Themericourt Gabriel d’Albos de

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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GABRIEL D’ALBOS DE THEMERICOURT Francese.Corsaro. Cavaliere di Malta.

1646 (settembre) – 1672 (novembre)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1663  
Ottiene dall’ordine gerosolomitano l’autorizzazione di armare una nave per la guerra di corsa. Appena giunto a La Valletta si converte al protestantesimo probabilmente per l’influenza di alcuni volontari svedesi luterani.

1664

In proprio

Corsari barbareschi

Si collega con il corsaro maltese Escrainville;  insieme catturano tra Smirne (Izmir) e l’isola di Nissaro (Nisiros) una fregata di 22 cannoni appartenente ai corsari di Algeri.

1665

 

 

 

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In proprio

Impero ottomano

Naviga ancora in Levante con Escrainville;  incrocia a bordo della fregata conquistata l’anno precedente.

Maggio

 

 

I due corsari maltesi si collegano nel canale di Samo (Samos) con il capitano Santo di Livorno per intercettare la carovana che da Alessandria (Al Iskandariyah) è diretta a Costantinopoli (Istanbul). Il convoglio è scortato da 10 vascelli e da 12 saiche. Escrainville penetra nello schieramento delle navi nemiche; Gabriel de Thémérincourt lo affianca con coraggio. Dopo più ore di combattimento i due corsari si impadroniscono di 4 vascelli (2 grossi e 2 minori); le altre imbarcazioni si salvano con la fuga.

1668

 

 

 

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In proprio

Impero ottomano

Dispone di una fregata di 24 cannoni, Al suo fianco navigano il fratello Maximilien-François con una fregata dotata di 22 cannoni, il  Verrua, un corsaro con patente del duca di Savoia, che naviga su un piccolo legno con 8 pezzi di artiglieria, ed il Bremont, altro corsaro maltese, al comando, a sua volta, di un vascello con 12 cannoni.

Maggio

 

 

I quattro corsari giungono a Nio (Ios) nelle isole Cicladi allorché si imbattono nella flotta turca (54 galee) dell’ammiraglio Kaplan che trasporta un contingente di fanti destinati all’assedio della capitale dell’isola di Candia (Kriti), Iraklion. Sono assaliti dagli avversari, prima da una squadra di 6 galee, poi da una seconda forte di 8 galee. 3000 giannizzeri nel frattempo sono sbarcati per assecondare da terra l’attacco portato nel mare da Kaplan. Lasciato ai 2 vascelli più piccoli il compito di colpire con le loro artiglierie i giannizzeri, Gabriel de Thémérocourt ed il fratello tengono testa al “Tigre” un vascello così chiamato per il soprannome dello stesso Kaplan; vengono abbattuti 32 uomini a bordo della capitana ottomana. Le navi nemiche scaricano le loro artiglierie sui vascelli dei fratelli de Théméricourt; la risposta di quest’ultimi costringe le navi turche a ritirarsi dal porto. A sera gli avversari reimbarcano le loro truppe con le quali avrebbero voluto colpire da terra i corsari e riguadagnano il mare. Gabriel de Théméricourt è ferito da una pallottola che, passando attraverso le gambe, gli ha portato via i genitali. Tra i turchi si contano 500 morti e la perdita di 3 galee; poche risultano le vittime tra i corsari.

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Si collega con altri corsari, sia maltesi che di altre nazionalità, per intercettare la carovana di Alessandria composta di molti galeoni, caramussali e saiche. L’attacco ha termine con la cattura da parte di Gabriel de Themerincout di un galeone; un secondo è conquistato dal Marion. I corsari si impadroniscono anche di un caramussali e di 4 saiche che completano il quadro delle prede.

