Romegas Mathurin

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MATHURIN ROMEGAS (Mathurin d’Aulx de Lescaut-Romegas, Maturino di Lescut). Guascone. Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Appartenente ad un ramo cadetto della famiglia d’Armagnac.

1528 – 1581 (novembre)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1546

 

 

 

Dicembre

 

 

Entra nell’ordine dei cavalieri di Malta a diciotto anni.

1547

 

 

 

Aprile

Malta

Impero ottomano

Partecipa a fortunate imprese in Levante ed in Ponente.

1555      

Ottobre

 

 

A fine mese si trova nel porto di Malta a bordo di una galea. Sta dormendo nella zona poppiera della sua nave quando una tromba d’aria si abbatte sull’isola; alle navi in porto sono strappate gli alberi delle galee. All’alba tutte e 4 le galee dell’ordine galleggiano capovolte sull’acqua:  giunge il Gran Maestro dell’ordine gerosolomitano Jean de la Vallette a visionare nella rada il disastro. I soccorritori, accorsi con barche nel tentativo di cogliere segni di vita, riescono a sentire un rumore che proviene dall’interno di uno scafo e liberano dalle catene alcuni forzati al remo. Mathurin Romegas viene tratto in salvo con diversi cavalieri: tutti hanno passato la notte aggrappati alle travi con l’acqua fino al mento giungendo all’estremo limite delle loro forze. Il primo essere ad uscire dalla nave è la mascotte, una scimmia. Quando le imbarcazioni sono ricapovolte con l’impiego di botti galleggianti risulta evidente l’entità del disastro. Sono recuperati i cadaveri di 300 schiavi musulmani, morti annegati, ancora incatenati ai banchi. Il papa farà aprire la prigione di Napoli per colmare i vuoti derivanti dalla perdita di tanti rematori. A seguito di questa esperienza il sistema nervoso di Mathurin Romegas rimarrà permanentemente lesionato: da quel momento, si dice, che le mani gli tremino al punto tale che non riesce a bere da un bicchiere senza versarne il contenuto.

1556

 

 

 

Agosto

Malta

Corsari barbareschi

Ha l’incarico di luogotenente nella galea del cavaliere Melac (Pierre de Gozon). A fine mese  quest’ultimo lascia Napoli con 5 galee e naviga verso l’isola di Gerbe (Djerba).

Settembre

 

 

Giunge all’isola di Stromboli con la flottiglia di Melac. Sono avvistate 3 galeotte (di cui la maggiore è a 22 banchi) comandate da Succuli Rais. Costui finge di arrendersi; quando vede che i maltesi vogliono investirlo con il rostro urla che i rematori sono cristiani. Nel contempo il corsaro fa cambiare ritmo di voga alle sue navi e si dà alla fuga approfittando della relativa diminuzione di voga dei suoi antagonisti.  Melac conquista 2 galeotte, una condotta dal turco Deli Nasuf ed una dal rinnegato Morat Rais. Sono liberati dal remo 200 cristiani; molti mori e turchi prenderanno il loro posto al remo.

1557

 

 

 

Giugno

Malta

Impero ottomano

Ricopre ora l’incarico di luogotetente di Antonio di Tezan detto Venasque. Arma una galeotta e scorre in Levante. Con la sua presenza spaventa gli equipaggi di 2 grosse navi turche cariche di mercanzie; si impossessa di entrambe dopo che i marinai sono fuggiti a terra con la scialuppa di salvataggio.

Luglio

 

 

Rimorchia a Malta i 2 bastimenti.

1558

 

 

 

…………………………

 

 

Gli viene confermato dal Gran Maestro dell’ordine gerosolomitano il comando della galeotta. Fa la spola con la Sicilia per rifornire di vettovaglie Malta nella previsione di un attacco da parte di Dragut.

Maggio

Malta

Tripoli

Con Gil d’Andrade sbarca a Malta alcune compagnie di fanti arruolati in Italia. Scorre lungo le coste tripoline;  fa buone prede.

1559

 

 

Desola le coste africane ai danni di Dragut; presta soccorso agli avversari del corsaro barbaresco come al re di Cairuan.

