LA MARINE VENITIENNE FACE A LA MENACE TURQUE 1645-1719

MARINE VENITIENNE

  Venise, ses canaux, sa place Saint Marc et ses Lions, le Rialto, les verres de l’île de Murano  ; ces quelques symboles témoignent de son histoire et de sa puissance passée. Actuellement petite ville touristique (~60000 habitants) luttant contre la montée des eaux, elle a été LA république maritime qui s’est créée un empire … Leggi tutto

LA “LUNA ROSSA” DI GIUSEPPE BAVASTRO

Il nome di Giuseppe Bavastro, marinaio di perizia eccezionale e corsaro astuto e valorosissimo, è oggi quasi del tutto sconosciuto. La sua “colpa” non è tanto quella di essere stato un uomo di principi morali un po’ elastici e avidissimo di denaro, quanto quella di aver appartenuto a quella schiera di italiani che si distinsero … Leggi tutto

NAVI DA BATTAGLIA VENEZIANE PRESENTI NEL MEDITERRANEO DAL 1670 AL 1700

Tab. 2   NAVI DA BATTAGLIA VENEZIANE PRESENTI NEL MEDITERRANEO DAL 1670 AL 1700 CLASSI TONNELLAGGIO 1670               n. navi  000 t. 1675               n. navi  000 t. 1680                n. navi  000 t. 1685               n. navi  000 t. 1690                n. navi  000 t. 1695               n. navi  000 t. 1700               n. navi  000 t. 1501 – 2000 2            3.4 2            3.4 2            3.4 3            5.1 4            6.8  6            10.4 13            22.6 1OO1 – 1500 –              – 3            3.6 4            4.8 8            9.6 8            9.6 10           12.6  9             11.4 … Leggi tutto

PIRATI, CORSARI E LORO CACCIATORI NEL MEDITERRANEO (XIII° SECOLO – XVII° SECOLO)

Fusta portoghese, incisione colorata a mano dall'Itinerario di Jan Huygen Linschoten.

“Al pari dell’omicidio, la pirateria è una delle più antiche manifestazioni umane di cui si conservano tracce.” Philip Gosse

  PREMESSA

Per David Albulafia il Mediterraneo è noto in inglese e nelle lingue romanze come il mare “tra le terre”. Per gli antichi greci il mare rappresenta l’instabilità e la precarietà dell’esistenza umana. “Non esiste, nel mondo antico, una poesia che celebri la bellezza del mare. Tutti ne cantano piuttosto la vastità terribile, l’insidiosa grandezza.”(Ieranò).   Per i romani il Mediterraneo è il “mare nostrum”, per i turchi il “mar bianco” (Akdeniz), per gli ebrei il “grande mare” (Yam gadol), per i tedeschi il “mare di mezzo” (Mittelmeer) e, forse, come “grande verde” è chiamato dagli egizi. Solo nel Cinquecento la cultura occidentale comincia a considerarlo come una fonte di vita fondamentale per la civiltà e non come un luogo di morte, in cui convivono molteplici attività, tutte negative, quali l’insidia della navigazione, un intenso traffico piratesco ai danni del commercio marino e  le razzie a terra finalizzate al traffico degli schiavi. “Al pari dell’omicidio, la pirateria è una delle manifestazioni umane di cui si conservano tracce” (Gosse). Recenti ricerche storiche rivelano che verso il 1200 A.C. il Mediterraneo orientale è stato tormentato da instabili alleanze di mercenari e pirati, all’occorrenza capaci di schierare flotte ed eserciti atti a saccheggiare i centri costieri della Grecia e della Siria come Pilo e Ugarit. Omero, in un brano dell’Odissea, narra di una sfortunata azione compiuta da Ulisse sulle coste egiziane, alla maniera “dei pirati che, come ricorda Tucidide, svolgevano un’attività a quel tempo non indegna di uomini dabbene.” (Bettalli).

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