Scarinchio/ Scarincio

Indice Anagrafico dei corsari operanti nel Mediterraneo:

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SCARINCHIO/SCARINCIO (Battista Aicardi, Scarrinxo) Di Porto Maurizio. Per alcune fonti è provenzale. Pirata e corsaro.

+ 1465 ca.

Anno, meseStato, in proprioAvversarioAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1449GenovaMilita al servizio dei genovesi con 2 navi.
1454AngiòRe d’Aragona

Si unisce con i corsari provenzali per scorrere sulle coste catalane ai danni degli aragonesi. Si spinge nel golfo di Napoli con 2 galee ed una galeotta. Cattura numerose imbarcazioni. Si dirige successivamente alla volta della Calabria con l’intenzione di depredare le navi cariche di derrate provenienti dalla Sicilia.

1455In proprioFirenzeCrea non pochi problemi alle autorità genovesi con gli attacchi pirateschi da lui condotti soprattutto nei confronti della navigazione mercantile fiorentina. Salpa dai porti della Corsica, controllati ufficialmente dal Banco di San Giorgio, nei quali non esita a mettere in vendita i bottini ricavati dalle sua razzie. I fiorentini, a loro volta, si avvalgono del servizio di altri corsari come Anechino Corso (Nardo Anechino) e Giovannetto di Nonza, i quali, dalla loro base di Porto Pisano, infestano le acque tra la Corsica, l’isola d’Elba ed il canale di Piombino.
1457Genova           In proprioRe d’Aragona  Firenze

 Viene assunto dai genovesi per forzare le maglie del blocco navale posto alla città dalla flotta catalana di Bernardo Villamarina. Nell’estate assale nuovamente le navi fiorentine. A settembre si impadronisce di un’imbarcazione di Pisa che trasporta formaggi, burro e frumento, caricati a Palermo, per un valore di 6000 ducati. Le merci trafugate sono vendute a Savona ed a Genova. La sua azione costringe il governo genovese a segnalare ai fiorentini che è stato assoldato solo per combattere i catalani.

…………….In proprioRe d’Aragona

Con una galea ed un brigantino provoca gravi danni nelle acque di Los Alfanques alla foce dell’Ebro; naviga nelle acque di Blanes e cattura un legno di Barcellona con a bordo un carico di vino; a questa azione seguono la conquista di altre due/tre barche. Si impossessa pure di un’imbarcazione nel porto di Soller.

1458
Aprile In proprioRe d’Aragona

Ad aprile desola ancora la costa catalana nei pressi di Barcellona. La morte del re di Napoli Alfonso d’Aragona (giugno-luglio) ed il conseguente sbandamento della flotta del Villamarina costretto a ripiegare verso la Catalogna, lo libera assieme a Giuliano Gattilusio da ogni vincolo. Continua così a scorrere le acque del Mediterraneo occidentale continuando a creare continui problemi al governo genovese.

1459
FebbraioIn proprioRe d’Aragona

Salpa da Marsiglia (Marseille) con 2 galee. Il suo arrivo sulle coste catalane provoca l’allarme da Barcellona a Maiorca (Mallorca).

MarzoGenovaNapoliE’ assoldato per due mesi dai genovesi con 2/3 galee.Gli è riconosciuto un soldo di 6000 lire genovesi. Con altre 8 galee rinchiude in Noli il Villamarina. Il rivale si ritira rapidamente per non restare intrappolato nel porto.
MaggioSi impadronisce di un vascello a flauto (liuto) di Peniscola.
Luglio

Conduce la guerra di corsa nelle acque di Pisa. Avvista una galea aragonese, la insegue e dopo un lungo combattimento la conquista. la nave è condotta a Genova.

AgostoScorrazza lungo le coste della Sardegna con le sue 3 galee.
1460
GennaioAngiòNapoli

Lascia Marsiglia con la flotta provenzale (14 galee, compresa la sua). Si trova di scorta ad un convoglio di 6 navi cariche di munizioni per favorire nel regno di Napoli la causa di Giovanni d’Angiò ai danni del re Ferrante d’Aragona.

Marzo aprile

Alla difesa di Genova. Ad aprile si impadronisce di una nave catalana con mercanzie a bordo del valore di 6000 ducati. Il bottino è venduto a Genova. Nello stesso mese si sparge la voce che sia stato catturato in mare da alcune galee aragonesi.

Maggio

Viaggia nel Tirreno di conserva con il Martello ai danni del naviglio aragonese. 

Sett.

Si imbatte nella squadra di Bernardo Villamarina che gli dà la caccia fin nei pressi di Genova.

Dic.

Prosegue sempre nella guerra di corsa.

1461

…………..

Incrocia nel mare tra Napoli e Genova con 12 vele causando gravi perdite ai mercanti fiorentini. Il bottino è venduto in Africa. E’ dato incarico a Filippo Tornabuoni, capitano fiorentino delle galee d’oriente, di salpare da Messina per dargli la caccia.

LuglioSi trova a fine mese a Genova per imbarcare i soldati francesi costretti ad abbandonare il Castelletto
Settembre/ NovembreA Savona con 7 galee provenzali. E’ diretto verso il regno di Napoli. Si ancora tra la foce del Garigliano e Pozzuoli. Scorre di fronte a Gaeta. A fine mese si porta a Sessa Aurunca. Imbarca sulle sue navi il gran siniscalco di Provenza Ferry de Vaudemont ed altri nobili filoangioini da trasportare tutti in Francia. A novembre fa scalo a Savona; prosegue per la Provenza. Sempre in tale mese si impadronisce di una nave catalana le cui mercanzie sono vendute a Genova.
1462
Gen.AngiòNapoli
Sempre al servizio del re di Provenza Renato d’Angiò salpa dai porti della Corsica per attaccare alcune imbarcazioni appartenenti ad alcuni mercanti fiorentini. Sbarca in Provenza e l’Angiò fa liberare i prigionieri. Questi ultimi raggiungeranno a loro volta Porto Pisano a bordo di una galea provenzale.
Lug.Viene catturato nelle acque provenzali dall’ammiraglio del re di Francia Luigi XI Jean de Villages. E’ accusato di informare i genovesi sui movimenti dei francesi.
1463AngiòNapoliE’ segnalato a Marsiglia dove Giovanni d’Angiò sta armando una flotta di 15 galee destinate a combattere gli aragonesi nel regno di Napoli.
1465Muore.

CITAZIONI

Celebre corsaro. Heers

-“Utilizzato (dai genovesi) anche in qualità di portaordini grazie alla sua abilità nello sgusciare fra le maglie del blocco navale…Probabilmente il più famoso e pericoloso pirata genovese del XV secolo, le cui imprese turbarono i sonni dei membri del governo genovesi per lunghi anni.” Basso

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