1560

 

 

 

Giugno

Malta

Impero ottomano

Si imbarca per Messina con 2 galee;  in tale località inizia ad armarne un’altra. Giunge a Capo Passero ed alla volta di Siracusa. Alla Torre Longina sono appostate 2 galeotte turche comandate da Barbarossa e da Ionus Rais. I maltesi della galea “Santa Marta” vengono colti alla sprovvista; l’intervento di Mathurin Romegas con la “Corona” vale a respingere i turchi. I due corsari barbareschi si nascondono nei boschi.

Luglio

 

 

A Messina. Arduino di Castillion, che comanda le 2 galee con le quali ha viaggiato di conserva, sta per morire a causa di alcune ferite. Mathurin Romegas teme che il fratello di quest’ultimo voglia appropriarsene: informa il Gran Maestro dei suoi sospetti.  Da Malta giungono 4 galee per prenderne possesso perché esse sono di proprietà dell’ordine. Mathurin Romegas vara negli stessi giorni la “San Gabriele”;  a fine mese rientra a Malta con le 7 navi.

Settembre

 

 

Viene spedito a Rodi (Rodhos) con Gil d’Andrade. I due corsari viaggiano con 2 galee, la “San Gabriele” e la “Santa Fede” nelle quali sono imbarcate alcune spie che devono scendere nell’isola: nello stesso tempo devono esserne prelevate  altre da Rodi per avere informazioni sui movimenti della flotta turca. Al momento della partenza  Romegas litiga con Gil Andrade per chi debba avere la preminenza nella spedizione: il Gran Maestro dà ragione al più anziano dei due cavalieri, l’Andrade. I due corsari salpano da Malta; raggiungono le acque di Rodi; durante la navigazione catturano solamente uno schierazzo all’isola di Milo (Milos). Riparano ad Otranto dopo avere patito molto freddo.

1561

 

 

 

…………………………

Malta

Impero ottomano

Si dirige con la “San Gabriele” (di proprietà del Gran Maestro) sulle coste africane. Investe il caramussali turco di Osman Rais carico di legname atto alla costruzione di galeotte; lo disalbera. La nave avversaria affonda dopo un’estrema resistenza tanto  che rimangono in vita solo nove turchi. Mathurin Romegas rientra a Malta. Riprende il mare e cattura un altro caramussali carico di merci proveniente da Tripoli: sono ridotti in schiavitù 32 uomini per lo più mori.

Marzo

 

 

Avute notizie sulla cattura di Vincenzo Cicala e sui movimenti di Dragut rientra a Malta.

Agosto

 

 

Riprende il mare con altre galee maltesi agli ordini di Melac.

Settembre

 

 

Scorre isolatamente in Levante mentre il resto della squadra si congiunge in Sicilia con gli spagnoli di Marcantonio del Carretto principe di Melfi. Compie un’audace azione dal Capo Buonandrea fino alla foce del Nilo. Mette a sacco vari vascelli e se ne appropria di uno, senza alcun carico a bordo, spedito da Kara Mustafa, capitano delle galee della guardia di Alessandria (Al Iskandariyah), per imbarcare  frumento. Quando Mathurin Romegas viene informato che nelle  stesse acque sta per dirigersi lo stesso Kara Mustafa con 3 galee preferisce allontanarsi. Naviga ora alla volta di Cipro (Kypros) e della Caramania (Keraman) con la guida del pilota Cicco Pisano. Si impadronisce di vari vascelli mercantili con le stive ancora vuote; cattura gli equipaggi e vende i relativi marinai come schiavi ad alcuni greci. Si rifornisce d’acqua potabile ad Antiochia;  abborda un caramussali turco che poco tempo prima ha recuperato uno dei vascelli da lui conquistati in precedenza. Incrocia sempre le coste della Caramania;  fra Scandaloro e l’Alia si imbatte nella germa di Dormus Rais di Satalia (Antalya), distanziatasi dal convoglio mercantile che da Alessandria è diretto a Costantinopoli (Istanbul). La germa è difesa da 150 turchi e da 90 mori armati di archibugi ed archi. Allorché gli ottomani si accorgono di essere assaliti da una sola galea decidono a loro volta di abbordare l’imbarcazione di Mathurin Romegas. I maltesi colpiscono con le loro artiglierie la germa; la nave inizia ad affondare. Alcuni turchi, saliti in una barca per raggiungere terra,  sono catturati; altri cercano di salvarsi a nuoto. Nella nave vengono uccisi dall’artiglieria 40 uomini e molti altri sono feriti.  Romegas carica i feriti, le donne e gli anziani su una barca e li lascia liberi; gli altri, 300 uomini, sono ridotti in schiavitù compresi due ambasciatori inviati a Rostan Pascià. Il carico della germa supera il valore di 100000 ducati; poiché il corsaro non ha spazio nelle stive affonda la nave con il suo carico. Permette ad uno degli ambasciatori di inviare a terra un suo messaggero per raccogliere il riscatto di alcune migliaia di ducati: il denaro non giungerà mai. Tra i prigionieri vi è pure una donna, favorita della sultana, che sta ritornando da un pellegrinaggio dalla Mecca.

