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CAICCO Nave a remi issata su una galea o su un vascello per essere messa in mare in caso di necessità. Da 6 a 10 remi, una vela.

CANNONE DI CORSIA Il più grosso pezzo di artiglieria della galea, che sta nel mezzo della prua sulla linea della corsia. Getta palle di ferro da 50 libbre.

CANTARO Equivale a 47,65 chilogrammi.

CAPITANO E’ il padrone assoluto di quanto vi è a bordo di una nave, delle cose e degli uomini.

CARACCA Bastimento di alto bordo e di grande stazza (più di 2000 tonnellate), usato qualche volta anche in guerra; a quattro o cinque coperte, con due castelli rialzati a poppa ed a prua, tre alberi a vele quadre.

CARAMUSSALI Nave mercantile turca con poppa molto elevata. Una sola coperta, taglio sottile, tre alberi, cinque vele, una sola coperta, stazza di 400 tonnellate.

CARAVELLA Piccolo e veloce vascello, da traffico e da guerra, usato specialmente dai portoghesi. Bastimento a vela, una sola coperta, stazza dalle 200 alle 500 tonnellate. Albero di trinchetto a prua a vele quadre e tre alberi a vela latina: tali bastimenti camminano con tutti i venti come le tartane francesi. Facile da manovrare, ma non atto a portare molto carico.

CARENA La parte dello scafo che resta immersa; la chiglia.

CAROVANA Un gruppo di bastimenti in convoglio che navigano insieme per loro maggiore sicurezza.

CASSERO La parte superiore del vascello a poppa vicino al fanale.

CASTELLO La parte più alta e più forte di un bastimento di alto bordo, verso la prua. A poppa, si dice cassero; a metà, torre.

CAVALIERI DELL’ORDINE OSPEDALIERO DI SAN GIOVANNI (e, successivamente, di Malta) L’ordine include tre tipi di membri: i cavalieri veri e propri che hanno l’incarico delle operazioni militari, il cui numero non supera mai le 500/600 unità; i “fratelli”, che hanno l’incarico di curare i malati; infine, il clero che segue le cerimonie religiose. I membri dell’ordine provengono tutti dall’Europa cattolica e sono divisi in sette gruppi nazionali o “lingue”: Provenza, Auvergne, Francia; Italia; Inghilterra; Germania; Spagna (quest’ultima, a sua volta divisa in Aragona e Castiglia. Le lingue ufficiali sono il latino ed il francese. La più alta autorità amministrativa è rappresentata dalla figura del Gran Maestro, eletto a vita. Quest’ultimo si avvale di un consiglio dotato di propri poteri legislativi e disciplinari.

Elenco dei grandi maestri dell’ordine di San Giovanni (1309/1522):

1. Foulques de Villaret (1309-19) Provenza; 2. Hélion de Villeneuve (1319-46) Provenza; 3. Dieudonné de Gozon (1346-53) Provenza; 4. Pierre de Corneillan (1353-56) Provenza; 5. Roger de Pins (1355-65) Provenza; 6. Raymond Bérenger (1365-73) Provenza; 7. Robert de Juilly (1373-77) Francia; 8. Ferdinand de Heredia (1377-96) Spagna; 9. Philibert de Naillac (1396-1421) Francia; 10. Anton Fluvian (1421-33) Spagna; 11. Jean Bonpart de Lastic (1437-54) Auvergne; 12. Jacques de Milly (1454-61) Auvergne; 13. Pier Raymondo Zacosta (1461-67) Spagna; 14. Giovanni battista Orsini (1467-76) Italia; 15. Pierre d’Aubusson (1476-1503) Auvergne; 16. Emery d’Amboise (1503-12) Francia; 17. Guy de Blanchefort (1512-13) Auvergne; Fabrizio del Carretto (1513-21) Italia; Philippe Villiers de l’Isle-Adam (1521-22) Francia

CIURMA Gli schiavi della galea. Nome collettivo di tutti coloro che sono messi al remo nelle galee, comprensivi dei prigionieri nemici (chiamati schiavi), dei malfattori condannati (i forzati) e dei volontari a stipendio (i bonavoglia). Rasati tutti allo stesso modo e vestiti nella stessa maniera di bianco o di rosso, i rematori sono incatenati ai banchi; il solo riparo è costituito da una tenda per proteggersi dal sole. 

COCCA Sorta di grande bastimento usato nel Medio Evo, del genere delle navi tonde, di alto bordo, a tre o più coperte, capace di 1000/2000 tonnellate, usato specialmente per i traffici mercantili. Porta tre alberi a vele quadre. E’ lunga fino a 60 metri, larga 10 ed alta 10. E’ largamente provvista d’ogni specie di armi per difendersi dai pirati e dai corsari; in alcuni porti i mercanti sono tenuti, mettendosi in viaggio, a portare a bordo oltre l’armatura, una balestra, 100 verrettoni ed un pavese. Nel 1300 gli statuti di Genova, Venezia ed Ancona prescrivono che prima di uscire dal porto le navi devono avere bombarde, palle di ferro o pietre e barili di polvere da sparo. L’uso di tale tipo di naviglio cessa con il 1390.

COMBATTIMENTO Si svolge con l’artiglieria e le armi da getto da lontano e con l’urto e l’abbordaggio da vicino.

COMITO Il primo tra gli ufficiali di una galea: il suo incarico è quello di sovrintendere alle manovre con i remi e le vele, nonché quello di controllare il contenuto della stiva. Il comito reale ha il compito di mantenere la disciplina nella flotta.

CONSERVA (DA) Un certo numero di bastimenti che navigano insieme per difesa (conservazione) reciproca. Anche ciascuna delle imbarcazioni minori che accompagnano una nave più grande.

