Durach Bey

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DURACH BEY (Dyrabeys) Turco. Corsaro.

+ 1668 (marzo)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………….

In proprio

 

Frequenti sono le sue incursioni sulle coste e sulle isole Ionie accompagnate da cattura di schiavi, dalla richiesta di riscatti e di taglie, da massacri, da ruberie e dalla distruzione di interi villaggi. Possiede  propri cantieri navali;  le sue fuste trovano rifugio nelle coste dell’ Acarnania.

1656

 

 

 

Agosto

In proprio

Venezia

Costeggia il litorale di Zante (Zakinthos), isola controllata dai veneziani.

1657

 

 

 

Agosto

In proprio

 

Viene segnalato dai veneziani attorno a Zante.

1659

 

 

 

Novembre

 

 

Sempre nei pressi di Zante.

1664

 

 

 

Agosto

 

 

Nei paraggi di Zante.

Dicembre

 

 

Ancora nei pressi di Zante.

1665

 

 

 

Novembre

Impero ottomano

Venezia

Ha il comando di 10 galee. Lascia Smirne (Izmir) e si collega con altre 24 galee condotte dal pascià Mehemet Ogli. La flotta avvista nel porto di Kolokithia 2 vascelli corsari maltesi capitanati da Honoré d’Hocquincourt e da Tourville. Le navi turche devono ritirarsi dopo un aspro scontro.

1668

 

 

 

………………..

 

 

Ha l’incarico dal gran visir di assalire con le sue 12 galee la squadra di Lorenzo Corner che, con 7 galee, incrocia davanti all’insenatura di San Pelagio, a dodici miglia dal porto di Candia (Iraklion).

Marzo

 

 

Muore nello scontro di San Pelagio. I veneziani si impadroniscono di 5 galee, compresa la capitana; subiscono la perdita di 200 morti e di 300 feriti. I prigionieri turchi ascendono a 410 e 1100 sono i cristiani liberati dal remo. La battaglia navale è durata cinque ore.

CITAZIONI

-“ S’est montré le plus terrible..; il avait autorité sur tout le golfe (di Patrasso) d’après un décret du sultan..Il avait placé sous son contrôle le commerce du Péloponnèse et de la Roumelie qui s’effectuait uniquement par ses galiotes.” Yannakopoulou

“ Famoso pirata barbaresco, il quale proclamava ai quattro venti che non temeva nessuno di “quei cani di Nazareni” e che li avrebbe sterminati tutti.” Panetta

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