Ottobre

 

 

Lascia il Levante ed a fine mese si porta a Mazara del Vallo per acquistare  frumento da trasportare a Malta.

1562

 

 

 

Luglio

 

 

Naviga con 2 galee per caricare frumento in Sicilia. Giunto a Pozzallo di notte viene a conoscenza che verso Capo Passero si trova una galeotta corsara turca di 23 banchi. Invia in avanscoperta una fregata per farsi avvistare ed inseguire dagli avversari. La galeotta si accorge della presenza delle 2 galee maltesi e si dà alla fuga. L’inseguimento dura per centottanta miglia; la notte seguente Mathurin Romegas persevera nell’azione e con l’aiuto del vento può avvicinarsi alla nave barbaresca con la galea “Santa Marta”. Alla galeotta, condotta dal rinnegato calabrese Cociuf Isuf, si rompe l’albero per lo sforzo sostenuto. Il corsaro barbaresco non si perde d’animo, si getta contro la prima galea e viene ucciso mentre tenta d’abbordarla. Periscono nello scontro venti turchi; altri 130 vengono avviati al remo. Il giorno successivo  Romegas entra in Malta con al traino la galeotta. Sono liberati 150 schiavi cristiani destinati al serraglio di Costantinopoli (Istanbul).

1563

 

 

 

Maggio

 

 

Si porta in Levante con il cavaliere La Motta per spiare ancora una volta i movimenti della flotta ottomana. A fine mese dà alle fiamme una nave di Lindo (Lindhos) con a bordo un carico di vino, che sta conducendo a Rodi numerosi turchi.  Si dirige nelle acque di Scarpanto (Karpathos) e si imbatte in un galeone di Satalia, appartenente a Seyd Mohamet Ogli, che da Alessandria si sta recando a Costantinopoli assieme ad  una germa carica di riso. La seconda nave è catturata; il galeone si appresta alla difesa e combatte molte ore. Il vascello è preso solo con il favore della bonaccia a seguito di un lungo bombardamento; affonda, infine, con le sue ricchezze. A bordo è catturato il sangiacco del Cairo; sono fatti più di 400 schiavi, di cui 250 turchi, il resto, mori. Giunto a Malta è imposto al sangiacco un riscatto di 18000 ducati, parte in denaro e parte in beni trasportati da Alessandria a Messina. Una volta liberato il sangiacco stimolerà il sultano ad agire contro Malta.

Estate

 

 

Sempre con  La Motta si unisce con 4 galee di Sicilia di Luigi Osorio;  si colloca nei pressi dell’isola di Favignana per assicurare la navigazione nelle acque di Trapani.

Settembre

 

 

Le sue 2 galee salpano da Malta; presso Crotone danno la caccia a 2 galeotte di Caragiali: il corsaro avversario si salva nella maggiore delle 2 navi; la minore, di 19 banchi, comandata dal rinnegato albanese Memi Caragia, è catturata con 80 turchi. Vengono liberati dalla catena molti cristiani; questi ultimi conducono la galeotta a Malta. Mathurin Romegas procede verso Navarino (Pilos).

Ottobre

 

 

Incontra un grosso caramussali di Mehedin Rais che sta trasportando in Levante schiavi negri e molte merci: il bastimento è catturato ed è avviato alla volta di Malta con 150 schiavi.

