ARNAUT MAMI

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ARNAUT MAMI (Alì Arnaut). Rinnegato. Di origine albanese. Corsaro barbaresco.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1563

 

 

 

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Impero ottomano

Genova

Salpa da Algeri agli ordini di Occhiali con 16 navi. Assale una località della Corsica; sono fatte prigioniere una ventina di persone.

Agosto

 

 

Prende parte con 9 navi ad alcune scorrerie sulla costa ligure. A fine mese affianca Occhiali in uno sbarco a terra nei pressi di Porto Maurizio e nella successiva spedizione nell’entroterra, che si conclude con la cattura di 300/400 persone radunate sulla spiaggia degli Aregari in attesa del loro riscatto.

1575/ 1582

 

 

 

Settembre

In proprio

Spagna

Nel settembre 1575 incrocia sulla costa francese con 2 galeotte. Cattura nel golfo del Leone la galea spagnola “El Sol” sulla quale viaggia,  Miguel de Cervantes, ed il fratello di quest’ultimo Rodrigo, che da La Goletta sono diretti in Spagna. Nonostante l’intrepida difesa dei marinai, dei quali molti sono uccisi, la nave non sfugge al corsaro barbaresco. Appena saliti a bordo i corsari, capeggiati da Arnaut Mami, tolgono ai prigionieri tutti i loro vestiti e li lasciano completamente nudi. Il futuro scrittore, catturato con il fratello Rodrigo ed il governatore di la Goletta Pedro Diaz, viene condotto schiavo ad Algeri e sarà liberato dopo cinque anni dal padre trinitario Giovanni Gil, mediante il pagamento di un riscatto di 500 scudi. Le 2 feluche, che hanno viaggiato di conserva con la galea spagnola, sono  parimenti catturate e fatte arenare sulla costa della Camargue per essere, successivamente, recuperate in un secondo momento. A fine marzo 1578 parte per la corsa con 8 galeotte comandate dal turco Mussa Safi, dal rinnegato francese Morat Rais, dal rinnegato veneziano Gaucho, dal rinnegato napoletano Yussef, nonché da altri 3 corsari di origine greca quali Daurdi, Mami e Dali Mauri. Nel 1582 si trova alla testa della taifa di Algeri. Prende il mare con 14 galee; la crociera dura due mesi; è percorso tutto il Mediterraneo; il rientro ad Algeri avviene con un solo prigioniero, un cristiano cieco catturato nell’isola di Tursia. Il pascià Ramadan ordina ai corsari di Algeri di non danneggiare le navi francesi in quanto la Francia è, al momento, alleata dell’impero ottomano. Si ribella all’ingiunzione; è sconfitto ed è costretto ad abbandonare la base corsara.

1584/1585

In proprio

Venezia Genova

Una galea veneziana (primi di maggio) getta l’ancora a Bagosnizza sulla costa dalmata per trascorrervi la notte. Il capitano Marino Gradenigo ed altri gentiluomini scendono a terra. La galea è assalita da 2 galeotte condotte da Arnaut Mami; i corsari, con il favore del vento, trasportano la nave fuori dal porto e scompaiono nella notte. Nel 1585 naviga di conserva con altre 4 galeotte; la sua galeotta dispone di 23 banchi e di 115 uomini di equipaggio. Si muove al largo della Toscana. Dopo un’infruttiosa incursione a terra all’isola di Capraia, si dirige verso la Corsica. A San Cipriano è intercettato dalla squadra di galee genovesi condotta da Francesco Grimaldi. Gli avversari si impadroniscono della goletta di Mossa Soffi. Arnaut Mami riesce a sfuggire alla cattura con le altre 3 golette (una di  22 banchi e 2 di 21).

CITAZIONI

-“Ad Algeri, Miguel de Cervantes fu venduto a un apostata greco che esaminando il suo prigioniero gli scoprì addosso una lettera di raccomandazione di Don Juan d’Austria. Don Juan, governatore dei Paesi Bassi e fratellastro del re di Spagna, era uno degli uomini più in vista di Europa; il greco ne concluse che aveva fatto un buon affare e domandò un forte riscatto. Nel frattempo il futuro autore di “Don Chisciotte” era stato messo in catene e trattato con la maggiore severità. Cervantes, impaziente, mal sopportava la prigionia e non cessava di architettare piani di evasione. Tutti i suoi tentativi fallirono, mentre la sorveglianza si faceva sempre più stretta. Una volta fu sul punto di riuscire: aveva nascosto una cinquantina di fuggitivi, per la maggior parte gentiluomini spagnoli, in una grotta ed era riuscito a rifornirli di viveri per sei mesi. Nel contempo egli si era accordato col fratello, il cui riscatto era stato pagato nello spazio di due anni dal padre, perché fosse spedita una nave alla ricerca dei fuggitivi. La nave arrivò e il gruppo stava apprestandosi a partire allorché fu dato l’allarme e il tentativo fallì. Coraggiosamente Cervantes si addossò l’intera responsabilità e rifiutò di compromettere i suoi compagni. Il vice re Hassan, un mostro di crudeltà, minacciò lo spagnolo di tutte le torture immaginabili per sapere  i nomi di quelli che l’avevano aiutato nel complotto, ma il moro non riuscì a strappargli una sola sillaba. Hassan fu così impressionato del coraggio del prigioniero che, anziché punirlo, lo acquistò dal suo padrone, il greco. Ancora una volta Cervantes fu sul punto di riuscire, ma all’ultimo momento venne tradito da un monaco domenicano. Finalmente, dopo cinque anni, mentre stava per essere condotto a Costantinopoli, dove Hassan era stato richiamato, arrivò il padre Juan Gil con il riscatto e Cervantes fu restituito alla libertà.” Gosse