BIAGIO ASSERETO

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BIAGIO ASSERETO Di Genova. Signore di Serravalle Scrivia.

1385 ca. – 1456

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1408 E’ nominato scrivano del podestà di Porto Maurizio.
1413 Milano Re d’Aragona

Comanda una galea inviata dai genovesi in soccorso della regina di Napoli Giovanna d’Angiò.

1421

Esercita l’attività notarile nella ratifica di alcune convenzioni, fra Genova ed il duca di Milano, per il recupero di alcune fortezze da parte di quest’ultimo.

1423 Milano Re d’Aragona

Viene eletto cancelliere della repubblica con l’annalista Giovanni Stella. Arma una galea che lotta contro gli aragonesi in favore della regina Giovanni d’Angiò. Diviene proprietario ed appaltatore di navi al servizio della repubblica.

1426
Gennaio Milano Firenze

Fa parte di una squadra di 4 galee genovesi che, comandata da Bartolomeo Giustiniani, dà la caccia a tre corsari fiorentini: Andrea Marino, Giuliano Torpiano e Pietro Verro. A fine mese si imbatte in costoro a Porto Maurizio e con la sua galea riesce ad avere la meglio sulla nave del Verro.

1427
Settembre

E’ inviato con 4 galee, di cui 2 comandate da capitani catalani, una dallo stesso Assereto ed una da Giovanni di Montaldo per contrastare Domenico Campofregoso ed i fiorentini che, partiti da Pisa, stanno desolando le coste liguri. Le 4 galee combattono gli avversari al largo delle Cinque Terre, tra Vernazza e Monterosso. Il signore di Monaco Giovanni Grimaldi si salva in alto mare con la sua galea, mentre altre 2 sono catturrate. Uno degli equipaggi, quello di Francesco Fieschi, trova scampo sulla spiaggia di Vernazza; il savonese Antonio Falcone, armatore dell’altra, è catturato ed impiccato con diversi altri corsari a Capo di Faro a Genova.

1428 Podestà di Recco.
1429

Ha l’incarico di commissario nel territorio di Portofino dopo che la località è stata tolta dai genovesi ai Fieschi.

1430 Ha il comando delle galee di Genova.
……………… Rappresenta Genova in un trattato di alleanza con Lucca.
………………

E’ ripetutamente eletto cancelliere della repubblica. Diviene amico dell’umanista Jacopo Bracelli.

………………

Viene utilizzato come ambasciatore presso i Visconti, i Savoia ed altri signori.

1435
Luglio Milano Aragona

Si muove in soccorso di Francesco Spinola, assediato dagli aragonesi in Gaeta. Prima di salpare  Biagio Assereto sale su tutte le navi per controllarne l’armamento e le condizioni dei soldati.

Agosto

E’ inviato in soccorso di Gaeta al comando di 13 navi e di 3 galee sulle quali sono imbarcati non più di 2400 uomini. La flotta nemica è, invece, composta di 14 caracche e di 13 galee con 6000 armati. Superata una burrasca avvista gli avversari al largo di Terracina. Non cerca lo scontro proponendosi solamente di rifornire di vettovaglie i difensori di Gaeta. Rifiuta di trattare con il re Alfonso d’Aragona che vorrebbe farlo allontanare dietro la promessa di lasciare liberi i difensori alla sua conquista della città. Il combattimento avviene presso l’isola di Ponza e dura dieci ore. La squadra genovese si schiera in linea di fronte; in modo analogo si comporta quella aragonese, almeno inizialmente. L’armata avversaria si avventa contro le navi di Biagio Assereto  scompaginandone la formazione. La capitana aragonese, la “Magnana”, si batte con la capitana genovese; nel contempo, quest’ultima viene attaccata da un’altra nave a sinistra, da poppa è assalita da una terza, a prua da una quarta. All’inizio dello scontro, secondo le disposizioni dell’ Assereto, 3 galeoni si allontanano come per darsi alla fuga, spariscono dietro Ponza per piombare, in un secondo momento, inattesi sugli avversari. I genovesi si gettano all’arrembaggio; giungono i 3 galeoni di riserva che puntano tutti sulla capitana di Alfonso d’Aragona. Il re d’Aragona è costretto a scendere sotto coperta a causa delle frecce che piovono dai genovesi. Il re di Navarra si arrende a Galeotto Lomellino ed il suo esempio è seguito da altri. Alla fine anche il sovrano aragonese deve cedere, specie dopo che l’Assereto ha fatto aprire a colpi d’ascia la coperta per crivellare di colpi i difensori rifugiativi. Sono catturati il re Alfonso d’Aragona, il re Giovanni di Navarra, il gran maestro dell’ordine di San Giacomo, il duca di Sessa, Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Giosia Acquaviva, Menicuccio dell’Aquila, Antonio Gaetani, Francesco Pandone ed altri cento nobili. Delle galee nemiche 9 sono catturate, una è data alle fiamme, una è affondata e solo 2 riescono a salvarsi dalla cattura. I morti sono 600 fra gli aragonesi e 90 fra i genovesi. 5000 uomini, catturati in combattimento, sono rilasciati senza il pagamento di alcuna taglia. Dopo un rapido tentativo di occupare Ischia, la flotta ritorna a Genova. In coda naviga la capitana di Biagio Assareto con a bordo i prigionieri di rango. Invece di raggiungere la città come avviene per il resto della flotta, per ordine di Filippo Maria Visconti punta su Savona, ove consegna al luogotenente ducale il re d’Aragona e gli altri suoi “ospiti” che saranno, alfine, condotti a Milano. Il fatto provocherà in Genova un fortissimo risentimento nei confronti del Visconti. Nonostante tutto un ricchissimo bottino viene sbarcato in città ove si faranno in continuazione, per tre giorni, solenni processioni. Nell’occasione i più famosi umanisti dell’epoca, come Ciriaco Anconitano, l’Astesano, il Filelfo ed il Vegio, conosciuti da Biagio Assereto alla corte milanese, gli indirizzano le loro lodi. Fra tutti emerge un carme latino di Enea Silvio Piccolomini (il futuro Pio II). 

