Mami Arnaut

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ARNAUT MAMI (Ali Mami) Albanese. Rinnegato. Corsaro barbaresco. Dey di Algeri. Nipote della regina di Fez (Fès).

+ 1600 ca.

Anno, mese Stato, in proprio Avversario Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1563/1567 Impero ottomano Genova Malta Salpa da Algeri agli ordini dell’Occhiali con 16 navi. Assale una località della Corsica sono fatte prigioniere una ventina di persone. Ad aprile prende parte con 9 legni ad alcune scorrerie sulla costa ligure. A fine mese affianca l’Occhiali in uno sbarco a terra nei pressi di Porto Maurizio e nella successiva spedizione nell’entroterra, che si conclude con la cattura di 300/400 persone radunate sulla spiaggia degli Aregari in attesa del loro riscatto. Nell’aprile 1567 una sua galeotta è catturata da Mathurin Romegas. 60 turchi sono catturati e 70 schiavi cristiani sono liberati dal remo.
1575 Settembre In proprio Spagna

Alla testa di una squadra di galeotte algerine attacca nel golfo del Leone la galea spagnola “El Sol” nella quale è imbarcato Miguel de Cervantes, in navigazione assieme con 2 feluche. Nonostante l’intrepida difesa degli spagnoli, molti dei quali muoiono in combattimento, la nave non sfugge ai corsari. I turchi tolgono ai prigionieri tutti i loro vestiti e li lasciano completamente nudi; dalle feluche prelevano tutto ciò che è trasportabile. Tali imbarcazioni sono fatte arenare lungo la costa della Camargue per avere modo più tardi di andarle a recuperare.

1578
Marzo In proprio

Parte per la corsa a fine mese con 8 galeotte comandate rispettivamente da Mussa Safi, un turco, da Morat Rais, un rinnegato francese, dal Gaucho, un rinnegato veneziano, da Yussef, un rinnegato napoletano, e da Daurdi, Mami e Dali Mauri, tutti e tre di origine greca.

1580
Aprile In proprio Chiesa

Incrocia nel litorale toscano. Con 2 galeotte appoggia  Mourad quando costui, nelle vicinanze di un basso promontorio, si impossessa della capitana e di un’altra galea pontificia.

………………… In proprio Spagna

Punta sulla Sardegna. Sbarca ad Iglesias, penetra in Oristano e vi cattura 700 abitanti. Costoro sono raccolti nell’isola di Mal di Ventre per essere poi condotti in catene ai mercati di vendita. Si volge, indi, verso la Spagna; scende a terra nei pressi di Barcellona e si appropria di un’altra cinquantina di persone parimenti ridotte in schiavitù. Si reca nelle vicinanze di Alicante e conduce in Barberia 2000 moriscos appena liberati dagli spagnoli.

1581/1583

Le sue 7 galeotte sono bene armate; la capitana ha 100 uomini in soprannumero. Diviene dey di Algeri.

1585 In proprio  Genova Naviga di conserva con altre 4 galeotte; la sua dispone di 23 banchi e di 115 uomini di equipaggio. Si muove al largo della Toscana. Dopo un’infruttuosa incursione a terra nell’isola di Capraia, prosegue verso la Corsica. A San Cipriano è intercettato dalla squadra di galee genovesi guidata da Francesco Grimaldi. Gli avversari si impadroniscono della galea di Mussa Safi. Arnaut Mami riesce a sfuggire alla cattura con le altre 3 galeotte, una di 22 banchi e 2 di 21.
1586
Agosto In proprio Venezia

E’ alla testa di almeno 5 galeotte (per alcune fonti sono 12 o 14) ed opera nel Mediterraneo occidentale. Si impossessa di 2 marcigliane veneziane.

1594
Maggio In proprio Venezia

In viaggio di corsa nel tratto di mare tra Sebenico (Sebenik) e Spalato (Split) con 2 galeotte: attacca di notte una galea veneziana fermatasi a Bagosvizza. Approfitta dell’assenza del suo comandante Marino Gradenigo, sceso a terra con altri gentiluomini;  si impossessa della nave con il favore del vento e scompare nella notte.

1599 In proprio Toscana

Ha il comando di una galeotta. Viaggia di conserva con altre 2 unità dello stesso tipo (comandate rispettivamente da Amet Bey e da Cafer Lari) lungo la costa africana. Naviga in direzione di Capo Bon. Si imbatte nella squadra stefaniana di 5 galee comandata da Marcantonio Calefati. Cerca di prendere il largo mentre le altre 2 galeotte continuano la loro rotta. All’improvviso Amet Bey punta verso il litorale mentre l’imbarcazione di Cafer Lari seguita a navigare verso oriente a tutta voga. Mami Arnaut si salva dalla cattura perché Marcantonio Calefati decide di concentrare la sua attenzione sulle altre 2 galeotte. Muore verso il 1600 circa.

CITAZIONI

-“Ad Algeri, Miguel de Cervantes fu venduto a un apostata greco che, esaminando il suo prigioniero, gli scoprì addosso una lettera di raccomandazione di Don Juan d’Austria. Don Juan, governatore dei Paesi Bassi e fratellastro del re di Spagna, era uno degli uomini più in vista d’Europa; il greco ne concluse che aveva fatto un buon affare e domandò un forte riscatto. Nel frattempo il futuro autore di “Don Chisciotte” era stato messo in catene e trattato con la maggiore severità. Cervantes, impaziente, mal sopportava la prigionia e non cessava di architettare piani di evasione. Tutti i suoi tentativi fallirono, mentre la sorveglianza si faceva sempre più stretta. Una volta fu sul punto di riuscire: aveva nascosto una cinquantina di fuggiti, per la maggior parte gentiluomini spagnoli, in una grotta ed era riuscito a rifornirli per sei mesi. Nel contempo sii era accordato col fratello, il cui riscatto era stato pagato nello spazio di due anni dal padre, perché fosse spedita una nave alla ricerca dei fuggiti. la nave arrivò e il gruppo stava apprestandosi a partire allorché fu dato l’allarme e il tentativo fallì. Coraggiosamente Cervantes si addossò l’intera responsabilità e rifiutò di compromettere i suoi compagni. Il vice re Hassan, un mostro di crudeltà, minacciò lo spagnolo di tutte le torture immaginabili per sapere i nomi di quelli che l’avevano aiutato nel complotto, ma il moro non riuscì a strappargli una sola sillaba. Hassan fu così impressionato del coraggio del prigioniero che, anziché punirlo, lo acquistò dal suo padrone, il greco. Ancora una volta Cervantes fu sul punto di riuscire, ma all’ultimo momento venne tradito da un monaco domenicano. Finalmente, dopo cinque anni, mentre stava per essere condotto a Costantinopoli, dove Hassan era stato richiamato, arrivò il padre Juan Gil con il riscatto e Cervantes fu restituito alla libertà.” Gosse