Giuliano Cattaneo Della Volta. Di Genova

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GIULIANO CATTANEO DELLA VOLTA  Di Genova. Pirata.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1309

 

 

 

 

 

 

Dicembre

In proprio

Siena Ancona

Esercita la sua attività con il fratello Raffa. A fine mese penetra nel porto di Cefalonia (Kefallinia) e vi sorprende una nave appartenente al senese Vieri Barote ed all’anconetano Arrigo Bonovaldi. Sono depredate merci del valore di 7424 fiorini: il senese viene derubato anche dei vestiti ed è abbandonato con la sola camicia sulle spalle in un’isola deserta. Il Barote sopravvive sull’isola nutrendosi di bacche e frutta selvatica, finché dopo venticinque giorni è salvato da una barca di passaggio nei pressi ed essere condotto a Chiarenza (Glarentza).

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Vieri Barote da Siena raggiunge Genova per denunciare il misfatto. Si ferma nella città per quattordici mesi. Giuliano Cattaneo della Volta viene trattenuto fino al momento in cui deposita 8500 lire genovesi in garanzia delle merci sottratte. Il fratello Raffa, al contrario, sfugge alla giustizia ed è bandito. Il senese, in ogni caso, non riceverà alcun risarcimento e non potrà neppure recuperare i documenti presentati alle autorità genovesi, né ottenerne copia. Solo a fine marzo 1317 otterrà dal governo di Siena la concessione di un bando di rappresaglia contro i genovesi.

1311

 

 

 

 

 

 

Febbraio

In proprio

Ancona

Sempre con il fratello si impadronisce del carico di pepe di una nave di Ancona, trasbordato da un’imbarcazione di ritorno da Alessandria (Al Iskandariyah), porto con il quale è proibito dal papa  avere regolari scambi commerciali. I due Cattaneo della Volta conducono il carico a Genova per venderlo sul mercato per 5200 lire genovesi. Sono accusati entrambi di pirateria dall’Officium Robarie; si appellano alla curia sostenendo di avere catturato merci provenienti da un traffico illecito contro il nemico della fede, il sultano d’Egitto.

CITAZIONI