1564

 

 

 

Marzo

 

 

Con 2 galee scorta più volte a Gozo il Gran Maestro in  ispezione alle fortificazioni dell’isola con alcuni balivi.

Aprile

 

 

Salpa ancora una volta per il Levante. Cattura un vascello presso Cerigo (Kithira) e 2 caramussali turchi caricati a Costantinopoli di munizioni e di altri materiali per armare vascelli da corsa. Le navi sono dirette a Tripoli.

Maggio

 

 

Si impadronisce di 3 caramussali carichi di remi, di stoppa e di munizioni diretti a Tripoli e di una nave turca di 1300 salme partita da Tripoli per Costantinopoli con a bordo 113 mori. La nave viene condotta a Siracusa, i caramussali a Napoli.

Giugno

 

 

Si collega con la flotta dei cavalieri guidata da Pietro di Gioù (7 galee). I maltesi vengono a conoscenza che nelle vicinanze di Corfù (Kerkira) è passato un galeone di 4000 salme di portata, chiamato la Sultana, partito da Costantinopoli e diretto a Venezia con un carico di mercanzie pregiate per un valore di 80000 ducati. La nave è dotata di venti cannoni di bronzo ed ha a bordo 200 soldati turchi per lo più archibugieri.

Luglio agosto

 

 

Il galeone, accompagnato da un caramussali, è avvistato tra le isole di Zante (Zakinthos) e di Cefalonia (Kefallinia). L’attacco non è bene organizzato ed è, in sovrappiù ostacolato dall’ emulazione che divide Pietro di Gioù da Mathurin Romegas. La capitana del primo subisce gravi perdite; un fatto analogo si ripete per la capitana del secondo dove un solo colpo di cannone uccide 22 uomini dell’equipaggio. Le altre galee maltesi, tra cui quella di Gil d’Andrade, fattesi più caute dall’esperienza circondano il galeone e fanno in modo che il loro tiro intervellato sia continuo. I maltesi si preparano all’abbordaggio; Bairan Ogli, sfiduciato, si arrende dopo cinque ore di furioso combattimento.  Romegas si avvia con il galeone verso Siracusa e Malta;  prosegue poi per Capo Passero dove sono avvistate 2 galeotte. Si getta al loro inseguimento. Un turco si getta in mare; raccolto dal capitano della “San Giacomo” gli fa sapere come  Dragut sia nei pressi con la sua squadra pronto a tendere un agguato alle galee maltesi ed al galeone trainato. A malincuore il cavaliere francese volta la prua; le 2 galeotte sono salve. La notizia di quella cattura provoca un gran fermento a Costantinopoli anche perché il vascello appartiene a Qapù Aga capo degli eunuchi negri del Gran Serraglio. Romegas riprende il mare dopo che il galeone è stato condotto a Malta. Lungo le coste dell’Anatolia affonda una grossa nave mercantile armata impadronendosi dei passeggeri di alto rango fuggiti dall’imbarcazione. Tra costoro vi sono il governatore del Cairo e l’ex-nutrice della figlia del sultano Solimano, Mihrimah, reduce dal pellegrinaggio alla Mecca. Tre giorni dopo il corsaro francese cattura il governatore di Alessandria diretto a Costantinopoli su ordine del sultano. A Malta con 300 prigionieri. Le sue catture destano tanta indignazione a Costantinopoli che il sultano Solimano decide di preparare un’azione diretta ai danni dei cavalieri di Malta. 

Settembre ottobre

 

 

Alla testa di 2 galee, della galeotta conquistata a Cociuc Isuf, di 2 brigantini e di una fregata si trasferisce nelle acque di Cerigo. E’ agli ordini di Parisot de la Vallette, nipote del gran maestro Jean de la Vallette; la loro guida consiste in un anziano greco di Malvasia (Monemvasia). Fatto rifornimento d’acqua alla Cala del Cerigotto (Antikithira) la squadra è colpita da una forte tempesta; galee e galeotta ne sono rese malconce, i 2 brigantini e la fregata naufragano. La flottiglia dei cavalieri a metà mese giunge nei pressi di Malvasia sulla costa sud-orientale del Peloponneso; i corsari maltesi si appropriano di 2 barche di proprietà di alcuni greci; al fine di avere informazioni è fatto prigioniero un rinnegato. La guida conduce gli uomini della squadra sotto le mura della rocca di Malvasia: i comandanti della missione trovano pericoloso scalarne di notte le mura soprattutto perché mancano vie di fuga in caso di eventi negativi. Per tale motivo la missione termina con un nulla di fatto. Al suo rientro a Malta (ottobre)  Parisot de la Vallette viene ripreso aspramente dallo zio.