CONTRAMMIRAGLIO Ufficiale generale della flotta che comanda la terza squadra in battaglia; è subordinato all’ammiraglio ed al viceammiraglio.

COPERTA Nome di quella impalcatura con la quale si chiude e si copre la parte superiore di ogni bastimento perché l’acqua non vi entri dall’esterno, sia riparato all’interno il contenuto e vi si possa manovrare sopra all’aria libera.

CORBAME Il complesso delle coste (o corbe) di uno scafo.

CORDAME L’insieme di cavi, funi, pulegge in dotazione ad una nave a vela.

CORSA (GUERRA DI) Serie di azioni belliche condotte da privati contro il naviglio mercantile nemico con l’autorizzazione dello stato (in questo differenziandosi dalla pirateria) , che sopperisce in tal modo all’esiguità di forze navali permanenti. La sua legittimità è nel diritto di guerra. La molla dell’ impresa corsara non è solo il profitto; hanno un loro ruolo la gloria, l’onore e lo spirito d’avventura. Diversamente dalla pirateria, la guerra di corsa si fa partendo da un porto, perché essa nasce dalle esigenze di uno stato che vuole condurre la guerra in mare risparmiando sui costi. Tale attività richiede a terra un supporto logistico fatto di uomini e di strumenti, quali cantieri navali, approvvigionamenti di legname, vettovaglie e munizioni. 

CORSARO Dal latino currere, correre. Capitano di bastimento privato, che, in tempo di guerra, per lettera patente (lettera di marca) di un sovrano, di un ordine cavalleresco, di una repubblica, di un signore feudale, scorre il mare a suo rischio ai danni di navi, merci e persone del nemico. In inglese il corsaro è chiamato “privateer” per meglio evidenziare il concetto che i vascelli armati per la guerra di corsa sono proprietà di privati e comandati da privati. Il corsaro porta la bandiera nazionale, è soggetto alle leggi dello stato da cui ha ottenuto l’autorizzazione alla guerra di corsa, ha tribunali propri che ne giudicano i fatti e la divisione del bottino. Deve essere rispettato dai neutrali, può rifugiarsi nei loro porti; vincitore o vinto, deve essere considerato prigoniero di guerra e gode nel mare delle stesse garanzie offerte in terra alle truppe mercenarie. Il corsaro autentico attacca soprattutto le navi mercantili, con il duplice obiettivo di indebolire il nemico e di ricavarne dei profitti. Il contratto è a termine. Armatori e capitani corsari preferiscono catturare quante più prede possibile senza ricorrere all’uso della forza, mediante l’astuzia, la sorpresa o l’evidente superiorità militare. Il principio tattico seguito dai corsari nel mare Mediterraneo consiste in un avvicinamento rapido ed in un primo attacco con il grosso cannone di corsia. Subito dopo viene lanciata una raffica di colpi di moschetto/archibugio (secondo i tempi) ed una scarica di altre armi da tiro per abbattere l’equipaggio che si trova sul ponte di coperta. A questo punto si passa all’arrembaggio. Il corsaro, per non correre il rischio di finire impiccato ad un pennone come pirata, porta in una borsa di cuoio appesa al collo la patente/lettera, da esibire in caso di necessità.

CORSIA La strada che è nel mezzo della galea, per la quale si passa da poppa a prua e nella quale, quando è necessario disalberare, vi si mette l’albero maestro.

COSTI DI MANTENIMENTO DI UNA GALEA In genere il mantenimento di una galea costa 900 ducati il mese.

COSTO DI UNA GALEA PRIVATA I dati sono riportati dal Guglielmotti in “La guerra dei pirati e la marina pontificia”

– lo scafo completo scudi 3500

-il piano della poppa 50

-l’albero di maestro 130

-l’antenna di maestro 100

-l’antenna di trinchetto 50

-due spigoni 10

-tagliami diversi 60

totale 3980

Se si aggiungono a tali voci tende, tendali, il ponte, sartie, serramenti vari, botti, vestiti, scarpe e berretti per gli equipaggi, armi da fuoco vari e polvere da sparo (con esclusione delle artiglierie), si arriva, tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, ad un costo di circa 9843 scudi a Roma e di 9520 fiorini in Toscana, a Pisa (pari a 10000 scudi).

COSTO DELLE ARTIGLIERIE E DELLE LORO PERTINENZE

-cannone di metallo del peso di 45 cantari, con palle di 50 libbre fiorini 617

-2 sagri, di 15 cantari l’uno, con palle di 10 libbre 195

-2 mezzi sagri, di 6 cantari l’uno, con palle di 4 libbre 164

-8 moschetti di bronzo, detti smerigli, di 3 o 4 cantari l’uno, con palle di

4-4.5 libbre 329

-2 mortai o petrieri di bronzo, di 6 cantari l’uno, con palle di pietra di 12 

libbre 164

-pertinenze dei pezzi di artiglieria (palle e polvere da sparo) 281

totale 1750 

COSTRUZIONE I bastimenti si costruiscono sulla riva del mare o presso la foce di un fiume, in luoghi facili da vararli ed a tirarli a terra: questi luoghi sono anche detti scali o cantieri. Le navi fino al 1500 crescono di mole, ma gli scafi restano molto deboli, perché non si sa collegarne con forza l’ossatura; in caso di tempesta, poi, gli alberi con i loro movimenti debilitano talmente lo scafo da dilatarne gli interstizi risultanti fra i corsi del suo fasciame e da farne uscire la stoppa posta a difesa: di conseguenza, poiché non si usa foderare il bastimento, succede che con l’uscita della stoppa penetri in esso l’acqua con un impeto tale da sommergerlo. Un’ evoluzione positiva nella costruzione viene ottenuta con l’introduzione del vascello.