Moretti Giovanni

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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GIOVANNI MORETTI (Giovanni Moretto, Moretto da Nizza, Mouret) Di Villafranca (Villefranche), nel nizzardo. Corsaro con patente del duca di Savoia.

+1564

Anno, meseStato, in proprioAvversarioAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1550Duca SavoiaFrancia Impero ottomano

Corsaro con patente del duca Carlo di Savoia. Scorre il mare per suo conto ai danni di turchi e di francesi. Naviga a bordo della “Moretta” che inalbera lo stendardo con la croce argentea in campo rosso dei duchi di Savoia. Con il fratello, Melchiorre di Belmonte e Pierone Foresta salpa da Nizza (Nice) a bordo di una galea di sua proprietà alla testa di un equipaggio di 160 uomini e 300 rematori tra schiavi turchi e prigionieri francesi. In pochi mesi naviga presso quasi tutte le rive dell’impero ottomano in Europa ed in Africa traendone prede d’ogni parte. Incomincia dal Ponente. Entra nel porto di Bona (Annaba) battendo bandiera francese; invita a pranzo i maggiorenti della città e li rapisce a bordo della sua nave. Leva le ancore e libera i malcapitati commensali solo dietro il pagamento di un congruo riscatto. A Bougie (Bejaia) si impadronisce di una galeotta di corsari barbareschi e libera 15 cristiani. Alle Seccagne (le secche di Kerkenna) cattura diversi pescatori di corallo; presso Tagiora dà la caccia ad alcuni piccoli bastimenti; in questo caso si accosta talmente alla spiaggia da potere colpire con l’archibugio i cavalli ed i cavalieri accorsi sulla riva per fronteggiarlo. All’isola di Cimbalo (Zembrah) attacca una grossa nave armata di 10 cannoni e difesa da 60 turchi: la combatte per tutta la notte; degli avversari, il mattino seguente, rimangono vive solo tre persone, due turchi ed un ebreo. A Capo Matapan (Akra Tainaron) in Levante, abborda 2 vascelli carichi di grano. In tutte queste fazioni colui che oppone resistenza viene passato a fil di spada; carico e navi sono venduti a Palermo. Giovanni Moretti sottomette un’altra imbarcazione turca; nel proseguimento delle sue scorrerie, nelle acque dell’isola di Candia (Kriti), sequestra la nave veneziana del capitano Bernardi: non la rilascia se non quando il Bernardi stesso gli chiede scusa e non gli fornisce informazioni sulle galee turche ferme a Rodi (Rodhos). Si dirige, poi, verso la Morea e sotto Modone (Methoni) blocca una galea algerina, in navigazione per Costantinopoli (Istanbul), che sta trasportando nella capitale ottomana un ambasciatore del sultano; nel contempo si impossessa di uno schierazzo sul quale sono caricati panni scarlatti. A Cefalonia (Kefallinia) investe 2 galeoni turchi che devono raggiungere all’isola di Gerbe (Djerba) il corsaro Dragut con un carico  di frumento. Trasporta con sé le ultime navi verso Nizza; al largo, dopo tre giorni e tre notti di combattimento, si appropria di altri 2 bastimenti. Ritorna a Bougie, controllata dagli spagnoli, ed è invitato a pranzo dal governatore Luigi di Peralta; a Tripoli, presidiata dai cavalieri di Malta, cena con il balivo Pietro Nunez di Herrera; a Malta, si incontra con il gran maestro dei cavalieri. Nel rientro a Nizza, carico di bottino e di gloria, viene accolto con grandi feste dalla popolazione. In un anno il suo guadagno tra navi, prigionieri, merci e denaro trafugato ascenderà a 30000 ducati. Sono liberati dalla schiavitù 80 cristiani. Nella sua spedizione solo il magistrato del porto di Crotone ha messo sotto sequestro le sue prede con l’accusa di avere corso il mare anche a danno degli alleati.

1551
AgostoFranciaImpero

Milita agli ordini di Leone Strozzi e combatte per i francesi contro gli imperiali. Affianca il capitano fiorentino in un’azione a Barcellona.

1556
FebbraioFranciaImpero

Ha il comando di una delle 4 galee condotte da Piero Strozzi a Civitavecchia per combattere gli imperiali a favore di pontifici e francesi.

OttobreDuca Savoia

Scontento del trattamento ricevuto e del ritardo delle paghe si appropria di una galea di Piero Strozzi. Ritorna a Villafranca (Villefranche), si presenta al conte di Frusasco, nuovo governatore di Nizza, e ritorna al servizio del duca Emanuele Filiberto di Savoia.

1557
GennaioIn proprioImpero ottomano

Ritorna alla guerra di corsa contro i turchi. Fa scalo a Malta ove è accolto con gran favore dal gran maestro. Giunge nell’isola anche una galea pontificia, comandata dal Fouroux, che ha avuto l’incarico da Piero Strozzi di recuperare la sua galea e di catturare Giovanni Moretti. Il corsaro nizzardo si porta in Levante, seguito dal Fouroux e dal cavaliere di Malta Aumale. Giovanni Moretti si avvicina fiducioso alle due galee; sale a bordo di quella del Fouroux e viene prontamente fatto prigioniero. La sua galea è subito abbordata.