1565      

…………………

Malta

Impero ottomano

Mathurin Romegas prende parte alla difesa di Malta a fianco del gran maestro alla testa di 500/800 cavalieri, di 100 sergenti, di 1350 soldati, di 500 schiavi delle galee. Sono pure armati gli abitanti per cui i difensori ammontano ad 8000/9000 uomini.  Romegas si colloca alla posta delle Guve con i marinai ed i soldati della sua galea ancorata all’imboccatura del porto principale.

Maggio giugno    
Esce in perlustrazione con Pietro di Giou per sorvegliare i movimenti della flotta nemica. A fine giugno il forte di Sant’Elmo sta per cedere di fronte all’attacco degli ottomani dopo una restenza durata quasi un mese. Il Gran Maestro permette a cinque capitani, tra cui  Romegas, di affrontare il mare nell’oscurità al fine di prelevarvi il resto della guarnigione sopravvissuta ai numerosi assalti degli avversari. Il tentativo si rivela vano per la sorveglianza della flotta di Piali Pascià (80 galee) di fronte al promontorio su cui sorge il forte. Il forte è conquistato dagli ottomani. Tutti i difensori sono uccisi. I feriti che riescono a trascinarsi in chiesa subiscono la medesima sorte.  nove prigionieri sono allineati al muro come sagome da tiro per essere uccisi dagli arcieri. I cadaveri sono impiccati ad anelli di ferro nelle arcate: sono mozzate loro mani e teste, i petti sono loro squarciati, i cuori strappati. La festa del patrono di San Giovanni è celebrata come al solito nel resto dell’isola. Subito dopo il Gran Maestro decide un immediato atto di rappresaglia. Tutti i prigionieri della guarnigione di Medina sono uccisi, uno al giorno. Più tardi i cannoni del castello di Sant’Angelo apriranno il fuoco ed una raffica di teste umane investirà i turchi al di là del braccio di mare.
Luglio/ottobre    
Alla morte di Francisco Zangonara, che con Melchor de Robles comanda la guarnigione posta su uno sperone che difende il porto, accorre in soccorso dei difensori alla testa di 50 uomini. Costoro con i loro archibugi riescono a respingere l’attacco in corso. All’azione partecipano pure don Federico di Toledo, Vincenzo Carafa e Parisot de la Vallette. Ad ottobre terminano le operazioni di assedio. Secondo cronisti contemporanei tra gli ottomani sono uccisi 30000 uomini; tra i difensori rimangono sul terreno 221 cavalieri (83 francesi, 50 spagnoli, 79 italiani e 9 tedeschi), più di 2500 soldati, 7000 abitanti e 500 schiavi).

1566

 

 

 

Maggio

 

 

Viene inviato con la galea capitana incontro a 12 fregate spedite dal re di Francia in soccorso dei maltesi ancora minacciati dagli ottomani. Si imbatte in costoro a Capo Passero; imbarca in una galea molti avventurieri transalpini che salgono a bordo  per essere condotti a Malta.

Giugno

 

 

Scorta con 2 galee a Messina Giovanni Andrea Doria giunto a Malta per incontrarvi il Gran Maestro Jean de la Vallette.

Luglio

 

 

Imbarca nelle sue 2 galee i numerosi avventurieri francesi (Brissac, Filippo Strozzi e Bellegarde) pervenuti due mesi prima in soccorso di Malta: il pericolo  cessa definitivamente.

Settembre ottobre

Malta

Impero ottomano

Effettua le solite scorrerie in Levante. Rientra a Malta con la notizia della morte del sultano Solimano e dell’ascesa al sultanato di Selim.

1567

 

 

 

Febbraio marzo

Malta

Corsari barbareschi

Giunge a Trapani per visionare i lavori di riparazione di un galeone maltese che ha corso il pericolo di naufragare a causa di una tempesta. Nel rientrare a Malta si impadronisce all’isola di Favignana di 2 brigantini appartenenti ad Hassan Rais ed a Domus Rais. Tutti i marinai sono ridotti in schiavitù. Rientra a Malta per i primi di marzo.

