Benedetto Pesaro

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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BENEDETTO PESARO Di Venezia. Ammiraglio.

1433 – 1503

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1500 Venezia Impero ottomano Ha il comando della flotta veneziana. Scorre lungo le coste greche prevenendo i movimenti degli avversari nei loro tentativi di consolidamento della loro posizione navale. Insegue i turchi sin dentro lo stretto dei Dardanelli. Costringe alla resa Cefalonia (Kefallinia); compie un’incursione nel golfo d’Arta difeso dal castello di Prevesa (Préveza). Vi incendia e cattura una decina di galee. Grazie alla sua azione a fine anno possono riprendere la navigazione nell’Adriatico le carovane dirette a Beirut ed a Alessandria d’Egitto (Al Iskandariyah).
1501 Sbarca a Napoli di Romania (Nauplia) ed a Megara infliggendo gravi perdite a Camali. Svanisce la possibilità di attaccare Durazzo a causa delle discordie intercorrenti tra gli alleati francesi e spagnoli. Quando due nobili veneziani ai suoi ordini, di cui uno è parente dello stesso doge, si arrendono agli avversari consegnando loro le fortezze di cui sono preposti alla difesa senza combattere, Benedetto Pesaro li fa condannare a morte. A dicembre cattura il pirata Enrichi.
1502
Luglio agosto Il papa Alessandro VI riesce a far radunare a Cerigo (Kithira) una flotta composta da 50 galee veneziane, 3 galee dell’ordine gerosolomitano comandate da Fabrizio del Carretto, 4 galee francesi agli ordini di Prégeant de Bidoux, più altre 13 galee, alcuni brigantini e 2500 fanti dello stato della Chiesa condotti dal legato pontificio, il vescovo di Pafo il fratello Iacopo e dall’anconetano Cinzio Benincasa. Negli stessi giorni scoppia la guerra tra francesi e spagnoli nel regno di Napoli per cui scemano le forze a disposizione degli alleati. Si ridimensionano i progetti ed anziché attaccare le coste dell’Anatolia si decide di assalire l’isola di Santa Maura (Leucade, Levkas), noto covo di pirati, di cui è governatore  Camali, sita nello Ionio a nord di Cefalonia e vicina alla costa albanese. L’isola è difesa da una guarnigione di 2500 uomini tra giannizzeri, pirati e milizie turche varie. La squadra pontificia si colloca nel canale che separa l’isola dalla terraferma per tagliare le vie di comunicazione; la squadra veneziana risale le coste dell’isola dalla parte del mare aperto fino al porto di Demata. 12 galeotte di Camali cercano di sbarrare il passo alle navi pontificie: Iacopo Pesaro e Cinzio Benincasa si spingono avanti, bombardano le imbarcazioni avversarie con le loro bordate e costringono le galeotte nemiche ad arenarsi nella spiaggia. I pontifici sbarcano nell’isola e puntano sulla città di Santa Maura. La medesima manovra è eseguita dai veneziani di Benedetto Pesaro sull’altro lato. Hanno inizio gli assalti alle mura. Sorgono divergenze tra i difensori riguardo alla possibile resa; ne approfittano gli attaccanti ed a fine agosto la fortezza è conquistata. 600 giannizzeri sono fatti prigionieri; sono liberati centinaia di pugliesi, siciliani e calabresi catturati in precedenza da Camali. I pirati, fatti prigionieri, sono tutti impiccati ai merli della fortezza.  Camali riesce a fuggire anche se in un primo momento è dato per giustiziato insieme con i suoi uomini.
1503 E’ contrario alla pace stipulata tra veneziani e turchi in quanto questa comporta la restituzione di Santa Maura agli ottomani. Muore poco dopo a bordo di una galea. Nella chiesa dei Frari a Venezia, nella cappella di famiglia, si trova una tavola d’altare dipinta dal Tiziano, rappresentante una Madonna con il Figlio in braccio; ai lati vi sono San Pietro e San Giorgio ed attorno Benedetto e Iacopo Pesaro, in ginocchio, dipinti al naturale. Nella stessa chiesa si trova il monumento funebre di Benedetto Pesaro scolpito da Lorenzo Bregno e Baccio da Montelupo. Alla sua base si vede in bassorilievo il prospetto della fortezza di Santa Maura.

CITAZIONI

-“Was an experienced commander, stern, resolute, imperious to the politics of the noble class and completely ruthless…Pesaro was, in effect a throwback to the rougher age of Pisani and Zeno – a seaman’s, able to command respect and love from his crews, and fear from his captains.” Crowley

-“Il monumento incornicia la porta della sacrestia..Nel testamento aveva chiesto di poter essere sepolto ai Frari. Il suo desiderio fu esaudito e Lorenzo e Giambattista Bregno (sec. XVI), su commissione di Gerolamo Pesaro, gli eressero questo monumento. Quattro bellissime colonne d’ordine composito reggono il monumento rinascimentale. Fra queste osserviamo due medaglioni in bassorilievo con il leone. Le due colonne esterne, nel loro prolungamento, supportano le statue di Nettuno e di Marte, da sempre attribuite a Baccio da Montelupo..Sopra le colonne centrali poggiano l’urna e la statua del generalissimo, armato a battaglia con lo stendardo in mano. Sul frontale dell’urna sono riprodotte le fortezze di Leucade e Cefalonia, espugnate dal Pesaro, fra due veleggianti galee. Nel timpano, la Vergine col Bambino, unico motivo religioso.” www.basilicadeifrari.it>>works

Immagine: https://en.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Pesaro#/media/File:Frari_(Venice)_right_transept_-_Monument_to_Benedetto_Pesaro.jpg

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