Embriaco Guglielmo

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GUGLIELMO EMBRIACO  Di Genova. Detto Testa di Maglio. Della famiglia Spinola. Signore di Gibelletto (Gubayl), località del litorale libanese a nord di Beirut..

1070 ca. + 1110 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1097

Genova

Egitto

Si impadronisce di San Simeone, l’antica Seleucia, porto di Antiochia (Antakya). Gli equipaggi genovesi occuperanno il porto per circa un anno fino a quando lo scalo non sarà incorporato da Boemondo di Taranto nel principato di Antiochia.

1099

 

 

 

 

 

 

Giugno

Genova

Egitto

Salpa da Genova per prendere parte alla prima crociata. Giunge al porto di Giaffa (Yafo) con 2 galee ed altre 4 navi che molto probabilmente appartengono alla flotta inglese (secondo altre fonti queste sono 6 o 9). Trasporta rifornimenti di vettovaglie ed armamenti, comprese le corde, i chiodi ed i bulloni necessari alla costruzione delle macchine d’assedio. I marinai genovesi sono accolti con un festino a base di pane, vino e pesce. I crociati trascurano il servizio di sorveglianza ed il giorno seguente si trovano circondati da una squadra avversaria. 2 galee riescono, nonostante tutto, a forzare il blocco grazie al vento favorevole ed alla voga dei rematori e sono in grado di raggiungere Laodicea/Lattachia (Al Ladhiqiyah).

Luglio

 

 

 

 

Poiché incombe il pericolo di un attacco islamico da Ascalona (Ashqelon) Guglielmo Embriaco con il fratello Primo procede rapidamente alla distruzione delle 2 galee bloccate nel porto di Laodicea. Il legname è trasportato con gli altri materiali alla volta di Gerusalemme. Il conte di Tolosa Raimondo di Saint Gilles invia di scorta, incontro ai genovesi, due distaccamenti, uno formato da 20 cavalli e da 50 fanti sotto la guida di Geldemaro Carpinel, ed un altro, subito dietro, con 50 cavalli agli ordini di Raimondo Pitet e di Guglielmo di Sabran. Mentre il primo corpo sta attraversando la pianura di Ramlah  viene attaccato dal nemico superiore di forze. Giunge, nel frattempo, il secondo contingente; i musulmani si danno alla fuga ed i crociati possono proseguire la loro strada. Guglielmo Embriaco prende parte ai vari assalti portati alle mura di Gerusalemme. Appronta tre macchine ossidionali con il legname trasportato, in particolare una torre alta tre piani e dotata di ruote: nel primo si trovano coloro che la spingono; nel secondo e terzo sono collocati i combattenti; il piano superiore è dotato di un ponte mobile che permette agli attaccanti di saltare sopra la cinta muraria venendo a contatto con i difensori. La torre è avvolta tutta attorno di cuoio affinché gli assediati non la possano dare alle fiamme. Con l’ausilio dei prigionieri saraceni ne costruisce una similare pure per il conte di Tolosa. Inizia l’assalto alle mura da sud; i difensori rispondono alzando un’antenna che, portando appesa una trave tirata da apposite corde, percuote i mezzi d’assalto. I genovesi, muniti di grandi falci, cercano di tagliare le funi che sostengono il mezzo d’urto. Dalla torre viene lanciato un ponte sulle mura. Guglielmo Embriaco conduce l’attacco finale ed a metà mese entra in Gerusalemme per la porta di Davide. Nei giorni seguenti riconquista Giaffa con il fratello Primo. 

Agosto

 

 

 

 

Prende parte alla battaglia navale che si svolge al largo di Ascalona tra la flotta crociata e quella egiziana.

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Affianca il duca Goffredo di Buglione, appena eletto difensore del Santo Sepolcro, nella battaglia di Ramlah. Il sultano d’Egitto abbandona, vinto, il campo: Guglielmo Embriaco ed il fratello Primo si impadroniscono di un ricchissimo bottino d’oro, d’argento e di gioielli.

Dicembre

 

 

 

 

Acquista una nave e fa rientro a Genova; raggiunge la città la vigilia di Natale. Porta con sé alcune lettere relative alla conquista di Gerusalemme nonché la richiesta di soccorsi del patriarca Daimberto e di Goffredo di Buglione. La lettura dei messaggi provoca immediatamente l’interruzione delle discordie cittadine e l’allestimento di una flotta.

1100

 

 

 

 

 

 

Agosto

Genova

Egitto

Viene eletto tra i consoli di Genova. Parte per la  Terrasanta alla testa di una flotta di 26/27 galee e di 4/6 navi cariche di 8000 crociati: tutte le imbarcazioni sono state armate da privati. A bordo si trova anche il cardinale vescovo di Ostia, nuovo legato pontificio in Terrasanta.

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Viene avvistato dall’ammiraglio bizantino Lantalfo a Capo Maleo. Alla vista delle sue navi l’avversario decide di non attaccarlo e si ritira a Corone (Koroni). I genovesi sbarcano a Laodicea per sostarvi durante l’inverno con la flotta pisana; trascorso tale periodo tutti si avviano al porto di Giaffa e da lì si muovono verso Gerusalemme: sono accolti con tutti gli onori da Baldovino di Fiandra. Da ultimo prendono parte all’assedio di Assur e di Cesarea: Guglielmo Embriaco, in questa circostanza, è il primo a scalare le mura cittadine. Con la sua conquista la località è posta a ferro e fuoco.

