Giovanni di Cardona

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - Y - Z

 

Cerca nel sito:

GIOVANNI DI CARDONA (Juan de Cardona) Duca di Cardona.

1530 ca – 1600 ca.

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1560
Maggio Spagna Corsari barbareschi Affianca Alvaro de Sande nel suo attacco contro Tripoli. E’ fatto prigioniero dagli avversari.
1561 Liberato dalla schiavitù, è accolto in Sicilia dalle 7 galee isolane comandate da fra Bernardo Guimeran.
1563
Estate Al comando di 3 galee di Sicilia naviga da Barcellona a Messina. Nell’occasione si lamenta a corte della intromissione del duca di Medinaceli, che sostituisce a suo giudizio comandanti ed equipaggi. Chiede l’intervento del re Filippo II per salvaguardare  la capacità operativa della squadra navale.
1565
Maggio giugno Spagna Impero ottomano Ha il comando delle galee di Sicilia. La sua capitana dispone di 29 banchi a 5 rematori, la padrona di 26 banchi a 5 rematori dalla poppa all’albero di maestra, il resto a 4. Delle altre galee che compongono la squadra alcune sono a 26 banchi con 4 rematori ad altre a 26 banchi con 3 rematori. Prima ancora che la flotta turca investi l’isola di Malta, vi approda con 2 galee e vi sbarca 200 uomini. Ne fa il periplo ispezionando con attenzione rade, insenature e spiagge facendone anche precisi disegni al fine di riconoscere i luoghi dove agire con eventuali azioni. I turchi assediano il forte di Sant’Elmo. A giugno lascia Messina con 2 galee di Sicilia e 2 dei cavalieri dell’ordine gerosolomitano. Sbarca nell’isola 600 uomini, armi e vettovaglie. Il  tentativo non porta i frutti sperati.
Agosto settembre Prende parte ad un consiglio di guerra in cui sono studiati piani dettagliati sul prossimo sbarco a Malta. Con la fine dell’assedio ottomano il gran maestro Jean Parisot de la Vallette concede al Cardona ed ai suoi discendenti il privilegio dell’ammissione all’ordine senza dover nulla “al tesoro della Religione”.
1568
Febbraio E’ nominato capitano generale delle galee di Sicilia. Detiene tale ufficio per quasi dieci anni portando la squadra da 10 a 22 galee.
1569 Spagna Impero ottomano Si collega con la flotta di Giovanni Andrea Doria per dare la caccia ai corsari barbareschi nelle acque siciliane.
1570
Aprile maggio E’ impegnato nel trasporto di soccorsi alla guarnigione di La Goletta. In due viaggi sbarca circa 1000 fanti, armi (tra cui 3 cannoni) e vettovaglie.
Giugno settembre Con il marchese di Santa Cruz in Sardegna, per imbarcarvi la fanteria italiana di Sigismondo Gonzaga (1500 uomini) destinata a combattere nelle galee di Giovanni Andrea Doria contro i turchi. A settembre è segnalato nell’isola di Candia (Kriti) nella baia di Suda (Souda), sempre agli ordini del Doria. Con la caduta di Nicosia (Lavkosia) la campagna volta al recupero di Cipro (Kypros)  ha termine.
1571
Giugno ottobre A Genova con Giovanni Andrea Doria e le squadre di Sicilia e di Napoli (27 galee), in attesa dell’arrivo dalla Spagna del capitano generale della flotta cristiana don Giovanni d’Austria. A La Spezia prende a bordo alcuni contingenti di fanti tedeschi ed italiani. Punta, indi, su Palermo con le 10 galee di Sicilia ed altre 8 di armatori privati genovesi:  vi sono  imbarcati il reggimento tedesco del conte Vinciguerra d’Arco ed i veterani spagnoli stanziati in Sicilia. Il grande numero di fanti presi a bordo provoca gravi problemi sanitari.  Ad agosto Giovanni di Cardona si trova a Napoli con 27 galee; si dirige successivamente su Messina.  