Febbraio

Viene condotto a Malta e vi viene incarcerato dal gran maestro Claudio de la Sengle per suoi precedenti atti di pirateria; anche il suo rivale, il Fouroux, viene messo in prigione.

Aprile

Il duca di Savoia interviene a suo favore presso i cavalieri dell’ordine gerosolomitano; altre pressioni a lui favorevoli vengono da parte di Andrea Doria; il re di Francia ed il papa Paolo IV, viceversa, chiedono la sua punizione.

Maggio

Giungono da Civitavecchia 2 galee per prelevarlo. E’ liberato il Fouroux; a quest’ultimo viene consegnata la galea di cui Giovanni Moretti si è a suo tempo appropriato ai danni di Piero Strozzi.

Settembre

Viene lasciato fuggire da Malta dal nuovo gran maestro Jean de la Vallette. Ripara in Sicilia.

…………In proprioVenezia

Sulla fine dell’anno ritorna a scorrere in Levante: si appropria di 5300 ducati in spezie predati sulla nave Zubriana, armata a Cattaro (Kotor): l’imbarcazione è attaccata davanti all’isola di Sapienza (Sapientza) nel corso di un suo viaggio verso Alessandria (Al Iskandariyah).

1558
Maggio

Rientra a Nizza;  reclama invano dai cavalieri dell’ordine gerosolomitano di essere rimesso nella proprietà della galea che gli è stata sottratta a suo tempo. La controversia durerà sino agli ultimi suoi giorni.

1560
GennaioDuca Savoia

Milita agli ordini di Andrea Provana. La squadra sabauda è composta di 3 galee: la capitana “Sole” di 25 banchi con cinque rematori per banco; la “Margherita” pure di 25 banchi, però con quattro rematori per banco e la “Piemontesa. Nel mese salpa alla volta di Marsiglia con la “Margherita”; accompagna Andrea Provana che a bordo della capitana ospita il duca di Savoia Emanuele Filiberto. Davanti a Monaco le navi sabaude sono salutate da salve di artiglieria.

Giugno
Viene catturato con la sua galea da 8 galeotte turche verso il capo di Saint-Hospice nei pressi di Villefranche.
Ottobre dicembreIn proprioCorsari barbareschi Venezia
Liberato, salpa da Villefranche con 2 galee, la capitana “Sole” che comanda con  Andrea Provana e la “Margherita” affidata a Giovanni Battaglino. Punta su Napoli per collegarsi con la squadra delle galee spagnole di Juan de Mendoza e con quella genovese di Giovanni Andrea Doria. Avvista alle Saline una galeotta disalberata di 20 banchi: chiede inutilmente il permesso al Mendoza ed al Doria di muoversi nottetempo da solo per dare la caccia all’imbarcazione barbaresca. Allorché Juan de Mendoza e Giovanni Andrea Doria decidono di rinviare la missione attraversa il golfo di Taranto, tocca Gallipoli e scorre nelle acque veneziane. Nei pressi di Cefalonia (Kefallinia) assale la “Mazzona”, proveniente da Alessandria (Al Iskandariah) e carica di merci appartenenti a commercianti turchi. Si sposta nelle acque di Zante (Zakinthos) ed assale la “Avonola”, una nave candiotta carica di lino, formaggi e sale; lancia i suoi uomini all’abbordaggio. Tutto viene messo a sacco, le casse sono aperte a colpi d’ascia: prima di abbandonare il battello costringe lo scrivano di bordo a sottoscrivere un documento con il quale si dichiara cjhe le merci prelevate sono state regolarmente pagate e che i veneziani trovati a bordo non sono stati maltrattati. A dicembre rientra a Messina e da qui fa ritorno a Villefranche con un ricco bottino. Ne nasce un caso diplomatico in cui il Senato della Serenissima se la prende in particolare con Giovanni Moretti, già autore in passato di azioni piratesche nei confronti dei veneziani. Al termine della diatriba il duca di Savoia risarcisce i veneziani dei danni subiti e promette di punire i colpevoli. Andrea Provana è riconfermato nel suo incarico con uno stipendio annuo di 1800 scudi e Giovanni Moretti è nominato “veedor” (vale a dire ispettore e controllore) della squadra sabauda con uno stipendio annuo di 300 scudi.
1562
GiugnoIn proprioCorsari barbareschiNaviga nelle acque di La Ciotat. Dà la caccia  ad una fusta barbaresca.
1564Muore.

CITAZIONI

“Rinomato corsaro nizzardo.” Manuele

“S’era acquistato nome di gran marinaro e valoroso”. Giovan Andrea Doria

-“Moretto, gran bel nome per un pirata, da mettere assieme a quello del feroce Barbarossa. L’istinto era lo stesso: correre i mari e fare bottino… Rappresenta (per il duca di Savoia Emanuele Filiberto) l’uomo che della vita di mare sapeva tutto, che conosceva i fondali al largo di Tunisi come il numero di nerbate da affliggere alla schiena di un vogatore pigro.” Moriondo

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