Verney John

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FRANCIS VERNEY (John Verney) Di Claydon, Buckinghamshire. Baronetto. Rinnegato. Corsaro.

 1584 – 1615 (settembre)

 

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1600

 

 

Perde la madre a quattro anni. Il nuovo matrimonio del padre, Edward de Penley, avrà molta influenza nella sua vita futura. Il padre, morendo, lascia l’eredità a lui ed al fratellastro Edward, fatti salvi i diritti della seconda moglie. Nel 1600, per volontà della matrigna, donna dal carattere risoluto, sposa Ursula St. Barbe, di dodici anni, figlia di costei. E’ avviato a studiare al Trinity College di Oxford.

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Ad Oxford si fa notare per l’aspetto simpatico, il suo coraggio personale ed il lusso delle vesti. Divenuto maggiorenne, si rivolge al Parlamento per ottenere la revoca di alcune ordinanze, fatte approvare dalla matrigna che lo privano della fortuna paterna. E’ nominato baronetto. Si indebita pesantemente; lo zio deve intervenire a suo favore per soddisfare i suoi creditori.

1606

 

 

 E’ coinvolto in uno spaventoso litigio con la matrigna (nonché sua suocera) circa i diritti di proprietà di un piccolo terreno. La disputa approda in Parlamento.

1608

 

 

Autunno. Perde il contenzioso sull’eredità con la matrigna, litiga con la moglie, vende tutti i suoi beni, compreso il castello di famiglia di Claydon ed abbandona l’Inghilterra.

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Toscana

Algeri

John Verney si reca inizialmente a Gerusalemme dove sperpera parte del suo patrimonio; vagabonda per l’Europa, si batte più di una volta in duello e dissipa quanto gli rimane del suo denaro. Quando non ha più un soldo decide di unirsi con un parente, il capitano Richard Gifford, che ha il comando di una compagnia di 200 avventurieri inglesi che combattono al servizio del pretendente al trono del Marocco, Muley Sindan. Dopo la definitiva sconfitta di quest’ultimo Richard Gifford ritorna alla guerra di corsa. 

1609

 

 

 

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In proprio

Inghilterra

Incrocia i mari con la “La Fortune”. Cattura 3 o 4 navi inglesi provenienti da Poole nel Dorset ed una da Plymouth. 

Marzo

 In proprio

Francia

Si collega con il Bonel; insieme i due corsari catturano un vascello francese della marineria di Le Havre con un carico di vino di Bordeaux destinato alla tavola del re Giacomo Stuart. Al Capo di San Vincenzo (Cabo de Sao Vicente) si imbatte nel vascello del corsaro francese Beaulieu- Persac. Gli si avvicina pensando che si tratti di una nave mercantile fiamminga. Inizia l’abbordaggio; appena si accorge dell’errore si dà prontamente alla fuga. A novembre si impadronisce di un’altra ricca preda. Il re d’Inghilterra è tanto allarmato dalla sua attività da inviare una nave da guerra per scortare un convoglio di mercantili inglesi in rotta per il Levante.

1610

 

 

 

Estate autunno

 

 

Alla fine del primo semestre vive a Tunisi e fa parte del gruppo di rinnegati che ruota attorno a John Ward. Nell’autunno ritorna alla guerra di corsa ed acquista in breve una fortuna di 4000 corone. A dicembre l’ambasciatore veneziano a Tunisi riferisce che John Verney ha abiurato alla fede cristiana per convertirsi all’Islam. Si accompagna a John Ward e dà il suo contributo alla cattura di 2 navi mercantili provenienti da Lisbona e dirette in Italia.

1611

 

 

Viene segnalato a Firenze. Inizia la sua parabola discendente. Perde 2 navi su 3 e si trova a vivere in povertà pesantemente indebitato con i turchi.

1613

In proprio

Spagna

Catturato da alcune galee siciliane al largo della costa dell’isola, è ridotto in schiavitù; per due anni viene messo al remo di una galea.

1615

 

 

 

Settembre

 

 

Riscattato da un gesuita inglese dietro la promessa di riconvertirsi alla fede cattolica, vive a Messina. E’ gravemente ammalato secondo il viaggiatore scozzese John Lighgow: quest’ultimo lo va a visitare in punto di morte privo di qualsiasi desiderio di vivere.  Si è trovato in condizioni tanto miserabili che per sopravvivere è stato costretto ad arruolarsi come soldato semplice. Muore a Messina ai primi del mese nell’ospedale di Santa Maria della Pietà. Un mercante inglese, John Watchin, provvede alla sua sepoltura nei terreni dell’ospedale; avrà, inoltre, cura di spedire a Claydon, residenza dei suoi antenati nel Buckinghamshire, tutti i suoi residui beni personali tra cui il turbante, i mantelli, le babbucce ed un ritratto. Questi ricordi sono tuttora conservati nel castello di Claydon.

 CITAZIONI

 

-“Grande e coraggioso inglese” Da una relazione di John Lighgow.

 

“There is a splendid portrait of him as a young man at the great family home of Claydon. Now attributed to Myttens, it shows a handsome young man in slashed hose, silken jacket, high boots and elaborately embroidered gauntlet gloves. Also preserved at Claydon in his purple Turkish robe and cap…Verney remained a Mediterranean pirate, but apparently not a very successful one.” Lloyd

 

“We find something romantic in Sir Francis Verney, a singularly despicable character.” Fisher

 

-“Un marchand britannique, John Watchin, rapporte les quelques objets qu’il possédait. Comparé a la fortune de Ward, Verney n’avait que deux paires de babouches, un baton de pèlerin, un caftan, un turban et un anneau émaillé. Ces objets alimentoront le souvenir d’un grand voyageur, la pirateterie étant pudiquement mise de coté.” P. Hrodej

 

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