Ai primi di ottobre affianca don Giovanni d’Austria a Igumenitza ed a Cefalonia (Kefallinia). E’ destinato  all’avanguardia della flotta cristiana al comando di 8 galee. Si dirige nei pressi delle isole Curzolari, esce dal porto di Petalà e prende parte alla battaglia di Lepanto. Affronta Occhiali in combattimento: l’offensiva del corsaro barbaresco ha inizialmente successo nei confronti dell’ala destra cristiana comandata da Giovanni Andrea Doria. La capitana maltese di Pietro Giustinian è catturata dagli avversari. Si apre una falla in tale  schieramento.  Giovanni di Cardona tenta di resistere con alcune galee. Sopraffatto, viene gravemente ferito; una  gamba rimane ustionata nell’incendio provocato dal fuoco greco alla sua capitana; l’equipaggio è sterminato. Con la vittoria si mette all’inseguimento dei fuggitivi con il marchese di Santa Cruz e Giovanni Andrea Doria.
1572
Settembre Segue don Giovanni d’Austria nei suoi movimenti. Gli è affidato il comando della squadra di riserva.
1573
Aprile luglio Nei primi due mesi è impegnato nel trasportare da Palermo e da Trapani più di 2000 uomini al porto di La Goletta. A metà giugno salpa da Messina con 20 galee, raggiunge Taranto e fa ritorno allo stretto siciliano con 7 compagnie di fanti e viveri in grande quantità.
Ottobre Muove da Marsala per affiancare don Giovanni d’Austria alla conquista di Tunisi. Sbarca nelle acque di La Goletta le truppe destinate a tale operazione. Rimane a sorvegliare la costa tunisina.
1574 Tunisi viene riconquistata dagli ottomani. Il Cardona si prodiga con la sua squadra a portare rinforzi, denaro, vettovaglie ed armi. Tra metà maggio e metà agosto compie almeno tre viaggi da Palermo e da Trapani prima della definitiva sconfitta spagnola. L’ultimo soccorso riguarda l’imbarco su 2 galee di 200 forzati italiani e spagnoli, cui è promessa la libertà nel caso in cui riescano a raggiungere la meta.
1575 E’ preoccupato per le condizioni di usura cui sono sottoposte le galee della sua squadra. Ciò non gli impedisce (aprile) di proporre a Filippo II riprendere il mare per bloccare una flotta turca di 40 navi diretta da Costantinopoli ad Algeri.
1577 Ottiene il comando delle galee del regno di Napoli in sostituzione del marchese di Santa Cruz, chiamato in Spagna a comandarne la flotta.
1578 Spagna Portogallo Naviga con 22 galee di Napoli ed altre 4 di armatori privati lungo le coste calabresi e le isole Eolie. Dopo una sosta a Palermo tocca l’isola di Favignana, la Sardegna e la Corsica. Rientra a Napoli ed a agosto (sempre con le galee di Napoli) appoggia il Santa Cruz contro i portoghesi, contribuendo in modo efficace alla conquista di Setubal.
1590 Scrive (come farà anche tre anni dopo) al re di Spagna Filippo II alcuni rapporti sullo stato delle fanterie tedesche.
………….. Rimane in Spagna.
1597
Luglio Sottoscrive una “Fede a favore dei Cavalieri di Malta”. Ha l’incarico di viceré e di capitano generale del regno di Navarra. Fa, inoltre, parte del consiglio di guerra di Filippo II ed è insignito del titolo di maggiordomo maggiore.
1600 Muore. Sposa Maria di Requesens, sorella di Berengaro, capitano generale delle galee di Sicilia.

CITAZIONI

_”Visse vicino agli ambienti di corte e fu in rapporto di familiarità con Filippo II, come testimoniano le espressioni nelle lettere indirizzate al sovrano…Egli muoveva dalla convinzione che la Sicilia era “la frontiera dell’impero contro il nemico”..e che perciò nei mari di Sicilia si combatteva per la sicurezza della Spagna. Per questo volle fare  della flotta del Regno uno strumento manovrabile e potente non solo per numero di unità, ma anche, e soprattutto, per qualità di comandanti di ciurme e di fanterie imbarcate. Ma in questo suo sforzo di potenziare la flotta di Sicilia dovette contrastare con la penuria di denaro e di uomini adatti a formare equipaggi qualificati (considerava poco adatte al combattimento sulle galere le fanterie italiane, meno esperte e meno combattive di quelle spagnole).” Scichilone

 

Previous articleCuso di Gabriele
Next articleDamergi Rais