Novembre

Il duca di Milano conferisce a Biagio Assereto il feudo di Serravalle Scrivia e gli consegna una delle chiavi del tesoro sottratto ad Alfonso d’Aragona. Questa verrà riposta nella cattedrale di Genova, la chiesa di San Lorenzo.

1436

Biagio Assereto diviene uomo di fiducia del duca di Milano; gli rivela i termini della congiura di Francesco Spinola e della sua alleanza con i veneziani. I genovesi si ribellano ai viscontei e favoriscono la causa di Renato d’Angiò contro quella di Alfonso d’Aragona fatto liberare dal duca di Milano: l’Assereto si ritira nei suoi feudi di Serravalle Scrivia.

………………… Frequenta a Milano la corte viscontea.
1440
Aprile Milano Venezia

E’ sconfitto da Stefano Contarini in una battaglia navale che si svolge nel lago di Garda a Torbole. Lo scontro dura tre ore. Su 19 navi ai suoi ordini, 3 galee, 4 fuste ed una barbotta cadono nelle mani dei veneziani. Biagio Assereto si salva a stento nel porto di Riva del Garda. 200/500 sono gli uccisi tra i viscontei, mentre, tra le loro file, altri 410 sono fatti prigionieri.

1445
Aprile
Si trasferisce a Milano in qualità di consigliere ducale.
1447
Marzo
Viene inviato con la flotta fluviale verso Cremona per sostenere l’azione di Foschino Attendolo, minacciato dai veneziani per l’improvviso voltafaccia di Francesco Sforza nei confronti della Serenissima.
1448
Luglio

Prende parte alla battaglia di Casalmaggiore contro i veneziani. La flotta della Serenissima, guidata da Andrea Querini e da Niccolò Trevisan, si trova sotto il fuoco visconteo da entrambe le rive del Po. Nella battaglia navale i veneziani perdono 32 galeoni, 2 galee grosse, 2 galee sottili e 34 navi da trasporto.

………………… Ricopre l’incarico di podestà della Repubblica Ambrosiana.
1450
Marzo

Sottoscrive a Milano un bando per la convocazione dell’assemblea generale, dalla quale esce proclamato Francesco Sforza, come nuovo duca di Milano.

………… Si ritira a Serravalle Scrivia.
1452
Luglio

Complotta con gli Adorno, favorevoli all’ instaurazione in Genova del dominio sforzesco. Si incontra al riguardo con Raffaele e Paolo Adorno.

……….. Milano Genova I genovesi depredano i suoi territori.
1454

Con l’abate di Precipiano, gli Spinola di Arquata ed i Ratt cerca di impadronirsi del territorio di Vignale Monferrato ai danni dei signori di Lonate. Francesco Sforza gli ingiunge la restituzione del maltolto.

1456
Aprile

Muore a Serravalle Scrivia o a La Spezia. E’ sepolto nella chiesa arcipresbiteriale di Serravalle Scrivia.

CITAZIONI

-“Benché fusse ignobile di sangue, era di molta isperienza nella maritima.” Summonte

-“Uomo che si aveva acquistato gran fama per avere buona cognizione delle cose marittime.” A. Giustiniani

-“Huomo ignobile di sangue, ma di molta esperienza e virtù nelle guerre marittime.” Di Costanzo

-“Espertissimo huomo di cose maritime; ma notario di palazzo, che per haver’ havuto poco innanzi il capitanato d’una galea, et con quella havea preso un’altra galea…s’haveva acquistato nome di valoroso.” Collenuccio

-“Capace uomo di mare…Uomo d’armi, dalle quali riconobbe tutta la sua gloria, l’Assereto, pur non nutrendo pretese di letterato, sentì sinceramente le aspirazioni culturali del suo secolo e, nel suo desiderio profondo di gloria e di affermazioni mondane, mostrò di condividerne le tendenze e gli atteggiamenti più caratteristici.” Balbi

-“ Vir quidem humili genere ac loco natus, ceterum praeclara victoria, ac excelso animo preditus, rerum maritimarum peritissimus.” Bizari

-” Nato di parenti plebei..fu in questi tempi molto essaltato…Et havendo navigato assai tempo diventò nelle battaglie maritime esperto.” Foresti

-“Marino de gran nombradia.” Condeminas Mascarò

“Uomo di grande riputazione nelle imprese navali.” Denina

“Guerriero e duce espertissimo nelle cose del mare.” Grillo

“D’umile condizione, ma rinomato per le sue imprese sul mare.” Von Platen