malta anche perché negli stessi giorni è stato eletto il nuovo gran maestro dell’ordine, Jean de Homedes.

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Nell’anno è nuovamente nominato governatore di Tripoli.  Manterrà tale incarico fino al 1539.

1543

 

 

Provvede a rafforzare le difese di Tripoli.

1545

 

 

Muore.

CITAZIONI

-“Il quale aveva..raggiunto l’alta fama di espertissimo navigatore e di vittorioso e sagace comandante, che fa di lui una delle maggiori glorie marinare d’Italia.” Monterisi

-“Audace generale delle galee.” Rossi