Aprile

 

 

Vaga lungo le coste africane con 2 galee ed una galeotta guidata dal Lussan: ha il compito di mettere a sacco Zuara. A bordo vi sono 500 uomini tra cavalieri e marinai. Il Saint-Aubin comanda le truppe di terra. Un moro conduce i maltesi nella città: sono catturate 60 persone, per lo più donne e bambini che in un periodo successivo saranno quasi tutti battezzati.  Al ritorno,  alle secche di Palo, si impadronisce di  un garbo carico di barracani e di altre mercanzie moresche. Ritorna a Malta con tale nave al traino.

Maggio

Malta

Impero ottomano

Viene inviato alla volta delle isole Strofadi con 2 galee. Tocca il mare di Cerigo: invia in avanscoperta Andrea Bagnasco (capitan Fantone) con un caicco per verificare se in una cala dell’isola vi siano galeotte turche. Ne sono avvistate 2, una di 18 banchi ed una di 20. Andrea Bagnasco si fa inseguire ad arte;  le 2 imbarcazioni incappano nelle 2 galee in attesa delle prede. Il Saint-Aubin si impossessa della galeotta più piccola nella quale è imbarcato il corsaro Kara Borno; è pure fatto prigioniero, nell’occasione, un nipote di Dragut. Mathurin Romegas si avventa sulla galeotta maggiore: i turchi resistono ed uccidono 60 uomini della sua galea tra cui lo stesso Andrea Bagnasco con altri tre cavalieri. Anch’egli è ferito al volto da una freccia. Tayx Mami, che la comanda, si accorge del disordine sorto nella nave maltese a causa di un incendio e cerca, a sua volta, di passare all’offensiva. Ne va all’abbordaggio: interviene il Saint-Aubin in soccorso della capitana; è sparato un colpo di cannone ed è investita la galeotta ottomana. A fine mese Mathurin Romegas rientra a Malta; per sua volontà entrambe le galeotte vengono portate al traino dal Saint-Aubin. Sulle due navi sono ridotti in schiavitù solo 94 turchi; tutti gli altri sono caduti in combattimento. Sono liberati dalle catene 300 cristiani.

…………………………

 

 

In sintesi tra il 1557 ed il 1568, senza tener conto delle sue spedizioni a titolo privato, conduce dieci operazioni di guerra corsara in nome dell’ordine, sia in Levante che nelle coste barbaresche.

1571

 

 

 

Luglio agosto

Chiesa

Impero ottomano

A luglio salpa da Napoli per Messina a bordo della capitana di Marcantonio Colonna di cui ha il comando.  A bordo si trovano anche Ascanio della Corgna, appena nominato maestro generale di campo, e Gabrio Serbelloni capitano generale dell’artiglieria.

Ottobre

 

 

Ai primi del mese naviga per spiare i movimenti della flotta ottomana; avvista l’avanguardia avversaria che sta uscendo dal porto di Lepanto (Navpaktos). In un consiglio di guerra sulla “Real” spinge don Giovanni d’Austria a cercare il combattimento. Prende parte alla battaglia a bordo della galea capitana dello stato della Chiesa. E’ inserito nella squadra azzurra. Mette fuori combattimento una galea avversaria ed interviene a favore della “Real”, l’ammiraglia di don Giovanni d’Austria. Dopo la vittoria interroga i prigionieri; è inviato da Marcantonio Colonna a Venezia con Prospero Colonna.

1572

 

 

 

Agosto

 

 

Affianca Marcantonio Colonna in uno scontro a Zante con la flotta avversaria. Nel 1573 ha l’incarico di commissario dei convogli dell’ordine gerosolomitano.

1575

Malta

Corsari barbareschi

Ha il comando generale della flotta dei cavalieri nel triennio. Prende parte alla spedizione del marchese di Santa Cruz all’ isola di Kerkenna. Depreda una germa ed una maona barbaresche con un ricco bottino di schiavi e di mercanzie. Nell’ambito dell’ordine gerosolomitano è eletto commendatore e grande priore di Tolosa (Toulouse).

