Filicaia da Alessandro

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1835

ALESSANDRO DA FILICAIA Di Firenze. Cavaliere di Santo Stefano.

  • 1640 ca.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1624

 

 

 

Marzo

Chiesa

 

Viene nominato a Civitavecchia luogotenente di Carlo Barberini che ha ottenuto il comando supremo della squadra pontificia per la sua parentela con il papa Urbano VIII.  Alessandro da Filicaia conserverà tale incarico fino al 1627.

Luglio

 

 

Lascia a Civitavecchia 2 galee, quelle comandate dai capitani più giovani, con il compito di provvedere all’armamento di 2 nuove galee; con le rimanenti 3 della squadra si dirige a Napoli.

Agosto

 

 

Getta l’ancora nel porto di Napoli e scambia i saluti con Diego Pimentel che comanda le 8 galee del regno. Alessandro da Filicaia viene invitato a porsi alla caccia di Hasan Agà sulle coste sarde.

Settembre

Chiesa

Corsari barbareschi

Si muove con Diego Pimentel alla ricerca di Hasan Agà; a metà mese si incontra a Portoferraio con 4 galee dei cavalieri di Santo Stefano comandate da Ottavio da Montauto. Quest’ultimo accetta di unirsi alla spedizione contro il corsaro algerino: le 15 galee viaggiano di conserva verso la Sardegna ed attraversano le bocche di Bonifacio.

Ottobre

 

 

Ai primi del mese i tre capitani avvistano all’isola di San Pietro il vascello ammiraglio di Hasan Agà senza che essi siano intravisti dall’avversario. Si decide di attaccare la nave ammiraglia del corsaro con le 3 capitane e 4 galee sottili; le altre 8 galee si devono gettare, due a due contro i 4 vascelli loro più vicini. I vascelli barbareschi non si possono muovere a causa della bonaccia; le galee, al contrario, si avvicinano loro spinte dai remi. Il mattino seguente 7 galee napoletane speronano l’ammiraglia nemica nella chiglia; la capitana di Diego Pimentel resta confitta nello scafo di quest’ultima con il suo rostro. Segue l’arrembaggio degli attaccanti, reso più difficoltoso dal fatto che le galee sono più basse del bordo del vascello. 300 uomini, senza schiavi o forzati da badare, combattono 1000 aggressori divisi in sette gruppi, distratti per lo più dal compito di dovere anche sorvegliare le loro ciurme. Al terzo assalto il Pimentel viene ferito mortalmente da un colpo di archibugio al petto. Le galee pontificie e quelle toscane si allargano secondo la linea dell’asse maggiore badando a non esporsi alla batteria dei fianchi nemici. Non così i napoletani che cercano di disimpegnare lo sperone della loro capitana tranciandolo a colpi d’ascia. Intanto gli altri quattro gruppi affrontano i rispettivi avversari. Dopo tre ore di combattimento si arrendono 2 vascelli e resistono i 2 petacchi; il vascello ammiraglio di Hasan Agà viene colpito dal fuoco convergente di 7 galee, è disalberato e la sua resistenza diventa sempre meno efficace. Molti uomini di Hasan Agà si danno alla fuga gettandosi in mare; il corsaro barbaresco entra nella santabarbara, accende una miccia e chiama le galee avversarie chiedendo facendo intendere di volersi arrendere. Nello stesso tempo sale in fretta su una saettia,  si fa condurre all’ultimo vascello con il quale si dà alla fuga verso Algeri. Alessandro da Filicaia ed Ottavio da Montauto non fanno accostare le loro navi all’ammiraglia; salgono sulla coperta solo alcuni soldati catalani per darsi al saccheggio: costoro saltano in aria ed il vascello affonda. Tre frati cappuccini, catturati in precedenza dal corsaro algerino, sono salvati in mare. La battaglia ha termine dopo dieci ore: un vascello è affondato, 2 sono catturati assieme con i petacchi, uno è riuscito a fuggire con Hasan Agà a bordo; sono recuperati i bastimenti predati. Sono uccisi o muoiono annegati 400 turchi; 200 vengono fatti prigionieri con il rais in seconda; 60 cristiani sono liberati dalla schiavitù. Tra le forze collegate i morti sono 60 (tra soldati e marinai) ed i feriti 200. La sera le tre squadre entrano nel porto di Cagliari con al traino i 4 vascelli corsari. Da qui Alessandro da Filicaia ed Ottavio da Montauto navigano con le loro capitane verso la Corsica e l’isola d’Elba, mentre il resto delle galee pontificie e toscane prosegue verso Napoli per scortare le galee napoletane con il feretro del Pimentel. A metà mese il Filicaia ritorna a Civitavecchia. La bandiera di combattimento di Hasan Agà, raccolta dai marinai romani tra i rottami del vascello ammiraglio, è dal Filicaia portata a Roma per essere collocata, dopo una solenne processione, nella chiesa di San Bonaventura alle pendici del Quirinale.

1625

 

 

 

Febbraio

 

 

A Civitavecchia per armare 5 galee.

