Bussi Papirio

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PAPIRIO BUSSI Di Viterbo.

  • 1740 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1722

 

 

 

Maggio

Chiesa

Corsari barbareschi

Ha il comando della squadra pontificia. Salpa con parte delle sue galee verso Giannutri; le altre, agli ordini del vicentino Carlo Aurelio Motta (residente ad Avignone), si portano, invece, alla volta di Ponza. Papirio Bussi scopre nella cala di Giannutri una galeotta tunisina, immediatamente la sperona senza dare tempo all’equipaggio di difendersi: 37 sono i corsari messi alla catena. Gli isolani lo informano che vi è un’altra galeotta ad infestare i dintorni. Si mette in agguato; attende cinque giorni dopo essersi nascosto in un’insenatura; allorché vede la nave avanzare verso la cala dell’ isola, le si getta addosso, la abborda e fa prigionieri 25 corsari che sono messi al remo al posto dei cristiani liberati. Giorni dopo le torri costiere dal Monte Circeo a Civitavecchia segnalano l’una all’altra, a colpi di cannone, la presenza di un bastimento corsaro che naviga al largo del litorale laziale. Papirio Bussi riprende la navigazione e, nei pressi di Capo d’Anzio, avvista il legno in questione. Questo prende la fuga e finisce per avvicinarsi, a scopo di protezione, ad una grossa nave che inalbera la bandiera inglese, di passaggio da quelle parti. Senonché la nave (la “San Carlo”) muta bandiera ed issa il vessillo austriaco del regno di Napoli: il vascello algerino si trova costretto ad arrendersi a causa del cannoneggiamento di quest’ultima. La nave barbaresca viene rimorchiata a Napoli. Il Bussi ritorna allora indietro e tre giorni dopo si imbatte in un bastimento barbaresco che scorre davanti al Monte Argentario. Il legno corsaro finisce sotto la torre costiera di Porto Santo Stefano ed è catturata da quel presidio. Il Bussi fa rientro a Civitavecchia; da qui viene dirottato a Malta per difendere l’isola da un possibile attacco dei turchi.

1723

 

 

 

Settembre

 

 

Le torri costiere del Lazio segnalano la presenza di un legno corsaro. Papirio Bussi salpa con la sua capitana, seguito dal perugino Guarneri che comanda la galea “San Francesco”. Al largo di Torre Astura è raggiunto uno sciabecco tripolino forte di 28 cannoni pronto a sbarcare alcuni uomini a Foceverde. La nave è presa all’arrembaggio: i corsari si difendono con energia. Con la morte del loro rais, si arrendono i 114 uomini superstiti: il bastimento è rimorchiato a Civitavecchia. Dei pontifici sono uccisi due uomini ed altri dieci restano feriti.

1724

 

 

 

Maggio

 

 

Papirio Bussi ed il capitano Leonardo Ferretti salpano con 2 galee su segnale delle torri della spiaggia romana. Intercettano davanti a Palo un pinco di Porto Farina, che sta rimorchiando verso Tunisi 2 tartane cariche di frumento e di vino catturate in precedenza. Inseguimento, cannonate ed arrembaggio sono le fasi successive che caratterizzano l’azione. Sono fatti prigionieri 80 tunisini, che verranno rinchiusi prudentemente, prima di finire ai remi, nel lazzaretto di Civitavecchia per un periodo di quarantena.

 

 

 

Al largo di Capo d’Anzio si impossessa con le sue galee di un barcone tunisino con 40 corsari a bordo: l’imbarcazione sta rimorchiando in Africa un piccolo legno mercantile genovese catturato poco prima.

1725

 

 

Anno Santo. Agisce con i suoi due gruppi di galee dei quali il secondo è ancora comandato da Carlo Aurelio Motta.

1737

 

 

 

Estate

 

 

Le galee della guardia escono al solito divise in due gruppi.

Settembre ottobre

 

 

Insegue 2 galeotte fino alle Bocche di Bonifacio; ad ottobre, ne perde di vista altre 2 lungo le coste dell’Elba. Anche una squadra di 12 legni barbareschi si sottrae alla sua azione fuggendo verso la Sardegna. In ogni caso 2 galeotte sono catturate nei pressi dell’isola di Montecristo con 100 corsari a bordo e 6 schiavi toscani. Le navi sono condotte a Civitavecchia.

1740

 

 

Muore.

CITAZIONI

-“ Energico generale.” Panetta

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