1577-1580

 

 

Viene eletto luogotenente del Gran Maestro Jean de la Cassière a seguito di una rivolta dei cavalieri della lingua di Castiglia. Fa pure valere le sue doti militari anche in Francia allorché Biagio di Monluc lo nomina governatore di Lectoure.

1581

 

 

 

Settembre ottobre

 

 

Giunge a Malta dopo un periodo di turbolenze in seno all’ordine il delegato apostolico, monsignor Gaspare Visconti. I cavalieri hanno l’ordine di obbedirgli in quanto rappresentante della Santa Sede. Mathurin Romegas presenta le dimissioni dalla sua carica ed il Gran Maestro la Cassière (che negli ultimi anni è stato praticamente esautorato dallo stesso Romegas) riprende il suo posto. Il corsaro viene invitato a recarsi a Roma per discolparsi. Si imbarca con i suoi fautori in una galea mentre il Gran Maestro lo segue con 300 cavalieri su 3 galee. Sbarca a Pozzuoli ed è ricevuto con pochi attestati di stima. Molto diversa è, viceversa, l’accoglienza riservata al suo rivale.

Novembre

 

 

Muore a Roma ai primi del mese in solitudine abbandonato non solo dai partigiani del suo partito, ma anche costretto dal papa ad umiliarsi di fronte al la Cassière. Si sospetta che sia stato avvelenato. E’ sepolto nella chiesa di Trinità dei Monti. Il mese successivo morrà a Roma anche il Gran Maestro.

CITAZIONI

-“Uomo audacissimo e famoso per le continue battaglie navali sostenute coi barbareschi.” Manfroni

-“Guascone di patria, detto Romegas, uomo potente nella congregazione, e segnalato in battaglie navali.” Maffei

-“Cavalliero di Malta e valente soldato.” Pantera

-Con il Thémérincourt “Sont devenus de véritables personnages de légende dont la tradition orale a gardé le souvenir” Fontenay

“L’un des plus remarquables marins de l’ordre au XVIe siècle.” Engel

-” Il était généreux, splendide, magnifique et libéral et pour entretenir sa splendeur, libéralité et magnificence, s’avisa d’armer deux galères de soi, outre celles de la Religion…Ce fut grand dommage de ce grand capitaine, car après le grand maitre Parisot, ç’a été le premier des siens, que s’il eut été grand maitre, il eut fait de grandes choses.” Brantome

“Prince of knights-errant, scoured the seas in search of prey.” Lane-Poole

-“Romegas accomplit au sein de son ordre une carrière brillante et rapide, s’illustrant autant dans les hauts faits d’armes que dans des épisodes corsaires nombreux qui lui valent la gloire de son vivant et le fait d’etre considéré comme le symbole de la perfection corsaire chevaleresque, en un temps où cette activité domine les relations entre les rives de la Méditerranée occidentale. A tel point qu’il devient difficile de démeler la réalité de la légende…Il est toutefois certain que Romegas fut l’un des plus célèbres chevaliers corsaires de l’Ordre de Malte de la seconde moitié du XVI siècle…Au XVIe siècle, le plus célèbre (corsaro dell’ordine gerosolomitano) est Frà Mathurin d’Aux de Lescout, dit Romegas, qui après l’accomplissement de ses quatre caravanes, entame une carrière maritime ininterrompue depuis les années 1550 jusqu’à sa mort, conduisant la plupart des courses publiques en Barbarie et au Levant entre 1555 et 1570, sans compter tous ses départs à titre privé. Guerrier intrépide, il se distingue particulièrement durant le siège de Malte et la bataille de Lèpante.” A. Brogini

“Il più esperto comandante navale dell’ordine (gerosolomitano)…(Godeva) di una terribile reputazione di marinaio abile, coraggioso e violento. Le madri musulmane lo evocavano come un babau per indurre i figli ad andare a letto; agli occhi dei cristiani demoralizzati, Romegas era una fonte di speranza. Le dicerie intorno alle sue improvvise apparizioni sulle coste della Grecia inducevano le popolazioni locali ad accorrere alle spiagge con donativi di ortaggi e pollame.” Crowley

 “Celebre corsaro.” Barbero