Marzo aprile

 

 

Accompagna la legazione del cardinale Francesco Barberini inviato in Francia per la risoluzione del problema della Valtellina. Oltre il seguito del prelato (55 persone) soono caricati sulla capitana anche una mula bianca, il cocchio di gala ed i relativi cavalli da tiro; i bagagli sono invece trasportati da Roma a bordo di alcune feluche. Sulla padrona trovano posto 31 passeggeri, sulla “Santa Lucia” 30 persone, sulla “San Bastiano” 25, sulla “San Pietro” 24. Altri passeggeri vengono imbarcati a Livorno ed a Genova. A Livorno, si congiungono alla squadra pontificia anche 2 galee toscane capitanate da Ludovico da Verrazzano. Da Genova Alessandro da Filicaia prosegue per effettuare una discesa a terra a Savona. Ai primi di aprile oltrepassa la rada di Vado Ligure, Capo di Noli e Finale Ligure; costeggia il resto della Riviera di Ponente; per ogni luogo toccato le sue navi sono ovunque salutate da salve d’artiglieria (San Remo 10, Ventimiglia 22, Mentone 8, Castellaro 12, Monaco 22); la capitana risponde sempre ai tiri amichevoli quando con due, quando con tre colpi. Tocca Villafranca (Villefranche) nel nizzardo; il viaggio prosegue lungo le coste francesi finché una tempesta obbliga la squadra a fermarsi a Saint-Tropez. Riprende la navigazione e nel canale di Hières 3 galee francesi vengono incontro alla nave in cui si trova il legato. Durante le operazioni di avvicinamento in ciascun bastimento si suonano le trombe e si onorano gli ospiti con 4 tiri; la capitana pontificia risponde con 3 colpi. Alessandro da Filicaia fa rotta su Tolone (Toulon) dove viene abbandonato da Ludovico da Verrazzano.

Giugno

Chiesa

Francia

Si unisce a Civitavecchia con 33 galee di Spagna, Napoli e Sicilia per soccorrere Genova,  minacciata dai francesi.

Luglio

 

 

Recupera Albenga ed Oneglia i cui difensori si arrendono agli spagnoli; ottiene Porto Maurizio.

Ottobre

 

 

A fine mese dopo un vano incontro tra i cardinali Barberini e Richelieu, si presenta a Siforno con 8 galee (5 pontificie e 3 toscane) per prendere a bordo il cardinale legato. Salpa dalla località con i precedenti ospiti cui si sono congiunti altri 75 passeggeri imbarcati in Francia.

Novembre dicembre

 

 

A metà mese si trova a Porto Creso nell’isola di Hières; con il vento di ponente sono superate le isole, Nizza (Nice), Monaco, Ventimiglia, altre località rivierasche tra le solite continue salve di artiglieria fino a Savona. Fuori dal porto viene incontrata la flotta spagnola con il marchese di Santa Cruz imbarcato sulla capitana di Sicilia. A fine mese, giunte disposizioni da Roma, lascia la città (dove peraltro nessuno ha avuto il permesso di scendere a terra) con il cattivo tempo. Tocca Genova, Chiavari, Lerici, Portovenere e Portofino; in tale centro si ha il raddoppio delle salve in quanto il convoglio vi trascorre due notti. Ai primi di dicembre giunge a Livorno dove si verifica un nuovo incontro con le autorità: il cardinale scende a terra per essere accolto dal granduca. Alessandro da Filicaia raggiunge Civitavecchia mentre il legato punta su Roma via terra.

1626

 

 

 

Febbraio aprile

 

 

Ha nuovamente l’incarico di scortare con le sue galee in Spagna il cardinale Francesco Barberini. Salpa da Civitavecchia, tocca nel viaggio Santo Stefano, Portoferraio e Livorno, dove si uniscono al convoglio 3 galee toscane guidate da Ludovico da Verrazzano. Nella navigazione lungo la costa seguono altre mete intermedie quali Portovenere, Genova, Savona ed il litirale della Provenza (Provence): a Saint-Tropez la galea “Santa Lucia”, a causa di una tempesta, si scontra con la padrona toscana. Le galee si riempiono, nel frattempo, di ammalati; anche numerosi passeggeri, che fanno parte del seguito del cardinale, sono colpiti dall’ epidemia. A marzo, il convoglio transita nei pressi di Narbona (Narbonne) ed a metà mese giunge in Spagna: Rosas, Las Palmas e Barcellona sono i porti toccati. Ad aprile con Ludovico da Verrazzano imbarca a Barcellona il cardinale Barberini. La primavera rende ora molto facile la navigazione.

Ottobre

 

 

In premio del suo servizio Alessandro da Filicaia è promosso maestro di campo delle truppe di terra; è  di stanza nella Campagna romana.

1631

 

 

Viene inviato ad Avignone con le fanterie per presidiare la città.

1632

 

 

 

Luglio

 

 

Rientra in Italia con i fanti imbarcato a bordo di 2 galee pontificie comandate da Giovanni Battista Nari.

1640

 

 

Muore.

 CITAZIONI