NAVI DA BATTAGLIA VENEZIANE PRESENTI NEL MEDITERRANEO DAL 1670 AL 1700

Tab. 2   NAVI DA BATTAGLIA VENEZIANE PRESENTI NEL MEDITERRANEO DAL 1670 AL 1700 CLASSI TONNELLAGGIO 1670               n. navi  000 t. 1675               n. navi  000 t. 1680                n. navi  000 t. 1685               n. navi  000 t. 1690                n. navi  000 t. 1695               n. navi  000 t. 1700               n. navi  000 t. 1501 – 2000 2            3.4 2            3.4 2            3.4 3            5.1 4            6.8  6            10.4 13            22.6 1OO1 – 1500 –              – 3            3.6 4            4.8 8            9.6 8            9.6 10           12.6  9             11.4 … Leggi tutto

PIRATI, CORSARI E LORO CACCIATORI NEL MEDITERRANEO (XIII° SECOLO – XVII° SECOLO)

Fusta portoghese, incisione colorata a mano dall'Itinerario di Jan Huygen Linschoten.

“Al pari dell’omicidio, la pirateria è una delle più antiche manifestazioni umane di cui si conservano tracce.” Philip Gosse

  PREMESSA

Per David Albulafia il Mediterraneo è noto in inglese e nelle lingue romanze come il mare “tra le terre”; per i romani è il “mare nostrum”, per i turchi il “mar bianco” (Akdeniz), per gli ebrei il “grande mare” (Yam gadol), per i tedeschi il “mare di mezzo” (Mittelmeer) e, forse, come “grande verde” è chiamato dagli egizi. Per la maggior parte della storia dell’uomo  il Mediterraneo è stato il mare fondamentale della civiltà. Nel contempo,  pressoché da sempre, esso è pure stato il centro di molteplici attività, tra le quali, sin dall’inizio, un intenso traffico piratesco ai danni del commercio marino, congiunto  con razzie a terra finalizzate al traffico degli schiavi. Recenti ricerche storiche rivelano che verso il 1200 A.C. il Mediterraneo orientale è stato tormentato da instabili alleanze di mercenari e pirati, all’occorrenza capaci di schierare flotte ed eserciti atti a saccheggiare i centri costieri della Grecia e della Siria come Pilo e Ugarit. Omero, in un brano dell’Odissea, narra di una sfortunata azione compiuta da Ulisse sulle coste egiziane, alla maniera “dei pirati che, come ricorda Tucidide, svolgevano un’attività a quel tempo non indegna di uomini dabbene.” (Bettalli).

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