1669

 

 

 

Giugno

 

 

Alla testa di 13 vascelli corsari di Malta e di Livorno si imbatte, ancora una volta, verso Rodi nella carovana di Alessandria (molte saiche, un caramussali, 7 sultane, vari vascelli armati con 60/70 cannoni). Si colloca all’ avanguardia con il fratello. Con la sua fregata aggredisce una sultana e la conquista; il fratello fallisce in un obiettivo similare; altri due corsari maltesi, il Marion ed il  Daniel, attaccano anch’essi una seconda sultana. L’equipaggio di quest’ultima allorché sta per essere sopraffatto dà fuoco alla santabarbara facendo saltare in aria l’imbarcazione. Gabriel de Thémérincourt prosegue nella sua azione; nei pressi di Scarpanto (Karpathos) si impossessa di un grosso vascello di 40 cannoni appartenente al corsaro turco Buba Hassan.

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Si congiunge con il vascello di un altro cavaliere di Malta, il  Barre; nelle acque di Alessandria si scontra con 2 sultane. Aggredisce con una bordata la sultana più vicina.

1671

 

 

 

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Continua a seminare lo spavento fra i turchi; li attacca con furia; i suoi cannoni sono caricati con pezze unte d’olio ed imbevute nell’acquavite che vengono lanciate contro le vele. Al momento dell’ abbordaggio coglie le navi che gli si oppongono con un intenso fuoco di artiglieria a base di granate e di bombe incendiarie (vasi di vetro ripieni di polvere da sparo).

Maggio

 

 

Il fratello cade in combattimento. Rimasto solo tiene testa per sette ore a 40 galee di Kaplan che lo assalgono nelle acque dell’isola di Negroponte o di Eubea (Evvoia).

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Prosegue nelle sue scorrerie. Depreda Micone (Myconos) e Milo (Milos). Nella prima isola affranca gli schiavi di un certo Panagotti, un funzionario greco, interprete e fornitore degli harem del sultano Maometto IV; libera, in particolare, una bella polacca, favorita dello stesso funzionario. Costui giura di vendicarsi. A Milo Gabriel de Théméricourt si incontra con il marchese de Preuilly d’Humières, qui fermo con il suo vascello “Le Diamant”.

1672

 

 

 

Ottobre novembre

In proprio

Corsari barbareschi

Conquista in Levante un vascello. Nel rientrare a Malta con tale preda, a fine ottobre, si imbatte in 5 navi tripoline dell’ammiraglio Alì. Sfugge alla loro caccia dopo un lungo combattimento che riduce il suo equipaggio a soli 110 uomini; prosegue;  una tempesta lo fa naufragare sulle coste della Tripolitania. E’ catturato ed è ridotto in schiavitù. Condotto a Tripoli viene spedito in dono al sultano che al momento si trova ad Adrianopoli (Edirne) in Asia Minore. E’ allettato con grandi promesse a rinnegare la propria fede (il titolo di ammiraglio, una grande somma di denaro, il matrimonio con una principessa ottomana). Rifiuta; interviene il greco Panagotti che ottiene dal sultano la sua morte. E’ torturato per quindici giorni. Viene da ultimo decapitato ed il suo corpo è gettato in un letamaio. Tre giorni dopo il cadavere sarà scaraventato nel fiume che attraversa Adrianopoli. Nella chiesa di Théméricourt sarà posta una lapide per ricordarne la memoria.

CITAZIONI

-“Giovine d’arditissimo spirito e d’ardite intraprese.” Dal Pozzo

-Con il Romegas “Sont devenus de véritables personnages de légende dont la tradition orale a longtemps gardé le souvenir.Fontenay

-« L’un des plus fermes appuis de la chrétienté, l’un des plus grands capitaines qu’on eut vu. » De la Roncière

-“ Famoso per la sua temerarietà.” Panetta

-“Ame magnigique de marin et de chevalier.” Joubert

“Petit, blond, très beau, avec des yeux bleus très doux dans un long visage fin, il dissimulait sous cette apparence paisible une énergie fulgurante.” Engel

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