1101

 

 

 

 

 

 

Gennaio febbraio

 

 

 

 

Effettua alcuni colpi di mano ai danni dei centri costieri tenuti dai musulmani sulla costa siro-libanese. Durante una di queste spedizioni i genovesi si impossessano di dodici grandi colonne di marmo che ornano il mausoleo dei Maccabei a Modin, presso Lidda. Tali reperti sono perduti in un naufragio nel golfo di Satalia ( o di Antalya). 

Marzo aprile

 

 

 

 

Salpa da Laodicea con la flotta e procede lungo la costa verso il porto di Giaffa. Giunto all’altezza di Haifa (Hefa), a sud di San Giovanni d’Acri, si imbatte nella flotta saracena. La schiva con una manovra per evitare il combattimento. Entra in Giaffa il lunedi di Pasqua. In compagnia del nuovo re di Gerusalemme Baldovino, Guglielmo Embriaco si reca al Santo Sepolcro ed assiste al miracolo che si rinnova ogni anno da quando Gerusalemme è stata liberata dai musulmani: il fatto che le lampade della chiesa si accendano da sole. I riti del pellegrinaggio terminano con la tradizionale abluzione nel fiume Giordano. Subito dopo riprendono i combattimenti.

Maggio giugno

 

 

 

 

Partecipa a varie operazioni belliche; concorre alla conquista di Arzuf dopo tre soli giorni di assedio. Ai genovesi è promesso un terzo del bottino. Assale successivamente Cesarea (Qesari) ove incontra un’ostinata resistenza. A metà mese fa appoggiare le scale alle mura cittadine e si mette alla testa delle truppe. La scala si rompe e tutti coloro che lo seguono cadono per terra. Guglielmo Embriaco si trova isolato; inizia a scalare una torre. Giunto in cima, sempre solo, arringa gli attaccanti dall’alto e li sprona a seguire il suo esempio. I genovesi uccidono tutti i combattenti trovati sulle mura e nelle vie cittadine. Un migliaio di ricchi mercanti si rifugia nella moschea ed ottiene salva la vita in cambio di un forte riscatto. A giugno i genovesi si dirigono con le loro navi sulla spiaggia di San Parlerio, presso Solino, e vi si accampano. Dal bottino viene prelevata la quindicesima parte per ammortizzare le spese di armamento delle galee; il resto è diviso tra gli 8000 soldati a ciascuno dei quali sono consegnati 48 soldi pittavesi (di Poitiers) e 2 libbre di pepe; un’ultima parte, infine, è riservata ai consoli, ai capitani delle galee ed agli altri ufficiali.

Luglio settembre

Genova

Costantinopoli

Sulla strada del ritorno la flotta di Guglielmo Embriaco, carica di ricchezze, viene attaccata presso Itaca  (Ithaki) da 60 galee bizantine in quanto i genovesi hanno combattuto contro città nominalmente facenti ancora parte dell’impero d’Oriente. Le sue navi, nonostante l’inferiorità numerica, tengono testa agli assalitori  costringendoli  a ritirarsi. Secondo un’altra versione le due flotte non si affrontano; fanno insieme scalo a Corfù (Kerkira) da dove l’ammiraglio bizantino si reca a Costantinopoli. Mentre la flotta di Guglielmo Embriaco attende nell’isola il ritorno degli ambasciatori giunge una nuova squadra genovese di 17 navi comandata da Mauro di Piazzalunga e da Pagano della Volta.

Ottobre

 

 

 

 

Fa ritorno a Genova;  vi è accolto in trionfo con i suoi uomini carichi di bottino: nella cattedrale di San Lorenzo viene deposto il catino nel quale, secondo la tradizione, Nicodemo ha raccolto il sangue di Gesù. Si tratta di un calice di pietra verde che secondo le circostanze fu creduto come il Santo Graal o come il piatto usato nell’Ultima Cena. La datazione scientifica ha oggi rivelato che si tratta di un manufatto di arte islamica posteriore. Le gesta di Guglielmo Embriaco sono state immortalate da Caffaro di Rustico di Caschifellone nei suoi Annali.

1102

 

 

 

 

 

 

Febbraio

 

 

 

 

E’ eletto tra i consoli di Genova con il padre, Guido Spinola ed il congiunto Ido di Carmandino. Rimarrà in carica quattro anni.

1110

 

 

 

 

Muore.

CITAZIONI

-“L’unico eroe che i genovesi avrebbero poi ammesso nello scarno pantheon delle loro glorie, l’alter ego genovese di Goffredo di Buglione; il guerriero che Torquato Tasso avrebbe descritto sulle sue navi fatte torri sotto le mura gerosolomitane. Guglielmo Embriaco Testadimaglio era uno di quegli iuvenes ardenti, che andavano in cerca di fortuna…Trasformato da marinaio in guerriero,..diventa quasi naturalmente il simbolo del cavaliere che, messi da parte i tornei, si impegna, con eguale baldanza ed eguale naturalezza, in operazioni marittime e commerciali, piratesche o di guerra…Non si conoscono né la fisionomia né la storia di quest’uomo, del quale tuttavia Caffaro suggerisce, attraverso l’appellativo guerriero di “Caput mallei”, l’evidente prestanza fisica e le capacità tecniche dell’uomo di mare e costruttore di macchine da guerra, un uomo che sa essere ad un tempo capo politico e militare e diplomatico attento alla salvaguardia degli interessi familiari.” Airaldi

-“ Valoroso capo, condottiero di uomini e conquistatore di città.” Cancellieri

“Si dedicò alla nautica, all’architettura ed alla militar disciplina ed ebbe in sorte di poter palesare quanto di lor fosse dotto, in faccia ai più illustri guerrieri di quella età.” Grillo