Glenham Edward

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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EDWARD GLENHAM (Edward Glemham) Oriiginario di Benhall nel Suffolk. Corsaro.

+ 1594 (aprile)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1590/ 1594

In proprio

Genova

Lascia a Gravesend moglie e figli per armare a sue spese l’ “Edward Constance”, una nave di di 240 tonnehllate. Viaggia di conserva con Thomas Foscue che guida il “Black Hawk” ed altre imbarcazioni minori. Attraversa la Manica (Manche) con la sua flottiglia ed è accompagnato dalla guardaporto del lord ammiraglio, la “Lion’s Whelp”, la nave da cui diserterà anni dopo John Ward. Dopo due mesi di crociera infruttuosa, a corto di viveri, si porta verso le Azzorre. Sbarca con 86 uomini all’isola di San Giorgio. I portoghesi reagiscono. E’ trovato un compromesso: si allontana dopo avere ricevuto i necessari rifornimenti ed una taglia di 1000 corone. Lo inseguono alcuni galeoni spagnoli. Costretto ad accettare il combattimento, riesce a sfuggire alla cattura puntando in un primo momento verso i porti marocchini, che gli rifiutano l’accesso, e, successivamente,  ad Algeri. Accetta di scortare un mercantile francese; scoperto da 4 navi spagnole nel Détroit deve cambiare direzione. Rientra ad Algeri dove riarma l'”Edward Constance”; decide di scorrere il Mediterraneo.  Veleggia verso Maiorca (Mallorca) e poi al largo delle coste tunisine: non trovando prede e mancandogli le vettovaglie, si avvicina a Maiorca e va all’arrembaggio di un bastimento genovese di 1000 tonnellate che dispone di un migliore armamento. Si allontana dopo avere riportato delle perdite. Le autorità di Algeri, al ritorno, gli sequestrano un fluyt (vascello a flauto) olandese e poi trattengono l’intera sua flottiglia. E’ costretto a lasciare otto ostaggi per potere riprendere il mare.  L’intera spedizione è costata una fortuna in tempo ed in denaro ed ha comportato pesanti perdite per i suoi finanziatori. L’unico bottino è rappresentato dalla cattura di un piccolo battello mercantile veneziano, con un carico di zucchero (dicembre 1591). Rientra in Inghilterra: è informato che è stata depositata all’Ammiragliato una denuncia di pirateria nei suoi confronti dagli armatori veneziani. Protesta affermando che il carico appartiene ad alcuni mercanti portoghesi, assimilati al momento agli spagnoli. E’ costretto a cedere: nel settembre 1592 gli sono sequestrate sia il vascello che il carico contestato. Cerca invano di vendere la sua nave. Nel febbraio 1594 si imbarca per un secondo viaggio alla testa di una squadra di 3 navi con destinazione il Levante. Nel Mediterraneo orientale si mette alla caccia di una nave pontificia, diretta a Palermo per caricare frumento, con a bordo il tesoro del papa: nello scontro rimane ucciso il capitano Winter.  Ancora una volta gli inglesi sono costretti a ritirarsi. Il bottino conseguito nella scorreria è magro. Fa nuovamente rotta su Algeri. Lascia in mano agli algerini, promettendo il pagamento dei suoi debiti, altri otto uomini del suo equipaggio. Approfitta di una tempesta per sfuggire ai suoi obblighi. Rientra in Inghilterra (1593) dove morrà in povertà nell’aprile 1594. Dal 1595 al 1600 il consiglio privato della corona si attiverà per ottenere la liberazione dei prigionieri. Dei sedici marinai dati in ostaggio si stima che nel 1600 la metà si sia convertita all’Islam per sfuggire alla schiavitù: gli altri sono stati rimpatriati.

CITAZIONI

-“Glemham fait partie de ceux qui, corsaires ou pirates, établissent des liens avec la cause barbaresque, une connexion entre l’Algleterre protestante et les régences musulmanes pour lutter contre l’ennemi commun catholique.” P. Hrodej

 

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